GUARDATE QUESTO VIDEO:
fonte: http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=62856829
Pubblicato da curiositybox su 12 Settembre 2009
GUARDATE QUESTO VIDEO:
fonte: http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=62856829
Pubblicato su ufo | Contrassegnato da tag: ufo | Lascia un commento »
Pubblicato da curiositybox su 9 Settembre 2009
NIKOLA TESLA,
nell’autobiografia “MY INVENTIONS” pubblicata a puntate su Electric Experimenter del 1919, fa più volte cenno ad alcune “macchine volanti” già progettate da realizzare in pratica, radicalmente diversi dagli aerei e dagli elicotteri, già brevettati dallo stesso TESLA.
Alcuni storici tra cui la lodevole MARGARET CHENEY autrice di una buona biografia “MAN OUT OF TIME”, in corso di traduzione in Italiano, ha ritenuto che si trattasse di un elicottero, perché TESLA aveva parlato espressamente di decollo verticale, ma ciò non è corretto.
TESLA scrisse:
‘Come affermato in una precedente occasione, quando fui studente all’Università, io concepii una macchina volante, abbastanza diversa da quelle presenti. Il principio sottostante era solido, ma non poté essere messo in pratica perché volli un movente primario di sufficientemente grande attività. Negli anni recenti, ho risolto questo problema e sto ora pianificando una macchina aerea “priva di piani di sostentamento, alettoni, propellenti ed altri attacchi esterni, che saranno capaci di immense velocità e saranno molto probabilmente in grado di fornire potenti argomenti per la pace nel prossimo futuro. Una simile macchina sostenuta e propulsa “interamente per reazione”, è mostrata in una delle pagine delle mie letture, ed è supposta di essere controllata sia meccanicamente che per mezzo di energia trasmessa senza fili. Installando gli impianti appropriati, sarà praticabile “proiettare un missile di questo tipo nell’aria e farlo cadere” quasi nell’esatto punto designato, che può essere migliaia di miglia lontano.‘
Ovviamente non si tratta neppure di una mongolfiera o di un dirigibile.
TESLA non fu neppure mai interessato alla missilistica o alla propulsione a getto, quindi non si tratta di un razzo a combustione.
Si tratta di un veicolo a levitazione identificato di forma discoidale o sferoidale, a seconda delle idee del progettista, il cui principio di funzionamento ricalcherebbe gli UFOs genuini e gli IACs.
WILLIAM R. LYNE, che ha un patrimonio genetico assortito avendo sia antenati anglosassoni dalla pelle bianca che antenati nativi americani dalla pelle rossa, ha scritto due libri sull’argomento.
Essi sono SPACE ALIENS FROM THE PENTAGON e OCCULT ETHER PHYSICS: TESLA’S HIDDEN SPACE PROPULSION SYSTEM AND THE CONSPIRACY TO CONCEAL IT, edizioni CREATOPIA.
LYNE sostiene una tesi paradossale: che tutti i dischi volanti sono di fabbricazione terrestre e nessun alieno è mai giunto sulla terra. Tutti gli ufologi, secondo LYNE sarebbero strumenti inconsapevoli della propaganda dei Pseudo-ILLUMINATI di BAVIERA, avente lo scopo di nascondere con il mito degli extraterrestri la vera scienza soppressa.
Non condividiamo le sue idee in esobiologia, ma che comunque avrebbero forse qualche effetto su certe sette di ufolatri, ma abbiamo considerato attentamente le affermazioni di LYNE concernenti la fisica ed i sistemi avanzati di propulsione.
Già nel primo libro SPACE ALIENS FROM THE PENTAGON, LYNE espose la teoria dinamica della gravità di TESLA, afferma a pag. VII che tutte le sue invenzioni erano finalizzate alla macchina volante elettrica.
NIKOLA TESLA aveva anche costruito un sistema di guida giroscopico nel 1917 che fu testato in un volo di prova di 200 miglia con la SPERRY GYROSCOPE COMPANY.
LYNE concorda che la gravitazione ed il sistema di propulsione elettrogravitazionale sono causati DAL FLUSSO OMNIDIREZIONE DI ETERE o RADIAZIONE del PUNTO ZERO o FLUSSO DEI FOTONI VIRTUALI o PRANA con l’interazione di cariche positive e negative che compongono questo flusso invisibile. Attraverso l’uso degli apparati elettrici è possibile creare dei vortici opportuni nel flusso eterico che spingono gli oggetti nella direzione voluta. Come vedremo in fondo l’uso degli apparati elettrici non è l’unico sistema, ma è quello che attualmente, per l’attuale grado di evoluzione spirituale dei terrestri è più adatto, aggiungo io.
