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Archive for the ‘cronaca’ Category

Il reattore nucleare vecchio due miliardi di anni

Posted by curiositybox su 25 maggio 2019

Il reattore nucleare della Repubblica del Gabon ha una struttura talmente ben progettata che avrebbe potuto funzionare per sempre.

Lo chiamavano il ‘mostro atomico’. In tutto il pianeta non è mai esistito un generatore di energia così grande e così efficiente: pareti ad angolo inclinato, isolamento per i residui nucleari e il miglior sistema di raffreddamento che l’ingegneria abbia mai potuto sviluppare. Ma è vecchio di due miliardi di anni.

C’è chi dice che sia appartenuto a un’antica civiltà super avanzata, citando la suggestiva teoria che vede la storia umana come un susseguirsi di estinzioni di massa e ritorno della civiltà. Dopo il periodo della ‘grande distruzione’, molte civiltà successive avrebbero provato ad approfittare dei resti del ‘mostro’, per ritornare ai tempi di gloria.

reattore nucleare

Oklo, Repubblica del Gabon, postazione del reattore nucleare (NASA).

Nel corso degli anni, la struttura del reattore originale potrebbe essere divenuta troppo traballante e il sistema di riciclaggio dell’uranio potrebbe aver smesso di funzionare. Alla fine, con il passare dei millenni, le pareti e i canali di raffreddamento, arrugginiti, avrebbero finito per confondersi con la montagna che un tempo li aveva ospitati. Miliardi di anni dopo, l’unico resto di quel possibile sito ‘tecnologico’ era l’uranio impoverito: il resto del reattore era irriconoscibile.

reattore nucleare

Questo scenario fittizio potrebbe non esser molto lontano da quello reale, se teniamo in considerazione che per molti scienziati l’esistenza del ‘reattore nucleare del Gabon’ ‒ un gigantesco deposito di uranio scoperto in Africa nei primi anni 70 ‒ è un fenomeno che non si sarebbe mai potuto verificare naturalmente. Con un’età approssimativa di due miliardi di anni, le miniere di Oklo, nella Repubblica del Gabon, sono state scoperte quando i tecnici di una società francese si sono accorti che l’uranio del luogo era già stato estratto e utilizzato.

Dopo aver analizzato i campioni della miniera, i tecnici della Centrale Nucleare di Tricastin si sono resi conto che il minerale non poteva essere utilizzato a fini industriali. Sospettando una possibile frode da parte della società che lo esportava, i responsabili della centrale di Tricastin hanno deciso di indagare sul motivo per cui, mentre i normali campioni di uranio possedevano circa lo 0,7 per cento di materiale utilizzabile, quelli di Oklo ne avevano solo lo 0,3 per cento. Una volta confermato che il materiale era quel che rimaneva di una vecchia reazione nucleare, i ricercatori di tutto il mondo sono accorsi sul luogo per studiare il fenomeno.

Dopo approfondite analisi chimiche e geologiche, la comunità scientifica arriva a una sorprendente conclusione unanime: la miniera di uranio del Gabon era stata un reattore di 35 mila chilometri quadrati, entrato in funzione 2 miliardi di anni fa e rimasta funzionante per 500 mila anni.

Queste enormi cifre hanno spinto molti specialisti a impegnarsi per trovare una spiegazione plausibile. Ma ancora oggi il caso del Gabon suscita gli stessi e scomodi interrogativi di quaranta anni fa.

Cosa o chi aveva usato il nucleare prima che qualsiasi civiltà mettesse piede sulla Terra? Come riuscirono a progettare un complesso di reattori così grandi? Come hanno potuto mantenerlo in funzione per cosi tanto tempo?

La spiegazione improbabile

Nel tentativo di spiegare l’origine del reattore, gli scienziati si sono rivolti a una vecchia teoria del chimico giapponese Kazuo Kuroda, che anni prima era stato ridicolizzato dopo averla divulgata.

Kuroda aveva sostenuto che una reazione nucleare potesse aver luogo anche senza l’intervento dell’uomo, se esistevano in natura un certo numero di condizioni essenziali: un deposito di uranio della giusta dimensione, un minerale con un’alta percentuale di uranio fissile, un elemento che agisse come moderatore, e l’assenza di particelle disciolte, poiché ostacolano la reazione.

Nonostante ben tre di queste condizioni fossero altamente improbabili, ancora più difficile da spiegare era come una reazione nucleare naturale potesse essersi mantenuta in equilibrio senza che il nucleo di uranio scomparisse o si fondesse durante un periodo stimato di 500 mila anni. Per questo motivo, gli scienziati hanno aggiunto all’ipotesi di Kuroda un ultimo fattore: un sistema geologico casuale che permetteva l’entrata di acqua nei depositi e l’uscita del vapore di reazione.

Si stima che milioni di anni fa, la percentuale di uranio fissile presente in natura fosse molto più alta (circa il 3 per cento del minerale), un fatto chiave perché la supposta reazione potesse avvenire. In base a questo fattore, gli scienziati proposero che ogni tre ore i depositi di uranio potevano essersi attivati spontaneamente quando venivano inondati dall’acqua filtrata dalle fessure, generando calore e raffreddandosi, quando l’acqua, che funzionava da moderatore, evaporava completamente.

Tuttavia, secondo la teoria di Kuroda, l’acqua doveva avere una buona percentuale di deuterio (acqua pesante), e doveva essere priva di qualsiasi particella che potesse impedire ai neutroni di innescare la reazione. Poteva l’acqua filtrata dalla rocce avere caratteristiche così eccezionali? Potrebbe esistere in natura un liquido che anche oggi richiede un così elaborato processo produttivo?

Ingegneria estrema

Dopo una serie di analisi geologiche, i ricercatori hanno scoperto che il reattore di Oklo conservava ancora un’ultima sorpresa: i ‘depositi’ dei rifiuti erano disposti in una maniera tale da far rilevare ancora radioattività nella miniera, nonostante fossero passati milioni di anni. Infatti, è stato stimato che l’impatto termico di quei reattori a Oklo non superasse il raggio d’azione di 40 metri. Gli scienziati riconoscono l’impossibilità di emulare un sistema di smaltimento così efficiente, e il reattore ancora viene studiato al fine di progettare nuove tecnologie basate sulla sua struttura.

