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Archivio per Gennaio 2008

ELIMINAZIONE DELL’EFFETTO SERRA (in inglese) Prato – Centro di scienze Galceti

Pubblicato da curiositybox su 31 Gennaio 2008

the end of Greenhouse effect ?

 

TECNOLOGIA PER NEUTRALIZZARE L’EFFETTO SERRA

 

 

The blame is upon the water steam produced by combustion of petrol fumes and its derivates. According to the most important scientific conventions about climate the accuse is upon CO2 (carbon dioxide) and other gases, but no one is actually taking any attention to the water vaporization at high temperature produced by cars, truckes, boilers, aereoplanes, etc. The water let in the atmosphere with any combusion produces a heavy lack of balance on planetary scale, modifying in this way the atmospheric circulation of the entire planet and making modifications on climate bands upon the Earth. To similar conclusion got 25 years ago the engineers that have studied the space flights: it is reported also in the documents published by NASA in occasion of the mission of Apollo XI, on July 1969. At that time general director of NASA prof. J.Fletcher speaking about the space combustible of the future ( H2 Hydrogen) he wrote: ” ..the enviromental problem is reduced to the minimum, due that the most important by-product of hydrogen is water. I think that too much water in the atmosphere could have some kind of effect upon our enviroment “.

Scientists that are studying the climate, agree that the climatic oddities that we are experiencing are due to the presence of the water steam, which absorbs solar energy in a higher way than the carbon dioxide or of any other gas employed, but they do not agree that the water steam spreaded by cars, industries, forests fires, volcanic emissions could cause a lack of balance of the general atmospheric circulation bringing reactions for example on the famous ocean current “El Nino”, generating climate modifications on large scale.

On the other side there have ever been climatic modifications upon our planet : the last ones were registered in occasion of great volcanic eruptions such as Tambora and Krakatoa (two volcans located in Indonesia); the first one occurred on 1815 the second one on 1883. Years after the eruptions were particularly cold expecially in Europe and in the States and described as “the years without summer”. The cause was imputed to the diffusion of volcanic powders (cinders) in the high atmosphere (at 70-80 km height), that have restrained the solar energy, comparable to the effect of a large umbrella opened upon our planet. Regarding volcans, even if the thesis before mentioned about the action of the powder is accepted, no one has up today put forward that the powder had been brought so height just from the strong up-corrent generated by water steam (over 700 Celsius degrees !) put into circulations during eruptions considering that the steam weight is 3/5 of the dry air and also at low temperature it can drag small sand grains: in addition any volcanic eruption has a content of water steam that can be the 95% compared to the total mass of the fumes erupted. Even during the dinosaurs age the Earth was luxuriantly covered by tropical forests and many active volcans. Volcans have been the cause to put in the atmosphere large quantities of water steam overheated, such steam had favoured the ascent and the dispersion of the volcanic powders all upon the transparency of the air, and have also modified the quantity of solar energy that was originally spreaded upon the terrestrial ground, producing those changes to the climate that have brought to the dinosaurs extinction – the news is that nowdays, in addition to the natural action carried out by volcans, there is the one performed by “artificial volcans” made up of industrial smoke-stackers, exahaust-pipes, as well as the forest fires effects (often of no natural origin). Anytime there is a combustion (either of petrol, gas-oil, methane, wood, etc.) that has as component hydrogen – it is produced water steam overheated (over to 100 Celsius degrees and therefore invisible) priming phenomenon type “small volcans”. The smoke of each combustion is composed for the 30-45% of water steam: 1 kilo of petrol gas, when it is burned, gives 1,4 kilo of water, the same quantity is obtained burning gas oil or oil combustible, while burning 1 kilo of methane the quantity of water is 2,2 kilos. To have a concrete reference, a medium-powered car speeded at 55 miles /hour spreads into the air 8 kilos about of water steam (over 200 Celsius degrees); a large industrial boiler spreads 1000 kilos of steam (at 250-300 Celsius degree) in one hour work, while an aereoplane of the Jumbo 747 type spreads about 15.000 kilos of water per hour (at 600 Celsius degrees); ending, a small thermoelectrical plant fedeed with oil or methane at 500 Mega Watt/ per hour spreads into the atmosphere about 140.000 kilos of water per hour: Considering that in one day this plant can fill of water a swimming-pool 100 meters lenght, 10 meters large and 3.3 meters depth for a total of 3.300 cubic meters of water. This water is invisible because its temperature is over 100 Celsius degrees: it is a like big river streaming upon our heads in our towns. This river plus all the others form a big polluted ocean of water steam, that is the major cause of climate modifications on the Earth.