NIKOLA TESLA naturalmente era in grado di ottenere con i suoi TESLA COILS di grande efficienza, correnti elettriche ad altissima tensione ed ad elevata frequenza senza bruciarli, ma soprattutto era in grado di trasmetterla attraverso l’atmosfera, senza fili ed anche di produrla dalla ZPE (Concetto questo poi sviluppato da HENRY THOMAS MORAY).
NIKOLA TESLA già prima del 1894 aveva fatto un esperimento con 2 lamine metalliche parallele e, tramite una corrente alternata ad elevata frequenza ed alta tensione, le cui oscillazioni erano provocate da un trasformatore di TESLA, aveva creato uno “stato solido” tra le due placche. Non era un vero è proprio “muro”, ma più verosimilmente aveva dato al flusso di etere un ordine, una consistenza, una inerzia, ed un momento, per cui produceva gli effetti della materia solida. L’effetto a cui TESLA mirava era quello di sospingere oppure di arrestare o sorreggere le placche o un altro oggetto solido. In tal caso la placca sarebbe diventata una sorta di tappeto volante.
Normalmente il flusso di fotoni virtuali è disordinato, non è polarizzato ed essendo un fluido estremamente tenue non può avere impieghi pratici. Esso scorre continuamente attraverso i nostri atomi e le nostre cellule, senza che noi neppure lo avvertiamo, come è giusto che sia. L’elettricità ad alta tensione ed alta frequenza sprigionata da un trasformatore di TESLA è un mezzo che può POLARIZZARE ovvero “disciplinare” ed ordinare il flusso eterico. Una applicazione particolarmente rilevante è quella della creazione di vortici nel flusso delle ZPR.
LYNE definisce l’etere anche come “OMNI MATTER” cioè materia componente base che costituisce tutte le cose.
Questo esperimento fu riportato nel libro di THOMAS COMMFORD MARTIN “THE INVENTIONS, REARCHES AND WRITINGS OF NIKOLA TESLA” del 1894, eppure viene attribuita tale scoperta all’esperimento, sempre con 2 placche metalliche parallele, di HENDRIK BRUGT GERHARD CASIMIR (1909-2000) del 1948.
Tale effetto viene ricordato come effetto CASIMIR, mentre la prima formulazione teorica del Campo Elettromagnetico di Punto Zero viene attribuita a MAX PLANCK (1858-1947) nel 1912, nonostante che TESLA li avesse preceduti entrambi.
TESLA dichiarò di averlo sperimentato su una distanza di 6 miglia e che esso consentiva, tramite onde telluriche di intensità molto più piccola di quelle dei terremoti, di inviare messaggi, che sarebbero stati captati con un piccolo ricevitore tascabile. Tale trasmissione perdeva molto poco della sua intensità con la distanza e, ovviamente, viaggiando attraverso il terreno, non risentiva in alcun modo delle condizioni meteorologiche.
Tale dispositivo non era progettato per trasmettere energia elettrica, ma solo messaggi, probabilmente di tipo telegrafico, anche se TESLA non lo specificò.
TESLA non mostrò mai questo apparato in azione, ma pressato dai giornalisti, aggiunse che esso consisteva in un cilindro di acciaio molto fine sospeso in aria da un tipo di energia che era molto vecchia nel principio, ma che era amplificato con un nuovo segreto, combinata con una parte fissa che si trovava al suolo.
Questa dichiarazione potrebbe essere considerata una vanteria non provata e TESLA non può sottrarsi all’onere della prova sperimentale, come il metodo galileiano prescrive, altrimenti usciamo dalla scienza ed entriamo nei dogmi di fede che accomunano i finti religiosi e gli scettici negazionisti.
LYNE cita il pezzo dell’ELECTRIC EXPERIMENTER, considerandolo una dichiarazione non pubblicata del 1915, prendendolo dal libro di JOHN JACK O’NEILL PRODIGAL GENIUS. Invece è stato pubblicato eccome con tanto di una illustrazione della nuova macchina volante.
