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Un antesignano dell’energia orgonica?

Posted by curiositybox su 2 agosto 2009

di Roberto Maglione

Anassimandro potrebbe quindi essere considerato come colui che per primo, nella storia del mondo occidentale, ha postulato e ci ha tramandato l’idea di un fluido invisibile, massa-esente, onnipresente nell’ universo, in costante movimento da cui hanno origine la materia e la vita. Reich può a ragion veduta essere invece considerato il primo vero scienziato moderno che ha capito la presenza nel cosmo di una verità senza tempo né confini…

 

Reich trascorse tutta la sua vita ad indagare e studiare le peculiarità di un principio energetico che risultava nuovo a quel tempo alla fisica tradizionale. Vide che era una energia positiva per la vita e che si trovava dappertutto e che volle chiamare energia orgonica. Tuttavia Reich spesso la identificava anche come bio- energia od energia vitale. Verso la fine degli anni ’30, studiando la biogenesi ed i bioni, la chiamò anche energia bio-elettrica.
Reich fu il primo, nella storia della scienza, che riuscì a misurare ed a quantificare questa energia vitale. Vide che poteva essere individuata e misurata al suolo, nell’atmosfera, e negli organismi animali e vegetali, per mezzo di un termometro, di un l’elettroscopio, e di un contatore Geiger-Muller.
Tuttavia, Reich non è stato l’unico nei secoli a studiare questa nuova forma energia. Infatti, oltre ad essere stata investigata da numerosi scienziati nei secoli scorsi, essa è stata anche oggetto di interesse sia da parte di filosofi e di scuole filosofiche antiche oltre che di sciamani, chiaroveggenti e di intere società primitive.
Già gli antichi cinesi riconoscevano l’esistenza di un’ energia, chiamata Chi, che scorreva all’interno del corpo umano ed a cui faceva riferimento la tecnica dell’agopuntura. In alcuni libri in India, si parla di una forza vitale chiamata Prana. Questa scorreva nel corpo lungo meridiani ed alcuni disegni riportano i punti energetici di maggior interesse sul corpo degli elefanti, molto simili a quelli visti per l’agopuntura in Cina. Entrambe le culture affermavano che questa energia veniva assorbita dall’organismo attraverso la respirazione, e fluiva all’interno di esso lungo i meridiani. Quando questo flusso veniva bloccato od ostacolato si instauravano le condizioni per lo sviluppo della malattia.
In seguito, anche in Occidente si svilupparono correnti filosofiche che sostenevano la presenza di un’ energia negli esseri viventi e nel cosmo. Nel terzo secolo prima di Cristo, Hermes Trismegistus, la chiamò Telesma; Ippocrate, nello stesso periodo, la denominò Vis Medicatrix Naturae, mentre nell’antica Grecia Aristotele la volle nominare Quintessenza. Nel sesto secolo dopo Cristo, in Polinesia e nelle Hawai, una simile energia veniva chiamata Mana.
Più tardi, nel sedicesimo secolo, Paracelso la chiamò Munia. Un secolo più tardi, Keplero la chiamò Facultas Formatrix. Goethe, verso il diciottesimo secolo, cominciò a parlare di un’ energia cosmica a cui diede il nome di Gestaltung, mentre nello stesso periodo, Galvani elaborava il concetto di Energia Vitale. Poco più tardi, Mesmer discusse di un Magnetismo Animale come di un fluido atmosferico che circondava, caricava ed animava tutti gli esseri viventi. Un simile concetto fu elaborato anche dallo scienziato tedesco von Reichenbach in seguito a numerosi anni di studio e ricerca. Vide la presenza di un’ energia in natura le cui leggi non rispondevano a quelle della fisica tradizionale, che volle chiamare Odic Force.
Successivamente, Freud, studiando il comportamento degli esseri umani, individuò un’ energia che non riuscì a quantificare completamente e che chiamò Libido. Agli inizi del secolo scorso, il filosofo francese e premio Nobel, Bergson elaborò una teoria dell’evoluzione basata sulla dimensione spirituale della vita umana. Alla base di questo processo vi è uno slancio vitale o elan vital che è energia pura, libera da implicazioni finalistiche o deterministiche.
Nello stesso periodo lo scienziato russo Lakhovsky individuò l’esistenza di una sostanza immateriale, infinitamente sottile, intangibile ed impalpabile che penetra tutti i corpi, gli esseri viventi ed i mondi estendendosi nell’immensità dell’ universo e nei vuoti interastrali. Chiamò questa sostanza Universione. Secondo Lakhovsky essa è la promateria da cui derivano, per condensazione, tutti i corpi materiali e gli esseri viventi.
