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Archive for the ‘curiosità’ Category

Drago volante avvistato in Cina

Posted by curiositybox su 23 ottobre 2016

Cosa accomuna l’ufologia con la Criptozoologia? Apparentemente niente direte voi. Fin qui avete ragione se non fosse per un piccolo particolare.

 

 

Entrambe le pseudo-scienze si occupano di tutto ciò che da noi viene accettato cose qualcosa di veramente incomprensibile anche perché, con le nostre attuali conoscenze, tutto ciò potrebbe sembrare del tutto irrazionale e fuorviante .

I paleontologi affermano che i pterodattili si sono estinti 65 milioni di anni fa. Una domanda sorge spontanea osservando il sottostante video. Tali creature si sono davvero estinte? I piloti e gli esploratori che in Sud America le hanno viste con i propri occhi insistono col dire che tali creature esistono ancora oggi .

Molte teorie vanno sostenendo che la creatura volante filmata nei cieli della Cina potrebbe essere un vero e proprio drago mentre alcuni utenti affermano che il video fornisce la prova definitiva che i pterodattili potrebbero essere sopravvissuti in qualche luogo remoto della Terra .

Un incontro di questo tipo è stato riferito anche da David Hatcher Childress quando nel 1992 un aereo di pendolari brasiliani rischiò una collisione in volo con uno pterodattilo visto svolazzare su una regione montuosa della foresta pluviale brasiliana in gran parte inesplorata. Piu’ di recente una creatura simile è stata segnalata da un uomo in Cina il quale sarebbe riuscito a filmare un gigantesco drago volante avvistato mentre girovagava in un tratto di cielo non lontano dal confine con il Laos. Potrebbero tali meraviglie preistoriche essere sopravvissute fino ai giorni nostri ?

 

 

© Fonte video;ApexTV

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Come liberare reni e vescica dalle tossine in eccesso

Posted by curiositybox su 1 agosto 2015

By Agnese Tondelli

 

Le tossine sono dei composti chimici invisibili, il cui accumulo eccessivo nell’organismo può dare vita a mal di testa, stanchezza, gonfiore, allergie e tanti altri tipi di malesseri.

Possono trovarsi nell’aria che respiriamo, negli alimenti che mangiamo, ma possono anche essere prodotte dal nostro stesso corpo, come sostanze di scarto di processi metabolici o come reazione a situazioni di stress eccessivo.

La natura ci ha dato un sistema per liberarci e difenderci dall’azione di queste sostanze nocive: esistono infatti degli organi che lavorano per liberarci dalle tossine in eccesso. Fegato, intestino, reni, apparato respiratorio e pelle sono infatti gli spazzini del nostro corpo. Colui che più di tutti si impegna nel lavoro di pulizia è comunque il fegato. Al suo interno, il sangue viene ripulito attraverso un’azione sia di filtraggio, sia di trasformazione delle sostanze tossiche in altre meno pericolose. Le sostanze idrosolubili vengono inviate, ai reni, che si occuperanno di espellerle attraverso l’urina; quelle liposolubili vengono immesse nell’intestino ed eliminate attraverso le feci.

Purtroppo, però, il nostro stile di vita, l’ambiente in cui viviamo spesso sovraccaricano il lavoro dei nostri organi che, non funzionando al 100%, non riescono a eliminare tutte le sostanze tossiche presenti nel nostro organismo.

Cosa fare a questo punto? Aiutare il nostro corpo attraverso una serie di comportamenti mirati e l’eliminazione di abitudini scorrette.

La prima cosa da fare è prestare attenzione a ciò che mangiamo, al fine di mantenere in buona salute reni e vescica. Per questo potrebbe essere utile ripulire questi organi ogni tre giorni. Offrire una pausa ai reni significa allungare il loro funzionamento e tutelare la nostra salute.

 

 

Per farlo, è necessario che ogni tre giorni vengano eliminati dalla dieta gli alimenti molto irritanti, come alcol, cibi grassi, caffè, bevande gassate e cibi molto zuccherati.

Al contrario, sarebbe bene invece favorire l’assimilazione di alcuni tipi di succhi. Ecco quali sono i migliori:

  • succo di mirtillo: contiene una buona quantità di antiossidanti, protegge il sistema urinario, previene le infezioni, impedisce ai batteri di aderire alle pareti della vescica e ci aiuta a purificare l’organismo;
  • succo di carota: gustoso e rinfrescante, è ideale per purificare il sangue e facilitare il lavoro dei reni;
  • succo d’uva: è una buona fonte di minerali, aiuta ad eliminare l’acido urico e regolarizza la frequenza cardiaca.

Non solo succhi o estratti di frutta, ma anche verdure per proteggere reni e vescica. A tale scopo, infatti, mangiare frutta e verdura cruda è essenziale, in per supportare il processo di pulizia del nostro corpo.

Ecco un elenco delle verdure più indicate:

  • asparagi: hanno proprietà diuretiche che stimolano il funzionamento dei reni, favorendo l’eliminazione delle tossine attraverso l’urina;
  • spinaci: sono ricchi di minerali che aiutano a disintossicare i reni;
  • sedano: ideale nelle insalate o come infuso. Ha un’azione diuretica ed è ricco di minerali;
  • barbabietola: è un alimento eccellente per disintossicare i reni.


Tra le erbe migliori che possono aiutarci nel nostro processo di purificazione, troviamo il dente di leone e l’ortica, che ripuliscono i reni ed eliminano l’acido urico in eccesso nel nostro organismo e il prezzemolo, che può essere consumato anche sotto forma di infuso.

Questi alimenti dovrebbero essere consumati per cinque giorni.

Affinché il nostro organismo funzioni al meglio, è necessario prendersi cura della nostra salute. Questo implica stare attenti a ciò che mangiamo, eliminando gli alimenti più nocivi, ma anche aggiungendo un po’ di esercizio quotidiano e alcune tecniche utili a eliminare le fonti di stress.

Per quanto riguarda il fegato, invece, uno degli alimenti più potenti che può aiutarci a disintossicare l’organo e a supportare il suo lavoro è il carciofo. Al link potete approfondire l’argomento: qui

fonte

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Benefici della curcuma: un vero e proprio toccasana per la salute e il benessere

Posted by curiositybox su 29 giugno 2015

 

La curcuma è una spezia molto saporita che dona un sapore intenso ed esotico ad ogni piatto. Ma sapevate che è anche un vero e proprio toccasana per la salute? Vediamo perché

Benefici della curcuma: un vero e proprio toccasana per la salute e il benessere

BENEFICI DELLA CURCUMA –

La curcuma è una spezia molto aromatica che arricchisce il sapore di ogni ricetta della nostra cucina. Ma è anche un vero e proprio toccasana per la salute e il benessere poiché contiene un principio attivo, la curcumina, che è oggetto di molti studi scientifici per il suo potere antivirale, antibatterico e antitumorale.

LEGGI ANCHE: Effetti benefici delle spezie
CHE COS’E’ LA CURCUMA –

La curcuma è una pianta delle regioni asiatiche di cui si apprezza la radice, molto simile allo zenzero che differisce però da questo per il colore arancio e non giallo. Possiamo trovarla sotto forma di tubero oppure in polvere.

 
EFFETTI BENEFICI DELLA CURCUMA –

La curcumina e i curcuminoidi sono i principi della pianta della curcuma che già la medicina ayurvedica conosceva per le infinite proprietà. La curcumina è risultata antibatterica, in grado di coadiuvare l’organismo nel contrastare i batteri esterni, antiossidante in quanto combatte i radicali liberi presenti nell’organismo che sono tra le maggiori cause di invecchiamento e anche antitumorale. Nelle malattie neurodegenerative, come l’alzheimer, la curcumina si è dimostrata un valido aiuto per ritardare gli effetti dannosi.

Grandi benefici per l’apparato digerente derivano dall’assunzione della curcuma poiché stimola la secrezione biliare e il suo deflusso verso l’intestino.Ha anche un’azione antinfiammatoria sulle articolazioni e sulle ossa.

Tra i maggiori studi degli effetti della curcumina sul nostro organismo ci sono quelli contro l’ansia e lo stress in cui la spezia interviene placandone i livelli e quelli contro la psoriasi e le malattie della pelle.

LA CURCUMA IN CUCINA –

La curcuma può essere utilizzata in cucina in ogni tipo di preparazione, sia per condire zuppe e verdure che per accompagnare piatti di carne o pesce. Si può mischiare ad altre spezie per provarne il sapore in modo da capire il dosaggio in base ai gusti personali.

Con la curcuma possiamo preparare il curry, condimento molto utilizzato nella cucina indiana, possiamo gustarla con la pasta aglio, olio e peperoncino descritta in questa ricetta, possiamo apprezzarla come colorante e insaporitore nella maionese vegan e come rimedio contro i mali di stagione da assaporare nel tè o nella tisana con il miele.