In poche parole, il reattore gigante nel Gabon era progettato meglio di qualsiasi altro reattore moderno.

Pertanto, anche se la teoria dei ‘reattori naturali’ è oggi la più diffusa a livello accademico, sul sito di Oklo molte domande devono ancora ricevere una risposta. Perché l’uranio è stato rinvenuto in depositi ben definiti e non sparsi in tutto il territorio? Può una reazione avvenire spontaneamente e in forma indipendente in venti luoghi distinti di tutto il giacimento? Perché questo fenomeno è accaduto esclusivamente in Africa e non anche in altre parti del mondo? Possono le pareti di una miniera formare casualmente un disegno tale che non permetta alla radioattività di fuoriuscire? Ma soprattutto, che cosa è accaduto esattamente in Gabon due miliardi di anni fa?

Leonardo Vintiñi

fonte: epochtimes.it

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Free Energy, a che punto siamo?

Posted by curiositybox su 16 aprile 2019


Gli apparati esistenti e approfondimenti

La nostra società è basata sul sistema della scarsità. La scarsità serve per mantenere in vita l’apparato commerciale, serve per dare un valore economico alle cose. Più una cosa è scarsa e più può valere. Per questo, chi riesce a controllare l’abbondanza di un bene ne può, di fatto, scegliere il prezzo commerciale.
Siamo così assuefatti a questa realtà che persino l’acqua, uno tra i beni più disponibili sul nostro pianeta, è stato fatto diventare scarso, imbottigliato e venduto a prezzi che consentono enormi profitti. Attenzione, il prossimo passo potrebbe essere l’aria…
In questo contesto, ecco che un altro bene per eccellenza, l’energia, è mantenuto in uno stato di scarsità cronica. L’uso massiccio di una fonte esauribile e non rinnovabile, quale i combustibili fossili, e la profonda convinzione che sia insostituibile, mantengono il mondo intero schiavo di una condizione in cui l’energia è scarsa, inquinante e costosa. E se da un lato il messaggio che passa è quello di consumare meno energia possibile, dall’altro i bisogni indotti spingono a non poter fare a meno di questa energia. Così facendo, la responsabilità dello spreco e dell’inquinamento viene trasferita sull’utilizzatore ultimo, la gente comune, e tolta da chi questo sistema lo crea e lo mantiene.
Ma è vero che l’energia (in grandi quantità) è estraibile solo da risorse finite e inquinanti? Non esiste un qualche tipo di energia talmente abbondante da poter essere considerata illimitata e, soprattutto, pulita e a basso costo?
Sempre più spesso, soprattutto nel mondo di internet, si sente parlare di Free Energy. Questo termine, che letteralmente vuol dire “Energia Libera” in realtà raccoglie in sé diversi significati, potenzialità e speranze. Ma è vero che può esistere una fonte energetica che possegga queste caratteristiche? È solo una chimera irraggiungibile, un “Santo Graal” che si ricercherà a vuoto per sempre o ha delle basi scientifiche che ne supportano e accolgono la possibile esistenza? 
Per cercare di scindere i desideri dalle concrete possibilità, iniziamo la nostra ricerca nella fisica quantistica. Senza scendere in particolari difficilmente comprensibili o che richiederebbero almeno un libro per essere descritti, cercherò di fornirvi le basi scientifiche che consentono l’esistenza della free energy e del suo eventuale sfruttamento a scopo energetico.

Il “Vuoto” è pieno
Partiamo dalla base, dallo spazio che ci circonda ovunque. Bisogna sapere che è stato ben verificato che il “vuoto”, il vuoto quantistico, non è per nulla vuoto. Come l’atomo, che letteralmente significa “indivisibile”, è invece frazionabile in nucleo ed elettroni e in altre decine di particelle più piccole, così il vuoto continua a chiamarsi vuoto solo per ragioni storiche ma è esattamente l’opposto del suo significato.
È un continuo ribollire di particelle ed energia che fluttuano, appaiono, si annichilano e scompaiono al “livello zero” di tutto l’universo. Il vuoto quantistico è in effetti un supporto per tutte le altre particelle, come il mare è il supporto per qualsiasi corpo o nave che vi galleggi sopra. E questa fluttuazione, questa vibrazione, è sempre presente, anche allo zero assoluto (-273,15°C) quando tutto dovrebbe essere congelato e immobile. Da qui il nome di “energia di punto zero”.
Quindi il vuoto è ovunque, ma non è vuoto. Possiede una sua quantità di energia e interagisce con tutto ciò che esiste nell’universo. Fin qui il concetto è assodato scientificamente. Ma, per tornare alla Free Energy, la domanda fondamentale è: possiamo sfruttare quest’energia per fargli fare del lavoro utile? Possiamo rendere organizzata questa forma di energia altamente caotica e sfuggente? Se riusciamo a imbrigliare l’energia del mare (in verità ancora quasi per niente!!) potremmo fare la stessa cosa con il vuoto?
Per cercare di rispondere, voglio portare alla vostra attenzione due particolari effetti fisici già dimostrati che, se sfruttati opportunamente insieme, sembrano poter aprire delle possibilità interessanti.

L’onda solitonica
Vi è una particolare equazione sviluppata dal matematico premio Nobel Erwin Schroedinger (1) che permette un risultato molto interessante. Infatti consente che un onda si possa auto-sostenere e propagare senza scambiare energia col mezzo che attraversa (quindi senza perdere energia nel tragitto). Nella pratica tali onde sono state osservate e successivamente descritte matematicamente nel 1895 da due matematici olandesi, Korteweg e De Vries che, grazie a equazioni non lineari, misero su carta le seguenti particolarità delle onde solitoniche:
•    vi è una dipendenza diretta tra la velocità e l’ampiezza dell’onda;
•    sono onde non dispersive, la loro forma rimane inalterata nella propagazione (possono attraversare enormi distanze con minima perdita di energia);
•    hanno comportamento particellare (infatti quando due onde singole collidono, esse non si disperdono o rompono ma si attraversano reciprocamente acquisendo soltanto una variazione di fase).



