Curiositybox

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Drago volante avvistato in Cina

Posted by curiositybox su 23 ottobre 2016

Cosa accomuna l’ufologia con la Criptozoologia? Apparentemente niente direte voi. Fin qui avete ragione se non fosse per un piccolo particolare.

 

 

Entrambe le pseudo-scienze si occupano di tutto ciò che da noi viene accettato cose qualcosa di veramente incomprensibile anche perché, con le nostre attuali conoscenze, tutto ciò potrebbe sembrare del tutto irrazionale e fuorviante .

I paleontologi affermano che i pterodattili si sono estinti 65 milioni di anni fa. Una domanda sorge spontanea osservando il sottostante video. Tali creature si sono davvero estinte? I piloti e gli esploratori che in Sud America le hanno viste con i propri occhi insistono col dire che tali creature esistono ancora oggi .

Molte teorie vanno sostenendo che la creatura volante filmata nei cieli della Cina potrebbe essere un vero e proprio drago mentre alcuni utenti affermano che il video fornisce la prova definitiva che i pterodattili potrebbero essere sopravvissuti in qualche luogo remoto della Terra .

Un incontro di questo tipo è stato riferito anche da David Hatcher Childress quando nel 1992 un aereo di pendolari brasiliani rischiò una collisione in volo con uno pterodattilo visto svolazzare su una regione montuosa della foresta pluviale brasiliana in gran parte inesplorata. Piu’ di recente una creatura simile è stata segnalata da un uomo in Cina il quale sarebbe riuscito a filmare un gigantesco drago volante avvistato mentre girovagava in un tratto di cielo non lontano dal confine con il Laos. Potrebbero tali meraviglie preistoriche essere sopravvissute fino ai giorni nostri ?

 

 

© Fonte video;ApexTV

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prova inequivocabile di strutture aliene su Marte

Posted by curiositybox su 29 agosto 2016

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Secondo una nuova serie di immagini del rover della NASA che esplora il pianeta rosso, ci sono strutture gigantesche mezzo sepolte vicino al monte Sharp sul pianeta rosso. Secondo i cacciatori di UFO e ufologi, ci sono diverse strutture che sono chiaramente visibili metà sepolte nel duro suolo marziano.
Non molto tempo fa abbiamo condiviso le immagini di un misteriosa struttura a cupola su Marte, un’altra immagine che sembrava dimostrare che ci sono più cose su Marte rispetto a quello che la NASA e le altre agenzie spaziali sono disposte ad accettare.
Mentre molti lettori potrebbero rimanere scettici su queste immagini, non si può negare che c’è un certo grado di mistero che li circonda.
Guardando le immagini presenti in questo articolo, possiamo vedere chiaramente che sembrano essere diverse linee di forma perfetta sullo sfondo. Secondo i cacciatori di UFO, queste linee sono la prova finale di strutture semi-sepolte su Marte. Non solo queste sono presenti in prossimità del Monte Sharp, ma possono essere viste in molte immagini del pianeta rosso. Queste immagini sono, secondo ufologi la prova definitiva che dimostra che il pianeta rosso era abitato da esseri intelligenti in un lontano passato.
La possibilità che gli esseri intelligenti hanno abitato Marte è più forte che mai, e se ci pensate … potrebbe essere esistito milioni di anni fa. Questo è il motivo per cui vi è una grande possibilità che la maggior parte delle strutture sul pianeta sono entrambe state distrutte a causa del clima o sono state sepolte sotto tonnellate di suolo marziano. Questo è il motivo per cui è quasi impossibile affermare con precisione se siamo di fronte a una vera e propria struttura artificiale o no. Tuttavia, da ciò che gli utenti sono stati in grado di vedere nelle immagini in questo articolo, i loro commenti sembrano indicare che qualunque cosa sia, è molto improbabile che si tratta di una formazione naturale.

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Se Marte aveva un’atmosfera simile alla Terra in passato, se avesse acqua allo stato liquido che fluisce attraverso fiumi, laghi e oceani … è logico suggerire che il pianeta potrebbe essere stato abitato, se è stato abitato vi è la possibilità che la vita intelligente si è sviluppata, e se la vita intelligente si è sviluppata su Marte, allora la possibilità che queste strutture sono la prova di questo è un forte caso nel dibattito tra ufologi e scettici.
Per tutti coloro che vogliono controllare le immagini RAW, deve andare sul sito web della NASA cliccando qui, e controllare le immagini originali le strutture marziane o no … le immagini sono certamente interessanti e avranno un sacco di persone interessate al pianeta rosso e misteri intorno ad esso.
Ecco il video del cacciatore di UFO che ha trovato la zona anomala su Marte:

https://www.youtube.com/watch?v=GUPJjgbtb_c

http://www.filosofiaelogos.it/

Source

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Dieta veloce: 3 kg in 5 giorni

Posted by curiositybox su 29 agosto 2016

Molto spesso facciamo fatica a seguire diete lunghe e pericolose per la nostra salute, oggi vogliamo proporvi una dieta sana, veloce ed equilibrata che vi aiuterà a perdere circa 3 kg in 5 giorni. La dieta che oggi vi proponiamo vi permetterà di dimagrire ma al tempo stesso potremo contare su una dieta sana ed equilibrata che non crea problemi al nostro organismo.

 

Dieta veloce per perdere 3 kg in 5 giorni

LUNEDI

  • Colazione: un bicchiere di succo di frutta non zuccherato con 2 fette biscottate integrali;
  • Pranzo: 150 g di prosciutto crudo, 30 g di pane integrale, insalata mista.
  • Cena: una fettina di carne ai ferri con insalata, senza esagerare con l’olio.

MARTEDI

  • Colazione: un bicchiere di succo di frutta, una tazza di caffè d’orzo (senza zucchero);
  • Pranzo: un’insalata mista con uova sode e tonno;
  • Cena: 80 gr di spaghetti al pomodoro con parmigiano.

MERCOLEDI

  • Colazione: un vasetto di yogurt magro con cereali (meglio se integrali) e caffè (non zuccherato);
  • Pranzo: un piatto di bresaola condita con rucola e grana accompagnato con un panino;
  • Cena: pesce cucinato al forno o, se preferite, grigliato e verdura mista poco condita.

GIOVEDI

  • Colazione: un succo di frutta fresca e 3 fette integrali con marmellata;
  • Pranzo: verdura mista poco condita e un gelato di frutta;
  • Cena: un uovo sodo e 2 bruschette con olio e pomodoro se preferite.