 

ALCUNI LINK:

 

Spaghetti aglio, olio, peperoncino e curcuma
Spaghetti aglio, olio, peperoncino e curcuma
Miele e curcuma contro i mali di stagione
Miele e curcuma contro i mali di stagione
Tè e tisane per combattere l'influenza
Tè e tisane per combattere l’influenza
Maionese vegan con curcuma
Maionese vegan con curcuma

 

fonte: http://www.nonsprecare.it/benefici-curcuma

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L’invenzione di un ventenne che consentirà agli Oceani di ripulirsi da soli partirà dal Giappone

Posted by curiositybox su 18 giugno 2015

L’idea di Boyan Slat, ragazzo olandese di 20 anni, è semplice: sbarazzarsi di milioni di tonnellate di rifiuti di plastica che vagano con le correnti oceaniche. E a giudicare dal sostegno che ha ricevuto per la sua brillante iniziativa riguardo questo problema, ci sono buone probabilità che lui possa riuscire nell’impresa.

L’azione rotatoria delle correnti oceaniche rende difficoltosi il monitoraggio e la raccolta dei rifiuti, ma la Ocean Cleanup Foundation, fondata dallo stesso Slat, sta elaborando un piano per poter sfruttare le correnti a proprio vantaggio. L’idea di Slat consiste nel disporre lunghe linee di galleggianti che trattengono i rifiuti sulla superficie delle acque, permettendo alla fauna marina e alle correnti stesse di passarci sotto ed evitando così i carichi di immondizia.

La OCF stima che con un tratto di galleggiante lungo 100 km si potrà ridurre tutta la spazzatura del Pacifico del 42% nell’arco di 10 anni, per un totale di oltre 70 milioni di kg di plastica raccolta! Attualmente la fondazione sta sperimentando l’idea con un tratto di galleggiante di 2 km a partire dal Giappone, ed esso diverrà una delle strutture galleggianti più lunghe del mondo una volta completati i lavori.

Vi sono ancora alcuni problemi tecnici per quanto riguarda il progetto, riportati in un articolo su deepseanews.org. Tuttavia, ci auguriamo che l’iniziativa di Slat possa andare in porto!

Questa lunga linea galleggiante di 2km verrà ultimata nel 2016 e diventerà la struttura galleggiante più lunga del mondo.

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Essa costituisce la prima parte del progetto attuato dal ventenne Boyan Slat per eliminare i rifiuti di plastica presenti negli oceani.

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Il suo piano include lo sfruttamento delle correnti oceaniche per sì che i rifiuti si concentrino lungo il tratto galleggiante.

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L’obiettivo principale è quello di creare un sistema di galleggianti lungo 100 km per raccogliere un totale di oltre 70 milioni di kg di plastica in circa 10 anni.

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Slat ha dichiarato che il costo dell’iniziativa sarà di circa 4,53 euro per kg, che rappresenta di fatto solo il 3% del costo rispetto ad altri metodi di raccolta.

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Fonte

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Curarsi con Acqua e Limone

Posted by curiositybox su 16 giugno 2015

Curarsi con Acqua e Limone
Depura ogni giorno il tuo corpo con la doccia interna – Metodo Naturopatia Oberhammer®

Voto medio su 22 recensioni: Da non perdere

 

 


Descrizione di Curarsi con Acqua e Limone – Libro

Ogni giorno ciascuno di noi si occupa della propria igiene personale. Se non ci laviamo e se non abbiamo cura della nostra persona, dopo un certo tempo, emaniamo cattivo odore, ci sentiamo in disordine, abbiamo una sensazione sgradevole e non siamo posto. E ora ti faccio una domanda: succede la stessa cosa per quanto riguarda l’interno del nostro corpo?

Purtroppo la risposta spesso è: no. Non ci si occupa con la stessa cura e attenzione della pulizia interna del corpo. Come conseguenza, nell’organismo si accumulano scorie e tossine che nel tempo lo inquinano e lo affaticano, causando malattia. Come fare allora?

La naturopata Simona Oberhammer, in questa preziosa guida, ti presenta un utilissimo rimedio naturale: acqua e limone.

L’autrice ti spiega come rendere una bevanda semplice un vero e proprio farmaco naturale, che ti aiuterà a mantenere il benessere, a migliorare la linea, a sentirti vitale e a risolvere tanti piccoli e fastidiosi disturbi. Potrai utilizzare questo rimedio sia per te che per i tuoi famigliari, anche per i bambini e gli anziani.

Cosa aspetti? Preparati ad una vera e propria doccia interna. All’interno 30 ricette speciali e il prontuario per curare le malattie con acqua e limone.

Leggi un articolo di approfondimento sul metodo:
> Appena svegli…. acqua e limone!

Indice

Premessa
Com’è strutturato il libro

CAPITOLO 1
La doccia interna con acqua e limone: la pulizia del benessere

  • La storia di Anna: «Ecco cosa mi serviva per sentirmi meglio!»
  • Il corpo ha bisogno di essere pulito anche dentro, non solo fuori
  • Quando ci ammaliamo senza sapere il motivo: la “tossiemia”
  • La mia prima volta…
  • Perché disintossicarsi? Quando le scorie se ne vanno, ritorna il benessere
  • Scopri se sei intossicato: il test
  • Al mattino è fondamentale “lavare il corpo dentro”
  • Una bevanda speciale per “pulire” il tuo organismo: al risveglio ma anche durante il giorno
  • Sani con l’acqua e limone: gli incredibili benefìci

CAPITOLO 2
Un alimento-farmaco: il limone

  • È sempre con noi
  • L’aspro che fa bene: un concentrato di salute
  • Del limone non si butta via niente
  • I componenti principali del limone: scopriamoli meglio
  • Una vitamina che non deve mai mancare:
  • la vitamina C
  • Un acido che fa bene: l’acido citrico
  • I pigmenti dorati: i bioflavonoidi
  • La pectina: una fibra speciale
  • Il limonene: un aroma particolare
  • Giallo limone: un frutto dal colore della vitalità

CAPITOLO 3
Perché l’acqua e limone è così efficace

  • Depurarsi con facilità: l’azione disintossicante
  • La storia di Franco: se c’è acidosi, c’è peggioramento
  • Via l’acidità: l’azione alcalinizzante
  • La storia di Silvia: una soluzione per l’intestino
  • Disintossicazione intestinale: l’azione di pulizia profonda
  • La storia di Ivano: finalmente digerisco bene
  • Digerisci meglio: l’azione digestiva
  • Idratare l’organismo ed eliminare i liquidi in eccesso: l’azione diuretica e di depurazione renale
  • Drenare il fegato affaticato: l’azione di disintossicazione epatica
  • La storia di Sara: «Ho provato di tutto per la pelle»
  • Pelle più bella: l’azione di purificazione e rigenerazione cutanea
  • Eliminare i depositi di muco: l’azione mucolitica
  • Nuova energia e vitalità: l’azione energizzante
  • La storia di Valentina: così dimagrire è più facile
  • Perdere peso più facilmente: l’azione equilibrante
  • Regolarizzare le funzioni organiche: l’azione di riequilibrio del peso
  • Combattere virus, batteri e funghi: l’azione disinfettante
  • Stimolare il sistema immunitario: l’azione rafforzante
  • Gambe più leggere e vasi sanguigni rafforzati: l’azione protettiva
  • Un aiuto per le malattie cardiovascolari: l’azione fluidificante
  • Alleggerire il sistema linfatico: l’azione di drenaggio linfatico
  • Articolazioni più sane: l’azione solvente
  • Tanti minerali e vitamine per l’organismo: l’azione nutriente e antifatica
  • La storia di Michele, Cinzia e Marina
  • Combattere il dolore: l’azione lenitiva
  • Aiutare il sistema nervoso e il cervello: l’azione rilassante
  • Calmare l’infiammazione: l’azione antinfiammatoria
  • Ringiovanire e rigenerare il corpo: l’azione antiossidante e vitalizzante
  • Proteggersi dai tumori: l’azione anticancerogena
  • Proteggersi dall’inquinamento e dalle radiazioni: l’azione antiveleno
  • Innesca il circolo positivo della salute
  • Solo tu puoi dirlo…

CAPITOLO 4
Come preparare l’acqua e limone e renderla un rimedio terapeutico

  • I particolari e le ricette giuste fanno la differenza!
  • Per quanto tempo assumere l’acqua e limone?
  • È uno stile di vita
  • Il limone: quando dà il meglio di sé
  • L’acqua per la bevanda al limone: tutte le informazioni utili
  • L’attrezzatura per la tua acqua e limone
  • Le modalità di assunzione
  • Dopo quanto tempo fare colazione
  • Situazioni particolari: bambini, anziani, gravidanza e allattamento
  • Effetti indesiderati e controindicazioni

