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Posts Tagged ‘fusione fredda’

Arriva il riscaldamento a fusione fredda

Posted by curiositybox su 28 settembre 2013

La notizia è che finalmente l’ingegnere italiano Andrea Rossi, ha comunicato una data per la presentazione mondiale del suo E-Cat.

Il reattore a fusione fredda che sta incuriosendo milioni di persone in tutto il mondo, scatenando speranze di molti e lo scetticismo di moltissimi, verrà presentato in una conferenza a Zurigo tra l’8 ed il 9 settembre. Ad organizzare l’evento, tra gli altri, le due aziende licenziatarie per la vendita dell’E-Cat in Svizzera ed in Germania.

Ci saranno i licenziatari europei del dispositivo rivoluzionario che si relazioneranno e alla fine si svolgerà una tavola rotonda con l’inventore italiano. Ad organizzare il congresso sono proprio i licenziatari di Germania e Svizzera. Andrea Rossi riferisce che arriverà con un volo dagli Stati Uniti in tempo per il suo primo intervento di sabato 8 settembre e ripartirà appena terminata la tavola rotonda domenica 9 settembre. L’associazione CASOart.science.movement parteciperà al congresso di Zurigo e riporterà ai coworkers europei la situazione organizzativa per la vendita e l’assistenza.
L’incontro con il Coworkers italiani (ma non solo) si svolgerà il 27 settembre 2012 ad Alessandria.

La Rivoluzione Energetica è iniziata! Ed è una energia a basso costo e pulita e fatto molto importante.. con la comunicazione in rete.. non la si potrà fermare!

Vivì Bertin
coworker e presidente CASO

Link – CASO art.science.movement 
– Programma del Congresso in lingua italiana 
– Programma del Congresso in lingua inglese 

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Cos’è l’E-Cat

L’ E.Cat domestico potrebbe costare anche meno di mille euro, secondo il suo inventore.

Se quando detto dall’ingegnere Andrea Rossi, sarà confermato dai fatti, un E-Cat, la macchina che produce energia (acqua calda) a seguito di una c.d. fusione fredda, nel 2012 sarà disponibile ad un prezzo inferiore a quello di molte attuali caldaie per riscaldamento a gas o gasolio.
Molto più basso anche il costo di funzionamento: un sesto del costo del riscaldamento e raffreddamento medio della casa media (the fuel for the E-Cat will be about one sixth of the cost of average heating and cooling the average home) tasse permettendo.

L’apparecchio destinato al riscaldamento domestico, con una potenza oscillante fra i 10 e i 20 kW, costerà dai 1000 ai 1500 dollari, come riporta E-Cat World sul proprio sito.
Il centro della produzione, a conferma dell’insipienza della imprenditoria italiana, sarà negli Stati Uniti.

La Leonardo Corporation, società americana di Andrea Rossi con sede a Bedford, New Hampshire, si occuperà, invece, di comunicare le istruzioni su come installare l’E-Cat agli imprenditori, che, se vorranno, potranno richiedere l’assistenza di tecnici certificati per l’installazione.

Rossi ha oggi precisato “Dobbiamo fare una distinzione tra il prezzo degli impianti industriali e il prezzo degli impianti domestici.
Per gli impianti industriali (impianti di 1 MW) il prezzo a partire dal 2012 sarà di circa US $ 1,500.00 kW /, piú o meno 10%.
L’E-Cat domestico di 10 kW sarà realizzato con una tecnologia differente e con una economia di scala molto buona, a causa del fatto che abbiamo iniziato la produzione di 1 milione di pezzi. Se tutto va come spero e come sto lavorando  la 10 kW E-Cat costerà tra i 100 ei 150 US $ / kW.”

Intanto anche la scienza ufficiale sembra prendere sul serio la “fusione fredda”:
Alla prossima conferenza ISEO-WSEC (World Sustainable Energy Conference) che si terrà a Ginevra tra il 10 ed il 12 gennaio, tra gli interventi richiesti ce ne sarà anche uno sulla fusione fredda.
Relatore quel prof. Francesco Celani che di Rossi è forse un concorrente, ma che sulla macchina dell’ingegnere bolognese s’è mostrato possibilista.