Più recentemente Burr, della Yale University, constatò la presenza di un potente campo elettrodinamico in natura che influenza sia le condizioni meteorologiche sia gli esseri viventi. Il biologo Sheldrake sviluppò una teoria, simile a quella di Burr, che si basa su un’ energia che chiamò Morphogenetic Field. Lo scienziato francese Kevran, dopo numerosi anni passati a studiare la trasmutazione degli elementi chimici negli esseri viventi, scoprì che in animali sottoposti ad una dieta ricca di silicati, la silice veniva trasformata in calcio. I risultati che ottenne, confermati anche da ricerche indipendenti sia in Europa che in Giappone, gli suggerirono la presenza di una qualche sconosciuta forma di una potente energia biologica che guida le trasmutazioni.
Tra i fisici del secolo scorso spicca Miller, che con i suoi esperimenti dimostrò l’esistenza di un etere nel cosmo. Dimostrò che l’etere, in condizioni dinamiche, viene riflesso dai metalli, come aveva constatato anche Reich. Il chimico italiano Piccardi, studiando il comportamento chimico-fisico dell’ acqua, dimostrò che le sue proprietà potevano essere influenzate da una forma di energia cosmica sconosciuta, molto simile ad un forte magnetismo e correlata alle macchie solari.
Contemporaneamente, il fisico russo Grishenko individuò, come responsabile della struttura energetica del corpo fisico di un organismo, una corrente fredda di plasma che volle chiamare bioplasma. Recentemente Inyushin, ricercatore dell’Università del Kazakhstan, ad Alma Ata in Siberia, giunse alla conclusione che il corpo di bioplasma è lo stesso corpo eterico delle filosofie e delle dottrine orientali.
Un discorso a parte merita il filosofo naturale pre-socratico Anassimandro. Discepolo di Talete, nacque a Mileto, in Asia Minore, attorno al 610 a.C. Dedica tutta la sua vita a studiare i fenomeni naturali ed alla ricerca di un unico principio presente in natura da cui tutte le cose hanno origine. Pochi sono gli scritti che ci sono pervenuti. Ad oggi conosciamo solamente alcuni frammenti che parlano di cosmologia. Tuttavia, Anassimandro sembra che si sia interessato anche di geografia, geologia, biologia e di biogenesi. Fu il primo a concepire il concetto di spazio-tempo. Inventò e costruì il primo orologio solare, dando quindi concretezza alla valutazione dell’insieme spazio-tempo come lo intendiamo oggi, e a rendere possibile la misurazione di tali parametri.
Ha individuato in un fluido o elemento primordiale, invisibile, sintropico, che ha voluto chiamare àpeiron, l’origine e la causa di tutte le cose. L’àpeiron non ha qualità né limiti come invece possiedono sia la materia vivente che non vivente.
Secondo Anassimandro l’àpeiron è il principio da cui deriva tutta la realtà, dove tutta la realtà va a finire e in cui tutta la realtà permane. Sottolinea inoltre che questo principio universale è caratterizzato da qualità sintropiche. Da esso si generano le cose, non in modo caotico, ma in maniera intelligente, secondo un ordine preciso e non casuale, in accordo a ben definite leggi naturali.
Un’altra caratteristica molto importante dell’àpeiron è il movimento. Questo fluido, principio di tutte le cose, è sempre in costante movimento, con moto rotatorio. Ed è proprio grazie a queste proprietà che si formano la materia ed i mondi.
Introduce inoltre il concetto di universo infinito. Il nostro pianeta non è il solo esistente nell’ universo ma esistono infiniti mondi come quello in cui viviamo. Vede l’ universo come caratterizzato da un oceano di àpeiron dove gli infiniti mondi sono distribuiti qua e là. Tali mondi sono realtà ben definite e lo spazio esistente tra questi è completamente riempito da questo fluido onnipresente.
Inoltre, Anassimandro dà molta importanza all’ acqua nella formazione delle cose e della vita. E’ talmente importante che sembra quasi venga considerata come parte integrante ed insostituibile nell’azione dell’àpeiron nella formazione della materia e della vita. Il concetto di acqua come base e fonte di vita e della materia proviene dagli insegnamenti di Talete, suo maestro, il quale la vedeva, al contrario di Anassimandro, come il principio universale legato alla formazione di tutte le cose.
E’ evidente che le qualità con cui Anassimandro identificava questo principio formativo sono molto simili a quelle individuate per via scientifica, secondo il metodo sperimentale di Galileo, da Reich con l’ energia orgonica.
Anche l’ energia orgonica, come l’àpeiron, è il principio energetico da cui, secondo Reich, hanno origine sia le cose viventi che quelle non viventi, che riempie tutto l’ universo, e favorisce il movimento traslatorio dei pianeti nella galassia, come fa l’ acqua del mare con delle palline da ping-pong che galleggiano in superficie.