CAPITOLO 5
La ricetta base dell’acqua e limone

  • Così semplice e così efficace
  • La ricetta base per la tua doccia interna

CAPITOLO 6
Le ricette speciali
Informazioni introduttive
1. Acqua e limone plus
2. Acqua e limone al miele
3. Acqua e limone alla malva
4. Acqua e limone ai semi di lino dorati
5. Acqua e limone alla melassa
6. Acqua e limone allo zenzero dolcificata
7. Acqua e limone allo sciroppo d’acero e pepe di Cayenna
8. Acqua e limone alla manna
9. Acqua e limone al polline
10. Acqua e limone ai chiodi di garofano e miele
11. Acqua e limone al succo di mela
12. Acqua e limone al tè verde
13. Acqua e limone ai semi di finocchio
14. Acqua e limone al succo di ortica
15. Acqua e limone allo sciroppo di malto
16. Acqua e limone alla cannella
17. Acqua e limone alla betulla
18. Acqua e limone alla verbena, melissa e biancospino
19. Acqua e limone al lapacho
20. Acqua e limone alle radici di bardana
21. Acqua e limone al tarassaco
22. Acqua e limone alla frutta dolce
23. Acqua e limone superalcalina
24. Acqua e limone alla vitamina C
25. Acqua e limone bicarbonata
26. Acqua e limone salina
27. Acqua e limone alle scorze (canarino)
28. Acqua e limone concentrata
29. Acqua e limone diluita (il thermos di acqua e limone)
30. Le ricette con le scorze di limone

CAPITOLO 7
Le malattie: come l’acqua e limone ti può aiutare
Indicazioni generali – Acidità di stomaco (vedi gastrite) – Acidosi – Afte – Alitosi – Anemia – Artrite (vedi dolori articolari) – Artrosi (vedi dolori articolari) – Bronchite – Calcoli renali e coliche – Cancro (vedi tumore) – Candidosi – Capillari fragili – Cataratta – Cistifellea, disturbi – Cistite – Cellulite (vedi ritenzione idrica) – Colecisti, disturbi (vedi cistifellea) – Colite – Diarrea – Digestione, problemi (vedi dispepsia) – Dimagrimento, difficoltà – Dismenorrea – Dispepsia – Dissenteria (vedi diarrea) – Disturbi articolari – Dolore, in generale – Dolori mestruali (vedi dismenorrea) – Emicrania (vedi mal di testa) – Emorroidi – Epatopatie – Epistassi – Faringite (vedi mal di gola, faringite, laringite e tonsillite) – Febbre – Fegato, disturbi (vedi epatopatie) – Flatulenza (vedi gas addominali) – Gambe pesanti (vedi capillari fragili) – Gas addominali – Gastrite – Gengive infiammate o sanguinanti – Gonfiori addominali (vedi gas addominali) – Gotta – Herpes – Indigestione – Infiammazione delle vie urinarie – Influenza – Insufficienza venosa – Intolleranze alimentari – Intossicazione, accumulo di scorie – Invecchiamento – Ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia – Laringite (vedi mal di gola, faringite, laringite e tonsillite) – Linfatismo – Mal di gola, faringite, laringite e tonsillite – Mal di testa – Meteorismo (vedi gas addominali) – Nausea – Nervosismo – Obesità (vedi dimagrimento, difficoltà) – Osteoporosi – Parassiti intestinali – Pelle, disturbi (acne, brufoli, eczema, dermatosi, psoriasi) – Perdite e infiammazioni vaginali – Prostata, disturbi – Raffreddore – Reumatismi (vedi dolori articolari) – Ritenzione idrica e cellulite – Rughe – Sindrome del colon irritabile (vedi colite) – Sottopeso, problemi – Sovrappeso (vedi dimagrimento, difficoltà) – Stanchezza e stress – Stitichezza – Sudorazione con cattivo odore (vedi intossicazione, accumulo di scorie) – Tonsillite (vedi mal di gola, faringite, laringite e tonsillite) – Tosse – Tumore – Varici (vedi insufficienza venosa)

CAPITOLO 8
La “zuppa Oberhammer”: una ricetta alimentare da abbinare alla doccia interna

  • L’alimentazione è per la salute l’aspetto più importante di tutti
  • Una speciale ricetta terapeutica
  • Le azioni della “zuppa Oberhammer”
  • Le indicazioni
  • La ricetta della “zuppa Oberhammer”
  • Quando e come consumarla
  • Domande sull’alimentazione
  • Mangia secondo i Biotipi Oberhammer®

CAPITOLO 9
La pulizia della lingua per depurarsi meglio con la doccia interna

  • Le terapie naturali sono un buon supporto
  • Una piccola abitudine che aiuta
  • In pochi la conoscono
  • Lavare i denti non basta
  • In cosa ti aiuta la pulizia della lingua
  • Come fare la pulizia della lingua

CAPITOLO 10
Le domande

  • Cosa viene chiesto più frequentemente

La doccia interna con acqua e limone: la pulizia del benessere

Ogni giorno ciascuno di noi si occupa della propria igiene personale, facendo la doccia o il bagno, lavando i denti, periodicamente i capelli e tutte le parti del corpo che lo richiedono. Anche gli abiti vengono sostituiti regolarmente con quelli puliti. Se non ci laviamo e se non abbiamo cura della nostra persona, dopo un certo tempo emaniamo cattivo odore, ci sentiamo in disordine, proviamo una sensazione sgradevole e non siamo a posto.

E ora ti faccio una domanda: succede la stessa cosa per quanto riguarda l’interno del nostro corpo?

Purtroppo la risposta spesso è: no. Non ci si occupa con la stessa cura e attenzione della pulizia interna del corpo. Come conseguenza, nell’organismo si accumulano scorie e tossine che nel tempo lo inquinano e lo affaticano, causando malattie.

Ma scopriamo meglio che cosa succede nel nostro corpo se non lo puliamo anche dentro. Per spiegartelo devo parlarti di un concetto fondamentale della naturopatia: si tratta della tossiemia.

a storia di Anna:
«Ecco cosa mi serviva per sentirmi meglio!»

«Mi sveglio quasi tutte le mattine con l’alito pesante e la sensazione di non aver digerito bene» mi dice Anna.

Si è iscritta a un mio corso e quando arriva al colloquio con me, ha il viso afflitto. I suoi occhi azzurro acquamarina in quel momento sono cupi come il mare color petrolio. Mi dice che non ne può più, che si vergogna di questa situazione perché l’alito pesante la fa sentire in imbarazzo con le persone. E non la fa nemmeno sentire bene con se stessa.

«Quello che devo fare subito appena mi alzo», aggiunge con una nota di irritazione nella voce, «è correre in bagno e lavarmi i denti. Mi sciacquo la bocca tante volte perché la sento impastata. Se mi guardo la lingua, la vedo biancastra».

Fa una smorfia mentre me lo dice, poi aggiunge che è stata dal dentista, per verificare se era un problema di denti, ma è tutto a posto. Aggiunge che durante il giorno mangia mentine e caramelle ma si ritrova con la pancia gonfia mentre l’alito cambia di poco.

Mentre Anna mi parla io l’ascolto con attenzione. So che il mio programma di naturopatia prevede varie terapie e le consiglio quali scegliere. So anche però che tra i vari rimedi che propongo, uno è particolarmente rilevante. Sottolineo quindi ad Anna di applicarlo con costanza. Quando la saluto, alla fine del corso, vedo l’azzurro dei suoi occhi più chiaro.

Anna non tarda molto a farsi sentire. Mi scrive dopo qualche settimana sul mio sito e dice: «Dottoressa, grazie. Erano anni che cercavo una soluzione al mio problema e l’ho risolto. Sto seguendo il suo programma con fiducia ma è bastato il primo rimedio che mi ha consigliato, quello che ha detto che dovevo fare assolutamente, per far passare i disturbi che mi davano tanto fastidio».

Sai qual è il rimedio che ho dato ad Anna? Quello che doveva fare prima di tutti gli altri?

La doccia interna con acqua e limone.

Il motivo è semplice: Anna aveva provato tante terapie ma a mio avviso aveva soprattutto la necessità di una doccia interna.

Il corpo ha bisogno di essere pulito anche dentro, non solo fuori

Ogni giorno ciascuno di noi si occupa della propria igiene personale, facendo la doccia o il bagno, lavando i denti, periodicamente i capelli e tutte le parti del corpo che lo richiedono. Anche gli abiti vengono sostituiti regolarmente con quelli puliti. Se non ci laviamo e se non abbiamo cura della nostra persona, dopo un certo tempo emaniamo cattivo odore, ci sentiamo in disordine, proviamo una sensazione sgradevole e non siamo a posto.

E ora ti faccio una domanda: succede la stessa cosa per quanto riguarda l’interno del nostro corpo?