La validità di queste teorie viene confermata nel 1993 da ben due esperimenti. Il primo è effettuato dai laboratori “NTT” (Nippon Telegraph and Telephone Corporation) che hanno trasmesso un solitone per 180 milioni di chilometri in fibra e il secondo dai laboratori “Bell Labs” negli USA che, usando un sistema solitonico, riescono ad inviare 10 miliardi di bit/sec. lungo 20.000 km di fibra. 
Col solitone, l’onda anomala che si propaga indefinitamente senza decadere, ecco che anche la trasmissione d’energia senza fili a distanza, come nei casi legati alle esperienze di Tesla, potrebbe essere possibile economicamente (elevato rendimento), e senza avere controindicazioni (inquinamento elettro-magnetico).

L’effetto Aharonov-Bhom
Come ben sappiamo i campi elettrico (E) e magnetico (B) influenzano tutte le particelle non neutre che attraversano la regione di spazio ove è attivo il campo stesso. Nel 1959 Yakir Aharonov e David Bhom pubblicarono su ‘Phisical Review’ (2) una teoria secondo cui il solo potenziale vettore (A) può influire sulle particelle senza che sia presente nessun campo e hanno dimostrato con esperimenti pratici che ciò è possibile (3). 
In due parole, ciò significa che in una zona dove non è presente nessun campo elettrico E né magnetico B (E=B=0), il potenziale vettore A può essere diverso da 0, modificando quindi il comportamento delle particelle che passano in quella regione. Pertanto, usando le equazioni d’onda di Shroedinger, si possono ricavare dei potenziali (ovvero delle quantità sfruttabili). Successivamente, Aharonov e a il fisico J. Anandan si spinsero ancora più avanti, affermando che la modifica di fase è libera da costrizioni adiabatiche (cioè lo scambio di energia è ammesso) anche se legato esclusivamente al mondo particellare. 



Le particelle possono essere dei semplici elettroni, come quelli sparati nei tanti esperimenti che hanno confermato questi effetti quantistici o, come abbiamo appena visto, anche delle onde solitoniche, che hanno comportamento particellare. Ed ecco che creando un circuito elettromagnetico con una giusta combinazione di magneti permanenti, bobine, nucleo microcristallino e impulsi solitonici, qualcosa di affascinante accade. Infatti il campo magnetico creato dal solitone, che si muove quasi alla velocità della luce, crea una tensione indotta nella bobina (E=-dA/dt). La bobina non ha un valore induttivo ma è comunque un circuito chiuso sul nucleo (quindi soddisfa l’effetto AB). Il solitone che trova nella sua strada la bobina, per di più quando esiste un potenziale vettore A costante (fornito dal magnete), fa emergere una tensione (equazione di Schroedinger per effetto AB) che sarà proporzionale al numero di anelli della bobina, al valore energetico del solitone e al valore di A dato dal magnete permanente. 
A questo punto, usando due bobine di controllo, si possono creare dei solitoni opposti e, trovando la frequenza di risonanza adatta, il rendimento salirebbe. In questo modo il potenziale d’uscita raggiunto potrebbe essere rafforzato sia dalle bobine di controllo, sia dallo stesso effetto AB, creando così più tensione sulla bobina. Si va a creare un effetto a catena che, lavorando come una pompa ad alto potenziale, potrebbe “estrarre” energia dal vuoto grazie al mantenimento di uno stato di disequilibrio energetico, che l’universo tenderebbe a colmare per raggiungere lo stato di minima energia. 
Queste potrebbero essere alcune condizioni di base adatte ad estrarre l’energia libera contenuta nel vuoto quantistico, rendendola disponibile per uno sfruttamento reale (4).

Overunity e C.O.P.
Sul Web impazzano video e foto di sistemi meccanici e magnetici, che dichiarano di essere riusciti in questo “miracolo” e di ottenere più energia in uscita di quanta ne necessitano in entrata, ovvero, sfruttando l’energia di punto zero, di conseguire la tanto agognata “overunity”.
Intanto c’è da fare un chiarimento: di per se l’overunity non è nulla di fantascientifico. Esistono in commercio decine di sistemi overunity, ovvero che emettono più energia di quanta ne richiedono. Dalla semplice “pompa di calore” che fa funzionare il nostro frigorifero o impianto di riscaldamento (in genere emettono dalle 2 alle 4 volte l’energia richiesta), al pannello fotovoltaico che addirittura possiede un C.O.P. (Coefficiente di performance) che è infinito, visto che crea energia senza essere alimentato. Se non sapessimo che capta ed emette l’energia ottenuta dal sole penseremmo di aver trovato un sistema che violi il principio di conservazione dell’energia. Ma ovviamente nessuno si sogna di affermare questo né per i pannelli fotovoltaici e né per nessuna pompa di calore o altri apparati overunity oggi accettati. Perché invece questi fantomatici sistemi “Free Energy” sono visti come bufale senza speranza? Semplicemente perché cercano di ottenere l’energia dal vuoto quantistico, l’energia di “Punto Zero”. Cosa che fino ad ora, almeno che si sappia, nessuno è mai riuscito a fare. Questo però, come abbiamo visto, non vuol dire che sia impossibile. Certamente l’approccio molto casereccio, spesso troppo superficiale degli apparati presentati sul web e la mancanza di solide basi scientifiche dei ricercatori che si cimentano in queste scoperte di confine, produce l’effetto di danneggiare tutto il settore e così quasi sempre l’argomento è trattato con un atteggiamento di discredito e incredulità. Ma nella marea di accrocchi effettivamente inutili, si nascondono progetti, prototipi e persone molto valide.

Gli apparati esistenti
Nel mio percorso di ricerca delle energie di confine mi sono imbattuto in molti sistemi banali e inconcludenti, ma anche in progetti molto interessanti. A partire dal sistema a moto perpetuo di Finsrud (5) una vera opera d’arte che sembra realizzare il moto perpetuo (senza però possibilità di ottenerne energia), al M.E.G. (Motionless Electromagnetic Generator) (6) coperto da due brevetti negli USA, al sistema “O.R.B.O.” della società Steorn (7) che nonostante diversi problemi e ritardi continua ad essere sviluppato mostrando anomalie difficilmente spiegabili.


