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Archive for the ‘elettronica’ Category

online il nuovo portale per la vendita di componenti elettronici

Posted by curiositybox su 4 giugno 2017

 

potete trovare oltre 3000 Articoli per l’elettronica:

 

www.ecomponent.eu

 

 

commercio online componenti elettronici

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Radio Natura – La ricezione e lo studio dei segnali radio di origine naturale

Posted by curiositybox su 25 aprile 2013

Radio Natura
La ricezione e lo studio dei segnali radio di origine naturale
€ 22

 

E’ opinione comune collocare nel tempo della nascita dei segnali radio con le scoperte scientifiche di Marconi. La natura in realtà esprime la sua voce attraverso emissioni radio fin dalle più lontane origini del nostro pianeta. Questo libro è un affascinante viaggio in questo mondo, alla scoperta di suggestivi segnali simili a fischi, cori e voci, ed ai vari sistemi con cui è tecnicamente possibili riceverli.

 


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Innovazione – Le nuove batterie in carta ultraleggere e pieghevoli

Posted by curiositybox su 30 dicembre 2009

Novità straordinarie nel campo delle energie rinnovabili. Gli scienziati di Stanford hanno sviluppato una tecnologia che permette di caricare elettricamente un semplice foglio di carta con un inchiostro di nanomateriali. Le nuove batterie e i super condensatori potranno essere applicate sulle auto elettriche e per immagazzinare elettricità generata con impianti solari ed eolici. 

Batterie e super condensatori di carta

 

 Il lavoro per sviluppare e ottimizzare la produzione di energie rinnovabili continua. Gli scienziati di Stanford stanno realizzando l’incredibile. Chi avrebbe mai immaginato che la normale carta potesse essere utilizzata come una batteria o un super condensatore? Ma gli studiosi di Stanford stanno studiando come sfruttare le nanotecnologie per creare delle batterie pieghevoli e ultraleggere e dei super condensatori dalla carta che utilizziamo tutti i giorni. Hanno sviluppato un inchiostro con nanotubi di carbonio e nanofili d’argento. I nanofili d’argento sono dei dispositivi di immagazzinamento ad alta conduttività. Qual è la differenza tra una batteria e un super condensatore? Sia le batterie che i condensatori immagazzinano le cariche elettriche. Ma i condensatori possono trattenerle per un periodo di tempo minore. I condensatori però hanno un vantaggio: possono caricare e scaricare elettricità molto più rapidamente di una batteria. Yi Cui, il responsabile del progetto e l’autore della pubblicazione “Higly conductive paper for energy storage devices” racconta dei nanomateriali: “Questi nanomateriali sono speciali.

Sono strutture a una dimensione con un diametro molto piccolo”. Il piccolo diametro è cruciale perché aiuta l’inchiostro di nanomateriale ad incollarsi fortemente alla fibra della carta. Questo rende le batterie e i super condensatori molto longevi. I super condensatori di carta possono sopportare fino a 40 mila cicli di carica e scarica e sono migliori delle batterie al litio. Cui spiega che questi nanomateriali rappresentano i conduttori ideali perché muovono l’elettricità in modo molto più efficiente dei conduttori tradizionali. Bing Hu è un ricercatore. Ha messo in pratica la teoria appena esposta. Ha preso un piccolo foglio di carta e l’ha immerso nell’inchiostro. Così si sono depositati i nanotubi sulla superficie della carta che poi è stata caricata di energia. 
L’esperimento è stato realizzato in precedenza anche con la plastica. Bing Hu ha creato una batteria in plastica usando i nanomateriali. Ma ha concluso che la carta è una migliore opzione, perché una batteria di carta è più stabile, visto che l’inchiostro si “attacca” più fortemente. La durata della batteria in carta può essere testa anche spiegazzandola, accartocciandola o immergendola in acidi o basi, le sue performance non diminuiscono. 