Purtroppo la risposta spesso è: no. Non ci si occupa con la stessa cura e attenzione della pulizia interna del corpo. Come conseguenza, nell’organismo si accumulano scorie e tossine che nel tempo lo inquinano e lo affaticano, causando malattie.

Ma scopriamo meglio che cosa succede nel nostro corpo se non lo puliamo anche dentro. Per spiegartelo devo parlarti di un concetto fondamentale della naturopatia: si tratta della tossiemia.

Quando ci ammaliamo senza sapere il motivo: la “tossiemia”

Un eccesso di tossine nel corpo determina la malattia: questo è un assunto fondamentale della naturopatia, una scienza di recente diffusione ma di origini antiche, perché cura esclusivamente con gli elementi della natura.

Secondo la naturopatia, la causa principale di malattia è un eccesso di tossine e scorie che non permette all’organismo di funzionare al meglio, generando così vari disagi. Gli eccessi di tossine nel corpo infatti, se non eliminati, sono causa di affaticamento, perdita di vitalità e malattia.

Stanchezza, problemi cutanei, ritenzione idrica, infiammazioni ginecologiche, mal di testa, disturbi digestivi o intestinali, dolori articolari, pancia gonfia e tanti altri ancora sono tutti malesseri che possono dipendere da uno stato di costante intossicazione. Anche i problemi estetici, come le imperfezioni della pelle o la cellulite, sono spesso collegati secondo la naturopatia all’eccesso di tossine.

Ma andiamo prima a scoprire meglio da dove nascono le tossine e come vengono prodotte.

Le tossine possono essere di due tipi, e più precisamente:

  • tossine esogene, cioè che provengono dall’esterno;
  • tossine endogene, cioè che sono prodotte dall’organismo stesso.
Le scorie che vengono da fuori: le tossine esogene

Le tossine esogene derivano da tutte le scorie che introduciamo nell’organismo: un’alimentazione poco sana, ricca per esempio di grassi, zuccheri e cibi troppo raffinati; le sostanze chimiche usate in agricoltura come i pesticidi o quelle presenti negli alimenti come i conservanti o gli additivi; o ancora l’inquinamento ambientale quale lo smog atmosferico e i farmaci.

Le scorie che vengono da dentro: le tossine endogene

Le tossine endogene derivano invece dai processi organici.

È importante sapere che periodicamente i tessuti del corpo vengono completamente rinnovati. Miliardi di cellule vecchie muoiono per lasciare il posto ad altre giovani. Questo incessante rigenerarsi è benefico, ma è anche fonte di rifiuti.

Dobbiamo poi considerare anche i residui metabolici, cioè le sostanze di scarto prodotte durante la normale attività delle cellule. Nutrirsi, respirare, muoversi: qualsiasi processo organico che accade nel nostro organismo produce delle scorie.

Dobbiamo eliminare regolarmente le tossine

Tutte queste tossine, esogene ed endogene, non possono restare a lungo nell’organismo. Per questo il nostro corpo ha in dotazione un sofisticato sistema di depurazione, senza il quale non potremmo sopravvivere. Intestino, fegato, reni, polmoni e pelle sono i principali organi di eliminazione, detti anche organi emuntori, che provvedono incessantemente a liberarci dalla “spazzatura”.

Il problema è che questi organi spesso sono sovraffaticati e non svolgono bene i loro compiti, determinando un accumulo di tossine. Più a lungo le tossine restano nell’organismo, maggiore è il grado di avvelenamento che ne consegue, cioè di tossiemia. Nel concetto naturopatico, quindi, molte malattie non sono altro che tentativi operati dal corpo per liberarsi dalle sostanze tossiche in eccesso.

L’eccesso di tossine indebolisce gli organi e le funzioni del corpo, e influisce negativamente sia sul livello fisico che su quello psichico.

Se invece diamo all’organismo l’opportunità di liberarsi dalle tossine e dalle scorie che lo appesantiscono, ci accorgeremo ben presto che molti disagi migliorano. Il motivo è semplice: il corpo, una volta alleggerito dai sovraccarichi, può funzionare correttamente e ritornare in salute.

Simona Oberhammer

Simona Oberhammer

La dr. Simona Oberhammer è naturopata. Ha operato per anni come ricercatrice indipendente ed ha effettuato i suoi studi e le sue ricerche nell’ambito delle discipline olistiche internazionalmente in diversi paesi quali Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Austria. Si è specializzata in nutrizione e bioterapie (U.S.A.). Da questa esperienza è nato il metodo Naturopatia Oberhammer®.

Simona ha seguito anche un percorso nell’ambito del femminile con una Maestra, Mila Raisse, una donna che proveniva da un’antica tradizione di donne. Questo percorso personale, durato tanti anni, l’ha portata a creare la Via Femminile®.

Gli studi e le ricerche internazionali sono stati la base per l’elaborazione e la creazione di nuovi sistemi e metodi terapeutici. Tra i principali: La Via Femminile®, un percorso per le donne ; Naturopatia Oberhammer®, naturalmente sani, Olosophia®, sistema di intervento olistico; Bionutra®, metodo di alimentazione naturale; Disintox®, metodo di disintossicazione; Eucolon®, metodo di purificazione e rigenerazione intestinale; Olofem®, programma donna; Gymintima®, metodo di ginnastica intima; Codice DeU®, metodo sulle differenze tra universo femminile e maschile; Biotipi Olosophici®, metodo sulle tipologie costituzionali.

È autrice di diversi libri sulle tematiche del benessere, della salute, dell’interiorità e sulla donna, alcuni già editi e altri di prossima pubblicazione. Alcuni titoli sono: Femminile Sconosciuto, La forza delle donne, Ginnastica Intima per donne, Codice DeU: Codice Donna e Uomo, Sygil: Il linguaggio segreto delle mani.

I metodi ideati sono stati inseriti dalla dottoressa Simona Oberhammer allʼinterno di una pluralità di forme espressive: grafica, scrittura, musica, video, disegno, oggettistica e simbologia.

La dottoressa Simona Oberhammer diffonde i suoi metodi con eventi quali conferenze, corsi e workshop organizzati dall’Istituto Olosophico, in Italia e all’estero.

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Riflessioni sulla Costruzione della Grande Piramide