 

fonte   Curiositybox (copyright 2008) 

 

 

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La Campania “impressiona” l’Europa

Pubblicato da curiositybox su 31 Gennaio 2008

di Francesca Fulgione

La crisi dei rifiuti viene definita “impressionante” dal responsabile per l’Ambiente della Commissione Europea, il greco Stavros Dimas. Oggi 30 gennaio, a meno di miracoli dell’ultima ora, gli organismi competenti compiono un ulteriore passo in avanti nella procedura di infrazione già aperta a carico dell’Italia il 27 giugno scorso. Per scongiurare il definitivo deferimento alla Corte di Giustizia europea e una maximulta bisognerà controdedurre in tempi brevissimi al dossier sull’immobilismo italiano preparato da Bruxelles. Sebbene per lunedì prossimo sia in programma un incontro tecnico tra Commissione e Italia, è tutto pronto per procedere contro la mancata attuazione del piano regionale per la gestione dei rifiuti in Campania. Si invocano strategie a lungo termine, con la costruzione di una rete adeguata di impianti di trattamento dei rifiuti che rispettino gli standard europei e la diffusione della raccolta differenziata e del riciclaggio. Richieste sacrosante, peccato non ci sia più tempo!

Ora la priorità è agire programmando, e ne sa qualcosa Gianni De Gennaro, supercommissario per l’emergenza rifiuti, che dopo il recente incontro con il Cardinale Sepe ha chiesto fiducia ai cittadini: «Mi rendo conto dei problemi, sono pronto a discuterne, il mio obiettivo è quello di portare la regione fuori dall’emergenza». Mentre la situazione del capoluogo migliora, in provincia si soffre ancora. Nonostante l’impegno, l’intervento dell’esercito e le raccolte serali non riescono a dare respiro alle città: migliaia di tonnellate di rifiuti in strada bloccano ancora scuole e viabilità. Nel napoletano si susseguono gli incendi, con i pompieri impegnati in decine di interventi notturni, e nel resto della Campania, dall’avellinese al beneventano, monta la protesta per la riapertura dei siti individuati dal piano appena messo a punto. Nel tentativo di placare le sollevazioni popolari che ogni giorno rallentano il ritorno a condizioni di vita accettabili e fornire le certezze che una classe politica delegittimata non può trasmettere, Donato Greco, direttore del centro nazionale per la prevenzione ed il controllo delle malattie nonché capo del dipartimento prevenzione del Ministero della Salute, ricorda che «la discarica, ben gestita, che ospita il rifiuto urbano, non quello speciale, è una scelta certamente più decorosa e salubre, più rispettosa della dignità umana direi, dei sacchetti fuori dalle scuole. Vorrei sottrarre questa regione afflitta al casino dei mille pareri. Alle fobie delle mille voci e ai danni devastanti della paura sparsa con leggerezza sospetta: la verità verrà sempre detta e i rischi vanno ben conosciuti per dominarli».

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Ancora sul processo di Ossidodistruzione, i vantaggi.

Pubblicato da curiositybox su 31 Gennaio 2008

27 Gennaio 2008 by campibisenzio

Dietro il prezioso consiglio dell’Ing.Norberto F. ed alla sua gentile segnalazione, riporto un ulteriore approfondimento……..