NIKOLA TESLA disse ad O’NEILL che l’idea della macchina volante gli venne per la prima volta mentre frequentava l’Istituto tecnico di GRAZ.
In un articolo del dell’8/12/1915 sul NEW YORK TIMES, TESLA aveva proposto il suo sistema di propulsione elettrico, proponendo però di alimentarlo via radio da un generatore a terra. TESLA affermò che esso avrebbe potuto un milione di miglia all’ora [pari a 277 miglia (444 km) al secondo e 16.666 miglia (26.625 km) al minuto primo]. LYNE precisa che tale velocità poteva essere raggiunto nello spazio interplanetario, ma per viaggi intercontinentali era esagerato. Ovviamente questo dimostra chiaramente che non si tratta né di un elicottero né di un razzo, perché non potranno mai raggiungere tali velocità, per le loro caratteristiche strutturali, neanche fra 1000 anni.
L’immagine fa pensare ad una pagnotta o ad un sigaro volante, oggetto anch’esso che è stato abbondantemente avvistato nei 55 anni dell’ufologia civile, anche se non sappiamo se questa era la proporzione originale di TESLA o se il disegnatore lo ha allungato. Noi riteniamo che l’idea originale di TESLA fosse più simile ad una cupola o ad una semisfera arrotondata, che non ad un sigaro, per ottenere una distribuzione della carica elettrica per unità di superficie più uniforme rispetto alla forma cilindroide.
In ogni caso quest’immagine è sufficiente a fugare definitivamente l’ipotesi del dirigibile, perché non ci sono eliche e del razzo, perché non ci sono gli alettoni di coda, come ha scritto espressamente lo stesso TESLA anche se la parola reazione potrebbe trarre in inganno qualcuno.
In una intervista rilasciata a WILLIAM L. LAURENCE comparsa sul NEW YORK TIMES del 22/09/1940, il Dr. NIKOLA TESLA annunciò al mondo la TELEFORZA consistente di 4 invenzioni già testate che consistevano in:
1) Un mezzo per produrre raggi nell’aria libera senza alcun vuoto;
2) un metodo di produrre una forza elettrica molto forte (per forza si intende tensione),
3) un metodo per amplificare questa forza elettrica,
4) e un metodo per produrre una tremenda forza elettrica propellente.
Alcuni scrittori pseudotesliani e legati alla CIA e/o alla massoneria hanno sostituito la parola propellente con repellente, per confondere le idee.
Come al solito, alcuni scienziati senza coscienza posteriori, si sono appropriati delle scoperte ed invenzioni di TESLA per applicare a fini opposti a quelli dell’ingegnere slavo ovvero l’HAARP, le armi a raggi di particelle per il progetto HAARP le emissioni ELF per il controllo della mente ed altri crimini contro l’umanità.
La forma circolare e convessa dell’UFO e della cima della torre di WARDENCLIFFE, non sono casuali, ma rispondono al criterio di distribuire uniformemente la carica elettrica sulla massima superficie possibile, in modo da ridurre le perdite, in quanto sappiamo bene, da FRANKLIN ed il parafulmine che le punte e gli spigoli fanno addensare eccessivamente le cariche. Per il medesimo motivo NIKOLA TESLA aveva creato le bobine piatte.
Le bobine piatte a spirale, avendo il massimo rapporto superfici/spessore ed essendo prive di spigoli ed a largo raggio di curvatura, permettevano di avere un buon rapporto superficie/carica elettrica e non davano luogo all’effetto corona o a scariche spurie che disperdevano inutilmente parte della potenza teorica del dispositivo.

Macchina volante (UFO) di Nikola Tesla
Per approfondimenti contattare
MATTEO TENAN – VIA VENEZIA 64 – 44038 PONTELAGOSCURO FE – TEL. 0532461978
labor@global.it
Note:Copyright Centro Accademico Studi Ufologici Per approfondimenti contattare Matteo Tenan (Tel. 0532461978) o scrivere a: labor@global.it
Pubblicato su Invenzioni, biografie, inventori | Contrassegnato da tag: tesla, tesla nikola, ufo | Lascia un commento »
Pubblicato da curiositybox su 4 Marzo 2008
Gli scienziati ipotizzano che le difformità siano causate da microscopici “wormholes”: la base navale americana AUTEC potrebbe essere una sorta di Area 51 dei Caraibi. Ma in quelle acque si nasconderebbero anche le vestigia di Atlantide
Oceani di inchiostro sono stati versati sull’argomento Triangolo delle Bermuda, quella sorta di “pozzo di S.Patrizio paranormale” dove sono scomparse centinaia di navi e una ventina di aerei e dove hanno luogo deviazioni dei campi magnetici, improvvise formazioni di fitta nebbia, una quantità di avvistamenti UFO decisamente superiore alla media e molto altro ancora. Svariate ipotesi hanno accompagnato questi rapporti, tra di esse, la più controversa è la teoria secondo cui l’arcipelago delle Bahamas sia formato dalle cime dei monti del perduto continente di Atlantide, affondato in questi mari millenni orsono.
