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Archivio per 11 Febbraio 2008

Quattromenununquarto (26 marzo 1938)

Pubblicato da curiositybox su 11 Febbraio 2008

Erano stesi nel letto di quella camera sul mare. Dopo aver fatto l’amore.
- Che ore sono, Ettore? Domandò lei.
- Le quattromenunquarto. Rispose lui.
- Di già? Ma non è possibile! Vuoi dire che siamo rimasti a letto tutto il giorno senza nemmeno accorgercene?
- E’ incredibile come vola il tempo quando siamo insieme. Le sorrise lui.
- Già. Replicò lei perdendosi nel suo sguardo.
Erano entrambi giovanissimi. E felici. Si abbracciarono nuovamente per qualche istante che sembrò eterno.
- Ma non erano le quattromenunquarto? Come mai è già buio? Esclamò all’improvviso lei guardando il panorama dalla finestra.
Il ragazzo guardò nuovamente l’orologio.
- Si son fatte le otto, amore!
- Ma come è possibile? Chiese lei con tono incredulo.
- Dai usciamo a mangiarci qualcosa. Le propose abbracciandola. Si baciarono. Poi scesero dal letto e si prepararono.
Lei si intoilettava. Lui la guardava. Quando furono pronti uscirono. Ma era ormai notte fonda. Dopo pochi passi nella via principale di Palermo si resero conto che i ristoranti erano tutti chiusi da un pezzo. Tornarono a casa e si cucinarono una cena veloce e frugale con le poche cose che trovarono nella dispensa. Poi si coricarono nuovamente e si abbracciarono un momento. Fuori, intanto, era mattino alto. E la porta bussò.
- Vado io. Disse il ragazzo.
Scese al piano di sotto e aprì all’uomo anziano e cortese che era venuto per riscuotere i soldi. E che se ne andò soddisfatto.
Il giovane tornò al piano di sopra, nella stanza da letto.
- Era il padrone di casa. Gli ho detto che rimaniamo un altro giorno.
- Hai fatto bene. Non siamo praticamente ancora usciti di qui, da quando siamo arrivati. Ma che ora s’è fatta?
Ettore guardò l’orologio e pallido rispose che erano nuovamente le quattromenunquarto.
- Non ci credo! Esclamò lei spaventata. Poi aggiunse: il tempo sta scorrendo in modo assurdo.
Scoppiò a piangere. Lui l’abbracciò. Poco dopo la porta bussò nuovamente. E lui nuovamente scese ad aprire all’uomo gentile e attempato che reclamava i soldi della stanza.
- Ma se l’ho appena pagata. Rispose stupito il ragazzo.
- Mi prende in giro? Rise l’altro. Mi ha pagato ieri. Avete deciso di restare un altro giorno?
Ettore rimase sbalordito. Anche perché l’uomo aveva in mano il giornale del giorno dopo. O meglio del giorno giusto, evidentemente, anche se loro non si erano accorti che fosse già arrivato.
- Sì. Ci fermiamo un giorno ancora. Rispose. E lo pagò. Lei si affacciò dalla stanza di sopra e scese in vestaglia le scale a chiocciola.
- Che succede, amore?
- Ma lo sai che siamo qui già da due giorni?
- Ma che dici? Ma se siamo arrivati poco fa! Rispose lei.
Entrambi guardarono l’orologio a pendolo dell’anticamera. Erano le quattromenunquarto.
Poco dopo suonò nuovamente la porta. Il padrone di casa era tornato. E il giornale che aveva in mano del 26 marzo, indicava senza ombra di dubbio che era trascorso un altro giorno.
Il giovane gli pagò una settimana in anticipo, per toglierselo di torno almeno per qualche ora. Il vecchio sembrava felice. E se ne andò ossequioso.
Poi tutto cominciò a lampeggiare. I giovani non capirono subito il perché. I giorni e le notti si alternavano così veloci che sembravano dei flash a intermittenza. L’orologio girava impazzito e il suo tic tac sempre più rapido suonava come un martello pneumatico. Poi si distorse in un ronzio. Infine le lancette roteanti si sintonizzarono definitivamente sulle quattromenunquarto. E rimasero immobili.
Improvvisamente fece freddissimo. Doveva essere arrivato l’inverno. I due corsero nella stanza da letto al piano di sopra e si infilarono tremanti sotto le coperte. Ma quasi subito tornò il caldo e l’estate. I giorni e le notti si avvicendavano veloci come i fotogrammi di un film. Fuori dalla finestra il mare sembrava fermo. Gli alberi, invece, si riempivano di verde rigoglioso per poi spogliarsi delle foglie. All’infinito. Come un disco incantato.
Il tempo scorreva così rapidamente che presto anche gli inverni e le estati si susseguirono come dei fotogrammi di una pellicola.
I giovani scomparvero definitivamente dalla portata nostra – e del padrone di casa – il 26 marzo del 1938, alle quattromenununquarto. Forse avevano scoperto la relatività del tempo e l’avevano esperita ancor prima che un collega di lui, un certo Albert Einstein, la teorizzasse. Di Ettore Majorana e della compagna segreta con cui era fuggito a Palermo [l'Unico suo Vero Amore Eterno], non si seppe mai più nulla.
Almeno dal nostro punto di vista spaziotemporale limitato.

fonte: zop blog (copyright)

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Un colpo (magnetico) ci addormenterà

Pubblicato da curiositybox su 11 Febbraio 2008

di Roberto Venturini (copyright) fonte: Apogeonline

Un ricercatore italiano all’avanguardia nell’esplorazione della Stimolazione Magnetica Transcraniale scopre che un forte campo magnetico pare in grado di approfondire il sonno

 

Moltissime sono le persone che soffrono di disturbi del sonno, creando un florido mercato per prodotti e servizi destinati ad alleviare il problema. Se è notevole il numero delle persone che ricorrono a terapie d’urto basate sui farmaci, è in aumento il mercato per terapie più morbide, come le tecniche di rilassamento, yoga, meditazione e così via. All’orizzonte sta però profilandosi una nuova possibilità, basata sull’applicazione mirata di campi magnetici.

