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Alluminio – Gallio ULTIMA SENSAZIONALE SCOPERTA!!!

Posted by curiositybox su 19 agosto 2009

Ultima sensazionale scoperta:

Con una lega alluminio-gallio si può produrre spontaneamente idrogeno dall’ acqua.

Un professore dell’Indiana University ha sviluppato un nuovo metodo per la produzione di idrogeno da impiegare in celle a combustibile, usando una lega di alluminio in acqua.

Il professor Jerry Woodall ha descritto il suo metodo che implica una lega di alluminio e gallio, spiegando che l’idrogeno è prodotto spontaneamente immergendo questa lega nell’acqua perché l’alluminio reagisce essendo fortemente attratto dall’ossigeno presente in essa.

Il gallio serve a far proseguire l’ossidazione impedendo la formazione della pellicola passivante che si formerebbe a seguito dell’ossidazione dell’ alluminio.

Questa tecnologia va ad affiancarsi ad altre simili già note (idruro di sodio, boroidruro di sodio, ecc.) per produrre idrogeno a bordo dei veicoli.

La scoperta comunque è particolarmente interessante perchè la produzione di idrogeno è molto superiore a quella che si ottiene con altri metalli.

In presenza del Gallio, l’Alluminio non si ossida, ma si ottiene una semplice scissione della molecola del acqua in ossigeno ed idrogeno.

Buttando una manciata di truccioli della miscela gallio-alluminio (nella quale il gallio entra in piccolissima parte), l’acqua quasi bolle ed emana un alta percentuale di ossigeno ed idrogeno, che ovviammente devono essere separati una volta giunti in superfice, altrimenti basterebbe una scintilla per far esplodere tutto.

Mostrata la scoperta, (il cui brevetto è già stato deposto), alcune sere fa in televisione dopo mezzanotte, nessun organo di stampa ha parlato di questa novità.

La cosa interessante è che una volta consumata l’acqua, restano sul fondo del recipiente i truccioli della miscela alluminio-gallio che possono essere riciclati all’infinito.

Strano vero che nessuno ne abbia più parlato: intendo i Mas-media.

 

fonte:  focus.it

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Pier Luigi Ighina: Nasce il Nuovo sito dedicato a Lui

Posted by curiositybox su 3 marzo 2009

Potete andare a vedere il nuovo sito dedicato al nostro grande Pierluigi Ighina scopritore dell’atomo magnetico e collaboratore segreto di Guglielmo Marconi:

http://www.ighina.66ghz.com

 

web-site

 

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I pigmenti

Posted by curiositybox su 24 febbraio 2009

 

Clorofille: clorofilla a, b, c, d, e.

  • Pigmenti fotosintetici di colore verde, presenti in tutti gli organismi autotrofi.

 

Carotenoidi: caroteni (idrocarburi terpenoidi insaturi) e xantofille (derivati ossigenati).

  • Pigmenti fotosintetici accessori: agiscono come filtri dentro l’apparato fotosintetico e proteggono i tessuti della pianta dalle radiazioni ultraviolette.
         b-carotene, luteina, violaxantina, neoxantina.
  • Pigmenti non fotosintetici: contribuiscono alla formazione dei colori nei fiori e nei frutti di molte specie.

            Licopene – colore rosso dei pomodori maturi

            Rubixantina – colore rosso dei frutti della Rosa canina

            Zeaxantina – colore giallo delle cariossidi mature di mais 

– Flavonoidi:

  • Pigmenti non fotosintetici: responsabili della colorazione bianca, dorata, crema e gialla dei petali di molti fiori.

            Apigenina – colorazione dei fiori di margherite e crisantemi. 

– Antocianine:

  • Pigmenti non fotosintetici, responsabili della maggior parte delle colorazioni rosse, viola, malva e blu che si riscontrano nelle piante superiori. Sono responsabili della colorazione di molti fiori (il rosso dell’ibiscus, il rosa di certe petunie, il rosso scuro delle rose, il malva dei giaggioli, il blu delle genziane) e molti frutti (prugne, ciliegie, fragole, uva, more, ribes). Nelle foglie la presenza di antocianine può essere mascherata da quella della clorofilla ma, quando la concentrazione è molto elevata, come nel cavolo rosso o nelle piante di Coleus, l’antocianina si rende evidente. Contribuiscono anche all’aspetto autunnale delle foglie di certe piante come il pero e l’acero.
  •  

      Pelargonidina, peonidina, petunidina, malvidina, cianidina (la prima ad essere stata isolata, presente nel fiordaliso Centaurea cyanus).

– Betacianine:

  • Pigmenti simili alle antocianine presenti nelle Centrosperme e nelle Cactacee; devono il loro nome alla betanina presente nella barbabietola (Beta vulgaris).

 

 
 

Utilità dei colori nelle piante 

  • Nei fiori:

 

Attrazione per gli animali (impollinazione zoofila) 

Produzione di polline e di nettare (contenente carboidrati) per la nutrizione degli animali visitatori. 

      Insetti (entomofila): specie nelle zone temperate

      Uccelli (ornitofila): nelle zone tropicali e subtropicali

      Altri come Pipistrelli, Molluschi …. 

  • Insetti

Imenotteri (api e calabroni); es: api, fiori variamente colorati, abbondante polline; bombi, fiori violacei e gialli, nettare; vespe, fiori rosso opaco o marrone

Lepidotteri (farfalle); es: farfalle diurne, fiori rosa o malva, nettare abbondante; farfalle notturne, fiori bianchi

Ditteri (mosche)

Coleotteri  

  • Uccelli

I fiori sono rossi o arancioni con vistose combinazioni con il giallo, il blu e il verde; sono privi di profumo e con abbondante nettare (es: Hibiscus)

Gli uccelli più diffusi sono i Colibrì americani (Trochilidae) e l’uccello mosca del Vecchio Mondo (Nectariniidae). 

  • Pipistrelli

Importanti impollinatori specie nelle regioni tropicali. Fiori con colori sbiaditi con quantità abbondanti di polline e nettare. 
 

  • Nei frutti:

 

Attrazione per gli animali (disseminazione zoocora, epizoica e endozoica) 

Le piante che hanno disseminazione endozoica hanno frutti molto colorati che invogliano gli animali a cibarsene. 

 

Coloranti vegetali 
 

Sostanze capaci di fissare stabilmente e di colorare un determinato supporto in seguito a reazioni chimiche con il supporto stesso. Si usano per colorare fibre tessili e alimenti. Per fissare il colorante alla fibra tessile si usano i MORDENTI, sali di ferro, cromo, stagno o alluminio. 

Largamente utilizzati fino alla fine del 19° secolo, periodo in cui sono stati sostituiti da coloranti artificiali. 
 

Guado – estratto dalle foglie di Isatis tinctoria (Cruciferae), Europa centrale

      colore blu

    utilizzato dai tempi antichi fino al 17° secolo, periodo in cui fu sostituito dall’indaco importato dall’Asia. 

Indaco – estratto dalle foglie di Indigofera tinctoria (Leguminosae), Asia

      colore blu

      dal 17° secolo sostituisce il guado in Europa. 

Rosso di robbia – estratto dalle radici di Rubia tinctoria

      colorante rosso usato dagli egiziani, ebrei e libici. 

Zafferano – estratto dagli stimmi di Crocus sativus delle regioni mediterranee

    colorante alimentare giallo, usato anche come spezia e anticamente per tingere stoffe. 

Altri coloranti: bixina, Hennè, quercitrina, curcumina….

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