VENERDI

  • Colazione: un caffè accompagnato con 2 fette biscottate integrali;
  • Pranzo: un trancio di pizza e per finire un frutto;
  • Cena: una fettina di carne bianca (pollo, tacchino, coniglio) e un contorno di insalata poco condita.
Regole da seguire
  • Evitate lo zucchero, preferite il miele o la stevia.
  • Evitate il sale, al suo posto potete usare spezie o succo di limone.
  • A metà mattina e a metà pomeriggio potete mangiare due frutti a scelta.
  • Cercate di fare un po’ di movimento, bastano 20 minuti di camminata veloce o 35 minuti di camminata normale al giorno per migliorare la salute del cuore oltre che ad apportare benefici al nostro fisico e aiutarci a bruciare calorie.
Fase di Mantenimento

Il programma di mantenimento può essere seguito sempre ed è un esempio di regime alimentare corretto e bilanciato, un programma che in realtà può essere seguito tutti i giorni.

Ecco un esempio di giornata tipo:

Appena sveglia: un mezzo bicchiere di acqua tiepida con il succo di mezzo limone

Colazione: una tazza di latte, oppure tè con limone e miele, due fette biscottate integrali con marmellata.

Spuntini (metà mattina e pomeriggio): frutta fresca o spremute.

Pranzo: 80 g di pasta al pomodoro, insalata mista.

Cena: 150 g di carne o pesce alla griglia o al vapore, verdure lesse o al vapore condite con olio e limone, una fetta di pane integrale.

Durante la dieta cercate di bere almeno 1,5/2 litri di acqua al giorno, se avete improvvisi attacchi di fame cercate di mangiare frutta o ortaggi crudi o tisane.  Se abbinate dello sport come la corsa, la camminata veloce o il nuoto otterrete dei risultati ancora migliori.

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Breve storia dell’alchimia

Posted by curiositybox su 20 agosto 2016

di Paolo Manzelli

Sommario:


ALCHIMIA ERMETICA o METALLURGICA

Nella cultura Mediterranea venne considerato fondatore dell’Alchimia Ermete Trimegisto (nome che significa il Re tre volte Grande) una figura probabilmente immaginaria a cui furono attribuite numerose scritture; all’epoca dell’antico Egitto, Ermete fu spesso identificato con una divinità che possiede la conoscenza di tutte le arti e le scienze sacre e segrete della mummificazione dei corpi.

La parola Alchimia è pure incerta si ritiene infatti che la etimologia venga da Al ( = il in arabo), e Kimia (la terra del "Kamel" = il cammello, cioè l’odierno Egitto; oppure il suolo del "Kem-it", che significa "nero", e che quindi si riferisce all’aspetto scuro della terra fertile dell’Egitto, altri ritengono invece che Alchimia possa derivare dal vocabolo greco "chyma" (che significa : scioglimento -fusione).

Già gli alchimisti egiziani avevano notato che la terra nera nel Nilo doveva la sua fertilità all’ "humus ", residuo della macerazione di foglie alberi ed animali morti. Avevano anche capito che le piante venivano mangiate dagli animali erbivori e che i carnivori mangiavano gli erbivori e cioè che l’uomo apparteneva a questa catena alimentare biologica, dove ogni essere vivente, quando si decomponeva ritornava in ciclo.

Pertanto al fine di evitare la "reicarnazione" dei resti umani in seguito a "trasmutazioni periodiche" dell’humus, essi svilupparono la Alchimia per mummificare i corpi dei morti, in modo che il corpo mummificato alchemicamente rimanesse inalterato dopo la morte; gli egizi chiusero infatti le mummie in tombe serrate " ermeticamente " (vocabolo quest’ultimo che deriva da "Ermes").

Per dimostrare tendenza alla purezza solare dei loro re, gli egiziani fecero costruire le piramidi sopra le tombe dove i re vennero sepolti.

Il quadrato, ottenuto combinando i quattro triangoli equilateri che simboleggiano i quattro elementi, rappresentava la base della piramide mentre i lati che correlano la base al vertice in direzione del sole, rappresentarono la "rettificazione", cioè il simbolo della purificazione espressa come tendenza alla elevazione della terra. Più il re era potente e di valore, più elevata doveva essere la sua piramide.

I miti ed i simboli della alchimia sono stati sempre correlati principalmente alla purificazione dei metalli seguendo il principio detto del "Solve e Coagula" (dissolvi e solidifica), utile anche per la produzione di coloranti di profumi e di medicamenti; artigianali già sviluppate all’epoca delle antiche popolazioni Assiro-Babilonesi.

Il simbolismo di ogni trasformazione alchemica fu concepito nell’ambito della idea che l’uomo, che è parte della natura, proponendosi il ruolo di ordinatore del tempo dello sviluppo naturale, potesse aiutare, la natura ad accelerare i tempi di evoluzione prestabiliti dagli influenze celesti. L’ "opus Alchemico" sintetizzato nella frase "pensa agendo ed agisci pensando", fu infatti considerato come "la levatrice delle trasformazioni vitali della natura" proprio in quanto gli alchimisti ermetici ritennero che qualora venisse scoperto il segreto, detto della "Pietra Filosofale" o principio di purificazione di tutte le qualità, ciò avrebbe permesso di "trasmutare" tutti i metalli in oro puro a partire dallo stato di materia imperfetta.

Infatti le sostanze che compongono l’universo vennero considerate, potenzialmente "oro", ma temporalmente esistenti in varie fasi della loro purificazione che, naturalmente senza l’intervento dell’Opus Alchemica, si sarebbe realizzata in tempi indefiniti.

La Pietra Filosofale è stata quindi considerata il mistero da scoprire, che di fatto è quello della intelligenza della natura, da assecondare per accelerare i ritmi temporali della trasmutazione verso la perfezione.

Si disse pertanto negli scritti Alchemici "nessun uomo all’interno di una barca può ostinarsi a svuotare il mare", volendo indicare come l’uomo armato di sola ragione è impotente di fronte al mistero occulto della purificazione alchemica, proprio in quanto il pensiero razionale non è in grado di cogliere l’essenza intelligente della propria natura ovvero della "Pietra Filosofale".

L’intuizione Alchemica di base risiede in una prospettiva cosmologica globale che correla i metalli al cielo ed ai pianeti; pertanto ogni trasformazione, al di là delle apparenze, non è di natura caotica e casuale in quanto è favorita dagli influssi intelligenti ("energheja") del cielo sulla terra.

Pertanto nella tradizione della Alchimia Metallifera piombo, ferro, stagno, rame, mercurio, sono soggetti alla corruzione, mentre due, (argento, oro) sono incorruttibili, cioè rispettivamente meno e non soggetti al decadimento fisico prodotto dal tempo.

