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Acqua, gas e rifiuti: tariffe d’oro (LA STAMPA)

Posted by curiositybox su 25 febbraio 2008

In 10 anni sono aumentate
fino al triplo dell’inflazione.
Su anche i trasporti urbani
di LUIGI GRASSIA – TORINO (copyright “LA STAMPA”)

Le tariffe dei servizi locali sono enormemente rincarate negli ultimi dieci anni: tutti gli aumenti di prezzo sono abbondantemente a due cifre, globalmente si sfiora il +50%. E se in cambio di questa mazzata sui bilanci familiari le forniture della luce e del gas, dell’acqua, della raccolta dei rifiuti e dei trasporti urbani sono migliorate in qualche cosa che possa giustificare un tale maggiore esborso, lo giudichino i consumatori. A tratteggiare questa situazione sconfortanti, del resto già percepibile – se non quantificabile con precisione – da parte dei cittadini, è una ricerca di Unioncamere, l’associazione delle Camere di commercio. Il numero da mettere come sfondo a tutti gli altri è la crescita dell’inflazione in questo decennio: cumulativamente, secondo l’Istat, è ammontata al 25% fra il 1997 e il 2006; invece il complesso dei servizi erogati dalle società controllate dagli enti locali è rincarato del 48,9% cioè quasi il doppio. In cifre assolute, nel 2006 la spesa totale dei consumatori per i principali servizi di pubblica utilità ha raggiunto i 39,017 miliardi di euro.

Scendendo nel dettaglio, si nota che l’acqua è il bene che è rincarato di più, il 61,4% che corrisponde a poco meno del triplo dell’inflazione. Il secondo balzo è stato quello delle tariffe del gas +45%, seguito dal rincaro delle spese per i rifiuti +43% e da quello per i trasporti urbani +35%. Invece sembra quasi moderata la crescita delle tariffe elettriche, un +20,8% che risulta inferiori all’inflazione. È possibile questo dato quasi positivo in confronto agli altri (comunque non lieve perché si tratta comunque di un forte rincaro) abbia beneficiato di quella minima misura di concorrenza che ha interessato il settore elettrico, e senz’altro c’è stato il ruolo positivo e calmieratore svolto dall’Authority dell’energia.

Il salasso per le tasche dei consumatori preoccupa Unioncamere, perché sono soldi che vengono a mancare per i consumi. «In una fase contraddistinta dal un tendenziale ristagno del reddito disponibile – lamenta l’associazione – gli aumenti tariffari hanno avuto un impatto particolarmente pesante sui bilanci delle famiglie». I ricercatori di Unioncamere non si limitano a segnalare il fenomeno ma abbozzano una spiegazione. «Le tariffe hanno mostrato una significativa accelerazione a partire dai primi anni 2000, cioè a cavallo del changeover dalla lira all’euro»: con questi rincari sincronizzati l’Italia sembra aver cercato di «mettersi in pari» con il resto d’Europa.

Va peraltro notato che a dispetto dei super-rincari in Italia le tariffe dell’acqua, dei rifiuti e dei trasporti urbani risultano ancora inferiori a quelle degli altri paesi dell’Ue. Il costo del biglietto dei mezzi di trasporto pubblico, ad esempio, nelle nostre città è in genere di 1 euro a fronte di valori europei che oscillano tra 1 e 2,20 euro. «Proprio perché alcuni Paesi europei sono partiti da livelli più elevati rispetto all’Italia – nota Unioncamere – l’insieme dell’area euro presenta in media tassi di crescita più contenuti per la tariffe praticate alle famiglie, ad eccezione di quella del gas che è rincarata notevolmente soprattutto per effetto del sensibile rialzo dei listini in Germania». Secondo i dati Eurostat, nell’ultimo decennio il prezzo del gas naturale ha segnato nell’Unione monetaria un aumento del 70,2%, quello dei rifiuti urbani del 42,8%, quello dell’acqua del 28% e quello dell’energia elettrica del 15%. Ai dati di Unioncamere il Codacons aggiunge un altro allarme, sui prezzi in genere: secondo il presidente Carlo Rienzi negli stessi dieci anni sono cresciuti dell’80%, e questo porta migliaia di famiglie a un passo dalla bancarotta. «Al tasso folle di crescita delle tariffe – dice Rienzi – si aggiungono i rincari selvaggi dei prezzi. Un boom che ha avuto il suo picco con l’introduzione dell’euro, quando si è assistito ad arrotondamenti selvaggi dei listini in tutti i settori. Nei prossimi 2 anni un gran numero di famiglie italiane sprofonderà nella fascia di povertà».

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