Probabilmente questi ultimi due sistemi potrebbero fornire una prima valida strada per l’estrazione dell’energia di punto zero, ma attualmente nessuno dei prototipi che ho analizzato e seguito ha di fatto avuto successo nel suo compito. Per adesso.
Ma ogni passo effettuato in questa direzione è un tassello in meno da dover scoprire affinché il quadro complessivo delle conoscenze riesca a fornire il primo estrattore di Free Energy.
Inoltre lo studio e l’applicazione pratica di questi principi scientifici porta a strade parallele non previste. È il caso, ad esempio, del motore elettrico che sfrutta il principio del “Parallel Path”. Grazie a costanza, condivisione delle conoscenze e una buona dose di manualità e competenza elettronica due ricercatori romani, che inseguivano il sogno di realizzare un congegno Free Energy, hanno ottenuto non un motore overunity ma uno con un’altissima efficienza, una semplicità costruttiva notevole (quindi bassi costi di realizzazione), e delle proprietà tecniche interessantissime che potranno aiutare il settore dell’automotive elettrico a superare i problemi di bassa autonomia. Il prototipo, sviluppato in libera collaborazione sul forum Energeticambiente.it (8), una volta raggiunta una certa maturità è stato portato per dei test e verifiche presso l’università di Tor Vergata, dove ha suscitato estremo interesse per le sue peculiarità. Oggi il motore è in fase brevettuale presso l’Università e in sviluppo per produrre un motore hub per scooter elettrici.
Questo è un esempio di come le scoperte o i miglioramenti tecnici possano davvero nascere negli scantinati e crescere sul web grazie alla grandissima forza di interazione e condivisione delle informazioni di questo canale. 
Se le persone che sviluppano questi sistemi lo fanno con onestà e posseggono le basi fondamentali per affrontare i problemi con cognizione di causa e competenza, ecco che non ci sono limiti all’intuizione e alle scoperte possibili.
Quello dello sfruttamento dell’energia di punto zero è un prossimo traguardo che la fisica stessa ci dice possibile da raggiungere e che metterà a disposizione dell’umanità un’energia pressoché illimitata, disponibile ovunque e a bassissimo costo. La strada è tracciata, la struttura teorica è presente. Manca solo la chiave di volta. Chi la troverà potrà cambiare il destino dell’umanità. Buona ricerca a tutti!

Note
(1) http://it.wikipedia.org/wiki/Erwin_Schr%C3%B6dinger
(2) Physical Review Vol. 115 n. 3 del 1 agosto 1959. 
(3) http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Aharonov%E2%80%93Bohm
(4) Per approfondire: http://www.progettomeg.it/specifiche12.htm
(5) www.progettomeg.it/finsrud_progettomeg.htm
(6) Per approfondire: www.progettomeg.it/tecnica2006.html
(7) Per approfondimenti: http://www.energeticambiente.it/apparati-meccanici/14715902-steorn-vivo-e-sembra-faccia-sul-serio.html
(8) le diverse discussioni che racchiudono la storia e lo sviluppo di questo prototipo sono raggiungibili nella sezione Parallel Path di energeticambiente.it: http://www.energeticambiente.it/parallel-path/

dal sito:

https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/energie_del_futuro/che-cos-e-la-free-energy

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Secondi gli scenziati il sogno dell’energia gratuita illimitata sta per divenire realtà.

Posted by curiositybox su 30 marzo 2018

 

Il concetto di ciò che molti ricercatori di verità chiamano energia libera

è un argomento popolare di discussione alternativa. Per decenni, i ricercatori scientifici si sono cimentati con la possibilità di attingere a una fonte di energia universale con il potenziale per eliminare completamente la grande industria petrolifera. Si dice che questo potenziale di obsolescenza sia una delle cause principali della resistenza media, corporativa e sociale coerente anche alla semplice indagine sulla possibilità di energia libera.

Questa strana e costante repulsione che riguarda il tema dell’energia libra è diventata una fonte di estrema frustrazione nelle comunità di ricercatori di verità. Ciò è dovuto principalmente al fatto che molti ricercatori si sono resi conto che, per un lungo periodo, il concetto di sovra-unità era basato su ricerche scientifiche concrete e dimostrabili. Nel frattempo, il mondo degli editori e degli pseudoscientisti semi-scientifici hanno fatto tutto il possibile per allontanare il pubblico dal concetto di energia gratuita, affermando che il principio era ridicolo

Ciò che era particolarmente frustrante in questa prospettiva era che pochissime delle discutibili prospettive sull’energia libera provenivano in realtà da veri scienziati. Sebbene gli scienziati fossero piuttosto scettici riguardo al concetto, molti si astenevano dal catalogare il principio di energia libera come ridicolo prima di esaminarlo a fondo. Non così con lo pseudoscettici.

 

La maggior parte degli oppositori sono solo persone ignoranti che fingono di essere esperti per ottenere più attenzione rispetto ai ricercatori che stanno dimostrando che l’energia libera è possibile. Tuttavia, i dati parlano da soli e, mentre le cose vengono fuori, i media aziendali stanno persino cambiando i loro toni precedentemente biasimatori e stanno dando al concetto di energia pulita senza limiti un’opportunità equa.

Sebbene sia bello vedere che al concetto di fusione fredda viene prestata attenzione da parte dei media main stream, potremmo tenere a mente che questo principio è solo uno dei vari mezzi scientificamente provati per produrre energia pulita e senza limiti. Un altro di questi concetti è il SEG o il Searl Effect Generator. Questo è un dispositivo magnetico rotante un po’ complesso che, quando a piena rotazione, produce più energia di quanta ne consumi.

Per dimostrare questa tecnologia, ecco due video creati dalle organizzazioni indipendenti, scientifiche e ingegneristiche che hanno lavorato più strettamente con la tecnologia SEG.