Tratto da http://www.iltamtam.it/Article.aspx?id=23682

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Come funziona l’E-Cat

E-Cat è l’abbreviazione del termine “catalizzatore di energia” ed è una invenzione dell’ingegnere italiano Andrea Rossi. E-Cat è un dispositivo in cui sono combinati gas di idrogeno, metallo nichel in polvere e un catalizzatore riservateo sono combinati per produrre una grande quantità di calore attraverso una reazione nucleare a bassa energia (LENR) che avviene all’interno di una camera appositamente progettata. Il funzionamento interno del reattore è coperto dal segreto commerciale che Rossi si rifiuta costantemente di discutere.

In questo processo, quando una fonte di calore esterna viene applicata (elettrica o fossile) si sostiene che il nucleo di un atomo di idrogeno, un protone, penetra un nucleo di nichel ed in tal modo un atomo di nichel diventa un atomo di rame, e rilascia raggi gamma creando di una grande quantità di energia termica. Dai report dei test, sembra che la reazione inizia quando il reattore viene riscaldato a circa 60 gradi Celsius, e una volta che la reazione è stabile, il calore esterno può essere spento e la reazione può continuare per un considerevole periodo di tempo. In un test  del 6 ottobre a Bologna, Italia, E-Cat ha funzionato senza calore esterno (denominata modalità di “auto-sostegno”) per quasi quattro ore, mantenendo una temperatura costante e continuamente l’acqua bollente.

Per quanto tempo l’E-Cat può essere eseguito in modalità di auto sostegno senza calore esterno che viene applicato è sconosciuta, ma Andrea Rossi ha detto che per operazioni sicure e stabili è necessario che la fonte di calore esterna sia fornita e tolta ciclicamente.

L’energia prodotta dalle reazioni nucleari viene utilizzata per riscaldare l’acqua, e l’uscita della E-Cat è acqua calda o vapore. Piombo e boro sono usati come scudo per impedire il rilascio di raggi gamma durante le reazioni, e quando le reazioni sono completate (L’ingresso di idrogeno è spento) non ci sono scorie radioattive.

Il significato della E-Cat come fonte di energia è che può produrre energia ad un livello molto più economico e molto più pulito rispetto ad altre fonti sul mercato. Gli ingredienti principali, il nickel e idrogeno sono gli elementi comuni e facilmente reperibili a basso costo e sono consumati in quantità molto piccole. Non vi è alcun rilascio di gas serra CO2 o di altri dalla E-Cat. A differenza della tradizionale energia a fissione nucleare, non sono coinvolti materiali radioattivi e non vengono prodotte scorie radioattive.

Rossi ha ottenuto un brevetto per l’E-Cat da parte dell’Ufficio italiano brevetti e sta cercando una protezione ulteriore per il brevetto.

Andrea Rossi ha lanciato il primo impianto commerciale E-Cat, un impianto da 1 MW di potenza termica a Bologna, in Italia il 28 ottobre 2011 che è stato testato e certificato come accettabile da un agente per un cliente sconosciuto. Rossi ha dichiarato che il cliente è un ente militare che non vuole essere identificato.

Rossi Leonardo Corporation sta progettando di entrare nel mercato domestico possibilmente entro un anno, producendo piccole unità E-Cat a 10 kW in grado di fornire calore e aria condizionata alla casa. Sono inoltre in atto piani per requipaggiare queste unità con la capacità di generare anche energia elettrica quando questo diverrà disponibile.

Fonte (articolo in inglese): http://www.e-catworld.com

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Aggiornamenti sull’E-Cat

Andrea Rossi si espone e parla del costo del catalizzatore da 10 kW che dovrebbe aggirarsi tra i 600 e gli 800 dollari. Novità dunque sul prezzo finale dell’E-Cat domestico, di cui spesso si è parlato.