Io sono uno storico, con alle spalle un dottorato in storia e sociologia all’Università di Colonia – quindi ben allenato ad evitare le congetture e ad attenermi ai fatti – e non mi aspettavo certo di contribuire un giorno a questa controversia. Ma il caso ha disposto diversamente. In qualità di istruttore sub professionista, nel 1995 venni mandato, dalla compagnia per la quale lavoravo, a Nassau, nelle Bahamas, per un periodo di sei mesi. Durante il mio lavoro, i proprietari delle imbarcazioni del luogo mi riferirono spesso che la lettura delle loro bussole aveva presentato delle improvvise deviazioni, portandoli completamente fuori rotta. La mia curiosità ebbe il sopravvento e decisi di rintracciare eventuali irregolarità dei campi magnetici nelle zone in cui erano state notate le deviazioni, cercando di registrare misurazioni dettagliate.
A caccia di prove
Basandomi sui resoconti che avevo udito, scelsi di immergermi in sette diverse località: Fish Hotel, Lyford Cay e White Hole, vicino a Nassau; Lost Blue Hole, a circa un’ora di navigazione da Nassau; Dogleg Reef, ad un’ora da Marathon, nelle Florida Keys; il cosiddetto “Atlantis Wall”, vicino Bimini; e Sunken Train, presso Eluthera.
Due colleghi sommozzatori – lo statunitense Al Miller ed il giamaicano Joel Green – mi accompagnarono in queste spedizioni. Nell’arco di un paio di mesi ci immergemmo da una a sette volte a settimana, tuffandoci più volte in ogni località, solitamente scendendo ad una profondità di poche decine di metri. Ogni immersione durava in media 60 o 75 minuti. Trovammo prove evidenti di deviazioni magnetiche in quattro di quelle zone: Fish Hotel, Lyford Cay e White Hole nelle Bahamas e Dogleg Reef nel sud della Florida. Durante le nostre immersioni raccogliemmo elementi molto precisi sulle differenze riscontrate tra i valori normali e quelli effettivamente registrati dalle nostre bussole.
Nei mesi seguenti trasmisi questi dati a diversi fisici in tutto il mondo. Tutti furono concordi nell’affermare che tali anomalie dei campi magnetici terrestri potevano essere causate da microscopici “wormholes” che apparivano e scomparivano in brevissimo tempo. Non riuscivano ad immaginare altre possibili spiegazioni. Il Prof. John Wheeler, dell’Università di Princeton, descrive i wormholes come dei “tunnel di transito” tra diverse dimensioni della realtà. Secondo Wheeler i wormholes misurerebbero solo una giga-frazione di un centimetro quadrato ovvero, in cifre, il numero 1 preceduto da 33 zeri, preceduti da una virgola decimale. Si suppone che questi mini-buchi neri, che appaiono e scompaiono continuamente dalla geometria dello spazio, siano delle minuscole particelle di “materia virtuale” ovvero che essi possano esistere solo per un limitato periodo di tempo. I cosiddetti mini-buchi bianchi, loro controparte, sarebbero invece composti di anti-materia virtuale.
Ogni volta che questi due tipi di materia virtuale si formano, a qualunque livello, si auto-distruggono immediatamente. Il Prof. Wheeler, tuttavia, non sa spiegare il motivo del continuo apparire, scomparire e riapparire di tali mini-buchi.
Opinioni scientifiche
Riguardo le mie registrazioni di anomalie nei campi magnetici, ecco i pareri espressi da alcuni degli scienziati – in genere fisici quantistici – con i quali ho parlato.
Secondo il fisico Dott. Werner Muller, di Karlruhe: “Basandomi sulle cifre che mi ha fornito e sul fatto che non sono state trovate fonti naturali sul fondo del mare, non restano altro che le teorie della fisica quantistica per spiegare questo fenomeno“.