Sono stati sollevati alcuni dubbi sulla validità di SEG a causa della mancanza di una dimostrazione completa del concetto in tempo reale. Questo dubbio è dovuto al fatto che molte delle dimostrazioni non riescono ad affrontare e spiegare le configurazioni che girano. Questi dispositivi producono veramente elettricità o sono alimentati da un ingresso elettrico proveniente da una fonte di alimentazione estera dal frame che stanno riprendendo? Questa è una delle domande che, se risposte, allevieranno molti dei dubbi del SEG nella mente di scettici ragionevoli.

Prima di esprimere un giudizio sulla validità del SEG, possiamo anche parlare della storia di John Searl e l’estrema difficoltà che si dice abbia ricevuto dalle autorità semplicemente per la ricerca di energia pulita. In breve, Searl fu arrestato, i suoi beni furono confiscati e il suo laboratorio distrutto subito dopo aver fatto la sua scoperta. Naturalmente, questi scienziati sono riluttanti a sperimentare le stesse difficoltà nei tempi attuali.
Questa tendenza dei media alla segretezza è in vigore da diversi decenni ed ha in gran parte impedito al pubblico di conoscere la vera scienza alla base dell’energia libera. Secondo i ricercatori, questo segreto non è a beneficio delle persone, ma serva a mantenere l’illusione della superiorità del petrolio.

Il concetto di energia libera è giusto, secondo la ricerca.  Sono stati creati alcuni dispositivi per fornire più energia di quella necessaria per avviare e far funzionare questi stessi dispositivi possono e sono stati inventati nel recente passato. Si dice che funzionino da un po’ di tempo e SEG potrebbe aver dimostrato questo concetto più volte. Ironia della sorte, il concetto di energia libera in realtà non si riferisce a energia che non costa “nulla” da utilizzare (perché di deve ricercare e produrre un dispositivo prima di utilizzarlo). Piuttosto, il termine si riferisce al risultato di attingere a una fonte fisica universale per usare energia che non sembra essere disponibile in anticipo. Secondo gli informatori, il raggiungimento di energia libera non è affatto uno sviluppo nuovo. In verità, il concetto è vecchio di decenni ed è stato utilizzato regolarmente nei progetti neri. Tuttavia, affinché l’industria petrolifera rimanga dominante, questa tecnologia rivoluzionaria è stata ridicolizzata dall’establishment come pura fantasia. Ancora immobile, mentre le cose appaiono, la verità di energia pulita illimitata sta lentamente iniziando a farsi avanti.

 

Fonte: newyorkpost

Di: Michael Blaustein

In soli 15 anni, gli Stati Uniti produrranno quantità illimitate di energia quasi completamente gratuita, completamente verde. Non solo un tale santo graal dell’energia significherà la fine della dipendenza dell’umanità dai costosi combustibili fossili, sarebbe anche una panacea per il cambiamento climatico.

Sorprendentemente, questa non è una fantascienza. In realtà sta per diventare realtà se si vuole credere a una collaborazione tra il MIT e il Commonwealth Fusion Systems, un’azienda privata. I collaboratori hanno annunciato venerdì sulla rivista Nature che credono di essere sul punto di decifrare il codice per la fusione nucleare – e potrebbe essere commercialmente redditizio in soli 15 anni, secondo The Guardian.

Finora, la fusione è stata un esperimento di laboratorio estremamente costoso che richiede più input di energia di quanto non produca. Tuttavia, i collaboratori ritengono di aver trovato un modo per invertire la matematica. Il loro sistema, costruito su una nuova classe di superconduttori ad altissima temperatura e piccoli magneti ultra potenti, consentirebbe per la prima volta una reazione di fusione che emette più energia di quanta ne richieda.

La fusione nucleare è la fonte di energia per tutti e per tutti, perché, in teoria, è praticamente illimitata e non ha quasi alcun svantaggio. Non immette carbonio nell’atmosfera come la combustione di combustibili fossili o non genera scorie radioattive come la fissione nucleare, che è la tecnologia nelle attuali centrali nucleari.

Durante una reazione di fissione, gli atomi radioattivi, come l’uranio, vengono fatti a pezzi – producendo enormi quantità di energia oltre ai rifiuti nucleari.

La fusione, come suggerisce il nome, è l’esatto opposto della fissione. Invece di separare gli atomi, gli atomi estremamente abbondanti come l’idrogeno si fondono assieme, emettendo elio e un’enorme quantità di energia.

Il problema con la fusione è sempre stato il calore. La fusione produce temperature più calde rispetto al centro del sole, così i materiali solidi si sciolgono, rovinando ogni potenziale per una centrale elettrica.

La svolta dei collaboratori è avvenuta perché sono stati in grado di utilizzare un nuovo tipo di superconduttori per produrre magneti piccoli e potenti, un componente chiave dei reattori a fusione. I magneti creano un campo per mantenere la reazione di fusione in atto senza toccare nulla di solido, risolvendo così il problema di fusione.ù

Free Energy in 15 years.jpg

In passato, ci voleva molta energia per alimentare i magneti. I nuovi magneti creati dagli scenziati, tuttavia, sono più piccoli e richiedono meno energia. Ciò significa che, per la prima volta, il loro sistema produce più energia di quanta ne consumi.

Il piano del MIT e del Commonwealth Fusion Systems non è una teoria pura: hanno raccolto 50 milioni di dollari dalla compagnia elettrica italiana Eni per costruire effettivamente un reattore. Il loro esperimento di fusione, chiamato Sparc, produrrà abbastanza energia per alimentare una piccola città.

“L’aspirazione è di avere una centrale elettrica funzionante in tempo per combattere i cambiamenti climatici”, ha dichiarato Bob Mumgaard, CEO di Commonwealth Fusion Systems. “Pensiamo di avere la scienza, la velocità e le dimensioni per mettere la potenza di fusione priva di carbonio sulla rete in 15 anni”.

Maria Zuber, vicepresidente per la ricerca del MIT, ha aggiunto: “Al centro delle notizie di oggi c’è una grande idea, un piano credibile e fattibile per ottenere energia positiva netta per la fusione.

“Se avremo successo, i sistemi energetici mondiali saranno trasformati. Siamo estremamente entusiasti di questo. ”

Fonte: thenewyorkpost

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Corso “Lavorare in editoria”

Posted by curiositybox su 9 marzo 2017

Bologna 4 Aprile – 31 Maggio 2017

Da 16 anni inserita nell’ambito della formazione editoriale, la Herzog organizza a Bologna la

3° edizione del corso

Lavorare in editoria.