E se inizialmente lo stesso Rossi aveva annunciato che il suo dispositivo basato sulla fusione fredda sarebbe costato tra i 1000 e i 1500 dollari, adesso sembra che il prezzo finale potrebbe scendere ancora. Rispondendo alla domanda di un utente, sul Journal of Nuclear Physics, riportata anche da E-CatWorld.com, l’ingegnere ha precisato che “il prezzo sarà compreso tra 600 e 800 dollari.“

Il lettore aveva stilato una sorta di lista di ipotesi riguardanti l’E-Cat:

– Può essere integrato in un sistema esistente di riscaldamento domestico
– Dispone di optional per il raffreddamento e per il condizionamento dell’aria
– Potrebbe anche essere ampliato con un sistema di generazione di energia elettrica
– Ha ora la possibilità di generare acqua calda direttamente o farlo dal boiler
– L’E-Cat non è molto grande e può essere posizionato in qualsiasi punto della casa
– Il reattore deve essere sostituito ogni 6 mesi o 180 giorni
– Può essere utilizzato per la dissalazione
– E’ sicuro, non produce CO2 e/o radiazioni e non crea altro genere di rifiuti
– Costa solo circa 500 dollari (per un 10kW).

Su quest’ultimo punto, Rossi lo ha corretto, precisando il range tra 600 e 800 dollari. E successivamente ha aggiunto:“E’ possibile pre-ordinare un E-Cat. Sarete messi in lista d’attesa e in autunno riceverere un’offerta precisa: a quel punto sarete liberi di annullare l’ordine o confermarlo. Il prezzo sarà tra i 500 e i 700 Euro, senza optionals. L’energia elettrica non sarà disponibile per i primi 1-2 anni. Le consegne potrebbero iniziare entro un anno“.

Fonte: http://www.greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/6921-e-cat-riscaldamento

 

E ci sono anche i Cloni!:

Dai greci della Defkalion a Chan, è una corsa al clone del catalizzatore basato sulla fusione fredda. La creazione di Andrea Rossi sembra non dar pace agli appassionati e ai concorrenti, ex collaboratori come nel caso dei greci. I rivali di Rossi però puntano ad aprire al pubblico le proprie conoscenze ed i progressi fatti con le loro ricerche.

A novembre Chan rese note su Buildecat.com le modalità e i risultati raggiunti con il suo esperimento, la cosiddettaFormula Chan con cui sarebbe in grado di riprodurre l’E-Cat. Si tratterebbe di una sorta di clone dell’E-Cat ma in versione open source, se vogliamo, visto che il misterioso Chan avrebbe reso nota la sua ricetta per l’E-Cat fai-da-te sul web.Adesso, alla sua prima formula, il giapponese avrebbe aggiunto nuovi dettagli.

Alla prima formula, risalente al 21 novembre scorso, il giapponese avrebbe aggiunto nuovi dettagli utili per realizzare un dispositivo in grado di produrre 10 MW di energia. Cosa occorre? Secondo quanto si riportato da EcatWorld e su Chan Fusion Power, servirebbero: un contenitore di acciaio riempito di olio, riscaldato elettricamente a 100 C con 10 piatti impilati, che fungerebbe da nocciolo del reattore, 10 cartucce da 1000 kW alloggiate all’interno del contenitore, acqua a temperatura ambiente poi riscaldata fino a 100 C.

Ma, come dicevamo, non è l’unico a voler proporre una propria versione dell’E-Cat. Che per i greci, ex alleati di Rossi si chiama Hyperion. E anche nella vicina Grecia, le cose sembrano aver preso la piega giusta (o forse una brutta piega per Rossi). In un comunicato, la Praxen Defkalion Green Technologies (PDGT) ha annunciato di essere pronta per consentire ulteriormente a terze parti di valutare la sua tecnologia di base.

E i greci giocano duro. Già in un precedente comunicato, risalente alla fine di novembre, la Defkalion si era detta pronta a commercializzare il proprio E-cat entro il 2012.

Fonte: http://greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/6774-e-cat-fusione-fredda

 

Nonostante ciò L’E-Cat di Rossi ha raggiunto i 100.000 pre-ordini! Ad annunciare il successo dei catalizzatori per la fusione fredda è stato lo stesso Andrea Rossi sul Journal of Nuclear Physics. Circa 100.000 sarebbero già gli E-cat piazzati in tutto il mondo.