La maggiore o minore perfezione gli alchimisti ritennero che dipendesse dallo stato di maturità qualitativamente raggiunto. Solo l’oro sarebbe il risultato ultimo di una scala di perfezione che tutti i metalli potevano raggiungere in seguito a "trasmutazioni". Si pensò inizialmente che le "trasmutazioni" sarebbero state il risultato di un gran numero di trasformazioni progressive frutto del miglioramento cognitivo dell’ Opus Alchemica nonché dall’influsso benevolo degli astri nel cielo.

Nel "Libro dei sette capitoli", attribuito ad Ermete le fasi di ciascuna trasformazione sono descritte come fasi di transizione che vennero associate alle influenze del sole, della luna e dei cinque pianeti visibili ad occhio nudo.

La fase iniziale di ogni trasformazione venne considerata protetta da Mercurio (Argento vivo) che fu considerato il solvente per eccellenza.

Infatti si sapeva che il mercurio scioglie anche l’oro e l’argento formando con tali metalli delle amalgame liquide. Si ricorda che gli antichi artigiani alchimisti purificavano l’oro e l’argento sciogliendoli con mercurio dalla terra impura e poi con il fuoco allontanavano il mercurio estraendo oro ed argento puri, da impurità ed anche dalle leghe con altri metalli.

Proprio sulla base di tali procedimenti sperimentali già da vari secoli a.C. si conosceva che il Mercurio (principio passivo Femminile perché senza forma) scioglie lo zolfo giallo (considerato come principio maschile o fuoco solido), dando origine al cinabro (di colore rosso – detto sangue matriciale; Mercuro e Solfo si imparentavano nel così detto matrimonio Alchemico)

Alla fase iniziale di ogni trasformazione che serviva a dissolvere la sostanza allo stato embrionale in "materia prima", succedevano tre fasi dette di "espansione";

la prima, protetta da Saturno, (pianeta correlato al Piombo), che veniva detta fase di "NIGREDO", cioè dello scioglimento o della macerazione apparentemente caotica; protegge la seconda fase (detta di "RUBEDO" per la temperatura del "calor rosso" raggiunta dai metalli riscaldati dal fuoco nel forno Alchemico), il pianeta Giove (associato allo Stagno);

la terza fase detta "ALBEDO" corrisponde al massimo del calore e della lucentezza del metallo ed aveva la protezione della Luna (associata all’Argento). Poi succedevano altre tre fasi di "contrazione e raffreddamento", che furono considerate rispettivamente sotto la protezione di Venere (Rame), di Marte (Ferro) e infine del Sole (Oro e/o solfo).

Da questa teoria delle trasformazioni osservata sperimentalmente gli Alchimisti conclusero che la maggiore o minore perfezione della materia dipendeva dallo stato di maturità da essa raggiunto.

La alchimia fu pertanto considerata l’arte di distruggere i composti che la natura ha formato in modo imperfetto al fine di migliorare la loro natura purificandoli modificandone le proprietà temporanee al fine ultimo di raggiungere la perfezione assoluta.

È importante considerare alcuni elementi della saggezza Alchemica, che hanno condotto questo particolare atteggiamento mentale a sopravvivere, con più o meno elevata fortuna, in tutte le epoche nell’immaginario collettivo umano, traversando civiltà così profondamente diverse dell’oriente e dell’occidente.

Hanno contribuito a tale longevità del pensiero Alchemico :

a) la dimensione bipolare, complementare, interattiva, di ogni concetto, fondata sul modello primitivo della coppia "YIN-YANG"; in tal modo l’Alchimia distinse come complementari i concetti interpretativi del divenire, non separando mai le relazioni tra qualità e quantità, tra forma e sostanza o tra spirito e materia.

b) La fiducia della creatività dell’uomo nel forzare i segreti della natura al fine di far precipitare i ritmi temporali per il raggiungimento della perfezione "a-temporale".

c) Il contesto evolutivo cosmologico e globale che si attua in un tempo irreversibile, in cui tutto cambia eccetto il mutamento, in modo guidato da una natura complessivamente intelligente di cui l’uomo è integralmente partecipe.

d) L’idea cosciente della necessità di conoscere sia esteriormente che interiormente all’uomo per penetrare nella scoperta progressiva del mistero della natura, così da realizzare l’evoluzione delle conoscenze umane, in seguito al miglioramento delle due componenti dell’ EGO interiore dell’uomo, la cui intelligenza è correlata a due fattori;

1°) "l’ intuito" che è simbolizzato dal sole e dalla rarità e purezza dell’oro;

2°) "la ragione", quest’ultima ha come simboli alchemici Saturno ed il Piombo.

Pertanto gli alchimisti non fidandosi della ragione fondata sulle conoscenze già acquisite, ritennero che i simboli fossero fortemente espressivi in quanto trascendono la parola e stimolano l’intuito, pertanto apprezzarono il ricorso a processi intuitivi come la "Cabala", proprio in quanto essi considerarono più importante la attività sperimentale, che quella cognitiva; giudicarono infatti come ,"Brucia Carboni" i saputelli capaci di sfoggiare cognizioni, che all’atto pratico non promuovevano nulla di nuovo, sperimentalmente utile.

Per le peculiari caratteristiche sia di intuito e fantasia che di praticità, tra gli Alchimisti si annoverarono anche molte donne, tra esse famose nell’antichità furono ad esempio, Cleopatra e Maria l’Ebrea (quest’ultima è rimasta rinomata per aver ottenuto vari nuovi prodotti regolando la temperatura di reazione in un bagno di acqua, infatti ancora oggi tale metodo di riscaldamento è detto "a bagno Maria").

E da notare infine che gli Alchimisti considerarono i bambini più puri nelle loro capacità intuitive dei grandi, proprio a causa delle lacune cognitive, evidenti nelle conoscenze umane qualora vengono commisurate con il fine di raggiungere la perfezione.

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ALCHIMIA SPECULATIVA

Durante il periodo dello sviluppo del pensiero scientifico al’ epoca della Magna Grecia, la alchimia perse quel carattere di attività esoterica correlata strettamente a le concezioni astrologiche e pur mantenendo i principi della antica alchimia ermetica quali, la correlazione tradizionale tra astri ed elementi ed il principio comune alla alchimia di ogni epoca della ricerca della perfezione e della purezza della materia contemporaneamente a quella del pensiero.

In quest’epoca l’alchimia sviluppò la sua dimensione speculativa interagendo con la cultura scientifica e filosofica della Magna Grecia e pertanto l’alchimia accettò la concezione dei Quattro elementi (Fuoco-Acqua-Aria e Terra), come fondamento della composizione di tutti i corpi, ma gli alchimisti correlarono le proprietà di "Estensione e Contrazione" dell’aria e della Terra ai principi attivi del Fuoco e dell’Acqua. Si ritenne pertanto che i quattro elementi non esistessero puri, in quanto tutte le sostanze venivano ad essere combinazioni di tali proprietà elementari che ancora che tendevano a svilupparsi verso la purezza dell’oro; genuinità che nel campo del pensiero cognitivo fu oggettivamente associata all’idea della scoperta della "Pietra Filosofale". Quest’ultima è stata interpretata come la chiave della comprensione della via della purezza, che può essere raggiunta tramite salti di livello intuitivo detti "visio" (cioè di immaginazione o di rivelazione divina).