Il consulente letterario

e il redattore nelle case editrici.

Dal cartaceo all’ebook

con la partecipazione di Edizioni Esordienti Ebook, Giraldi Editore, Meridiano Zero, Otago, Pendragon, Persiani Editore

 

Per informazioni:

Silvia Scardigli, 3347954093 tel. 0677591192 – 3470127153 http://www.herzog.itinfo@herzog.it

 

 

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prova inequivocabile di strutture aliene su Marte

Posted by curiositybox su 29 agosto 2016

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Secondo una nuova serie di immagini del rover della NASA che esplora il pianeta rosso, ci sono strutture gigantesche mezzo sepolte vicino al monte Sharp sul pianeta rosso. Secondo i cacciatori di UFO e ufologi, ci sono diverse strutture che sono chiaramente visibili metà sepolte nel duro suolo marziano.
Non molto tempo fa abbiamo condiviso le immagini di un misteriosa struttura a cupola su Marte, un’altra immagine che sembrava dimostrare che ci sono più cose su Marte rispetto a quello che la NASA e le altre agenzie spaziali sono disposte ad accettare.
Mentre molti lettori potrebbero rimanere scettici su queste immagini, non si può negare che c’è un certo grado di mistero che li circonda.
Guardando le immagini presenti in questo articolo, possiamo vedere chiaramente che sembrano essere diverse linee di forma perfetta sullo sfondo. Secondo i cacciatori di UFO, queste linee sono la prova finale di strutture semi-sepolte su Marte. Non solo queste sono presenti in prossimità del Monte Sharp, ma possono essere viste in molte immagini del pianeta rosso. Queste immagini sono, secondo ufologi la prova definitiva che dimostra che il pianeta rosso era abitato da esseri intelligenti in un lontano passato.
La possibilità che gli esseri intelligenti hanno abitato Marte è più forte che mai, e se ci pensate … potrebbe essere esistito milioni di anni fa. Questo è il motivo per cui vi è una grande possibilità che la maggior parte delle strutture sul pianeta sono entrambe state distrutte a causa del clima o sono state sepolte sotto tonnellate di suolo marziano. Questo è il motivo per cui è quasi impossibile affermare con precisione se siamo di fronte a una vera e propria struttura artificiale o no. Tuttavia, da ciò che gli utenti sono stati in grado di vedere nelle immagini in questo articolo, i loro commenti sembrano indicare che qualunque cosa sia, è molto improbabile che si tratta di una formazione naturale.

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Se Marte aveva un’atmosfera simile alla Terra in passato, se avesse acqua allo stato liquido che fluisce attraverso fiumi, laghi e oceani … è logico suggerire che il pianeta potrebbe essere stato abitato, se è stato abitato vi è la possibilità che la vita intelligente si è sviluppata, e se la vita intelligente si è sviluppata su Marte, allora la possibilità che queste strutture sono la prova di questo è un forte caso nel dibattito tra ufologi e scettici.
Per tutti coloro che vogliono controllare le immagini RAW, deve andare sul sito web della NASA cliccando qui, e controllare le immagini originali le strutture marziane o no … le immagini sono certamente interessanti e avranno un sacco di persone interessate al pianeta rosso e misteri intorno ad esso.
Ecco il video del cacciatore di UFO che ha trovato la zona anomala su Marte:

https://www.youtube.com/watch?v=GUPJjgbtb_c

http://www.filosofiaelogos.it/

Source

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Ufo: Hillary Clinton se eletta rivelerà la verità sugli alieni

Posted by curiositybox su 24 gennaio 2016

 

Hillary Clinton, candidata democratica alla presidenza degli Usa, promette che in caso di elezione ‘andrà a fondo’ alla questione Ufo.

 

 

Nelle scorse ore, negli Usa, ha fatto molto scalpore un’intervista rilasciata dalla candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti D’America, Hillary Clinton. Quest’ultima, infatti, ha parlato di Ufo e alieni con il giornalista del "Daily Sun Conway" Daymond Steer. Nel corso di questa intervista, la moglie dell’ex Presidente degli States Bill Clinton, ha confermato che la "questione Ufo" le sta molto a cuore, e che nel caso in cui dovesse essere eletta, cercherà di andare a fondo alla faccenda. Uno dei suoi obiettivi, infatti, sarà quello di fare luce sugli enigmi che da molto tempo riguardano gli alieni. Basti pensare ai misteri che ruotano intorno alla cosiddetta "Area 51", che da molto tempo fanno discutere i numerosi appassionati di ufologia di tutto il mondo.

 

Anche Bill Clinton parla di Ufo

Lo stesso Bill Clinton, nel corso di un’intervista rilasciata la scorsa settimana, parlando di alieni e ufo, aveva affermato di ritenere probabile che gli extraterrestri siano già giunti sul nostro pianeta. A quanto pare, anche Hillary la pensa alla stessa maniera, viste e considerate le sue dichiarazioni a Daymond Steer, in cui afferma che una delle prime cose che farà, qualora dovesse diventare la nuova inquilina della Casa Bianca, sarà quella di indagare sui misteri dell’ufologia. Del resto, il leader della campagna elettorale della Clinton è John Podesta, noto appassionato di Ufo, che già in passato aveva rilasciato interessanti dichiarazioni sugli alieni.

Proprio Podesta, tempo fa aveva dichiarato che il suo più grande rimpianto, nel periodo in cui è stato consulente superiore del Presidente degli Usa Barack Obama, è proprio quello di non essere riuscito a fare luce sulla questione Ufo, rendendo pubblici, ad esempio, alcuni tra i più famosi "X-Files" nella storia degli Stati Uniti. Si tratta di un argomento che in America non viene mai preso sotto gamba. Basti pensare che un recente sondaggio di "Harris" ha messo in evidenza che il 77% degli statunitensi crede che gli alieni abbiano già visitato il nostro pianeta. Inoltre, in molti danno credibilità alle teorie dei "cospirazionisti", secondo cui il governo degli Usa da molto tempo nasconderebbe di essere in contatto con civiltà extraterrestri.

