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RIFIUTI/ DOMANI ITALIA AVRA’ UN MESE PER EVITARE RICORSO CORTE UE

Posted by curiositybox su 30 gennaio 2008

Bene piano De Gennaro per urgenza, ma resta problema strutturale

Bruxelles, 29 gen. (Apcom) – La Commissione europea deciderà, nella sua riunione di domani a Bruxelles, l’invio di un ‘parere motivato’ contro l’Italia, secondo stadio della procedura d’infrazione aperta nel giugno scorso per la crisi dei rifiuti in Campania. Lo hanno confermato stasera fonti qualificate dell’Esecutivo comunitario. “Non ci saranno sorprese: anche se il nuovo commissario straordinario, Gianni De Gennaro, è sta cercando di far fronte all’urgenza, e ha presentato un piano che va nella buona direzione, questo non è sufficiente per risolvere il problema strutturale, di medio-lungo periodo, e le inadeguatezze sistematica del trattamento dei rifiuti in Campania”, hanno osservato le fonti. E’ confermato anche che all’Italia, vista l’urgenza e la gravità della crisi, sarà concesso un solo mese (in genere se ne danno due) per rispondere agli addebiti della Commissione. Entro la fine febbraio – inizio marzo, insomma, partirà quasi certamente il ricorso in Corte europea di giustizia per il mancato rispetto della direttiva Ue sui rifiuti.

La Commissione esige dalle autorità italiane un approccio più di lungo termine, più ‘strategico’ al problema, con più attenzione alla riduzione della produzione dei rifiuti e degli imballaggi, al riciclaggio e alla raccolta differenziata.

La situazione di inadempienza che denuncia la Commissione riguarda gli articoli 4 e 5 della direttiva 2006/12/Ce sui rifiuti.

L’articolo 4, in particolare, prescrive che gli Stati membri “adottino le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente e in particolare: a) senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna e la flora; b) senza causare inconvenienti da rumori od odori; c) senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse”. Gli Stati membri, inoltre, devono adottare “le misure necessarie per vietare l’abbandono, lo scarico e lo smaltimento incontrollato dei rifiuti”.

L’articolo 5, invece, prevede che in ogni paese si adottino “le misure appropriate per la creazione di una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento, che tenga conto delle tecnologie più perfezionate a disposizione che non comportino costi eccessivi”. Questa rete “deve consentire alla Comunità nel suo insieme di raggiungere l’autosufficienza in materia di smaltimento dei rifiuti e ai singoli Stati membri di mirare al conseguimento di tale obiettivo, tenendo conto del contesto geografico o della necessità di impianti specializzati per determinati tipi di rifiuti”. Il sistema così messo a punto, si legge ancora in quest’articolo della direttiva “deve permettere lo smaltimento dei rifiuti in uno degli impianti appropriati più vicini, grazie all’utilizzazione dei metodi e delle tecnologie più idonei a garantire un alto grado di protezione dell’ambiente e della salute pubblica”.

Secondo la Commissione, non c’è una pianificazione strategica di lungo termine, che, oltre a discariche e inceneritori dovrebbe prevedere anche una riduzione dei volumi dei rifiuti prodotti, attraverso il riciclaggio, la raccolta differenziata, la diminuzione degli imballaggi. Il riciclaggio, in particolare è uno dei nodi su cui Bruxelles vorrebbe vedere più attenzione” da parte delle autorità italiane.

Dopo la procedura d’infrazione aperta con la lettera di messa in mora del 27 giugno 2007, e vari contatti a livello tecnico fra gli emissari della Commissione e del governo italiano, l’Esecutivo Ue aveva inviato una seconda lettera a Roma con una nuova richiesta di informazioni e chiarimenti il 23 ottobre, dando un mese di tempo per la risposta, che è arrivata alla vigiladi Natale. Le argomentazioni italiane sono però insoddisfacenti per i servizi della Commissione,perché non in grado di dare attuazione agli articoli 4 e 5 della direttiva 2006/12. Neanche l’incontro a livello tecnico svoltosi a Roma ieri, 28 gennaio, anche se ha fornito ulteriori informazioni ai servizi della Commissione sull’azione delle autorità italiane e del nuovo commissario De Gennaro, è servito a scongiurare la nuova fase della procedura d’infrazione.

postato document.write( strelapsed(‘2008-01-29T20:42:00Z’) );21 ore fa da APCOM

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