Il simbolismo attribuito ai "Quattro Elementi" fu il seguente:

FUOCO- Triangolo rivolto verso l’alto per indicare la proprietà di salire verso il cielo

ACQUA- Triangolo rivolto verso il basso per indicare la proprietà di discendere verso la terra tagliato da un segmento, per indicare la capacità spontanea di estensione

ARIA- Triangolo rivolto verso l’alto tagliato da un segmento, per indicare la capacità spontanea di estensione

TERRA- Triangolo rivolto verso il basso per indicare la capacità di cadere verso il basso.

Ai quattro elementi furono accoppiate le rispettive qualità, sensazioni e colori: Fuoco- caldo – luce- rosso, Acqua -umido -liquido -blu, Aria- secco – gas – bianco, Terra – freddo – solido – nero.

I due elementi fluidi , aria ed acqua, vennero considerati i principali enti di trasferimento rispettivamente del calore (fluido oscuro) e della luce (fluido luminoso), e vennero correlati all’influsso (Energheja) del firmamento, che tramite il trasferimento del suo potere

di informazione ( = capacità di dare forma alle cose), muove i venti ed il mare, determinando il movimento e che generando i fulmini feconda la terra.

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L’ALCHIMIA FARMACOLOGICA E L’ISLAM

Nel mondo arabo l’alchimia si sviluppò ponendo in chiara evidenza come l’intervento di perfezionamento dell’uomo portava ad una maggiore perfezione dei prodotti artificiali alchemici rispetto a quelli naturali.

Si deve agli alchimisti Arabi un grande sviluppo delle tecniche di distillazione con gli "alambicchi" che utilizzarono perseguendo l’idea di tentare di estrarre lo "spirito" (il respiro vitale emesso dal Sole che dà vita alle cose), che si riteneva esercitasse la funzione di legame per tenere assieme gli elementi terreni e i frutti della terra.

L’alcool distillato dal vino e dalla frutta fu ad esempio ritenuto un elixir magico, in quanto medicamento capace di curare dalle infezioni delle ferite ed anche vari altri mali.

Grande sviluppo ebbe la Alchimia araba al tramonto dell’impero romano.

L’Islam dette un grande incremento alla civiltà mediterranea e riuscì a integrare sotto un nuovo profilo concettuale la scienza classica di origine greca con la cultura orientale (dell’India e della Cina).

In particolare ciò avvenne quando l’impero islamico realizzò il suo immenso dominio esteso dall’India alla Persia al nord-Africa, e poi alla Sicilia e alla Spagna.

In quell’epoca fu al massimo fulgore la capitale dell’Islam, che si spostò da Damasco (661-750 d.C) a Bagdad , dove con grande tolleranza culturale il Califfo Harum al-Rashid ( 786 – 809 a.C. detto l’Illuminato, famoso per i riferimenti al suo tempo nel libro "Le Mille ed una Notte", iniziò a far convergere le culture dei popoli conquistati per dar sviluppo alla "Casa della Sapienza" con una grandiosa biblioteca e grande mecenatismo per i saggi di ogni provenienza culturale e religiosa.

In questo ambito l’alchimia Islamica fiorì sviluppando la così detta "via umida" ( detta così a differenza delle "via secca" che utilizza il fuoco per fondere sostanze omogenee e separarle da quelle eterogenee).

Le nuove tecniche alchemiche condussero a scoprire molti acidi ed alcali e nuovi sali nonché liquori medicamentosi utili a rendere più perfette le attività dell’essere umano. La finalità della "via umida" fu quella di ricercare l’ Elixir di lunga vita, ovvero "Oro-Liquido" oppure la "Medicina Vera ed Universale", come estremo obbiettivo del perfezionamento della vita terrena.

Diversamente dal mondo Arabo la Alchimia venne invece considerata "arte segreta" nella sponda cristiana del mediterraneo, dove gli alchimisti furono normalmente considerati gente di malaffare, stregoni dediti ad arti magiche ed occulte più che studiosi di scienza.

Contemporaneamente a Bagdad l’alchimia, libera da condanne e pregiudizi religiosi, iniziò a prendere sviluppo come scienza e tecnica separando la propria cultura dalla magia.

Il più famoso alchimista arabo fu Giabin ibn Hayyan, che visse durante la seconda metà del VII sec. d.C. e perfezionò il processo di distillazione costruendo nuovi tipi di alambicchi con cui ottenne moltissimi altri "elixir" e "tinture" a base di alcool ed anche l’acqua distillata quale solvente esente da impurezze.

La preparazione dell’alcool ( la cui etimologia deriva da "al -ghul", che significa spirito del demonio), fu permessa per uso medicinale nonostante che l’assunzione di bevande alcoliche fosse proibita e punita con fermezza dal Corano. L’Alchimia Araba sviluppò processi tecnici artigianali di grande rilevanza, tra essi la produzione della carta secondo metodi importati dalla alchimia cinese. Già dal 793 d.C. fu realizzata a Bagdad la prima cartiera nella quale si ottenne una produzione semi-industriale della carta da una pasta di fibre di canapa e di gelso, mescolate ad allume e colla, che veniva levigata e ridotta a foglio e fatta seccare al sole.

La produzione della carta si diffuse rapidamente nel mondo islamico portando un forte contributo alla stessa diffusione della cultura.

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L’ALCHIMIA MISTICA

Alcuni alchimisti medievali in campo cristiano pensarono che la possibile "tramutazione" dei metalli vili in oro era essenzialmente funzione della scoperta della Pietra Filosofale e cioè delle capacità creative dell’ingegno umano. Pertanto essi intesero l’Alchimia come l’agente di perfezione parallelo alle indicazioni di purezza spirituale proposte da Cristo. L’Uomo fu quindi considerato per analogia il "Forno filosofico" in cui si compie l’elaborazione del pensiero capace di scoprire le capacità di trasmutazione che conducono alla purezza.

Secondo gli "alchimisti mistici" il Cristianesimo fondato sulla Chiesa si propone di salvare l’uomo, ma non la natura a cui l’uomo appartiene, mentre per essi il Cristo è il salvatore dell’universo nella sua totalità e non solo dell’anima umana. Pertanto rifacendosi, secondo la secolare tradizione alchemica alla inseparabilità delle concezioni apparentemente in contrapposizione quali "spirito e materia", sostennero il principio della "coincidenza oppositorum", che diceva che ogni manifestazione del pensiero ha due componenti: una manifesta ed una occulta di indole spirituale,che non sono mai separabili. Tale coicidenza tra azione spitituale e materiale fu simbolicamente rappresentata dall’ "uroboro" (il serpente che si morde la coda). In considerazione di ciò venne detto che: "Se tu vuoi realizzare la nostra Pietra, sii senza peccato, realizza una vita dedita alla perfezione del mistero dello spirito."