Reich trovò l’ energia orgonica presente dappertutto in natura. Dapprima studiando gli esseri viventi, la vide nell’organismo, e qui è in pieno accordo con il Prana ed il Chi orientali. Purtroppo nulla ci è stato tramandato da Anassimandro per quanto riguarda le funzioni dell’àpeiron negli esseri viventi. E’ quindi impossibile fare un paragone a riguardo. Successivamente la osservò inoltre in natura ed ipotizzò la sua presenza ovunque nel cosmo, arrivando verso la fine della sua vita a chiamarla energia orgonica cosmica.
L’ energia orgonica è in continuo flusso, quindi è presente sempre in condizioni dinamiche, come ipotizzava anche Anassimandro, ed inoltre, si muove di moto rotatorio. E qui è straordinaria le similarità fra i due principi energetici. Entrambi possiedono qualità dinamiche e si muovono di moto traslatorio e rotatorio. La materia e tutte le cose hanno origine, per entrambe, dalla fusione di correnti aventi moto traslatorio e rotatorio. Entrambe sono invisibili, prive di massa e quindi anche prive di inerzia, e sintropiche, in quanto possiedono finalità e caratteristiche positive ed organizzatrici per la vita.
Inoltre Reich considerava l’ acqua come una delle sostanze presenti in natura aventi la più alta affinità con l’ energia orgonica. Infatti l’ acqua viene considerata da Reich come quello, fra tutti i liquidi presenti in natura, che ha la maggior capacità di assorbire l’ energia orgonica dall’ambiente. Non a caso Anassimandro la cita come un quid fondamentale e come parte integrante nel processo di formazione della materia. Questo perché essa è, fra le sostanze presenti in natura, quella che ingloba e può fornire la maggiore concentrazione di energia formatrice. Basti pensare che l’ acqua, grazie alla sua affinità con l’ energia orgonica, è il fluido più importante utilizzato per variare i potenziali orgonomici nell’atmosfera, che stanno alla base delle procedure per poter mutare le condizioni meteorologiche, durante le operazioni di cloudbusting.
E’ impressionante dunque l’analogia fra i due principi energetici identificati da Anassimandro e da Reich. Entrambi sono posti alla base della vita, della formazione della materia, e sono presenti dappertutto. Altrettanto importante è sottolineare che questi due principi energetici sono stati scoperti seguendo due percorsi di pensiero completamente differenti. Il primo osservando i fenomeni naturali, mentre il secondo basandosi sul metodo galileano della ricerca scientifica.
Viene quindi da pensare che lo studio e la ricerca di questo principio formativo non deve passare necessariamente attraverso un particolare metodo di ricerca, ma bensì attraverso un comune metodo di osservazione dei fenomeni e della realtà che si situa a monte. Inoltre, si potrebbe avanzare l’ipotesi che l’ energia orgonica è stata scoperta da Reich grazie ai progressi scientifici fatti negli ultimi secoli. Ma questo è solo parzialmente corretto, in quanto al tempo di Anassimandro, circa 2600 anni fa, non c’erano ancora gli strumenti che si utilizzano oggi per oggettivare l’ energia orgonica: il termometro, l’elettroscopio, ed il contatore Geiger-Muller.
E’ straordinario quindi pensare che l’individuazione di un unico principio energetico da cui tutte le cose hanno origine (l’Archè della filosofia greca), potrebbe avvenire in qualunque contesto sociale e scientifico, e che quindi il progresso scientifico come noi lo intendiamo, potrebbe agire solo da corollario ad un effettivo ed efficace metodo di ragionamento che non ha tempo, e che è indipendente dalla cultura propria di una società e del periodo storico in cui questa si trova, e che potrebbe essere quel pensiero funzionale che Reich alla fine della sua vita aveva concepito come quello universale ed atemporale secondo il quale tutti i fenomeni possono essere spiegati.
Anassimandro potrebbe quindi essere considerato come colui che per primo, nella storia del mondo occidentale, ha postulato e ci ha tramandato l’idea di un fluido invisibile, massa-esente, onnipresente nell’ universo, in costante movimento da cui hanno origine la materia e la vita. Reich può a ragion veduta essere invece considerato il primo vero scienziato moderno che ha capito la presenza nel cosmo di una verità senza tempo né confini, e che ha voluto oggettivarla con semplici strumenti di misura, anche se la sua presenza avrebbe potuto essere identificata in ugual misura applicando il solo pensiero funzionale alla realtà.

 

fonte: www.scienzaeconoscenza.it

TRATTO DAL LIBRO di Roberto Maglione, Nicola Glielmi

 

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