leggi l’articolo completo su campibisenzio.wordpress.com 

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RIFIUTI/ DOMANI ITALIA AVRA’ UN MESE PER EVITARE RICORSO CORTE UE

Pubblicato da curiositybox su 30 Gennaio 2008

Bene piano De Gennaro per urgenza, ma resta problema strutturale

Bruxelles, 29 gen. (Apcom) – La Commissione europea deciderà, nella sua riunione di domani a Bruxelles, l’invio di un ‘parere motivato’ contro l’Italia, secondo stadio della procedura d’infrazione aperta nel giugno scorso per la crisi dei rifiuti in Campania. Lo hanno confermato stasera fonti qualificate dell’Esecutivo comunitario. “Non ci saranno sorprese: anche se il nuovo commissario straordinario, Gianni De Gennaro, è sta cercando di far fronte all’urgenza, e ha presentato un piano che va nella buona direzione, questo non è sufficiente per risolvere il problema strutturale, di medio-lungo periodo, e le inadeguatezze sistematica del trattamento dei rifiuti in Campania”, hanno osservato le fonti. E’ confermato anche che all’Italia, vista l’urgenza e la gravità della crisi, sarà concesso un solo mese (in genere se ne danno due) per rispondere agli addebiti della Commissione. Entro la fine febbraio – inizio marzo, insomma, partirà quasi certamente il ricorso in Corte europea di giustizia per il mancato rispetto della direttiva Ue sui rifiuti.

La Commissione esige dalle autorità italiane un approccio più di lungo termine, più ’strategico’ al problema, con più attenzione alla riduzione della produzione dei rifiuti e degli imballaggi, al riciclaggio e alla raccolta differenziata.

La situazione di inadempienza che denuncia la Commissione riguarda gli articoli 4 e 5 della direttiva 2006/12/Ce sui rifiuti.

L’articolo 4, in particolare, prescrive che gli Stati membri “adottino le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente e in particolare: a) senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna e la flora; b) senza causare inconvenienti da rumori od odori; c) senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse”. Gli Stati membri, inoltre, devono adottare “le misure necessarie per vietare l’abbandono, lo scarico e lo smaltimento incontrollato dei rifiuti”.

L’articolo 5, invece, prevede che in ogni paese si adottino “le misure appropriate per la creazione di una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento, che tenga conto delle tecnologie più perfezionate a disposizione che non comportino costi eccessivi”. Questa rete “deve consentire alla Comunità nel suo insieme di raggiungere l’autosufficienza in materia di smaltimento dei rifiuti e ai singoli Stati membri di mirare al conseguimento di tale obiettivo, tenendo conto del contesto geografico o della necessità di impianti specializzati per determinati tipi di rifiuti”. Il sistema così messo a punto, si legge ancora in quest’articolo della direttiva “deve permettere lo smaltimento dei rifiuti in uno degli impianti appropriati più vicini, grazie all’utilizzazione dei metodi e delle tecnologie più idonei a garantire un alto grado di protezione dell’ambiente e della salute pubblica”.

Secondo la Commissione, non c’è una pianificazione strategica di lungo termine, che, oltre a discariche e inceneritori dovrebbe prevedere anche una riduzione dei volumi dei rifiuti prodotti, attraverso il riciclaggio, la raccolta differenziata, la diminuzione degli imballaggi. Il riciclaggio, in particolare è uno dei nodi su cui Bruxelles vorrebbe vedere più attenzione” da parte delle autorità italiane.

Dopo la procedura d’infrazione aperta con la lettera di messa in mora del 27 giugno 2007, e vari contatti a livello tecnico fra gli emissari della Commissione e del governo italiano, l’Esecutivo Ue aveva inviato una seconda lettera a Roma con una nuova richiesta di informazioni e chiarimenti il 23 ottobre, dando un mese di tempo per la risposta, che è arrivata alla vigiladi Natale. Le argomentazioni italiane sono però insoddisfacenti per i servizi della Commissione,perché non in grado di dare attuazione agli articoli 4 e 5 della direttiva 2006/12. Neanche l’incontro a livello tecnico svoltosi a Roma ieri, 28 gennaio, anche se ha fornito ulteriori informazioni ai servizi della Commissione sull’azione delle autorità italiane e del nuovo commissario De Gennaro, è servito a scongiurare la nuova fase della procedura d’infrazione.

postato document.write( strelapsed(‘2008-01-29T20:42:00Z’) );21 ore fa da APCOM

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Consumi e rifiuti separati in casa. Anche per l´Europa

Pubblicato da curiositybox su 30 Gennaio 2008


LIVORNO. La Commissione europea sta per dare il via a una maxi analisi comparativa sul funzionamento del mercato in ciascuno stato membro. Il progetto denominato MarketWatch, è una indagine a tutto tondo che passerà al setaccio il mercato dei ventisette paesi membri sulla base di indicatori specifici per ogni settore: sicurezza dei prodotti in commercio, convergenza o divergenza dei prezzi, rispetto della legge, reclami registrati e grado di soddisfazione dei consumatori.