Posted by curiositybox su 18 gennaio 2015

Un’opera "colossale" come L’Anphytheatrum Flavium, fu realizzata in circa 8 anni (72 d.C – 80 d.C.) con tecnologie di oltre 2500 anni più avanzate di quella Egizia all’epoca della costruzione della grande piramide (i Romani conoscevano la ruota, la carrucola, il ferro ed altri leveraggi combinati) e con il massimo sforzo dell’ingegneria Romana, per realizzarla nel più breve tempo possibile.
Due foto satellitari nelle giuste proporzioni di scala, che mettono a confronto il Colosseo con la Grande Piramide. Da notare il perfetto allineamento della piramide con i 4 punti cardinali
Tre Riflessioni sulla Costruzione della Grande Piramide
Sotto, due disegni (sezioni mezzeria) per confrontare l’altezza
Tre Riflessioni sulla Costruzione della Grande Piramide
In pratica la grande piramide potrebbe quasi inglobare al suo interno l’intero Colosseo:
Infatti con la sua altezza di circa 57m, il Colosseo è solo ad 1/3 dell’altezza della Piramide di Cheope. Col suo lato più lungo di 188m è ben lontano dai 230m di Cheope.
Impressionante è il confronto sul peso: 7 milioni di tonnellate per la piramide, contro 0,25 milioni di tonnellate del Colosseo (considerando un peso specifico di 2,5 tonnellate a m3 per il travertino). I Romani si guardarono bene dal sollevare in quota blocchi dal peso di 2, 3, 10 fino a 70 tonnellate. Piuttosto si limitarono ad applicare il sistema "arco" alla perfezione movimentando in quota blocchi sempre al di sotto della tonnellata.
Sotto un disegno di una gru di epoca romana, sconosciuta agli Egizi e comunque inadeguata al sollevamento in quota dei blocchi di granito da 70 tonnellate della cosiddetta “camera del re”:
Tre Riflessioni sulla Costruzione della Grande Piramide
Trainata da buoi per mezzo dei due grossi cilindri, i quali fungevano da ruote durante il trasporto (fig.1) e da propulsore durante il sollevamento. I cilindri erano sufficientemente grandi da poter ospitare un certo numero di persone che, camminando all’interno di essi, imprimevano la rotazione al perno principale: qui era fissata la fune di sollevamento, sostituita all’occorrenza da quella necessaria al movimento del braccio
Il confronto sul volume di roccia impiegata è altrettanto impressionante: 0,1 milioni di m3 per il Colosseo, contro i 2,3 milioni di m3 della Piramide: ovvero la piramide ha un volume costruito di circa 23 volte superiore al Colosseo. Anche per il fattore tempo, il confronto è interessante, considerando che il faraone Cheope avrebbe regnato dal 2620-2597 a. C., ovvero circa 23 anni per alcune fonti, mentre dal 2589-2566 a.C per altre fonti, comunque circa 23 anni in tutto e che la costruzione della piramide sia avvenuta in circa 20 anni.
Riassumiamo:
1) Hcolosseo = 57m; Hpiramide = 150m
2) Lcolosseo = 188m; Lpiramide = 230m
3) Pcolosseo = 0,25*106 ton; Ppiramide = 7*106 ton; (Ppiramide/Pcolosseo)=28
4) Vcolosseo = 0,1*106 m3; Vpiramide = 2,3*106 m3; (Vpiramide /Vcolosseo)=23
5) Tcolosseo = 8 anni; Tpiramide = 20 anni; (Tpiramide/Tcolosseo)=2,5
Quindi la Piramide rispetto al Colosseo ha un peso circa 28 volte maggiore, ed ha un volume circa 23 volte maggiore, ma è stata costruita i soli 20 anni, quindi impiegando solo 2,5 volte il tempo che i Romani impiegarono per costruire il Colosseo 2500 anni dopo, utilizzando tecnologie sconosciute agli Egizi all’epoca della costruzione della piramide, quali la ruota, la carrucola e le travi in ferro.
La differenza è di circa un ordine di grandezza tra Peso-Volume e Tempo, elemento questo che deve indurre a riflettere poiché nell’analisi scientifica uno scarto simile è indice di un errore nella teoria o nell’esperimento: in questo caso essendo certo il metodo ed il tempo impiegato dai Romani per costruire il Colosseo, è immediato pensare ad una rivalutazione della teoria sulla costruzione della grande piramide.
Volendo forzare un confronto, se consideriamo un fattore di proporzione medio tra i rapporti Peso e Volume, abbiamo un valore di 25 volte: applicandolo al fattore tempo, significa che se i Romani avessero voluto realizzare un Colosseo a “grandezza piramide di Cheope”, avrebbero dovuto impiegare circa 200 anni (25×8=200).
O, viceversa, se i Romani avessero avuto le stessa bravura degli Egizi, avrebbero dovuto realizzare il Colosseo in meno di 4 mesi (8×12/25=3,84).
Quale superiorità viene attribuita oggi alla civiltà Egizia del 2500 a.C. per credere che abbia realizzato un’opera immensa in soli 20 anni, ridicolizzando lo sforzo ingegneristico della civiltà Romana che oltre 2500 anni dopo avrebbe impiegato 200 anni per realizzare un’opera paragonabile?
Questi semplici confronti, senza alcuna pretesa di precisione scientifica da laboratorio, riescono indubbiamente a dare indicazioni importanti sugli ordini di grandezza in gioco: i dati su peso,volume e tempo possono non essere precisi, ma il loro ordine di grandezza è inconfutabile.
Ed il confronto sugli ordini di grandezza mostra che stiamo attribuendo agli Egizi una capacità ingegneristica, tecnica e costruttiva di gran lunga superiore a quella Romana, sebbene quest’ultima padroneggiasse mezzi e tecnologie più avanzate.
Nel 2570 a.C. (data in cui si ritiene costruita la piramide) è dimostrato che gli Egizi non conoscessero la ruota, né di conseguenza la carrucola. Non conoscevano inoltre nemmeno il ferro, ma solo il rame.
Oggi, nel 2013, è tecnicamente impossibile movimentare blocchi di granito da 70 tonnellate senza l’ausilio di mezzi meccanici-idraulici speciali.
Ipotizziamo che la cava dalla quale furono estratti i blocchi di roccia calcarea si trovasse su una collina posta a circa 1 km dalla grande piramide (dott. Diego Baratono,2007): estrarre, lavorare, ruotare, capovolgere, spostare sulle slitte, trasportare verso la piramide, poi affrontare la rampa inclinata, arrivare alla quota prevista, posizionare con precisione millimetrica blocchi dal peso dai 1 tonnellata fino a 4 tonnellate, il tutto senza
l’ausilio nemmeno della più rudimentale carrucola, diventa un’operazione da sottoporre ad un’attento studio di fattibilità.
Avessero almeno avuto la gru romana (fig.1), avremmo potuto farci un’idea di come avvenissero le operazioni suddette, ma è dimostrato che al massimo gli Egizi hanno usato leve in legno o rame.
Se poi passiamo ai blocchi da 40 fino a 70 tonnellate della “camera del re” allora le suddette operazioni appaiono ai limiti delle spiegazioni fisiche.
A titolo di esempio, si riporta un disegno dove si evincono le proporzioni dei blocchi:

Tre Riflessioni sulla Costruzione della Grande Piramide
Fig.2 (dal Libro “Nel Cantiere della Grande Piramide” M.V. Fiorini):