Da questa impostazione gli Alchimisti Mistici, vollero stabilire tutta una serie di equivalenze che avevano per scopo la ricerca l’ottenimento della purezza, parallelamente a quella della salvezza e purificazione spirituale proposta da Cristo al fine di coinvolgere secondo la tradizione alchemica, riletta in senso cristiano, l’intera realtà materiale e spirituale del mondo e degli esseri umani.

La leggenda della Santo Graal (Calice che aveva contenuto il sangue di Cristo in Croce ), fu interpretata come la ricerca della "parola perduta" cioè di una verità rivelata da ricercare dalla quale trarre la saggezza necessaria per attuare la scoperta della Pietra Filosofale.

Inoltre, per ridurre i quattro elementi a una trinità di funzioni, gli alchimisti mistici ritennero che:

Acqua + Aria = Creavano il Principio del Mercurio

Aria + Fuoco = Creavano il Principio dello Zolfo

Fuoco + Terra = Creavano il Principio il Principio del Sale

Ed i tre principi furono associati come elementi terreni opposti ma coincidenti con il Padre il Figlio ed lo Spirito Santo.

Per questa loro importazione tendente ad correlare l’Alchimia di origine pagana agli insegnamenti religiosi del cristianesimo, gli alchimisti medioevali mistici, furono perseguitati dalla Chiesa di Roma, principalmente in quanto tentarono in modo ritenuto blasfemo di unire con analogie e metafore, la Trinità dell’Unità divina a Trinità ed Unità terrene, là dove vennero a volte equiparati, Spirito, Anima e Corpo, a Zolfo (ovvero: Fuoco solido) , Mercurio (ovvero :Acqua permanente) e Sale (ovvero capacità di unione del Padreterno).

Al di là di questa impostazione stravagante, gli alchimisti medioevali importarono nell’Europa Cristiana lo sviluppo della cultura Alchemica progredita nella civiltà Araba di quel periodo e ciò fu comunque importante per lo sviluppo culturale successivo all’epoca medievale.

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L’ ALCHIMIA EUROPEA: crepuscolo del medioevo e fucina del rinascimento

L’alchimia metallica (via secca) e quella degli Elixir o Quintessenze (via umida) fu riscoperta nell’occidente europeo nel tardo medioevo, in gran parte dalle traduzioni della Alchimia dell’era della Magna Grecia e dalle tradizioni scientifiche arabe introdotte in Sicilia ed in Spagna.

Ancora per motivi religiosi dovuti alla difficoltà di integrazione con le concezioni sviluppate nell’Islam, gli studi alchemici furono proibiti dalla chiesa cristiana e gli alchimisti perseguitati e condannati dalla sacra inquisizione. Solo nel periodo del tardo medioevo in europa, in alcuni casi rimasti famosi, gli studi alchemici furono approfonditi da personaggi potenti sia tra la nobiltà che nella sfera ecclesiastica, tra essi Alberto Magno (1193-1280), Ruggero Bacone (1214-1294), e lo stesso Tommaso D’Aquino (1226-1274). Cecco d’Ascoli autore del libro alchemico "L’Acerba", non essendo un potente, fu messo al rogo a Firenze il 17 Luglio del 1327. Raimondo Lullo ( Ramon Llull di Palma de Majorca 1232-1315) discendente di un antico casato aristocratico e pertanto vicino alle leve del potere, fu uno tra i più famosi alchimisti europei; egli tentò una interessante giustificazione della Alchimia in relazione al concetto di "libero arbitrio" dell’uomo, così da farla accettare nell’ambito della teologia della chiesa cristiana. Nel "Liber de segretis naturae seu de quinta essentia" il ragionamento di Lullo in favore dell’Alchimia fu all’incirca il seguente:

"Dio non può fare quello che vuole, … perchè Egli può esercitare solo il bene" L’uomo invece può incorrere nel male perché ha a disposizione solo il calore del fuoco, per portare a purezza le cose terrene, ma con l’aiuto dei principi essenziali e con la fede potrà in futuro concepire e realizzare delle "trasmutazioni" naturali come già è in grado di compire utili trasformazioni artificiali degli elementi naturali.

Perciò la Alchimia, che è la vera arte nel promuovere il sapere, non può essere condannata dalla Chiesa, in quanto la scelta tra il bene ed il male appartiene al libero arbitrio dell’uomo; quest’ultimo è frutto della sua ignoranza, ma l’ignoranza umana stessa è stata voluta dalla giustizia di Dio e quindi è un bene dal punto di vista del Dio Padre Onnipotente.

Quindi l’uomo può sbagliare provando e riprovando nella ricerca della Purezza, mentre Dio non può aver fatto assolutamente alcun errore né alcuna ingiustizia. Sulla base di tale ragionamento e convinzione

Raimoldo Lullo è rimasto famoso sia per la revisione di molti errori che egli attribuì ad errate convinzioni alchimiche di alcuni suoi contemporanei e predecessori, sia per la sua tenacia nel difendere e divulgare gli studi alchemici.

In seguito , pur lentamente gli studi alchemici sulla "trasmutazione" degli elementi, ottennero anche per il lavoro di difesa e di chiarezza impostato per primo da Raimondo Lullo, una profonda trasformazione concettuale che permise di realizzare in occidente lo sviluppo dell’alchimia in scienza chimica.

Firenze fu uno dei centri di sviluppo della Alchimia Rinascimentale proprio in quanto Cosimo I° dei Medici (1517-1574) fece tradurre e diffuse prima in latino e poi in volgare il "Corpus Alchemico" di Ermete Trimegisto. Cosimo dei Medici volle così importare a Firenze una nuova cultura in modo da rendere libera la Toscana dalle influenze del potere temporale dei Papi e quindi fu mecenate del rifiorire di una nuova cultura rinascimentale che ebbe origine da un processo di integrazione della antichissima cultura alchemica con la emergente capacità produttiva artigianale fiorentina nella fusione dei metalli, nella preparazione e la fissazione dei coloranti per le stoffe e gli arazzi e nella preparazione dei medicamenti in farmacia da parte della potente corporazione fiorentina degli "speziali". L’alchimia fu vista dal casato dei Medici come una cultura globale e quindi più adatta a salvare il mondo perfezionandone la sua natura, ivi compresa quella umana, con una finalità non limitata alla salvezza dell’uomo, come richiedeva la tradizionale impostazione culturale dell’alchimia di indole mistica; in tal senso la riscoperta della alchimia ermetica fu considerata a Firenze una utile componente di un processo di rinnovamento culturale capace di superare il medioevo.