Per il Prof. Tsung-Min Gung, fisico di Tokyo: “Se le teorie sulle connessioni interdimensionali non sono totalmente errate e se esse possono venire sviluppate come mi aspetto, la stretta interdipendenza esistente tra la gravità ed il campo magnetico terrestre potrebbe essere uno dei modi per individuare queste aperture fra diverse dimensioni“.
Dal canto suo, il fisico Dott. Grazyna Fosar, di Berlino, afferma: “Dal punto di vista della fisica, l’unica spiegazione ragionevole per queste misteriose deviazioni nei campi magnetici è l’esistenza di ‘porte’ verso l’iperspazio“.
Sorprendenti risultati, che mi portarono a studiare, con sempre crescente interesse, gli altri fenomeni caratteristici del “Triangolo delle Bermuda”, associati alla zona delle Bahamas.
L’ipotesi che le deviazioni magnetiche siano causate dalla presenza di “stargates” era già stata avanzata qualche tempo fa (sebbene, per quanto ne so, sono stato il primo a raccogliere dati effettivi a riguardo) e alcuni ricercatori hanno associato proprio alla presenza di questi “stargates” l’incidenza estremamente alta di avvistamenti UFO registrata in quell’arcipelago.
Una base navale top-secret
Molti di tali avvistamenti avvennero presso l’Atlantic Undersea Test and Evaluation Center (Centro Subacqueo Atlantico di Test e Valutazione) o AUTEC, base navale americana nelle Bahamas. Pertanto, alcuni ricercatori credono che l’AUTEC potrebbe essere una sorta di “Area 51″ sottomarina: un luogo dove il governo americano effettuerebbe delle ricerche segrete sugli UFO e che, di tanto in tanto, verrebbe persino visitato dagli alieni.
Decisi di indagare fino in fondo queste incredibili congetture. L’AUTEC possiede delle risorse davvero uniche, incluso un poligono subacqueo per sperimentare e studiare armamenti acustici. Si trova sull’isola di Andros, 285 chilometri a sud est di West Palm Beach, Florida.
Le installazioni ed i laboratori di Andros – per visitare i quali bisogna procurarsi uno speciale permesso – coprono meno di due chilometri quadrati di territorio ma, in realtà, l’AUTEC comprende ben 2.688 chilometri quadrati del circostante Mar dei Caraibi. Questa zona dell’oceano consiste in una baia dalle acque abissali e dai fondali scoscesi, lunga 160 chilometri e larga 32, profonda dai 700 fathom (misura di profondità: 1 fathom = 1,829 m.) dei bordi ai 1.100 fathom del suo lato nord. A conti fatti, si tratta di un’enorme quantità di spazio acquatico. Inoltre, ho saputo da più fonti che la base di Andros è sottoposta a misure di sicurezza severissime e top-secret.
UFO e “blue holes”
Nelle acque circostanti l’isola, di tanto in tanto sono stati avvistati strani apparecchi che non solo somigliavano ad UFO, ma ne avevano anche la stessa sbalorditiva rapidità di movimento e che eseguivano le medesime incredibili virate ad angolo acuto. Un uomo d’affari viennese mi riferì che, mentre circumnavigava le coste di Andros con il suo yacht, vide ad una distanza di circa tre chilometri (era una giornata molto limpida), in acque profonde più di due chilometri, un oggetto immobile che scambiò per una balena. Avvicinandosi a meno di 800 metri dall’oggetto – che aveva iniziato ad emettere uno strano bagliore – scoprì che si trattava invece di un qualche genere di apparecchio tecnologico, dal design ultramoderno. Improvvisamente, l’apparecchio partì dirigendosi verso sud, a quella che il testimone definì “una velocità folle”. Scivolò sulla superficie dell’acqua per poi scomparire istantaneamente tra le onde, senza più riapparire.