Fonte: http://www.greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/6930-e-cat-fusione-fredda-ordini

 

Come pre-ordinare l’E-Cat

Per ordinare un E-Cat basta compilare il modulo presente nella HomePage del sito ufficiale di Rossi che ha il compito di raccogliere tutti i pre-ordini e rispondere alla domande. Non c’è nulla da pagare. Ecco il link. http://ecat.com/

 

fonte: http://www.dionidream.com/arriva-il-riscaldamento-a-fusione-fredda/

 

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PIERLUIGI IGHINA – Nuovo SITO a cura di curiositybox

Posted by curiositybox su 15 febbraio 2009

Pier Luigi Ighina has been a co-operator of Guglielmo Marconi and shared his most secret experiments. During his whole life he has worked without being recognized by the scientific community and achieving incredible results which are even today not imaginable for most scientists.

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Pier Luigi Ighina, scienziato di frontiera italiano, nato il 23 giugno 1908, è morto l’8 gennaio 2004 lasciando alcuni misteri scientifici irrisolti all’attenzione della comunità scientifica nazionale ed internazionale. E’ stato per anni assistente di Guglielmo Marconi, diventandone in seguito erede cognitivo per quanto attiene agli studi sull’elettromagnetismo. Le teorie di Ighina, assolutamente non ortodosse , sono state oggetto di scherno da parte della comunità scientifica, anche se si sono interesati ai suoi particolari studi professori del calibro di Giuliano Preparata, già pioniere nel campo delle ricerche e degli esperimenti sulla fusione fredda. E’ autore di un libro controverso sulle sue teorie e i suoi esperimenti nel campo della polarizzaione univoca del campo elettromagnetico, lavoro già cominciato dal fisico Majorana, dal titolo “L’atomo magnetico”. La RAI tv, durante una trasmissione del format Report dell’anno 1998, lo ha intervistato e ne ha filmato in diretta un esperimento singolare di creazione e dissoluzione di un corpo nuvoloso, grazie ad uno strumento di sua invenzione installato nella sua fattoria di Imola.

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Yoshiaki Arata – La rivincita del Samurai

Posted by curiositybox su 30 gennaio 2009

Yoshiaki Arata, 85 anni, professore emerito giapponese (uno dei padri del nucleare avanzato nipponico e delle ricerche anche sulla fusione calda), forte nazionalista (in pubblico parla solo giapponese), decorato dall’Imperatore, ha vinto la sua battaglia ventennale da samurai.
Non ha smesso per un attimo di crederci, da quando Fleishmann e Pons annunciarono nel 1989 la sospetta fusione “in bottiglia” di molecole di deuterio (idrogeno più un neutrone di troppo) dentro un catodo di palladio. Molecole leggere, sospinte per via elettrochimica (un moderato flusso di elettroni nel fluido, dall’anodo al catodo) dentro le strutture esagonali del palladio, fino a intrappolarsi in massa, collidere, premere l’una sull’altra, fino a pressioni spontanee di milioni di atmosfere, quindi spaccare i propri nuclei, emettere calore, tramutarsi infine in Elio-4. Una fusione nucleare in piena regola, ma ottenuta senza mostruosi toroidi ad altissima energia (tipo Iter), come nelle stelle. Bensì dentro una modesta bottiglia, con un po’ di acqua pesante (deuterio, lo si trova in natura) e con un particolare metallo raro. E la corrente elettrica di casa. Senza radiazioni e con la produzione finale di un gas inerte, l’elio, utile per gonfiare i palloncini.
Troppo bello per essere vero. Fleishmann e Pons nel 1989 misero a rumore l’intera comunità scientifica mondiale ma non riuscirono mai a riprodurre stabilmente, se non per casi fortuiti, quel risultato straordinario, che avrebbe cambiato per sempre la storia dell’energia, del clima e forse della civiltà umana. E loro, insieme ai seguaci, furono così tacciati di truffa, di cialtronaggine, di ascientificità, fino all’emarginazione completa dalla comunità scientifica mondiale.
Ma il samurai Arata tenne duro. Anche perché la sua tecnica di supercompressione del deuterio già negli anni 50 lo aveva incuriosito su certe strane anomalie incontrate con i metalli, che ora forse capiva. E decise di investire le sue ricerche su una strada diversa, per la fusione a bassa energia, da quella elettrochimica. Semplicemente spingendo, a forza di varie atmosfere, il deuterio dentro nanoparticelle di palladio, fino ad ottenere lo stesso iper-affollamento, la stessa vertiginosa crescita di pressione, la fusione e il calore. Oggi ha mostrato pubblicamente a Osaka il suo reattore in funzione, che, con soli pochi grammi di palladio ha mosso un motore a pistoni Stirling. Un reattore in parte realizzato anche con le idee di Francesco Celani e del suo gruppo di Frascati-Infn, il secondo laboratorio al mondo attivo sulla pista aperta da Arata (e il secondo gruppo di samurai). Nei prossimi giorni Arata ci proverà non con 7 ma con 60 grammi di palladio e conta di avere centinaia di watt termici di guadagno. Abbastanza da illuminare una casa, per mesi, forse con una bomboletta pressurizzata da un compressore da frigo. Ma la notizia più importante di oggi, di fronte alla platea dei maggiori giornalisti scientifici giapponesi (e alcuni venuti dagli Usa), è aver inequivocabilmente mostrato la produzione, dentro gli esagoni di palladio, di consistenti quantità di elio 4, la firma dell’avvenuta fusione nucleare e della trasmutazione del deuterio. Al punto che gli astanti hanno coniato il termine di “Arata Phenomenon”. Che lui ha gentilmente accettato, con un inchino, appunto, da samurai.