Il risultato più evidente di un tale processo di integrazione culturale, tra alchimia ermetica e "arti e mestieri" del rinascimento, fu infatti quello di iniziare a mettere in dubbio l’utilità delle concezioni aristoteliche, che avevano rappresentato la cultura scientifica dominante nel medioevo, la quale si era perfettamente integrata nella tradizione cristiana ufficialmente accettata dalla Chiesa di Roma.

Con il Rinascimento Fiorentino inizia una riflessione quanto mai prammatica sul concetto di "trasmutazione in oro", che con ogni evidenza fino ad allora era risultato impossibile da sperimentare. Anziché ritenere colpevoli le conoscenze raggiunte, intelligenze del calibro di Leonardo Da Vinci (1452-1519), iniziarono a ritenere impossibile, il fatto che, le deboli forze messe in giuoco dal fuoco, quale agente di trasformazione, potessero condurre al raggiungimento di un puro stato di "nigredo", capace di disciogliere qualsiasi sostanza e raggiungere lo stadio di "materia prima", in quanto solo tale stato di perfezionamento della fase iniziale delle trasformazioni, avrebbe permesso di ricombinare la materia e raggiungere effettivamente la "trasmutazione" qualitativa degli elementi in oro.

Piuttosto che approfondire tali critiche, che in seguito condussero a nuove forme di pensiero ed al recupero della teoria Atomistica ad iniziare dal libro di Robert Boyle (edito nel 1661), nella Firenze Medicea fu vincente la prassi delle Arti e Mestieri che, con Vannoccio Biringuccio – ( scrittore del Libro "De La Pirotechnia" -Siena 1540), Benvenuto Cellini e molti altri, favorirono in Toscana la crescita il Rinascimento Italiano creando una scuola di artigiani ed artisti famosi nel saper adoperare l’arte del fuoco per fabbricare vetri, fondere metalli, produrre nuovi coloranti, sperimentare nuovi medicamenti .. sviluppando gli insegnamenti della antica Alchimia.

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fonte: http://www.edscuola.it/archivio/lre/alchimia.html#0

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rimedi naturali contro le formiche

Posted by curiositybox su 12 agosto 2016

I rimedi naturali contro le formiche sono molto efficaci se applicati con regolarità e cura. Quello delle formiche in casa è un problema comune, risolvibile con alcuni accorgimenti pratici e dei semplici rimedi naturali. Questi piccoli insetti possiedono delle straordinarie capacità di orientamento e ricerca delle fonti di nutrimento, che rendono anche il più piccolo avanzo di cibo una possibile attrattiva.

Ad attirare le formiche sono soprattutto gli odori dolci come residui di zucchero, merendine e altri alimenti simili. Una buona pulizia della casa dovrebbe ridurre il rischio che questi piccoli, anche se decisamente forzuti (sollevano fino a 50 volte il loro peso), insetti trovino fonti di cibo e quindi motivi per tornare.

I rimedi naturali possono in particolar modo permettere di fare a meno dei prodotti chimici classici, che risultano certamente nocivi per le formiche, ma che rappresentano una possibile minaccia anche per chi li utilizza (specialmente se in casa sono presenti dei bambini piccoli). Esistono delle soluzioni, decisamente poco gradite ai piccoli insetti, che ne permetteranno il semplice allontanamento senza tuttavia risultare nocive per voi o per loro.

Foglie di eucalipto

Come allontanare le formiche senza ucciderle

Per allontanare le formiche senza necessariamente ucciderle è possibile innanzitutto preparare uno speciale detergente a base di aceto, estratto di eucalipto e sapone neutro. Basterà mezzo secchio d’acqua a cui si uniranno un bicchiere di aceto e mezzo di sapone, da integrare infine con 10-12 gocce di olio essenziale di eucalipto. Il risultato sarà un odore per voi gradevole, ma che scoraggerà le formiche e le terrà lontane. In sostituzione dell’eucalipto, il cui miele molto si rivela utile in caso di tosse, raffreddore o mal di gola, in questa miscela si può ricorrere all’olio essenziale di limone (o alcune gocce del suo succo), altro aroma forte ad azione repellente.

In alternativa è utile sminuzzare alcune foglie di alloro e spargerle lungo il percorso seguito dalle formiche, se possibile direttamente sul lato esterno del loro punto d’ingresso. L’odore per loro sgradevole le terrà lontane, unitamente sempre a un’attenta pulizia della casa e in particolare dei luoghi dove si consumano pasti e spuntini giornalieri.

Come per le foglie di alloro, spargere pepe di caienna o chicchi (o polvere) di caffè mescolati a del borotalco può produrre l’effetto desiderato, anche se il ricorso agli oli essenziali sembra fornire i risultati migliori. Spargere le foglie o le polveri nei pressi dei punti d’ingresso delle formiche e in prossimità di porte e finestre. Su queste ultime potranno essere anche nebulizzati alcuni dei detergenti per pavimenti descritti poco sopra.

Limoni

Realizzare dei detergenti da nebulizzare su porte e finestre è possibile anche ricorrendo a miscele di alcol etilico, acqua e oli essenziali (eucalipto o limone), oppure lasciando macerare in acqua alcuni chiodi di garofano (utili anche in caso di alitosi o mal di denti) o delle foglie di pomodoro. La pulizia delle tubature di cucina infine è opportuno sia affidata a soluzioni a base di bicarbonato di sodio, sono sufficienti due cucchiaini di prodotto per mezzo litro d’acqua e il rimedio è pronto.

Consigli pratici fai da te contro le formiche

La pulizia della casa deve sempre comprendere un’attenta tenuta del lavello di cucina dove solitamente vengono riposti, più o meno brevemente, i piatti e le pentole utilizzate per i pasti. Le formiche possono risalire lungo le tubature del lavandino attratte dall’odore che i residui di cibo presenti sulle stoviglie emanano.

Se all’interno della casa doveste imbattervi in una fila di formiche la prima cosa da fare è cercare di individuare il punto verso il quale si recano gli insetti, così da poter intervenire alla fonte del problema. Subito dopo sarà opportuno risalire la coda in senso inverso così da poter scoprire il passaggio attraverso il quale riescono a entrare in casa.

Individuare il punto d’ingresso consentirà di rimediare tappando l’eventuale feritoia o passaggio con del silicone o del nastro isolante, a seconda della tipologia di superficie interessata. Nel caso fosse un piccolo foro nel muro, magari residuo di un precedente passaggio di cavi, un po’ di stucco potrebbe essere sufficiente a risolvere il problema.