Mi sono state riferite teorie di cospirazione e di insabbiamento di natura molto oscura, fiorite intorno al tema dell’AUTEC quale possibile Area 51 sottomarina, così come voci simili circolano sulla vera Area 51. Eccovene un esempio, riferitomi da un informatore che ho intervistato nel Novembre 1998, nel quartier generale della NASA a Cape Kennedy, Florida. Egli mi raccontò che Rob Palmer – un sommozzatore inglese molto noto ed apprezzato nell’ambiente, che era stato per diversi anni direttore di un centro ricerche sui “blue holes”, nelle Bahamas – nel Luglio del 1997 era scomparso durante un’immersione compiuta nel Mar Rosso, in Israele, e lo si riteneva morto. I “blue holes” (o buchi blu) sono delle piccole caverne sottomarine che si sono apparentemente formate dall’interno e che si trovano soprattutto in quell’arcipelago. Io ritengo che i blue holes potrebbero essersi generati a causa delle continue apparizioni e sparizioni dei microscopici wormholes.
A quanto sembra, Rob Palmer aveva una teoria analoga e, inoltre, era convinto che i blue holes potessero essere dei punti di transito per gli UFO in arrivo da altre dimensioni. Le sue indagini lo stavano portando sempre più vicino all’isola di Andros, dove vi è una vera proliferazione di questi blue holes. Il mio informatore mi disse che circolavano alcune voci secondo cui Palmer era stato ucciso da ufficiali dell’AUTEC, probabilmente perché sapeva troppo, tramite una suggestione post ipnotica che lo avrebbe indotto al suicidio mentre si trovava in immersione nel Mar Rosso.
In qualità di storico, non è mia intenzione approfondire simili tristi supposizioni, ma il semplice fatto che tali voci esistano suggerisce che potrebbe effettivamente essere in atto un qualche genere di attività clandestina nella base di Andros.
E Atlantide riemerse dalle acque
Poiché molto del materiale che avevo studiato aveva dimostrato di avere una base di verità, per quanto indiretta, decisi di indagare la storia secondo cui l’area delle Bahamas corrispondeva all’antico continente di Atlantide non completamente sommerso.
Molti hanno creduto per lungo tempo che le mura sottomarine di Bimini fossero una vestigia di Atlantide. L’idea era stata avanzata in un primo momento dal medium Edgar Cayce, il quale affermava che molte delle persone da lui esaminate avevano vissuto vite precedenti in Atlantide. Alcuni scienziati del British Government’s Building Research Establishment (Fondazione per la Ricerca Edilizia del Governo Britannico), usando le più recenti tecnologie, hanno persino scoperto delle minuscole quantità di carbone ed oro all’interno di quelle che sembrano essere pietre lavorate dall’uomo, trovate sul fondale di Bimini.
Come storico, mi interessa principalmente lo studio delle fonti primarie d’informazioni, piuttosto che secondarie, pertanto decisi di leggere l’unico testo sul quale sono state basate le migliaia di libri dedicati ad Atlantide: il Crizia, dialogo scritto dal filosofo greco Platone. Soprattutto, decisi di leggerlo non in chiave mitologica o metaforica, come molti fanno, ma come un vero documento storico. Pertanto tralasciai i dettagliati resoconti degli splendori di questo antico regno, concentrandomi invece sulle sue dimensioni, che ci sono state tramandate da Platone: che forma aveva Atlantide? Quali erano la sua lunghezza e larghezza?
Appresi qualcosa di affascinante: se potessimo prendere l’attuale arcipelago delle Bahamas e sollevare l’intera massa della terraferma di 90 metri – o, per metterla in altro modo, abbassare il livello dell’acqua che circonda le Bahamas di 90 metri (riportandola al livello che aveva durante l’ultima Era Glaciale) – ci troveremmo di fronte un territorio che corrisponderebbe in maniera impressionante, per forma e misura, all’antica Atlantide descritta da Platone: il filosofo scrisse nel Crizia che tale continente era più grande dell’Egitto (ovvero dell’Egitto allora conosciuto); che il centro dell’isola, non distante dal mare, era formato da una pianura circondata da bassi rilievi ad una distanza di 9 chilometri; e che questi stessi rilievi si trovavano in un’ampia pianura, circondata da alte montagne ad una distanza di 321 chilometri.
La zavorra dei Confederati
Tuttavia, le mie conclusioni riguardo le cosiddette Mura di Bimini, presunte rovine di Atlantide, non sono affatto così “New Age”. Credo, infatti, che le pietre che le formano e che appaiono lavorate dall’uomo, non provengano affatto da Atlantide ma che siano state lasciate là durante la Guerra Civile Americana.