il 10% dei blocchi ha un peso superiore alla tonnellata (per intenderci il peso di una Fiat Panda nuova a benzina); mentre solo il 2% supera le 20 tonnellate con picchi di 70 tonnellate.
Il terzo blocco (in basso) rende l’idea della grandezza dei blocchi che costituiscono la Camera del Re: notate il disegno dell’uomo vicino al blocco per capire di cosa stiamo parlando.
Proviamo ad illustrare brevemente la difficoltà di movimentazione di un blocco monolitico da 50 tonnellate appena estratto:
1) Per ruotare o ribaltare il blocco, oggi si usano macchinari in acciaio come questi:
Tre Riflessioni sulla Costruzione della Grande PiramideTre Riflessioni sulla Costruzione della Grande PiramideTre Riflessioni sulla Costruzione della Grande Piramide
2) Per spostare i blocchi, si usano gru come queste:
Tre Riflessioni sulla Costruzione della Grande PiramideTre Riflessioni sulla Costruzione della Grande Piramide
I macchinari suddetti (Eurosollevatori Pellegrini, modello Derrek) hanno comunque una capacità massima di carico limitata a 50 tonnellate: non sarebbero adatte per la movimentazione e la lavorazione dei monoliti da 70 tonnellate che sono presenti all’interno della “camera del re”.
Per dare idea del peso di cui si sta trattando, si riporta il disegno seguente
Tre Riflessioni sulla Costruzione della Grande Piramide
Tre Riflessioni sulla Costruzione della Grande Piramide
Tre Riflessioni sulla Costruzione della Grande Piramide
Fig.3: IL TRASPORTO DI PERSONE “SU GOMMA” IN ITALIA (superiore a 3,5 T). Secondo le norme del Codice della Strada e relativi Regolamenti, Decreti e Circolari, gli autobus a 3 assi possono avere una massa massima (a pieno carico) di 25 tonnellate.
Un autobus a 3 assi, a pieno carico (quindi 55 persone + bagagli + pieno di carburante) pesa circa 25 tonnellate:
sovrapponiamone 3, ed otteniamo circa il peso del blocco di granito da movimentare per km ed infine trascinare lungo la rampa inclinata per portarlo alla quota di 50m dove è posizionato (ovviamente senza ruote!).
Quando si fanno ipotesi sulla movimentazione di blocchi di questa portata, si dovrebbero avere ben presenti queste valutazioni per capire di che ordine di grandezza stiamo parlando.
Senza quindi i macchinari sopra descritti, come hanno fatto gli Egizi a :
1) squadrare i blocchi di granito senza ruotarli o ribaltarli (o se li hanno ruotati e ribaltati, con quali leve)
2) posizionarli sulle slitte per il trasporto verso le imbarcazioni poste sul Nilo;
3) affrontare curve, salite e discese con la slitta carica di 70 tonnellate;
4) arrivati sul Nilo, spostare l blocchi dalla slitta all’imbarcazione;
5) arrivati alla piana di Giza, spostare i blocchi dall’imbarcazione alla slitta;
6) arrivati ai piedi della Piramide, sposare i blocchi sulle rampe a spirale (interne o esterne che siano);
7) arrivati alla quota prevista, posizionare il blocco con precisione millimetrica
Questi quesiti impongono una riflessione seria, libera da pregiudizi e tesi accademiche da preservare.
Affrontiamo ora proprio il problema del posizionamento in quota del bei blocchi da 70 tonnellate: a titolo di esempio si riporta una foto di un’auto-gru per il sollevamento di blocchi da 70 tonnellate e da 500 tonnellate, ma con sbraccio inferiore ai 3m:
Tre Riflessioni sulla Costruzione della Grande PiramideTre Riflessioni sulla Costruzione della Grande Piramide
Siccome i blocchi da 70 tonnellate si trovano a circa 50m di altezza ed a una distanza di circa 115m dai lati della piramide, oggi è tecnicamente impossibile posizionare tale blocco con una gru mobile, bisogna costruirne una dedicata per il cantiere.
Si riporta il diagramma di carico di una auto-gru da 500 tonnellate:
cliccare per ingrandire il grafico
Tre Riflessioni sulla Costruzione della Grande Piramide
Il grafico mostra chiaramente che la portata massima di 500 t è possibile solo per uno sbraccio minore di 3m; mentre alla distanza massima di 74 metri, la gru riesce a sollevare solo 2,9 t per un’altezza di circa 20m.
Per soddisfare le nostre esigenze serve poter sollevare 70 tonnellate fino a 50m di quota con uno sbraccio di 115m.
Avremmo bisogno di gru da porto come questa:
Tre Riflessioni sulla Costruzione della Grande Piramide
Si tratta di una gru a torre, con traliccio d’acciaio,collocata su piattaforma girevole a 360°, con braccio inclinabile dotato di tre argani su carrello,con portata massima di 250 tonnellate. Raggiunge un’altezza di 84 metri con il braccio alzato, mentre con braccio abbassato è alta 56 m.
Le immagini sopra riportate servono solo a dare al lettore “il polso” della situazione sui carichi in gioco; è ovvio che gli Egizi non sollevassero i blocchi ma li trascinassero, ma teniamo presente che quando parliamo della “Camera del Re” ci riferiamo a blocchi da 70 tonnellate e che le macchine per la movimentazione di tali blocchi sono imponenti e non sono sostituibili da funi, buoi e braccia umane in numero indefinito.
Ci sono delle operazioni tecniche che non possono essere realizzate senza le attrezzature giuste: è un problema fisico che non può essere risolto aumentando il numero di operai e le ore lavorative dedicate all’operazione.
Con questo stratagemma, l’archeologia usa una leva fragile per sostenere la tesi sulla costruzione della grande piramide, anche se di fronte a semplici considerazioni come quelle sopra esposte, la ragione sarebbe pronta a spezzare tale leva.
Lo studio più accurato che oggi esiste sull’argomento è rappresentato dal libro “Nel Cantiere della Grande Piramide” scritto dall’arch. M.V. Fiorini: ho avuto l’onore di conoscere e confrontarmi con l’arch. Fiorini e devo ammettere che il suo studio e le sue ipotesi sono molto convincenti.
Restano queste perplessità, che elenco:
1) Treggia:
la treggia in legno per i blocchi da 70 tonnellate. Bisogna impostare una verifica di resistenza della treggia, magari indicando quale spessore devono avere i binari e le traversine per sostenere uno sforzo del genere. Da tenere presente che oltre a
sostenere il peso del blocco, la treggia deve resistere alle sollecitazioni legate agli sforzi di traino degli operai+buoi.
2) Grasso animale:
in un’ottica di programmazione lavori e crono-programma cantiere, bisogna capire quante tonnellate di grasso animale sono necessarie nei 25 anni, per calcolare poi la quantità kg/giorno e di conseguenza il numero di animali da uccidere per sostenere lo sforzo produttivo di grasso. Potrebbe risultare necessario un quantitativo inverosimile.
3) Catamarano:
trasporto sul Nilo dei blocchi da 70 tonnellate per circa 850 km. Considerando che il fiume Po’ nella sua intera lunghezza (dalla fonte di Crissolo alla foce) è circa di 650 km, ci rendiamo conto di quale distanza stiamo parlando. Inoltre le ipotesi che accreditano lo spostamento su fiume come possibile all’epoca, includono tutte la necessità di sfruttare la piena del Nilo: quindi si trattava di percorrere 850 km su un catamarano in legno (tenuto insieme solo da funi di canapa e chiodi di legno, perché non esistevano viti o chiodi di metallo) vincendo le correnti di piena, i salti, i vortici, le curva, etc. Credo sia obbligatoria una verifica ingegneristica del “catamarano” da parte di un esperto di costruzioni navali (meglio se esperto di costruzioni in legno e ancora meglio se esperto di imbarcazioni antiche) sia per sostenere il carico, sia per permettere la navigazione su un fiume in piena, aggravata dai massi di rallentamento (le ancore di trascinamento ritrovate nel letto del Nilo).
Così come credo sia obbligatorio uno studio sul percorso fluviale (almeno a grandi linee) da percorrere per quasi 800 km. Una distanza enorme, al limite del possibile con un carico da 70 tonnellate.
Se infatti dall’analisi emergessero perplessità strutturali e forti possibilità di affondamento e perdita del carico, dovremmo poter trovare una serie di monoliti e catamarani affondati nel letto del Nilo nelle stratigrafie corrispondenti al 2500 a.c.
4) La Rampa a scendere:
bisogna progettare anche questa rampa e dare più informazioni sulle dimensioni di base, sul volume totale e quindi sul tempo impiegato per costruirla. Magari considerando anche la spinta del vento e soprattutto la sollecitazione provocata dal passaggio dei monoliti da 70 tonnellate.
5) Sicurezza: sia sulla rampa a scendere, sia sui modiglioni.
La rampa a scendere avrà un’altezza di oltre 40m alla fine della sua costruzione ed una larghezza di soli 5-6m, senza opere di sicurezza laterali: quanti operai saranno caduti per il solo trasporto dei monoliti in granito? La sezione era sufficiente per il passaggio dei buoi e degli operai in fase di tiro?
Analogamente per i modiglioni: lavorare a 130m da terra senza alcuna imbracatura, tirando in quota massi da 800kg, statisticamente dovrebbe causare un bel po’ di morti.
Potrebbe essere interessante consultare un esperto di sicurezza sul lavoro per confrontare le statistiche di caduta dall’alto nel cantieri edili e per analogia ricavare il numero di morti possibili sul cantiere della Grande Piramide.
Ultima riflessione sull’argomento: per il “Colosseo” potremmo oggi provare a ricostruire l’opera utilizzando le tecniche costruttive e le tecnologie a disposizione degli ingegneri romani, magari impiegandoci molti più anni, ma con ogni probabilità riusciremmo nell’impresa; per quanto riguarda la grande piramide, non potremmo fare a meno di utilizzare delle strutture “megametalliche” come quelle sopra illustrate se vogliamo raggiungere lo scopo. Ciò significa che noi oggi non abbiamo la capacità tecnica e la necessaria abilità per
costruire la Piramide con le tecniche che attribuiamo agli Egizi e soprattutto nei 20 anni stimati.
E’ quindi logico, razionale e scientificamente corretto continuare a ritenere che la civiltà Egizia del 2500 a.C.con funi, legni, buoi e manodopera, fosse tanto più abile della civiltà Romana del primo secolo e della civiltà contemporanea del ventunesimo secolo?
Il trasloco del tempio di Abu Simbel nel 1965: il tempio di Abu Simbel è stato smontato pezzo per pezzo e ricostruito 180 metri più nell’entroterra dopo aver innalzato il terreno di 65 metri rispetto al livello precedente. I lavori richiesero cinque anni, oltre duemila uomini, tonnellate di materiali e uno sforzo tecnologico senza precedenti nella storia dell’archeologia.
I blocchi numerati (oltre 1000 blocchi) per ridar loro l’esatta posizione, furono riassemblati, e l’intero tempio fu ricostruito mantenendo persino l’originario orientamento rispetto agli astri e al nuovo corso del Nilo determinato dallo sbarramento di Assuan.
Ecco alcune immagini significative dell’operazione:
cliccare sulle immagini per ingrandire
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Questa operazione fu di livello internazionale con la partecipazione delle massime competenze del ventesimo secolo: per spostare circa 1000 blocchi di roccia (peso massimo del blocco spostato di 20 tonnellate) dove si lavorava 24h su 24h (quindi anche di notte) con grù, camion, seghe a filo, trapani, putrelle d’acciaio, mezzi meccanici pesanti, sollevatori idraulici, etc. in una lotta contro il tempo per evitare che lo sbarramento della diga provocasse l’inondamento del sito archeologico.
E’ interessante notare che l’umanità dopo circa 4500 anni dalla costruzione della grande piramide, abbia unito gli sforzi ed utilizzato il top della tecnologia per riuscire a spostare 1000 blocchi in circa 5 anni. Inoltre c’è da aggiungere che gli Egizi non potevano lavorare di notte, mentre nel 1965 si è lavorato 24h su 24h grazie all’impiego di enormi lampade ad arco, quindi se avessero lavorato solo di giorno, avrebbero verosimilmente impiegato il doppio del tempo, ovvero circa 10 anni.
Il confronto tra le due opere è scientificamente improponibile per ovvi motivi, ma è importante per avere indicazioni, ancora una volta, sull’ordine di grandezza.
Cerchiamo di dare maggiore valore a questo confronto su due opere così diverse, affiancando le operazioni che hanno caratterizzato per sommi capi le due imprese
COSTRUZIONE GRANDE PIRAMIDE
SPOSTAMENTO TEMPI ABU-SIMBEL
Estrazione blocchi calcarei/granitici Taglio in blocchi delle opere esistenti
Lavorazione dei blocchi nella forma desiderata: nella quasi totalità dei blocchi, forma cubica. Saldatura, serraggio e bloccaggio dei blocchi per consentirne lo spostamento verso il camion
Trasporto dei blocchi verso la piramide con slitte e con zattere per i blocchi provenienti dalle cave di Assuan Trasporto su gomma verso il nuovo sito
Movimentazione e posizionamento millimetrico in quota dei blocchi Riassemblaggio millimetrico dei blocchi nella giusta sequenza
Allestimento delle varie camere e gallerie interne con i blocchi di granito da decine di tonnellate Ricostruzione del tempio, parte esterna e parte interna, rispettando orientamenti ed inclinazioni
Finitura in lastre di calcare bianchissimo Finitura con malte cementizie per nascondere le linee di contatto tra i vari blocchi
Le principali operazioni, seppur con le dovute cautele, possono però trovare una corrispondenza nella difficoltà di esecuzione, tenendo presente anche le differenti tecnologie a disposizione.
Restano però due dati impressionanti, che rendono il confronto impari, perché sono stati posizionati:
1) 1000 blocchi in 10 anni per il tempio di Abu-Simbel;
2) 2.300.000 blocchi in 20 anni per la Grande Piramide.
Il rapporto tra le due operazioni è quindi sbalorditivo: gli Egizi hanno posizionato 2.299.000 blocchi in più.
Volendo forzare una rapporto a parità di tempo, avremo che in 10 anni gli Egizi avrebbero posizionato 1.150.000 blocchi: ovvero 1.149.000 blocchi in più.
Significa che per ogni blocco tagliato, trasportato e posizionato nel nuovo tempio da parte della civiltà contemporanea, la civiltà Egizia riusciva a posizionarne 1500.
Il rapporto è 1500 a 1 a favore degli Egizi.
E’ quindi logico, razionale e scientificamente corretto continuare a ritenere che la civiltà Egizia del 2500 a.C.
sarebbe capace ancora oggi di ridicolizzare gli sforzi tecnici ed ingegneristici dell’intera umanità dopo 4500 anni?
Le tre considerazione sopra riportate, non hanno alcuna valenza di prova, ma sono indicazioni importanti verso una riflessione possibile: la grande piramide potrebbe non essere stata costruita dagli Egizi all’epoca del Faraone Cheope perché non vi erano le condizioni tecniche e tecnologiche per costruire un’opera colossale di quel tipo in soli 20 anni.
O, se si vuole continuare a sostenere la tesi che la Grande Piramide è stata costruita dagli Egizi, allora bisogna almeno ammettere che non è stata costruita in 20 anni e rivedere comunque la cronologia storica dell’Impero
Egizio.
Come il sistema geocentrico e la concezione Tolemaica del cosmo hanno bloccato le scoperte astronomiche per quasi 2000 anni, potremmo oggi essere vittime dello stesso “tappo cognitivo” sullo studio delle opere Megalitiche che riempiono la Terra e delle quali la Grande Piramide è l’esempio più significativo.