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rimedi naturali contro gli scarafaggi

Posted by curiositybox su 12 agosto 2016

Abitare in campagna o in città non fa differenza: gli scarafaggi sono spesso ospiti indesiderati della casa. Poco piacevoli alla vista e particolarmente invasivi – si moltiplicano infatti molto velocemente – questi animaletti possono conquistare gli angoli più remoti dell’appartamento, concentrandosi nella dispensa e in cucina. Ma come allontanarli in modo naturale, prima che si renda necessaria la disinfestazione chimica?

Sbarazzarsi degli scarafaggi non è compito semplice, perché si intrufolano in qualsiasi fessura, dove la loro popolazione aumenta di continuo. Riescono a raggiungere anche i piani alti degli edifici, passando dai condotti delle tubature e stazionando nelle stanze dove vi è abbondanza di nutrienti per la loro alimentazione. Ecco, perciò, alcuni rimedi naturali per scongiurare il peggio.

Cura della casa

La prima azione da intraprendere quando si notano degli scarafaggi in casa è passare in perlustrazione ogni mura. Tutte le fessure, le crepe, le giunzioni mal allineate dovranno essere chiuse con legno o stucco, affinché la via d’accesso agli insetti sia inibita. Particolare attenzione è da concedere al bagno e alla cucina: controllare che i tubi dell’acqua e quelli di scarico non presentino degli spazi aperti tra il metallo della conduttura e il cemento del muro: in tal caso, è necessario sigillare il tutto con del silicone.

Aceto

L’aceto pare essere un repellente naturale per gli scarafaggi, quindi si consiglia ciclicamente di lavare le superfici con panni imbevuti di soluzione d’acqua e aceto, con una proporzione di 3 a 1. Si parta con il lavaggio accurato del pavimento, per poi procedere con altri materiali lisci e duri, come tavoli in formica, lavandini, vasca da bagno, finestre e porte da balcone. Qualora non si fosse certi della resistenza di un mobile all’aceto – si pensi, ad esempio, a una credenza in legno – si controllino gli effetti applicando un po’ di soluzione in un angolo nascosto.

Erba gatta o catnip

Il nepetalattone è una sostanza organica naturalmente repellente per gli scarafaggi, seppur del tutto innocua per gli umani. Si trova in grandi quantità nell’erba gatta – detta anche catnip – una pianticella verde che può essere facilmente coltivata anche in casa. Disporre qualche vasetto di catnip sul balcone, sui davanzali delle finestre e in prossimità delle porte sarà sufficiente a scongiurare il pericolo insetti. Attenzione, però, se in casa vi fosse un felino: così come si è avuto modo di appurare in un precedente articolo, la catnip è una vera e propria droga per i gatti, una sostanza inebriante che può accentuarne la risposta sessuale ma anche la confusione, con effetti simili allo stato d’ebrezza umano.

Aglio

L’aglio è davvero una verdura tuttofare, un toccasana per qualsiasi attività umana: oltre a fungere da antibatterico per le vie orali, è perfetto per controllare il colesterolo e tenere a bada i problemi cardiovascolari. L’effetto collaterale è il tipico odore, solitamente associato alle questioni di alitosi, che a quanto pare non risulta particolarmente gradito nemmeno agli scarafaggi. Si appenda, allora, qualche ciuffo d’aglio nelle zone della casa più a rischio contaminazione, terrà sicuramente lontano ogni ospite indesiderato.

Tanaceto e rosmarino

Il tanaceto è una comune pianta dai fiori gialli, decisamente diffusa in tutto il globo. Amata da tutti gli insetti da polline, come ad esempio le api, è fin troppo odiata dagli scarafaggi: basterà distribuire qualche vaso o qualche mazzo in prossimità di porte e finestre. Lo stesso sistema vale anche per il rosmarino, comunissima pianta da cucina, da coltivare in piccoli vasetti o da conservare secco in dispensa.

 

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Ufo: Hillary Clinton se eletta rivelerà la verità sugli alieni

Posted by curiositybox su 24 gennaio 2016

 

Hillary Clinton, candidata democratica alla presidenza degli Usa, promette che in caso di elezione ‘andrà a fondo’ alla questione Ufo.

 

 

Nelle scorse ore, negli Usa, ha fatto molto scalpore un’intervista rilasciata dalla candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti D’America, Hillary Clinton. Quest’ultima, infatti, ha parlato di Ufo e alieni con il giornalista del "Daily Sun Conway" Daymond Steer. Nel corso di questa intervista, la moglie dell’ex Presidente degli States Bill Clinton, ha confermato che la "questione Ufo" le sta molto a cuore, e che nel caso in cui dovesse essere eletta, cercherà di andare a fondo alla faccenda. Uno dei suoi obiettivi, infatti, sarà quello di fare luce sugli enigmi che da molto tempo riguardano gli alieni. Basti pensare ai misteri che ruotano intorno alla cosiddetta "Area 51", che da molto tempo fanno discutere i numerosi appassionati di ufologia di tutto il mondo.

 

Anche Bill Clinton parla di Ufo

Lo stesso Bill Clinton, nel corso di un’intervista rilasciata la scorsa settimana, parlando di alieni e ufo, aveva affermato di ritenere probabile che gli extraterrestri siano già giunti sul nostro pianeta. A quanto pare, anche Hillary la pensa alla stessa maniera, viste e considerate le sue dichiarazioni a Daymond Steer, in cui afferma che una delle prime cose che farà, qualora dovesse diventare la nuova inquilina della Casa Bianca, sarà quella di indagare sui misteri dell’ufologia. Del resto, il leader della campagna elettorale della Clinton è John Podesta, noto appassionato di Ufo, che già in passato aveva rilasciato interessanti dichiarazioni sugli alieni.

Proprio Podesta, tempo fa aveva dichiarato che il suo più grande rimpianto, nel periodo in cui è stato consulente superiore del Presidente degli Usa Barack Obama, è proprio quello di non essere riuscito a fare luce sulla questione Ufo, rendendo pubblici, ad esempio, alcuni tra i più famosi "X-Files" nella storia degli Stati Uniti. Si tratta di un argomento che in America non viene mai preso sotto gamba. Basti pensare che un recente sondaggio di "Harris" ha messo in evidenza che il 77% degli statunitensi crede che gli alieni abbiano già visitato il nostro pianeta. Inoltre, in molti danno credibilità alle teorie dei "cospirazionisti", secondo cui il governo degli Usa da molto tempo nasconderebbe di essere in contatto con civiltà extraterrestri.

