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L’orto degli Obama

Posted by curiositybox su 23 marzo 2009

 

first-lady-obama

Aspettando Obama, si poteva scrivere fino a qualche settimana fa. Era un’attesa condivisa da molti, un’attesa legata a grandi aspettative. Adesso, i primi segnali forti della nuova presidenza americana sono arrivati. Un piano di interventi a sostegno dell’economia degli States giudicato ok dagli osservatori più qualificati (come l’ex presidente della Fed Alan Greenspan); la svolta nei rapporti con l’Iran, lanciata con un video-messaggio che segna un più vasto e radicale cambiamento nella politica estera americana verso il Medio Oriente e – per ricaduta – verso il Mediterraneo; e l’orto, sì l’orto della famiglia Obama nel giardino della Casa Bianca, con la first lady Michelle che, per inaugurarlo, venerdì 20 marzo, prende la zappa insieme alle figlie e ad una ventina di bambini di una scuola elementare di Washington: lattughe, spinaci, carote, tanto per cominciare e poi verranno cavoli, broccoli, finocchi, bietole, piselli, cipolle, menta, scalogno, lamponi e altre verdure (55 specie in tutto), sempre curati dalla famiglia e dalla scolaresca, sotto il controllo dei cuochi presidenziali che useranno quelle verdure in cucina. Arriveranno anche le api, per il miele della prima colazione della famiglia Obama. Una piccola cosa, ma – nello stesso tempo – un segnale forte. Con la svolta economica e quella nella politica estera, diciamo che l’orto segna il cambiamento dello stile di vita. L’orto va di moda negli Stati Uniti. La Burpee Seeds, prima azienda americana di sementi, ha venduto nel 2008 il doppio del 2007. Piccoli orti spuntano sui tetti di New York, San Francisco e Boston. Michelle Obama ha voluto dare un esempio. E c’è da credere che esso darà ulteriore impulso alla tendenza di farsi l’orto di famiglia. Anche in Europa questa è una passione che incontra nuove adesioni, contro lo stress, per gratificazione personale. Ma ora anche per nuove motivazioni: la salute, il risparmio. I curatori di questi sempre più numerosi orti privati, a partire dalla stessa Michelle, chiedono materie prime che gli consentano di ottenere prodotti biologici, il più possibile naturali e salutari. Questa piccola rivoluzione culturale non potrà che far bene al settore produttivo dell’ortofrutta perché può incentivarne i consumi anche presso i molti che faticano a trovare il tempo per curare un piccolo angolo di terra. L’orto degli Obama è un grande alleato dei coltivatori che amano il proprio mestiere, che coniugano il business con la qualità.

autore:  Antonio Felice   fonte: it.greenplanet.net

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