L’applicazione delle batterie alle energie rinnovabili

Di questa tecnologia potranno usufruire diversi campi legati alle energie rinnovabili. L’invenzione di Yi Cui potrà essere implementata nelle macchine elettriche o in quelle ibride, perché hanno bisogno di un trasferimento di elettricità molto veloce. I super condensatori offrono anche un conveniente e alto rapporto superficie-volume, un vantaggio ulteriore per le macchine ibride. Peidong Yang è professore di chimica all’università di Berkeley in California. Dice, “Questa tecnologia ha il potenziale di essere messa in commercio in un prossimo futuro. Non penso che la sua applicazione sarà limitata solo ai dispositivi di immagazzinamento di energia. Potenzialmente può essere un elettrodo flessibile, economico e comodo per ogni dispositivo elettrico”. Yi Cui prevede che l’uso principale di queste batterie in carta nell’immagazzinamento di grandi quantità di energia che riguarda la rete elettrica. Sappiamo che l’elettricità generata in eccesso di notte potrebbe essere stipata in queste batterie di carta e utilizzata in seguito, durante la giornata, nelle ore in cui il picco di consumo è più alto. Le centrali di energia solare ed eolica potrebbero utilizzare questa tecnologia per immagazzinare l’energia generata. 

fonte: fai informazione

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Mitsubishi: display OLED da 155 pollici

Posted by curiositybox su 12 ottobre 2009

 

“Mitsubishi mostra al CEATEC un prototipo di uno schermo OLED da ben 155 pollici di diagonale, realizzato impiegando piccoli moduli da 1,5 pollici quadri”
 

In occasione del CEATEC di Tokyo, che ha chiuso i battenti lo scorso 10 ottobre, Mitsubishi ha mostrato un prototipo funzionante di un particolare televisore OLED con diagonale di 155 (centocinquantacinque!) pollici.

La particolartà di questo dispositivo sta nella sua modularità: Mitsubishi ha infatti realizzato il televisore impiegando una serie di “blocchi” di display OLED da 1,5 pollici quadri il che sta a significare che i blocchi possono essere aggiunti o rimossi per incrementare o ridurre le dimensioni complessive dello schermo.

La possibilità di utilizzare piccoli blocchi indipendenti permette inoltre di realizzare schermi, anche di grosse dimensioni, dalla forma non canonica. In particolare questa tecnica si rivela interessante nell’eventuale produzione di schermi ricurvi o in grado di adattarsi a particolari sagomazioni dell’ambiente in cui saranno installati.

L’impiego di blocchi OLED di piccole dimensoni permette inoltre di mantenere la luminosità ed il rapporto di contrasto su livelli di tutto rispetto, al contrario di quanto accade con la produzione di schermi OLED di grosse dimensioni in un unico pezzo.

Vi è comunque il rovescio della medaglia: i composti organici impiegati nei display OLED degradano nel corso del tempo e pertanto la vita media stimata di questo dispositivo è di 20 mila ore di uso continuo, il che si traduce in una vita di poco inferiore ai 2 anni e mezzo per un uso di tipo 24:7.

Non è ancora dato sapere se il prototipo potrà trovare la strada della produzione commerciale e, se sì, a quali prezzi. Bisogna tuttavia riconoscere che l’intuizione di Mitsubishi potrebbe aprire la strada a nuovi ambiti di impiego per schermi e televisori ad elevata diagonale.

Fonte: Electronista

 

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Università di PISA: Costruita la macchina che funziona con energia eterna… La Scoperta forse dell’Energia Scalare?