 

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Ufo: oggetto luminoso galleggia nei cieli della Florida

Posted by curiositybox su 24 gennaio 2016

Un uomo sostiene di aver ripreso in un video un Ufo, l’avvistamento sarebbe avvenuto nei cieli sopra il bosco di Spring Hill in Florida.

Nuovo suggestivo avvistamento Ufo di questo 2016. Un uomo avrebbe visto e ripreso in un video un oggetto volante non identificato nei cieli sopra il Bosco di Spring Hill in Florida. L’oggetto si muoveva veloce, senza fare alcun rumore ed era particolarmente luminoso. Inoltre questo velivolo, come si evince molto chiaramente dal filmato presentava una forma discoidale. Jeff Gordon avrebbe ripreso questo evento con il proprio smartphone lo scorso 20 ottobre a mezzanotte. Il video tuttavia è stato reso noto solo negli ultimi giorni. Il fenomeno ha destato molta curiosità nei media tanto da essere ripreso nelle ultime ore anche da ‘Mirror’ e ‘Daily Mail’.

 

Un video suggestivo

Nel video pubblicato dal testimone in Florida, si vede molto chiaramente come l’oggetto cambi direzione molto rapidamente, tanto da destare enorme sorpresa nell’uomo che ha assistito all’evento. Un team di esperti di ufologia dopo aver analizzato il video ha confermato che non si tratta di un comune velivolo ma bensì di qualcosa di insolito. L’oggetto si vede nel video per qualche secondo fino a quando ad un certo punto sparisce nel nulla a grande velocità. Ovviamente questo video pubblicato su Youtube sta ottenendo tanti visitatori, molti dei quali hanno deciso di dire la propria su questo avvenimento. Alcuni sostengono che questo video sia l’ennesima prova dell’esistenza di vita extraterrestre, altri invece rimangono molto scettici.

Ennesimo avvistamento in Usa nel 2016

Qualcuno ha criticato la qualità del video, pur ammettendo che questo documento sia davvero molto interessante. Senza dubbio, cosi come chiarito anche dagli esperti, si tratta di immagini autentiche e non frutto dunque di manipolazione digitale. Che sia un Ufo o un altro fenomeno questo ovviamente è molto opinabile e tutto da dimostrare. Certamente si tratta dell’ennesimo caso che si verifica negli Usa in questo 2016, che si sta manifestando come un anno molto ricco di avvistamenti per quello che concerne questo mese di gennaio. Sono infatti già più di 100 gli eventi di questo tipo, che dal primo gennaio si sono verificati in terra americana.

 

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Valmalenco, nuovi avvistamenti ufo

Posted by curiositybox su 24 gennaio 2016

 

Farina: "I testimoni sono tanti, qualcosa c’è sicuramente"

di ALESSIA BERGAMINI

 

Chiesa Valmalenco (Sondrio), 23 gennaio 2015 – Fra scetticismo e nuovi avvistamenti, in Valmalenco, si continua a parlare di ufo. La settimana scorsa sono stati alcuni sciatori di nazionalità belga, in attesa della funivia, a notare un oggetto volante di natura sconosciuta nei cieli sopra la località turistica. Pochi giorni fa, invece, è stato un ragazzo. Bruno, 26 anni, che ha anche scattato alcune fotografie. A raccogliere la testimonianza del giovane è stato Michele Farina, che da tempo si interessa degli avvistamenti in Valmalenco e ha un ricco archivio di racconti e documentazione fotografica.

«Questo testimone ha spiegato di aver notato una sagoma evanescente volare sopra la frazione Somparato, mentre scendeva da Primolo. A quel punto, incuriosito, si è fermato in via Quinto Alpini per osservare meglio l’oggetto volante. Avendo a portata di mano la macchina fotografica, il giovane è riuscito anche a fotografare ciò che stava vedendo», riferisce Farina, che prosegue: «Il ragazzo ha spiegato che il velivolo non era né un drone né un qualsiasi altro mezzo convenzionale conosciuto. Era assolutamente silenzioso, evanescente, propagava dal suo interno una fioca luminescenza, pulsante e fosforescente. Per quanto riguarda le dimensioni non era più grande di un nostro furgone».

Secondo quanto raccontato dal testimone l’oggetto è rimasto visibile per parecchio tempo, poi si è allontanato, ma non velocemente, verso Lanzada, risalendo la valle. «In quel momento Bruno era solo, ma poco dopo si è fermato in un bar e alcuni avventori stavano parlando di ufo: di quelli avvistati il 12 gennaio, ma anche di quello che era sparito poco prima in direzione di Campo Franscia e che, secondo alcuni presenti, sarebbe arrivato da Chiareggio. Nel locale la discussione si è fatta molto animata, fra chi credeva negli avvistamenti e gli scettici». Farina, insieme ad alcuni appassionati dell’argomento, sta raccogliendo testimonianze e per questo invita chiunque abbia materiale e informazioni a contattarlo all’indirizzo mail: farinamichele76@gmail.com.

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L’antico libro delle navi volanti

Posted by curiositybox su 26 settembre 2015

 

Vymaanika Shaastra
L’antico libro delle navi volanti
 

Descrizione di Vymaanika Shaastra – Libro

Il Vymaanika Shaastra (Scienza dell’Aeronautica) è un testo in sanscrito risalente agli inizi del XX secolo. Riferisce della costruzione e i metodi di pilotaggio dei “Vimana”, mitici velivoli descritto nei testi vedici, oggi associati a UFO ante-litteram.

Il testo è composto da 3000 shlokas (versi) ed è attribuito a Maharishi Bharadvaja. I cultori della paleoastronautica e dell’ipotesi degli “Antichi Astronauti” hanno atteso invano decenni una versione italiana che, finalmente pronta, copre una lacuna del panorama editoriale di settore.

Secondo la storia che lo accompagna, il Vymaanika Shaastra fu fu raccolto da Pandit Subburaya Shastry, attraverso la pratica divinatoria della canalizzazione e reso noto nel 1952 a Mysore.

Questo testo descrive in dettaglio la costruzione delle antiche navi degli Dei indù del Mahabarata, armi sofisticate utilizzate nelle guerre mitologiche presenti nei testi dell’antica India, le cui tecnologie belliche sono incredibilmente simili alle più attuali scoperte tecnologiche di questi ultimi 70 anni di storia. Nel 1973 il testo originale fu integrato con illustrazioni di T.K. Ellappa, un ingegnere dell’Università di Bangalore, che replicò i Vimana secondo quanto presente nei versi originali. Tali illustrazioni sono presenti anche in questa edizione italiana.

a cura di  CORRADO MALANGA E STEFANO SALVATICI

MAHARISHI BHARADWAAJA

VYMAANIKA SHAASTRA L’ANTICO LIBRO DELLE NAVI VOLANTI

Il Vymaanika Shaastra (Scienza dell’Aeronautica)

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