la fonte

Read more http://bit.ly/1nvgAUt

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Il clima può cambiare repentinamente? Cosa ci riserverà il 2015?

Posted by curiositybox su 4 gennaio 2015

Riproponiamo la notizia pubblicata da Meteo giornale il 29/11/2014 per sottolineare il fatto che le famose ‘supercelle’ atmosferiche, che alcuni di Voi avranno visto nel film ‘The day after tomorrow’, esistono veramente e sono in azione anche adesso sul nostro pianeta. Ne volete una prova? Un esempio ne è ciò che è accaduto alla nave oceanografica ‘Astrolabe’ a bordo della quale ci sono vari esperti di fisica e chimica: la nave è stata improvvisamente intrappolata dai ghiacci del mare antartico. A questo punto ci sorgono alcune domande. Ma è possibile che una nave che studia i ghiacci debba essere la vittima predestinata dell’oggetto del suo studio? Non avevano i ricercatori gli strumenti e le competenze per poter prevedere il ghiaccio? Oppure è successo un evento simile a quanto già accaduto nel Montana (USA) dove in poche ore il termometro è sceso di alcune decine di gradi?

Di seguito gli articoli:

Congelamento istantaneo nel Montana (USA). Crolla temperatura: -30°C in poche ore

Leggi anche: 40 gradi sotto zero in Canada. Tempeste di neve nell’Alberta e nel New Brunswick
Non ci sono aggettivi per segnalare quello che è avvenuto ieri in varie località del nord Montana, negli USA.
Un’irruzione d’aria fredda ha interrotto una fase di clima mite.
Ecco cosa è avvenuto nella stazione meteo di Great Falls, ubicata in un altopiano di circa 1000 metri.
Il giorno 28 novembre, alle ore 11:53, soffiava un forte vento di sud ovest, e la temperatura era di +12.2 °C. L’umidità del 60% non fa supporre che vi fossero condizioni termiche di venti di caduta, noti come foehn.
Alle 15:35 la temperatura misurava +11°C, ma alle 15:53 la temperatura istantanea era di -4°C, crollando in pochi minuti di ben 15°C.
La discesa termica è proseguita nelle ore successive, anche se meno rapida. Alle ore 16:53 si misuravano -10°C, ma quasi a mezzanotte c’erano -18,3°C.
In un pomeriggio la temperatura è crollata di 30°C, da +12°C a -18°C.
Durante la notte la temperatura ha poi raggiunto una minima di -21,1°C.

 

La nave bloccata tra i ghiacci dell’Antartide comincia a muoversi, ma si teme che cali il vento

Articolo pubblicato il: 03/01/2015

 

 

Inizia a "muoversi anche se lentamente" la nave ‘Astrolabe’, partita dall’Antartide il 26 dicembre e rimasta bloccata tra i ghiacci, in balia delle correnti marine, senza poter nemmeno tornare indietro. "Stanno proseguendo le manovre per liberare la nave dai ghiacci e portarla verso il mare aperto, a bordo iniziano a sentire il rollio che sta ad indicare che l’imbarcazione si sta lentamente muovendo" riferisce all’Adnkronos il portavoce del Cnr, Marco Ferrazzoli, in costante contatto con l’Astrolabe.

A bordo della nave si trovano anche cinque ricercatori italiani: Corrado Leone del Cnr, Lorenzo De Silvestri e Tommaso Nicosia dell’Enea, Francesco Pongetti dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), e il fisico Paride Legovini.

”Sulla nave ci sono tre meteorologi francesi che stanno monitorando il vento che, se continua a soffiare da Sud come sta accadendo ora, spinge la nave in mare aperto, liberandola dalla morsa dei ghiacci antartici" spiega Ferrazzoli. "La preoccupazione -aggiunge- è che il vento possa calare o addirittura soffiare contrario, spingendo l’Astrolabe contro i ghiacci". E se ciò dovesse accadere, continua Ferrazzoli, "verrebbero spenti i motori e la nave sarebbe trasportata dai ghiacci. Non ci sarebbe altro da fare".

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A proposito dell’elica di Ighina: senza monopolo magnetico non funziona!

Posted by curiositybox su 30 novembre 2014

Dopo il servizio messo in onda su RAI3 da Report molti blog si sono interessati al “personaggio Ighina” e alle sue invenzioni. Alcuni commentatori non hanno però bene interpretato la filosofia che è alla base delle ricerche di Ighina ed anche il metodo con cui sono state realizzate le sue “meravigliose macchine”. E’ il caso dell’elica che allontana le nuvole. Per questo motivo facciamo di seguito alcune precisazioni importanti: l’elica è composta da 7 tubi di alluminio riempiti di polvere di alluminio (e non di vari metalli); sotto l’elica ci sono diversi tubi di alluminio (riempiti di polvere di alluminio) disposti a spirale in senso orario; nel terreno dove è posta l’elica sono stati interrati tanti tubi di alluminio quanti sono quelli in senso orario, questa volta però disposti in senso antiorario. Fatte queste precisazioni bisogna aggiungere che l’elica non funziona senza il monopolo magnetico positivo o negativo. Per capire meglio a circa 50 metri dall’elica, dentro la stanza di un laboratorio, era situata la macchina che produceva i monopoli magnetici. Tale macchina era costituita da una elettrocalamita pesante 30 Kg ed alimentata da 10 batterie da 12V da 50Ah. Il funzionamento della macchina prevedeva che l’elettrocalamita ruotasse e che si dovessero utilizzare impulsi intermittenti di corrente mentre ruotava: ripetiamo.. senza il monopolo magnetico l’elica non funziona!

Premesso ciò, Ighina prima trasmetteva i monopoli magnetici tramite un cavo apposito verso l’elica, poi faceva disperdere tali monopoli in atmosfera con la rotazione dell’elica: La velocità dell’elica, tra i 10~20 giri al minuto, non serviva assolutamente a produrre l’effetto simile ad un ventilatore!