A quell’epoca un gran numero di navi forzava il blocco dell’Unione per trasportare merci e rifornimenti nei porti dei Confederati. Braccati dalle navi dell’Unione, questi vascelli spesso si rifugiavano nelle basse acque delle Bahamas, dove le grosse navi da guerra non potevano seguirli. Per riuscire a navigare al di sopra degli scogli che costellavano le acque erano spesso costretti a disfarsi del peso eccessivo, in modo da diminuire il pescaggio delle imbarcazioni. Il modo più semplice di farlo era liberarsi dei massi di granito usati come zavorra nelle stive. Penso che questa abitudine possa spiegare la presenza di gran parte delle pietre scoperte oggi in luoghi come Bimini.
Ho proseguito le mie indagini in molti altri campi. Trovando, ad esempio, che le Bahamas hanno le loro personali leggende su misteriose creature simili a scimmie, che non si lasciano vedere quasi mai: i “chickcharnies”. Ho scoperto, inoltre, che esistono molte “storie di fantasmi” collegate alle Bahamas e che gli sciamani della zona hanno fama di possedere dei poteri semi-divini. Insomma, ho lasciato le Bahamas con la netta impressione – una sensazione difficilmente comprovabile scientificamente – che in quell’arcipelago vi sia un elevato grado di energia psichica o persino di energia “interdimensionale”.
Ammaraggio subacqueo
Tuttavia, la mia attenzione torna agli “stargates subacquei dei Caraibi” scoperti insieme agli amici Al Miller e Joel Green. Ho una proposta. Sarebbe interessante cercare davvero di entrare in uno di questi “stargate”, se non per il fatto che essi sono solitamente microscopici e che tendono a fluttuare dentro e fuori dall’esistenza. Pertanto, vorrei suggerire che uno o più fisici si immergano in alcune delle località dove sono state riscontrate le anomalie magnetiche, magari quelle vicino a Nassau, in acque poco profonde, non distanti dalla riva e dalla capitale delle Bahamas, che potrebbe ospitare in maniera eccellente la stampa internazionale eventualmente interessata ad assistere a questo inusuale “Ammaraggio Subacqueo negli Stargates dei Caraibi”.
Devono sicuramente esserci molti scienziati giovani, atletici e sportivi che potrebbero venire persuasi ad indossare l’equipaggiamento da sub e ad avventurarsi sul fondo dell’oceano per scoprire quali sensazioni telepatiche e quali messaggi sarebbero in grado di cogliere, filtrati nell’attimo in cui questi microscopici wormholes si aprono per poi richiudersi e riaprirsi. La mia proposta può sembrare bizzarra, ma io ed i miei colleghi sommozzatori saremmo lieti di addestrare i ricercatori disposti a tentare e di scendere poi con loro sul fondo dell’oceano a largo delle Bahamas.
di Michael Preisinger
Il dott. Preisinger ha pubblicato le sue ricerche ne “Il Triangolo delle Bermude. Una spedizione svela il mistero dell’arcipelago maledetto”. Ediz. Piemme.
Pubblicato su Fenomeni Fortiani, cronaca, curiosità, fisica, magnetismo | Contrassegnato da tag: Al Miller, Atlantide, Bahamas, bermuda, Bussole, campi magnetici, joel green, John Wheeler, Lyford Cay, Nassau, ufo, Università di Princeton, Werner Muller | Lascia un commento »
Pubblicato da curiositybox su 25 Febbraio 2008
Conferma e aggiornamento sull’ incontro segreto alle Nazioni Unite per discutere sugli UFO e la vita extraterrestre.
Ho fatto circolare recentemente un articolo per descrivere l’ incontro segreto che sembra essere avvenuto a New York nell’ ufficio delle Nazioni Unite per discutere sugli UFO e la vita extraterrestre. La sorgente confidenziale (A) lavora come membro della comunità diplomatica e ha rivelato questa informazione a due ricercatori, Shawn e Clay Pickering. Ho il piacere di annunciare che ho ricevuto conferma indipendente che l’ incontro suddetto è avvenuto la mattina del 12 febbraio 2008, come hanno affermato Clay e Shawn.
Ho avuto anche conferme su cio’ di cui si è parlato nell’ incontro da un’ altra fonte (B) che ritengo molto affidabile. E’ stato affermato che un documento è circolato nell’ incontro e ora si sta diffondendo a ministri importanti di molte nazioni per ulteriori studi e commenti in merito.
