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Corsi e ricorsi storici: alla faccia del riscaldamento globale!

Posted by curiositybox su 7 marzo 2010

Nell’inverno 2009/2010 tutta la Gran Bretagna è stata coperta dal manto nevoso ed il mar Baltico è gelato bloccando nella morsa di ghiaccio 51 navi in navigazione. Gelo anche in molte aree degli Stati Uniti

La Piccola era glaciale (PEG, in inglese Little Ice Age, LIA) è un periodo di tempo che va dall’inizio del XIV secolo alla metà del XIX secolo [1][2][3] in cui ci fu un brusco abbassamento della temperatura terrestre nell’emisfero settentrionale. Questo periodo fu preceduto da un lungo periodo di temperature relativamente elevate chiamato periodo caldo medioevale.

Dal 1300 si è assistito ad un graduale avanzamento dei ghiacciai fino ad una massima espansione intorno al 1850 quando le temperature hanno iniziato ad aumentare favorendo il ritiro dei ghiacci. Questa fase è attualmente in corso e se non vi sarà un cambiamento entro breve molti ghiacciai spariranno.

In un primo tempo si credette che la piccola era glaciale fosse un fenomeno globale, ma attualmente si tende a dubitarne.

Il fiume Tamigi ed i canali dei fiumi dei Paesi Bassi si congelarono spesso durante l’inverno e la gente pattinò e perfino tenne fiere sul ghiaccio.[5] Nell’inverno del 1780 il porto di New York ghiacciò, consentendo alle persone di camminare da Manhattan a Staten Island. Il mare ghiacciato circondante l’Islanda si estese per molti chilometri in tutte le direzioni impedendo l’accesso navale ai porti dell’isola. Così anche in Groenlandia.

– Gran gelo in Svezia e Norvegia, -56°C in Siberia, India e Sahel roventi
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-34°C in Svezia centrale e Norvegia sudorientale, -19°C a Oslo. -55,5°C a Ilirnej, oltre -47°C nei “poli del freddo” jacuziano. 40°C in India centrale, oltre 37°C a Sri Lanka. 38°C, afosi, a Bangkok, e a Pukhet, che uguaglia il suo record. 40°C in Myanmar, 37°C in Vietnam, 41°C a La Mecca. Oltre 44°C in Senegal e Sudafrica, caldo anche in Tanzania e Kenya. Forti piogge in Madagascar e a Tahiti.

Il traghetto Tallink bloccato tra i ghiacci del Baltico. Fonte immagine http://www.dn.se

Giovanni Staiano: 06-03-2010 ore 08:10

Gelida giornata venerdì 5 marzo in Svezia centrale, con diverse località scese sotto -30°C. Segnaliamo queste minime: Idre-Storbo -33,9°C, Sveg -32,1°C, Bortnan -31,3°C, Dravagen -30,7°C, Hunge -30,3°C. Intorno al 60° parallelo, spiccano i -27,7°C di Gustavsfors e i -26,3°C di Malung. “Solo” -9,0°C la minima di Stoccolma (che comunque ha una medie delle minime di marzo di -2,7°C). -19,7°C la minima a Jonkoping, nel sud, ben 15°C sotto la media delle minime di marzo. In Norvegia, -33,5°C a Drevsjo, nel sudest, guarda caso al confine con il settore della Svezia dove ha fatto più freddo, ma molto notevoli anche i -19,2°C di Oslo-Gardemoen e i -18,8°C di Oslo-Fornebu.

In Siberia, il gelo si sta accanendo nella parte est. Venerdì, -55,5°C a Ilirnej, -52,0°C a Muhomornoje, -50,5°C a Omolon. Ampiamente sottomedia anche gli storici “poli del freddo” jacuziano, Verhojansk e Ojmjakon sono scese a -47,5° e -47,1°C (-39,2° e -41,4°C le medie delle minime di marzo).

Primi over 40°C in India, con 40,2°C venerdì 5 marzo ad Anantapur. Da segnalare anche 39,5°C a Kurnool, 38,5°C a Bankura, 38,4°C a Jharsuguda. Sempre nel subcontinente indiano, 37,2°C venerdì a Ratnapura, in Sri Lanka, 36,5°C a Kurunegala.

Mostruoso il caldo di Bangkok, per la persistenza lungo tutto l’arco dell’anno di un caldo molto afoso può essere considerata la città più calda del mondo. 38,0°C in città venerdì 5 marzo e 37,9°C al porto, con heat index già oltre i 60°C, ma spesso in aprile si arriva a superare i 70°C di heat index. La temperatura del mare nei pressi di Bangkok non supera mai i 33°C e il dew point non supera mai i 34°C, improbabile battere il record di Dharhan, che nel 2003 registrò 78°C di heat index e 35°C di dew point, ma a Bangkok il caldo è terribile tutto l’anno, a Dharhan “appena” 4-5 mesi, inoltre quest’ultima (che si trova in Arabia Saudita orientale) sperimenta il forno (del caldo secco desertico) e la sauna alternativamente, non è sempre caldo afoso. La stazione più calda della Thailandia è comunque stata, venerdì 5 marzo, Nangrong, con 39,9°C.

Nell’umido sud della Thailandia, giornata storica venerdì 5 marzo per Pukhet, che è salita fino a 37,8°C, eguagliando il suo record assoluto di temperatura. 37,8°C si erano registrati già il 9/04/79, l’1/04/98 e l’11/05/98, il record di marzo era 37,7°C (21/04/98).

Caldo molto intenso anche in Myanmar venerdì, con 39,8°C a Nyaung-U, 39,6°C a Monywa, 39,4°C a Prome, 39,0°C a Mandalay. 35,3° e 36,2°C le medie delle massime di marzo a Monywa e Mandalay.

Fa già molto caldo anche in Vietnam, dove Vinh, nel centro del paese, ha toccato venerdì i 36,9°C. 35,0°C a Hue, 31,4°C ad Hanoi, nel nord. La media delle massime di marzo ad Hanoi è 22,8°C.

41,0°C venerdì anche a La Mecca, la città santa dell’Islam, in Arabia Saudita occidentale. A Jeddah, massima 38,4°C. 34,4° e 31,1°C le medie delle massime di marzo a La Mecca e Jeddah.

44,5°C a Matam, Senegal, venerdì 5 marzo. Caldo in tutto il paese: Tambacounda 42,5°C, Kaolack 42,3°C, Kolda 42,2°C. In Mali, 44,2°C a Yelimane, 43,4°C a Kayes, 42,7°C a Segou, 42,2°C a Kenieba. In Mauritania, Kiffa 44,0°C, Kedi 43,0°C.

In Tanzania, gran caldo nell’isola di Zanzibar, con 36,1°C di massima venerdì 5 marzo, ma anche ai 900 metri dell’Aeroporto Kilimanjaro (massima 36,0°C). Nel vicino Kenya, 39,4°C a Garissa (media delle massime di marzo 38,3°C).

Vioolsdrif 44,3°C, Henkries 43,4°C: queste le massime più elevate di venerdì 5 marzo nel Sudafrica nordoccidentale.

Forti piogge in Madagascar. Tra le 18 GMT di giovedì e la stessa ora di venerdì, 60 mm a Tamatave, 52 ad Antalaha, 51 a Fort-Dauphin.

139 mm a Tahiti, Polinesia Francese, tra le 18 GMT di giovedì e la stessa ora di venerdì.

Giovanni Staiano

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2 Risposte to “Corsi e ricorsi storici: alla faccia del riscaldamento globale!”

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