Quando Ighina disperdeva con l’elica il monopolo positivo le nuvole si allontanavano, mentre quando disperdeva il monopolo negativo le nuvole si avvicinavano. Se ci fosse ancora qualche scettico precisiamo che i componenti di questa redazione hanno visto per centinaia di volte (dal 1982 al 1993) il ripetersi dell’allontanamento o dell’avvicinamento delle nuvole, così come pure hanno visto questi fenomeni i frequentatori dell’autodromo di Imola.

La redazione di Curiositybox

 

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tratto dal blog: http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/l-elica-che-disperde-le-nuvole-e-l-acchiappa-nuvole-ighina-e-reich-due-scienziati-alternativi-/30649/

L’elica che disperde le nuvole e l’acchiappa-nuvole: Ighina e Reich, due scienziati "alternativi"
In primo piano – 30 Gennaio 2013, ore 13.39
Chi sono questi personaggi? Perchè nessuno ha dato loro credito?

 

 

L’elica di Ighina ha colpito ancora. Il frame risale al 1998 ed è tratto dalla trasmissione Report della Gabanelli, in onda sui Rai 3.

Pierluigi Ighina, Wilhelm Reich. Due grandi cervelli, due uomini che hanno provocato un terremoto nel mondo scientifico, senza mai entrarne a far parte veramente.
Nel 1951 Wilhelm Reich, medico e psichiatra austriaco, allievo di Sigmund Freud, famoso per la sua controversa teoria sull’energia orgonica realizzò un’esperimento volto a far piovere nel deserto dell’Arizona grazie ad un acchiappa-nuvole di sua produzione.

Per molti anni Reich si era occupato di studiare l’enorme potenziale distruttivo dei resti della radioattività in natura e di come questi si trasformino in energia distruttrice DOR, (deadly orgon) della materia organica, proprietà negative che Reich attribuì anche alle emissioni industriali e ai fertilizzanti.
Reich riferisce di aver avuto anche contatti con alieni, definiti, inquinatori e desertificatori del nostro Pianeta.
Anche Pierluigi Ighina, presunto collaboratore di Marconi, da sempre affascinato dal mondo dell’elettromagnetismo, ha dedicato la sua vita a realizzare invenzioni incredibili, in gran parte non accettate dalla scienza ufficiale. A soli 16 anni formula una teoria: l’atomo magnetico, che lui stesso definisce “la colla della materia”. Questa scoperta sarebbe basata sul magnetismo del sole che invia alla Terra cariche positive a spirale; a sua volta il nostro Pianeta risponderebbe con cariche negative, questo meccanismo con le sue "pulsazioni" regolerebbe tutta la vita presente sul nostro Pianeta.
Ighina realizzò una macchina che, a suo parere, sarebbe stata in grado di controllare le condizioni atmosferiche, la macchina era formata da una grande elica rotante che aveva alla base polvere di vari metalli e alcuni magneti, una sorta di elettrocalamita che sarebbe servita ad attirare o a mandare via le nuvole, ci sono video e testimoni oculari del funzionamento della macchina.

Pare che Ighina, abitando nelle vicinanze dell’autodromo di Imola, sia riuscito con la sua macchina, a determinare forti acquazzoni durante lo svolgimento dei Gran Premi di Formula 1.
La facile critica che si può muovere al video diffuso da Report (1998) è che sulla zona stesse affluendo aria mite ed umida che avrebbe dato luogo a quella estesa nuvolosità. In questi casi nelle ore più calde la nuvolosità tende spesso a diradarsi parzialmente, dando luogo a schiarite, indipendentemente dall’azionamento del’elica.
Se volessimo invece dar credito all’elica potremmo pensare che in un’atmosfera instabile, in cui i moti verticali vengono esaltati, il rimescolamento locale dell’aria avrebbe inibito la risalita di aria calda, favorendo la dissipazione del corpo nuvoloso. L’osservazione del filmato però evidenzia una velocità dell’elica piuttosto bassa, non crediamo tale da giustificare una simile interazione e anche i corpi nuvolosi sembrano al massimo stratocumuliformi.
Siamo ben lieti di ricevere le vostre osservazioni in merito. Ighina era comunque persona degna di rispetto e rispettoso, quantunque dubbioso, come anche questo pezzo vuole essere. E’ possibile che la nostra sia solo ignoranza. Il diritto di cronaca però deve prevalere sempre.

Autore : Alessio Grosso

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il prof. Giuliano Preparata e Franco Battiato smentiscono il CICAP

Posted by curiositybox su 26 ottobre 2014

A PROPOSITO DELL’ELICA DI PIER LUIGI IGHINA

Salve, Cicap! Nel ’98 Report trasmise un’intervista a pier Luigi Ighina in cui grazie a un marchingegno sembrava riuscire a spostare le nubi mutando le condizioni climatiche. Cosa non quadra nelle strane teorie di Ighina e le sue insinuazioni vittimistiche?

risponde “Silvano Fuso” (E’ laureato in chimica (indirizzo chimico-fisico) (110/110 e lode) e ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Scienze Chimiche):

Non so dire se si è trattato di una trovata sensazionalistica televisiva o di un caso, come non è escluso dallo stesso autore del programma. Sta di fatto che non esiste alcuna prova che la macchina di Ighina abbia realmente funzionato e i principi su cui si basa non hanno il minimo senso scientifico. Esistono inoltre altri testimoni che non videro alcun effetto sulle condizioni atmosferiche anche dopo molte ore di funzionamento della macchina.
Ighina ottenne una certa popolarità, anche all’interno di alcune comunità scientifiche, semplicemente perché era un buon uomo. Un innocuo visionario che ispirava tenerezza e non certo irritazione in chi lo incontrava. Per questo motivo alcuni ricercatori lo conoscevano e tolleravano con simpatia le sue stranezze. Questo ovviamente non significa affatto che avvallassero le sue strambe teorie come qualcuno vuol fare tuttora credere.
Questa riportata sopra è la risposta fornita da un rappresentante del CICAP su l’elica di Ighina mostrata attraverso la trasmissione di Report di RAI3. Aggiungiamo solo un commento: Peccato che un fisico teorico come il Prof. Giuliano Preparata, che aveva lavorato al CERN di Ginevra ed aveva seguito attivamente gli studi sulla “fusione fredda”, a proposito della ricerca di Ighina sull’avvicinamento e allontanamento delle nuvole aveva espresso un parere di apertura scientifica, sottolineando che Ighina non era un ciarlatano.
Seconda considerazione: ci sarebbe tanto piaciuto che un rappresentante del CICAP avesse osservato come abbiamo fatto noi per oltre 100 volte (dal 1982 al 1993) l’influenza che l’elica di Ighina aveva sulle nubi e sul vento.
 http://www.youtube.com/watch?v=Ax0_PZJRmao
Per ultimo ci piace ricordare che negli anni 70′ un certo musicista italiano di nome Franco Battiato visitò il laboratorio di Ighina per diversi giorni e venne così favorevolmente impressionato da tutti quei macchinari con i colori dell’arcobaleno da dedicare al CISM (centro internazionale studi magnatici di Imola) un intero LP, “Pollution” (oggi lo potete trovare in formato CD ma con le foto di copertina del LP).
tratto dal LP "pollution" del 1972 - Franco Battiato

tratto dal LP “pollution” del 1972 – Franco Battiato

 

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L’eredità di Pier Luigi Ighina

Posted by curiositybox su 12 ottobre 2014

L’elica di Ighina può salvarci dalle alluvioni (e dal grande freddo) ?

 

Intervista al Prof. Giuliano Preparata sugli esperimenti di Ighina – Report RAI

 

Il prof. Preparata è stato un fisico teorico che dal 1974 al 1980 ha fatto parte dello Staff Member nella Theory Division del CERN di Ginevra.

Come qualcuno ricorderà, nella trasmissione “report” di RAI3 del 1998 il prof. Preparata intervenne subito dopo il servizio mandato in onda sulle ricerche di Pier Luigi Ighina ed in particolare su quella parte del sevizio giornalistico che aveva mostrato “L’elica” di Ighina che allontanava le nuvole.

Come pure ricorderete che alcuni emuli delle ricerche di Ighina hanno già realizzato alcune delle macchine presenti nel laboratorio e al di fuori del laboratorio di Imola, tra le quali la famosa elica, che ha lo scopo di avvicinare o allontanare le nuvole. Tuttora costoro stanno proseguendo le esperienze di Ighina per ottenere l’allontanamento delle forti e pericolose perturbazioni atmosferiche e far venire il caldo.

Come mai le autorità scientifiche non prendono sul serio, come diceva il prof. Preparata, gli studi di Ighina per prevenire le alluvioni e contrastare le ondate di maltempo?

 

dissolvimento delle nuvole

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