Posted by curiositybox su 9 settembre 2009

PISA – E’ una macchina minuscola, visibile soltanto al microscopio elettronico, ed è la prima al mondo a funzionare con un’ energia «misteriosa» fino a oggi ipotizzata solo teoricamente da tre scienziati americani, Horst Stormer, Dan Tsui e Robert Laughlin, Nobel per la Fisica nel 1998. La nano-macchina, dalle dimensioni di pochi milionesimi di centimetro, è stata costruita dai ricercatori della Scuola Normale Superiore di Pisa e potrebbe essere il primo passo verso un nuovo modo di manipolare l’ energia, con la possibilità di realizzare dispositivi (dalla radiolina all’ auto elettrica) capaci di funzionare senza consumare praticamente niente. La scoperta, pubblicata ieri da Physical Review Letters, una delle più prestigiose riviste scientifiche americane, è avvenuta nei laboratori
del Nest, il centro di eccellenza della Normale e dell’ Istituto nazionale di fisica della materia, a due passi dalle stanze dove studiarono Enrico Fermi e Carlo Rubbia. Vi hanno lavorato tre giovani scienziati: Vittorio Pellegrini, 33 anni (primo ricercatore), Fabio Beltram, 43 (direttore del centro) e Stefano Roddaro, un perfezionando di appena 26 anni. «La ricerca è partita due anni fa – racconta Pellegrini – sulle orme degli studi teorici dei tre Nobel che ipotizzarono, senza però dimostrarla praticamente, l’ esistenza di particelle elettriche diverse dagli elettroni e con un comportamento anomalo. Queste particelle, chiamate a carica frazionaria, si muovono in un nuovo stato della materia e sembrano appartenere al mondo della meccanica quantistica. Possono essere contemporaneamente più grandi e più piccole degli elettroni e hanno proprietà eccezionali. Gli scienziati americani ne avevano ipotizzato l’ esistenza, spiegandola teoricamente, noi siamo riusciti non solo a dimostrarla fisicamente, ma a realizzare una macchina che funziona con questa nuova energia». La macchina pisana è un minuscolo dispositivo elettrico composto da elettrodi positivi e negativi inseriti su un semiconduttore di cristallo di arseniuro di gallio e raffreddato a una temperatura (-273 gradi) vicina allo zero assoluto. «In queste condizioni i due elettrodi, positivo e negativo, hanno iniziato a scambiare particelle anomale – spiega Pellegrini -. Non erano elettroni,
come nel normale flusso elettrico, ma qualcosa di diverso e il loro comportamento combaciava esattamente con quello teorizzato dagli scienziati americani. Insomma, in quel flusso di corrente passavano particelle a carica frazionaria e la nano-macchina funzionava con la nuova fonte di energia».

 

 Gli studi della Normale sono ancora agli inizi e dunque è difficile ipotizzare i vantaggi che le nuove particelle potranno portare nella vita di tutti i giorni. E’ però già possibile immaginare dispositivi elettrici ed elettronici assolutamente diversi da quelli conosciuti oggi. Una radiolina, per esempio, potrebbe funzionare eternamente e un’ auto elettrica avere un’ autonomia di anni: le particelle, inserite in particolari semiconduttori, non si dissipano e dunque l’ energia potrebbe in teoria durare in eterno.

 

fonte: Di Marco Gasperetti – “Il Corriere della Sera”

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MEMRISTORE: UNA GRANDE SCOPERTA SCIENTIFICA

Posted by curiositybox su 30 agosto 2009

Che cos’è un memristone? Il nome suona familiare? Forse non proprio…

Un memristore è una sorta di resistore variabile: in base alla quantità e al verso della corrente che lo attraversa è in grado di variare la propria resistenza, secondo una legge precisa caratterizzata dalle sue proprietà fisiche. La vera particolarità del memristore, tuttavia, è la capacità di ricordare: anche se disattivato, se privato dell’alimentazione, nel dispositivo resta una traccia dello stato precedente, prontamente disponibile una volta venga di nuovo chiamato in causa.

L’aveva previsto Leon Chua nel 1971: oltre a induttore, resistore e condensatore, nei circuiti poteva e doveva esserci altro. Le sue brillanti equazioni matematiche lo prevedevano, ma fino ad oggi del memristore – così era stato soprannominato il quarto elemento fantasma, unendo le parole memoria e resistore – non c’era traccia. Ora, invece, i ricercatori degli HP Labs sembrano avercela fatta: con un articolo pubblicato su Nature hanno annunciato di aver finalmente individuato una tecnica per costruire dispositivi in grado di riprodurre il comportamento di un memristore, e di essere pronti ad invadere il mercato con questa tecnologia entro pochi anni.
Dal punto di vista dell’applicazione pratica, i memristor permetteranno la realizzazione di una nuova famiglia di memorie in grado di conservare informazioni anche in assenza di corrente e che potranno affiancarsi ed eventualmente andare a sostituire le odierne memorie Ram grazie alla capacità di poter istantaneamente recuperare i dati richiesti, ad esempio, al momento di ripristinare un sistema dallo stato di “sleep”.

Le possibilità di applicazione di questi nuovi componenti, in realtà, paiono essere molto più ampie. Gli ingegneri di HPhanno infatti indicato la possibilità di realizzare, grazie all’eventuale combinazione e sinergia con transistor e processori, sistemi di computazione in grado di mostrare un meccanismo di associazione di motivi geometrici simile a quello proprio del cervello umano e che potrebbero preludere alla creazione di intelligenze artificiali dotate di un sistema di auto-apprendimento e con un qualche tipo di capacità decisionale.

 

fonte: http://www.blogpensiere.com/2008/05/una-grande-scoperta-scientifica.html#ixzz0PhWLoHOi

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