Devo ancora vedere il documento, che dovrebbe riferirsi ad un’ offerta da parte degi extraterrestri di aiutare l’ umanità e prepararla alla rivelazione finale sulla vita extraterrestre. Si sarebbe anche discusso su come le Nazioni Unite siano state incoraggiate al rilascio delle tecnologie segrete che rivoluzionerebbero lo sviluppo della free energy.
La data 2013 è stata data come il tempo in cui gli extraterrestri appariranno palesemente. Questo coincide con la data che ho rilasciato nell’ ultimo articolo. Rilascerò altre informazioni sul documento e sulla fonte (B) che ha confermato l’ incontro, nella mia prossima comunicazione su questa iniziativa di rivelazione delle NU sugli UFO e la vita extraterrestre.
Cio’ che segue è un rapporto su un ulteriore incontro tra Clay e Shawn Pickering e la loro fonte confidenziale (A), in merito all’ incontro alle NU sugli UFO tenutosi a mattina del 12 febbraio 2008. Hanno sottolineato che la “rivelazione palese” della vita extraterrestre, sopra le città piu’ grandi, avverrebbe nel 2017, invece che nel 2013 come descritto nell’ articolo precedente. I ruoli della religione e della crescita della popolazione sono stati discussi e sembrano aver sollevato diverse questioni, soprattutto per l’ India.
Un termine descrittivo scelto dalla fonte A per la rivelazione extraterrestre nel 2017 è stato “The Controllers” ( NDT I Controllori ). Questo termine ha chiare connotazioni psicologiche ed è stato scelto perchè ha un particolare effetto sul pubblico, sia per gli stati membri delle NU che per la popolazione in generale.
Questo indica che la fonte A sta riportando informazioni progettate per scatenare una reazione psicologica su certe questioni.
Un altro aspetto del seguente rapporto è che si afferma che l’ India avrebbe grande difficoltà con la rivelazione sulla vita extraterrestre, che potrebbe poi portare all’ eliminazione dell’ Induismo. Ciò appare in contraddizione con l’ antica tradizione delle tecnologie avanzate e sulla vita extraterrestre presenti nei testi Vedici e nella molteplicità degli dei. Se le cose stanno come dicono le fonti, i Cattolici di Roma avranno tempi piu’ facili con la rivelazione di “tre Dei in uno”.
Io credo che la menzione dell’ India come paese che puo’ avere difficoltà con la rivelazione è come una macchinazione per confondere i problemi relativi alla rivelazione. Combinata al termine descrittivo per gli ET, “I Controllori”, per scatenare un certo effetto psicologico, è possibile che l’ informazione sia stata diffusa da agenzie di intelligence ed esperti in operazioni psicologiche.
Nel messaggio del 13 febbraio, la fonte di Clay e Shawn si è riferita ad un Ammiraglio come colui che ha rivelato la notizia sull’ incontro alle NU. Questo evidenzia che l’ Ufficio Investigativo della Marina è coinvolto con l’ iniziativa di rivelazione sugli UFO o che sta filtrando le informazioni da rilasciare ?
Per me, piu’ interessante è stato il contrasto tra l’ ordine del giorno della riunione rivelato dalla fonte A di Clay e Shawn e cio’ che mi è stato detto dalla fonte indipendente B che ha confermato la riunione alle NU.
La fonte B si è concentrata sulle questioni relative al rilascio delle tecnologie per le nuove fonti di energia e su un documento, mentre la fonte A si è concentrata sulla crescita della popolazione e sulla religione. Curiosamente la fonte A non ha parlato di alcun documento in circolazione tra gli stati delle NU.
In conclusione, sono soddisfatto che sia avvenuto un incontro alle NU nell’ ufficio di New York il 12, per discutere sugli UFO e gli extraterrestri. Cio’ che traspare dalla riunione sembra differire tra la fonte A e la fonte B indipendente.
Il documento in circolazione tra i ministri delle nazioni aiuterà a capire cio’ su cui si è discusso nell’ incontro. Sono alla ricerca dei documenti, per avere una migliore idea sull’ ordine del giorno, in merito al ruolo delle NU sulla divulgazione pubblica della realtà extraterrestre.
Aloha,
Michael E. Salla, Ph.D
Kona, Hawaii
22-02-2008 – 12:04 Fonte: abc
Pubblicato su cospirazionismo, disinformazione, ufo | Contrassegnato da tag: Clay, Nazioni Unite, New York, Shawn Pickering, ufo | Lascia un commento »