22 maggio 2008

fonte: ilsole24ore  copyright 2008

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Nucleare, la fusione fredda funziona!!!!

Posted by curiositybox su 30 gennaio 2009

di Ludovica Manusardi Carlesi – fonte: ilsole24ore   copyright 2008

Ce l’hanno fatta: il primo esperimento pubblico di Yoshiaki Arata di Condensed Matter Nuclear Science, meglio nota come fusione fredda è stato un successo. Poche ore fa all’Università di Osaka è stata dimostrata, di fronte a un pubblico qualificato, la realizzazione di quello che viene definito ormai “Arata Phenomena”. La prova è stata compiuta facendo diffondere Deuterio gassoso su una matrice a struttura nanometrica di 7 grammi composta per 35% di palladio e per il 65% di ossido di zirconio alla pressione di 50 atmosfere, la metà della pressione di una idropulitrice per autolavaggio. Il calore, prodotto fin dall’inizio, e cioè in concomitanza dell’immissione del Deuterio, ha azionato un motore termico che si è messo in moto cominciando a girare.
Dopo circa un’ora e mezzo l’esperimento è stato volutamente fermato per effettuare le misure della presenza di Elio-4 a testimonianza dell’avvenuta fusione. Non sono state evidenziate emissioni di origine nucleare pericolose ( l’elio-4 è inerte). L’energia riscontrata è stata circa di 100.000 Joule, equivalente grosso modo a quella necessaria per riscaldare di 25 gradi un litro di acqua ( si tenga presente la modesta quantità della matrice nanometrica, 7 grammi). Quanto all’Elio, la quantità è assolutamente confrontabile e compatibile con l’energia prodotta, ed è la firma inequivocabile dell’avvenuta fusione nucleare. Al di là delle quantità misurate, si apre ora un capitolo nuovo nella comprensione dei comportamenti e delle reazioni che hanno luogo nella materia condensata, comportamenti che sembrano differire dai modelli fin qui seguiti dalla fisica nucleare classica.

A partire da oggi inizia un’altra fase, altrettanto delicata, legata principalmente a due fatti: la ripetizione dell’esperimento con una quantità maggiore di Palladio-Zirconio per ottenere quantitativi maggiori di energia; l’estrazione dalla matrice dell’elio senza danneggiarla e poterla così riutilizzare.

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