Sarà inoltre elaborato un monitoraggio più sistematico delle politiche nazionali a favore dei consumatori, facendo ricorso alle analisi comparative tra i diversi stati membri. L’obiettivo, secondo quanto illustrato dalla commissaria europea alla tutela dei consumatori, Meglena Kuneva, che lancerà il progetto il prossimo 31 gennaio, è quello di dare al consumatore europeo maggiori garanzie, sulla base di una sorta di pagella dei mercati.

Fin qui niente da osservare. Ma se si legge la notizia assieme a quanto previsto dallo schema della nuova direttiva quadro sui rifiuti (pubblicata sulla gazzetta europea del 29 novembre scorso) licenziata con favore il 9 gennaio 2008 dall´esecutivo europeo e che è quindi adesso in seconda lettura, in merito alle iniziative sulla prevenzione dei rifiuti, viene da riflettere su quanto le politiche europee siano nei fatti coerenti e solidali tra di loro. E soprattutto efficaci.

Tra le principali novità della direttiva quadro in itinere, oltre alla ridefinizione del concetto di rifiuto e delle nozioni di raccolta e recupero e all´introduzione di una nuova definizione di riciclaggio, vi è infatti un capitolo dedicato alle iniziative di prevenzione.

Per migliorare le modalità di attuazione delle azioni di prevenzione dei rifiuti negli stati membri e per favorire la diffusione delle buone pratiche in questo settore, si dice infatti necessario adottare obiettivi e misure a livello comunitario riguardanti la prevenzione dei rifiuti. Non solo, si dichiara anche la necessità di introdurre l´obbligo, per gli stati membri, di elaborare programmi di prevenzione incentrati sui principali impatti ambientali e basati sulla considerazione dell´intero ciclo di vita di un prodotto.

«Gli obiettivi e le misure dovrebbero essere finalizzati a dissociare la crescita economica dall´aumento dei rifiuti e dagli impatti ambientali e sulla salute connessi alla produzione di rifiuti conseguendo una netta riduzione delle quantità di rifiuti prodotti, della loro nocività e dei loro impatti negativi» si legge all’articolo 7, capitolo II della direttiva.

In linea con quanto già indicato dalla Commissione nella sua proposta relativa a una strategia dell’Unione europea per lo sviluppo sostenibile, ribadito nel VI programma comunitario di azione per l´ambiente, declinato in molti degli strumenti legislativi comunitari che riguardano il tema della riduzione della produzione dei rifiuti e soprattutto della loro pericolosità. Oltre alle più note direttive imballaggi, anche la direttiva Ippc o quelle relative alla fine del ciclo di vita dei prodotti: dai veicoli fuori uso, alle pile e batterie sino ai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

L’elaborazione di questi programmi, che dovranno essere messi a punto dagli stati membri, è quello di stabilizzare la produzione dei rifiuti entro il 2012 alla quota prodotta al 2008. Per questo la Commissione, si impegna (con uno specifico cronoprogramma) anche a dare un supporto alla attività di prevenzione che saranno individuate negli specifici programmi elaborati dagli stati membri. Fra queste una serie di indicatori per consentire il monitoraggio e la valutazione dei risultati raggiunti; la definizione di una politica di progettazione ecologica dei prodotti per ridurre allo stesso tempo la produzione di rifiuti e la loro pericolosità; le migliori pratiche per ottenere obiettivi di riduzione e un piano d´azione per misure volte, in particolare, a modificare gli attuali modelli di consumo.

Purtroppo c’è da rilevare il rischio che ancora una volta le politiche di riduzione della produzione dei rifiuti, richiamate come essenziali dall’Unione europea, rimangano nel capitolo delle mere enunciazioni.