Da molti anni si sa che il nostro cervello funziona grazie a impulsi elettrici. E qualunque studente del liceo sa che dove passa una corrente elettrica c’è un campo magnetico. Esperimenti volti a usare elettricità e magnetismo per influenzare le funzioni vitali ne sono stati condotti a bizzeffe, a partire dalle famose cosce di rana del Galvani – datate 1771, in una gamma variante dal ridicolo alla truffa.

Negli ultimissimi anni, però, la ricerca ha acquisito connotati sempre più seri, e ha portato a scoperte e risultati interessanti. In effetti, la disciplina della Stimolazione Magnetica Transcraniale (TMS) appare essere uno dei campi più affascinanti delle neuroscienze. Grazie a apparati in grado di generare campi magnetici 40.000 volte più forti del campo magnetico terrestre e focalizzati in modo molto preciso, i ricercatori sono oggi in grado di influire su specifiche zone del cervello.
 

Un cervello in fuga, ma bello sveglio

Tra i cervelli che non dormono anche se in fuga dall’Italia, il professor Giulio Tonoli del Center for Sleep and Consciousness presso l’Università Wisconsin-Madison insieme al collega Marcello Massimini ha affrontato un arduo compito: capire perchè, concretamente, il sonno ci è necessario. Nel corso delle sue ricerche, ha trovato un modo di sfruttare la TMS per stimolare le onde cerebrali del sonno profondo. Un solo colpo di campo magnetico (ma nel punto giusto) ed ecco apparire le onde che il nostro cervello produce quando è profondamente addormentato in un sonno ristoratore.

Al momento il meccanismo è stato provato su volontari già addormentati: il TMS però rende più profondo il sonno, arricchendolo di onde lente, secondo quanto dichiaratomi da Tonoli. L’applicazione pratica del meccanismo sembra dunque essere ancora abbastanza lontana e rimane tutto da dimostrare che un eventuale sonno magnetico artificiale possa essere rigenerante come un sonno naturale (ovvio, quando c’è).

Fortunatamente per tutti gli insonni, la ricerca attualmente in corso all’università appare essere rigorosa e seria, ben lontana da tutta quella serie di tentativi di generare un sonno artificiale tecnologico che stati compiuti in passato – culminando nella famosissima bufala del “Sonno Russo” degli anni 60. Un misterioso apparato (apparentemente frutto della ricerca aerospaziale sovietica) dotato di elettrodi da applicare alle palpebre e all’orecchio e che alla pressione di un bottone avrebbe dovuto mandarci nel mondo dei sogni, in uno stupore elettrico di un’ora che valeva come un’intera notte di sonno.

Di certo non sarebbe male avere a disposizione un apparecchietto più compatto di quei mostri utilizzati oggi per il TMS. Uno scatolotto che con due elettrodi e un bottone potesse mandarci nel mondo dei sogni. Sarebbe un successo istantaneo non solo per gli insonni, ma per i viaggiatori aerei transatlantici, pendolari ferroviari e per tutti coloro che per amore di un partner melomane si fanno trascinare all’integrale dell’Anello dei Nibelunghi. Ci sarebbe da fare un sacco di soldi.

Bello ma probabilmente impossibile: per creare un campo magnetico tanto potente da passare il nostro cranio e mesmerizzare i nostri neuroni, ci vuole una fonte d’energia ben più potente di un paio di pile alcaline.
 

Una sana alternativa: i rimedi naturali

In attesa dell’arrivo dell’apparecchietto, non resta che cercare altri sistemi, se soffriamo d’insonnia. Inutile, ve lo dico subito, provare a magnetizzarsi con calamita in testa per cercare il sonno. Piuttosto, se credete nei cristalli, tentate con una ematite o una sodalite.

Io raccomando personalmente il più tradizionale dei sonniferi: cenare leggero e sostituire la sessione serale di televisione (o di Internet) con 2 ore di sesso appassionato. Il quale avrà come effetto collaterale non solo di farvi dormire profondo ma di farvi bruciare (se vi ci mettete d’impegno) qualche migliaio di calorie. Il che vi farà diventare più snelli e tonici, quindi più attraenti. E quindi più appetibili come oggetti sessuali. E vi trascinerà in un vortice che vi renderà dipendenti dal sesso e vi condurrà alla perdizione.

Oh, beh, di qualcosa si deve pur morire, no? E allora meglio di sesso che di insonnia…


Roberto Venturini è Digital Strategic Planner di ARC (gruppo Leo Burnett), giornalista e blogger. Tra i pionieri dell’Internet Marketing Italiano, padre di due figli, un blog e cinque gatti.

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