 

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L’inverno che verrà…… senza l’aiuto di Diego

Posted by curiositybox su 17 settembre 2015

Vi ricorderete che nel settembre 2014 Vi avevamo informati dell’esistenza della macchina di Diego e delle sue particolari applicazioni per mitigare l’ondata di freddo prevista per novembre che avrebbe colpito l’italia. Come sono andate le sperimentazioni? Certamente nessuno potrà testimoniare che l’inverno 2014-2015 sia stato caratterizzato da forti nevicate o ghiaccio intenso. Noi che abbiamo seguito le varie fasi, a più riprese, dell’utilizzo della macchina di Diego per contrastare il freddo sull’italia non possiamo che dire: “l’esperimento ha funzionato”. Questo vale per l’inverno scorso, definibile come mite, ma cosa succederà per l’inverno che verrà? Diego ci ha confermato che non userà la sua macchina e starà alla finestra ad osservare i cambiamenti del tempo. Da parte nostra è facile da immaginare che questa volta ci attende un inverno rigido. Ma guardate cosa dicono alcuni centri di ricerca meteo che fanno previsioni a lunga scadenza.

Il modello della NASA mostra una circolazione di bassa pressione sull’Europa centro occidentale ed un anticiclone di blocco sulla Groenlandia; queste sono condizioni invece per avere inverni freddi in Europa.
L’Atlantico è in una fase insolitamente fredda quest’anno, forse tra la fasi più fredde dal 1920. In genere in inverno un Atlantico freddo favorisce correnti occidentali piuttosto tese, dunque un vortice polare compatto ed una maggiore possibilità di correnti miti oceaniche. Basandoci infatti solo sullo scenario che utilizza le anomalie delle acque in Atlanico si tratterebbe di un inverno caratterizzato da una intensa attività depressionaria sul Nord Europa e che si contrapporrebbe ad un anticiclone sull’Europa meridionale.

Ma con tutto questo caldo che sta facendo, è possibile che ci sarà un inverno polare proprio a causa di questo?

Il Meteoffice britannico si azzarda nella previsione di un inverno rigidissimo proprio a causa del medesimo fenomeno!
Questa previsione è nata da un team di ricercatori australiani, che, la scorsa settimana, ha annunciato l’arrivo di “feroci” tempeste di neve e di gelo sulle Isole Britanniche, per il prossimo inverno, fatto che potrebbe addirittura comprometterne le scorte alimentari.
Successivamente, il Meteoffice britannico ha confermato il fatto che “esiste un segnale forte” che possa verificarsi un evento del genere.
I grandi eventi del Nino, come nel 1983 o nel 1998, possono indebolire la Corrente a Getto, e questo può portare a configurazioni di blocco anticiclonico invernale in grado di provocare i gelidi inverni sulle Isole Britanniche, ed anche in Europa.
Un simile evento si è verificato nel Dicembre 2010, quando, in concomitanza col Nino, si è verificato il Dicembre più freddo degli ultimi 120 anni sulla Gran Bretagna, ed il secondo più freddo dal 17° Secolo.

Il meteorologo Joe Bastardi conferma che “la stagione invernale in arrivo potrebbe presentarsi estremamente rigida, brutale soprattutto per i Paesi dell’Europa centro-orientale, con persistente blocco anticiclonico e condizioni di NAO in fase negativa”.
Dello stesso parere anche alcuni meteorologi francesi, che individuano nel mese di Gennaio quello più indicato per furiose ondate di freddo sul vecchio Continente. Concordano con questo giudizio anche alcuni esperti tedeschi, che confermano a grandi linee le stesse ipotesi precedentemente menzionate.
Sempre secondo i meteorologi tedeschi “il flusso d’aria fredda che punterà l’Europa centro-orientale e parte di quella centrale potrebbe rafforzarsi in maniera considerevole, con la fase fredda-gelida che persisterebbe fino a Febbraio, con risvolti importanti anche nel mese di Marzo”.
Altri ricercatori affermano che siamo dentro un trend di inverni miti o molto miti in Europa, gli ultimi 3 figurano tra i più miti degli ultimi 60-70 anni, a cui fa da contraltare un trend di inverni molto rigidi in USA e Canada con 2 degli ultimi 3 inverni che sono ai primissimi posti degli inverni più freddi degli ultimi 60-70 anni.
Questo non significa che terminato il ciclo in Europa avremo un inverno stile USA, l’Europa non ha mai inverni così tosti e duraturi, ma si tornerebbe a inverni con almeno 2 fasi gelide lunghe in grado di interessare un po’ tutta l’Europa, cosa che negli ultimi anni non sta succedendo.

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E poi dicono che c’è il riscaldamento globale….

Posted by curiositybox su 7 luglio 2015

Freddo e neve colpiscono la Siberia con temperature fino a 15 gradi sotto media

Ondata di freddo nel mese di Luglio in Siberia porta temperature fino a 15 gradi al di sotto delle medie del periodo con neve in alcune città.

Freddo e neve colpiscono la Siberia con temperature fino a 15 gradi sotto media, 6 Luglio 2015 – Sull’Europa prevale l’anticiclone sub-tropicale Africano che porta molto caldo con temperature massime anche di +40 gradi. Sul Nord della Russia invece, in Siberia, un’intensa ondata di freddo sta portando un brusco calo delle temperature con valori che si attestano anche 15 gradi al di sotto delle medie del periodo. Correnti dall’artico hanno portato nuovamente un clima invernale con la neve che è tornata anche ad imbiancare alcune città come possiamo vedere nelle foto scattate a Vorkuta. I valori alla quota di 500 hPa si sono portati fino a -30/-35 gradi con conseguente discesa dello zero termico fino a 400 metri di altezza e neve che è arrivata fino in pianura. La nevicata, che ha lasciato diversi centimetri al suolo, è comunque un evento raro nel mese di Luglio.