Quale migliore occasione infatti si sarebbe potuta sfruttare, per ottemperare ad esempio all’obiettivo annunciato di modificare gli attuali modelli di consumo, se non quella di inserire azioni mirate nel progetto annunciato dalla commissaria Meglena Kuneva? Come ad esempio l’inserimento di indicatori utili a considerare l´intero ciclo di vita di un prodotto, così da poter premiare quelli che rispettano maggiormente i criteri volti al minor utilizzo di materie prime, di minor produzione di scarti e di minor produzione di rifiuti giunti a fine percorso. O di indicatori che privilegino la progettazione ecologica volta al maggior utilizzo di materiali provenienti dal circuito del riciclaggio, così da dare maggior punteggio a questi prodotti nella pagella finale.

Insomma, dal momento che il progetto MarketWatch, risulta contemporaneo nei fatti alla strategia prevista con l’obiettivo di raggiungere una stabilizzazione della produzione dei rifiuti nel 2012, sembrerebbe quantomeno logico agire di pari passo. Per evitare, come purtroppo già avvenuto nel recente passato, che le politiche europee di prevenzione dei rifiuti rimangano ancora una volta delle belle frasi ad effetto, mentre i rifiuti negli stati membri continuano ad aumentare.

di Lucia Venturi

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Jappone – incredible machine

Pubblicato da curiositybox su 29 Gennaio 2008

incredible machine, un bellissimo video made in japan dove degli astuti giapponesi studiano mille modi di passare il tempo.

 

by google video

 

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Evasore fiscale scoperto grazie a Google Earth

Pubblicato da curiositybox su 28 Gennaio 2008

PISA – Google Earth come strumento per scoprire gli evasori. È quanto successo a Pisa, dove una ditta di rimessaggio di barche si è vista contestare dall’Ufficio delle entrate un imponibile aggiuntivo di circa 60 mila euro, accertato attraverso le immagini satellitari ad alta definizione della Nasa e dello Space telescope institute diffuse sul web dall’Internet company americana. La notizia è pubblicata su Economy, il business magazine di Mondadori in edicola da domani, come si legge in una nota diffusa questa sera.

«Il presunto evasore ha fatto ricorso contro l’indagine condotta in modo così inconsueto», continua la nota di Economy, ma, secondo il magazine, «la sua richiesta è stata bocciata dalla Commissione provinciale tributaria: infatti, la sentenza dice che l’accertamento dell’evasione può essere osservato anche dallo spazio. Il che significa che la tecnologia di Google Earth d’ora in poi farà giurisprudenza».

Fonte ilmessaggero.it

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Irlanda: stop a molecola base Aulin

Pubblicato da curiositybox su 27 Gennaio 2008

(ANSA)-ROMA, 15 MAG- In Irlanda e’ stata decisa l’immediata sospensione della commercializzazione dei farmaci contenenti nimesulide. Tra questi c’e’ l’Aulin. ‘Tale decisione – spiega l’Agenzia italiana del farmaco – e’ stata presa a seguito della segnalazione da parte della National Liver Transplant Unit dell’ospedale St.Vincent di sei casi di insufficienza epatica grave che hanno richiesto il trapianto di fegato e di una revisione complessiva delle segnalazioni pervenute all’Agenzia irlandese’.

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A FIESOLE – Pipistrelli e Energia Rinnovabile

Pubblicato da curiositybox su 24 Gennaio 2008

posted by Ugo Bardi su ASPO-Italia Blog

Cosa c’entrano i pipistrelli con l’energia rinnovabile? Tecnicamente, niente; eppure c’è un legame. Ora mi spiego.

Guardate il filmato qui sotto; é un servizio di Alessandra Parrini apparso su RAI-3 circa un mese fa. Nel servizio si fa vedere, fra le altre cose, la pipistrelliera installata a casa mia, a Fiesole, ormai da più di un anno e che ospita 3 felici pipistrelli. L’idea è di ripopolare di pipistrelli zone dove l’urbanizzazione e il taglio frequente dei boschi ha distrutto i loro rifugi naturali. La ragione del ripopolamento è utilitaristica: i pipistrelli mangiano le zanzare; di conseguenza se abbiamo pipistrelli possiamo fare a meno, o perlomeno ridurre, l’uso di insetticidi chimici.

