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Un colpo (magnetico) ci addormenterà

Posted by curiositybox su 11 febbraio 2008

di Roberto Venturini (copyright) fonte: Apogeonline

Un ricercatore italiano all’avanguardia nell’esplorazione della Stimolazione Magnetica Transcraniale scopre che un forte campo magnetico pare in grado di approfondire il sonno

 

Moltissime sono le persone che soffrono di disturbi del sonno, creando un florido mercato per prodotti e servizi destinati ad alleviare il problema. Se è notevole il numero delle persone che ricorrono a terapie d’urto basate sui farmaci, è in aumento il mercato per terapie più morbide, come le tecniche di rilassamento, yoga, meditazione e così via. All’orizzonte sta però profilandosi una nuova possibilità, basata sull’applicazione mirata di campi magnetici.

Da molti anni si sa che il nostro cervello funziona grazie a impulsi elettrici. E qualunque studente del liceo sa che dove passa una corrente elettrica c’è un campo magnetico. Esperimenti volti a usare elettricità e magnetismo per influenzare le funzioni vitali ne sono stati condotti a bizzeffe, a partire dalle famose cosce di rana del Galvani – datate 1771, in una gamma variante dal ridicolo alla truffa.

Negli ultimissimi anni, però, la ricerca ha acquisito connotati sempre più seri, e ha portato a scoperte e risultati interessanti. In effetti, la disciplina della Stimolazione Magnetica Transcraniale (TMS) appare essere uno dei campi più affascinanti delle neuroscienze. Grazie a apparati in grado di generare campi magnetici 40.000 volte più forti del campo magnetico terrestre e focalizzati in modo molto preciso, i ricercatori sono oggi in grado di influire su specifiche zone del cervello.
 

Un cervello in fuga, ma bello sveglio

Tra i cervelli che non dormono anche se in fuga dall’Italia, il professor Giulio Tonoli del Center for Sleep and Consciousness presso l’Università Wisconsin-Madison insieme al collega Marcello Massimini ha affrontato un arduo compito: capire perchè, concretamente, il sonno ci è necessario. Nel corso delle sue ricerche, ha trovato un modo di sfruttare la TMS per stimolare le onde cerebrali del sonno profondo. Un solo colpo di campo magnetico (ma nel punto giusto) ed ecco apparire le onde che il nostro cervello produce quando è profondamente addormentato in un sonno ristoratore.

Al momento il meccanismo è stato provato su volontari già addormentati: il TMS però rende più profondo il sonno, arricchendolo di onde lente, secondo quanto dichiaratomi da Tonoli. L’applicazione pratica del meccanismo sembra dunque essere ancora abbastanza lontana e rimane tutto da dimostrare che un eventuale sonno magnetico artificiale possa essere rigenerante come un sonno naturale (ovvio, quando c’è).

Fortunatamente per tutti gli insonni, la ricerca attualmente in corso all’università appare essere rigorosa e seria, ben lontana da tutta quella serie di tentativi di generare un sonno artificiale tecnologico che stati compiuti in passato – culminando nella famosissima bufala del “Sonno Russo” degli anni 60. Un misterioso apparato (apparentemente frutto della ricerca aerospaziale sovietica) dotato di elettrodi da applicare alle palpebre e all’orecchio e che alla pressione di un bottone avrebbe dovuto mandarci nel mondo dei sogni, in uno stupore elettrico di un’ora che valeva come un’intera notte di sonno.

Di certo non sarebbe male avere a disposizione un apparecchietto più compatto di quei mostri utilizzati oggi per il TMS. Uno scatolotto che con due elettrodi e un bottone potesse mandarci nel mondo dei sogni. Sarebbe un successo istantaneo non solo per gli insonni, ma per i viaggiatori aerei transatlantici, pendolari ferroviari e per tutti coloro che per amore di un partner melomane si fanno trascinare all’integrale dell’Anello dei Nibelunghi. Ci sarebbe da fare un sacco di soldi.

Bello ma probabilmente impossibile: per creare un campo magnetico tanto potente da passare il nostro cranio e mesmerizzare i nostri neuroni, ci vuole una fonte d’energia ben più potente di un paio di pile alcaline.
 

Una sana alternativa: i rimedi naturali

In attesa dell’arrivo dell’apparecchietto, non resta che cercare altri sistemi, se soffriamo d’insonnia. Inutile, ve lo dico subito, provare a magnetizzarsi con calamita in testa per cercare il sonno. Piuttosto, se credete nei cristalli, tentate con una ematite o una sodalite.

Io raccomando personalmente il più tradizionale dei sonniferi: cenare leggero e sostituire la sessione serale di televisione (o di Internet) con 2 ore di sesso appassionato. Il quale avrà come effetto collaterale non solo di farvi dormire profondo ma di farvi bruciare (se vi ci mettete d’impegno) qualche migliaio di calorie. Il che vi farà diventare più snelli e tonici, quindi più attraenti. E quindi più appetibili come oggetti sessuali. E vi trascinerà in un vortice che vi renderà dipendenti dal sesso e vi condurrà alla perdizione.

Oh, beh, di qualcosa si deve pur morire, no? E allora meglio di sesso che di insonnia…


Roberto Venturini è Digital Strategic Planner di ARC (gruppo Leo Burnett), giornalista e blogger. Tra i pionieri dell’Internet Marketing Italiano, padre di due figli, un blog e cinque gatti.
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