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L’invenzione di un ventenne che consentirà agli Oceani di ripulirsi da soli partirà dal Giappone

Posted by curiositybox su 18 giugno 2015

L’idea di Boyan Slat, ragazzo olandese di 20 anni, è semplice: sbarazzarsi di milioni di tonnellate di rifiuti di plastica che vagano con le correnti oceaniche. E a giudicare dal sostegno che ha ricevuto per la sua brillante iniziativa riguardo questo problema, ci sono buone probabilità che lui possa riuscire nell’impresa.

L’azione rotatoria delle correnti oceaniche rende difficoltosi il monitoraggio e la raccolta dei rifiuti, ma la Ocean Cleanup Foundation, fondata dallo stesso Slat, sta elaborando un piano per poter sfruttare le correnti a proprio vantaggio. L’idea di Slat consiste nel disporre lunghe linee di galleggianti che trattengono i rifiuti sulla superficie delle acque, permettendo alla fauna marina e alle correnti stesse di passarci sotto ed evitando così i carichi di immondizia.

La OCF stima che con un tratto di galleggiante lungo 100 km si potrà ridurre tutta la spazzatura del Pacifico del 42% nell’arco di 10 anni, per un totale di oltre 70 milioni di kg di plastica raccolta! Attualmente la fondazione sta sperimentando l’idea con un tratto di galleggiante di 2 km a partire dal Giappone, ed esso diverrà una delle strutture galleggianti più lunghe del mondo una volta completati i lavori.

Vi sono ancora alcuni problemi tecnici per quanto riguarda il progetto, riportati in un articolo su deepseanews.org. Tuttavia, ci auguriamo che l’iniziativa di Slat possa andare in porto!

Questa lunga linea galleggiante di 2km verrà ultimata nel 2016 e diventerà la struttura galleggiante più lunga del mondo.

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Essa costituisce la prima parte del progetto attuato dal ventenne Boyan Slat per eliminare i rifiuti di plastica presenti negli oceani.

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Il suo piano include lo sfruttamento delle correnti oceaniche per sì che i rifiuti si concentrino lungo il tratto galleggiante.

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L’obiettivo principale è quello di creare un sistema di galleggianti lungo 100 km per raccogliere un totale di oltre 70 milioni di kg di plastica in circa 10 anni.

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Slat ha dichiarato che il costo dell’iniziativa sarà di circa 4,53 euro per kg, che rappresenta di fatto solo il 3% del costo rispetto ad altri metodi di raccolta.

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Il clima può cambiare repentinamente? Cosa ci riserverà il 2015?

Posted by curiositybox su 4 gennaio 2015

Riproponiamo la notizia pubblicata da Meteo giornale il 29/11/2014 per sottolineare il fatto che le famose ‘supercelle’ atmosferiche, che alcuni di Voi avranno visto nel film ‘The day after tomorrow’, esistono veramente e sono in azione anche adesso sul nostro pianeta. Ne volete una prova? Un esempio ne è ciò che è accaduto alla nave oceanografica ‘Astrolabe’ a bordo della quale ci sono vari esperti di fisica e chimica: la nave è stata improvvisamente intrappolata dai ghiacci del mare antartico. A questo punto ci sorgono alcune domande. Ma è possibile che una nave che studia i ghiacci debba essere la vittima predestinata dell’oggetto del suo studio? Non avevano i ricercatori gli strumenti e le competenze per poter prevedere il ghiaccio? Oppure è successo un evento simile a quanto già accaduto nel Montana (USA) dove in poche ore il termometro è sceso di alcune decine di gradi?

Di seguito gli articoli:

Congelamento istantaneo nel Montana (USA). Crolla temperatura: -30°C in poche ore

Leggi anche: 40 gradi sotto zero in Canada. Tempeste di neve nell’Alberta e nel New Brunswick
Non ci sono aggettivi per segnalare quello che è avvenuto ieri in varie località del nord Montana, negli USA.
Un’irruzione d’aria fredda ha interrotto una fase di clima mite.
Ecco cosa è avvenuto nella stazione meteo di Great Falls, ubicata in un altopiano di circa 1000 metri.
Il giorno 28 novembre, alle ore 11:53, soffiava un forte vento di sud ovest, e la temperatura era di +12.2 °C. L’umidità del 60% non fa supporre che vi fossero condizioni termiche di venti di caduta, noti come foehn.
Alle 15:35 la temperatura misurava +11°C, ma alle 15:53 la temperatura istantanea era di -4°C, crollando in pochi minuti di ben 15°C.
La discesa termica è proseguita nelle ore successive, anche se meno rapida. Alle ore 16:53 si misuravano -10°C, ma quasi a mezzanotte c’erano -18,3°C.
In un pomeriggio la temperatura è crollata di 30°C, da +12°C a -18°C.
Durante la notte la temperatura ha poi raggiunto una minima di -21,1°C.

 

La nave bloccata tra i ghiacci dell’Antartide comincia a muoversi, ma si teme che cali il vento

Articolo pubblicato il: 03/01/2015

 

 

Inizia a "muoversi anche se lentamente" la nave ‘Astrolabe’, partita dall’Antartide il 26 dicembre e rimasta bloccata tra i ghiacci, in balia delle correnti marine, senza poter nemmeno tornare indietro. "Stanno proseguendo le manovre per liberare la nave dai ghiacci e portarla verso il mare aperto, a bordo iniziano a sentire il rollio che sta ad indicare che l’imbarcazione si sta lentamente muovendo" riferisce all’Adnkronos il portavoce del Cnr, Marco Ferrazzoli, in costante contatto con l’Astrolabe.

A bordo della nave si trovano anche cinque ricercatori italiani: Corrado Leone del Cnr, Lorenzo De Silvestri e Tommaso Nicosia dell’Enea, Francesco Pongetti dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), e il fisico Paride Legovini.

”Sulla nave ci sono tre meteorologi francesi che stanno monitorando il vento che, se continua a soffiare da Sud come sta accadendo ora, spinge la nave in mare aperto, liberandola dalla morsa dei ghiacci antartici" spiega Ferrazzoli. "La preoccupazione -aggiunge- è che il vento possa calare o addirittura soffiare contrario, spingendo l’Astrolabe contro i ghiacci". E se ciò dovesse accadere, continua Ferrazzoli, "verrebbero spenti i motori e la nave sarebbe trasportata dai ghiacci. Non ci sarebbe altro da fare".

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