Il fatto di avere tre pipistrelli che svolazzano intorno a casa mia non mi salva certamente dall’invasione delle zanzare tigre. Però, se i miei vicini di casa mettessero delle pipistrelliere anche loro, allora non sarebbe questione di tre pipistrelli ma di centinaia di pipistrelli che farebbero una differenza. In sostanza, mettendo una pipistrelliera a casa mia, non solo mi creo un vantaggio personale, ma anche faccio un piacere ai miei vicini. E’ quello che gli americani chiamano la strategia “win-win” (vinci-vinci).

Ora, potete cominciare a vedere l’analogia fra pipistrelli e energia rinnovabile. Sono cose diverse, ma la filosofia di installare pipistrelliere e pannelli fotovoltaici è la stessa. Installando i pannelli FV a casa mia, genero energia per mio personale uso, ma l’eccesso lo rivendo ai vicini (o comunque ad altri) attraverso la rete elettrica. E’ la stessa strategia win-win che si basa sullo scambio. Non è fontamentale cosa ci si scambia, l’importante è scambiare; nessuno può vivere isolato. La tecnologia odierna ci permette di scambiarsi energia elettrica attraverso la rete, oppure informazioni attraverso l’Internet (lo state facendo proprio adesso). Rifkin ha pensato di scambiarsi idrogeno (questa però non è un’idea pratica); possiamo scambiarci prodotti dell’orto , piaceri personali, un passaggio per andare a lavoro (car sharing) oppure, come in questo caso, pipistrelli,

Lo scambio delle cose che uno ha in eccesso è alla base dalla convivenza umana dal tempo delle caverne e che, oggi, abbiamo un po’ dimenticato. Ma se ha funzionato per milioni di anni, probabilmente continuerà a funzionare e potrebbe essere alla base della diffusione dell’energia rinnovabile nel futuro. Appunto, la strategia win-win


 

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Il nuovo schermo flessibile a colori – tecnologia che non danneggia uomo e ambiente

Pubblicato da curiositybox su 24 Gennaio 2008

La tecnologia che non danneggia uomo e ambiente – Il nuovo schermo flessibile a colori


Lg ha annunciato il primo display che riproduce esattamente le stesse caratteristiche della carta stampata
SEUL – La tecnologia di ultima generazione per monitor e display porta la firma del gigante dell’elettronica LG Philips. Si tratta del primo foglio elettronico a colori in formato A4: è sottile proprio come un foglio di carta (0,3 millimetri di spessore e 35,9 centimetri in diagonale) e può anche essere curvato, offrendo una visione a 180 gradi senza che l’immagine risulti deformata.
SALVA VISTA E AMBIENTE – In quanto a prestazioni non ha nulla da invidiare ai monitor tradizionali, anzi: il nuovo e-paper supporta fino a 4.096 colori e non affatica la vista come un qualsiasi altro monitor. Senza contare che è stato sviluppato pensando anche al risparmio energetico: la tecnologia messa punto dai tecnici LG permette infatti al nuovo prodotto di utilizzare energia elettrica solo quando c’è il passaggio da un immagine all’altra. «Siamo di fronte alla nuova generazione di questo tipo di tecnologia», ha dichiarato lo stesso Chung In-Jae, amministratore e vice presidente LG, «le sue potenziali applicazioni sono incredibili e permetteranno ai nostri clienti di creare nuovi prodotti che non solo saranno molto utili, ma che consentiranno anche di non abusare delle risorse naturali del nostro pianeta».
LA SERIE – Come riferisce Slashdot, LG aveva sviluppato una prima versione in bianco e nero del foglio elettronico già nell’ottobre del 2005,
e circa un anno fa ha rilasciato la versione leggermente più grande dello stesso modello. Ora, grazie alla nuova versione a colori, anche le riviste potranno presto rivivere in questo nuovo formato cartaceo-elettronico, pratico, leggibile e di ottima qualità. Displaybank stima che il mercato potenziale per i display flessibili raggiungerà un volume pari a 5,9 miliardi di dollari entro il 2010, destinati a diventare 12 nel 2015

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copyright Alessandra Carboni

 

 

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