Curiositybox

Personaggi, Avvenimenti, Notizie, Invenzioni e Curiosità dal Mondo della Scienza

Posts Tagged ‘ighina’

A proposito dell’elica di Ighina: senza monopolo magnetico non funziona!

Posted by curiositybox su 30 novembre 2014

Dopo il servizio messo in onda su RAI3 da Report molti blog si sono interessati al “personaggio Ighina” e alle sue invenzioni. Alcuni commentatori non hanno però bene interpretato la filosofia che è alla base delle ricerche di Ighina ed anche il metodo con cui sono state realizzate le sue “meravigliose macchine”. E’ il caso dell’elica che allontana le nuvole. Per questo motivo facciamo di seguito alcune precisazioni importanti: l’elica è composta da 7 tubi di alluminio riempiti di polvere di alluminio (e non di vari metalli); sotto l’elica ci sono diversi tubi di alluminio (riempiti di polvere di alluminio) disposti a spirale in senso orario; nel terreno dove è posta l’elica sono stati interrati tanti tubi di alluminio quanti sono quelli in senso orario, questa volta però disposti in senso antiorario. Fatte queste precisazioni bisogna aggiungere che l’elica non funziona senza il monopolo magnetico positivo o negativo. Per capire meglio a circa 50 metri dall’elica, dentro la stanza di un laboratorio, era situata la macchina che produceva i monopoli magnetici. Tale macchina era costituita da una elettrocalamita pesante 30 Kg ed alimentata da 10 batterie da 12V da 50Ah. Il funzionamento della macchina prevedeva che l’elettrocalamita ruotasse e che si dovessero utilizzare impulsi intermittenti di corrente mentre ruotava: ripetiamo.. senza il monopolo magnetico l’elica non funziona!

Premesso ciò, Ighina prima trasmetteva i monopoli magnetici tramite un cavo apposito verso l’elica, poi faceva disperdere tali monopoli in atmosfera con la rotazione dell’elica: La velocità dell’elica, tra i 10~20 giri al minuto, non serviva assolutamente a produrre l’effetto simile ad un ventilatore!

Quando Ighina disperdeva con l’elica il monopolo positivo le nuvole si allontanavano, mentre quando disperdeva il monopolo negativo le nuvole si avvicinavano. Se ci fosse ancora qualche scettico precisiamo che i componenti di questa redazione hanno visto per centinaia di volte (dal 1982 al 1993) il ripetersi dell’allontanamento o dell’avvicinamento delle nuvole, così come pure hanno visto questi fenomeni i frequentatori dell’autodromo di Imola.

La redazione di Curiositybox

 

>>>>>>>>>>>>>>>>

 

tratto dal blog: http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/l-elica-che-disperde-le-nuvole-e-l-acchiappa-nuvole-ighina-e-reich-due-scienziati-alternativi-/30649/

L’elica che disperde le nuvole e l’acchiappa-nuvole: Ighina e Reich, due scienziati "alternativi"
In primo piano – 30 Gennaio 2013, ore 13.39
Chi sono questi personaggi? Perchè nessuno ha dato loro credito?

 

 

L’elica di Ighina ha colpito ancora. Il frame risale al 1998 ed è tratto dalla trasmissione Report della Gabanelli, in onda sui Rai 3.

Pierluigi Ighina, Wilhelm Reich. Due grandi cervelli, due uomini che hanno provocato un terremoto nel mondo scientifico, senza mai entrarne a far parte veramente.
Nel 1951 Wilhelm Reich, medico e psichiatra austriaco, allievo di Sigmund Freud, famoso per la sua controversa teoria sull’energia orgonica realizzò un’esperimento volto a far piovere nel deserto dell’Arizona grazie ad un acchiappa-nuvole di sua produzione.

Per molti anni Reich si era occupato di studiare l’enorme potenziale distruttivo dei resti della radioattività in natura e di come questi si trasformino in energia distruttrice DOR, (deadly orgon) della materia organica, proprietà negative che Reich attribuì anche alle emissioni industriali e ai fertilizzanti.
Reich riferisce di aver avuto anche contatti con alieni, definiti, inquinatori e desertificatori del nostro Pianeta.
Anche Pierluigi Ighina, presunto collaboratore di Marconi, da sempre affascinato dal mondo dell’elettromagnetismo, ha dedicato la sua vita a realizzare invenzioni incredibili, in gran parte non accettate dalla scienza ufficiale. A soli 16 anni formula una teoria: l’atomo magnetico, che lui stesso definisce “la colla della materia”. Questa scoperta sarebbe basata sul magnetismo del sole che invia alla Terra cariche positive a spirale; a sua volta il nostro Pianeta risponderebbe con cariche negative, questo meccanismo con le sue "pulsazioni" regolerebbe tutta la vita presente sul nostro Pianeta.
Ighina realizzò una macchina che, a suo parere, sarebbe stata in grado di controllare le condizioni atmosferiche, la macchina era formata da una grande elica rotante che aveva alla base polvere di vari metalli e alcuni magneti, una sorta di elettrocalamita che sarebbe servita ad attirare o a mandare via le nuvole, ci sono video e testimoni oculari del funzionamento della macchina.

Pare che Ighina, abitando nelle vicinanze dell’autodromo di Imola, sia riuscito con la sua macchina, a determinare forti acquazzoni durante lo svolgimento dei Gran Premi di Formula 1.
La facile critica che si può muovere al video diffuso da Report (1998) è che sulla zona stesse affluendo aria mite ed umida che avrebbe dato luogo a quella estesa nuvolosità. In questi casi nelle ore più calde la nuvolosità tende spesso a diradarsi parzialmente, dando luogo a schiarite, indipendentemente dall’azionamento del’elica.
Se volessimo invece dar credito all’elica potremmo pensare che in un’atmosfera instabile, in cui i moti verticali vengono esaltati, il rimescolamento locale dell’aria avrebbe inibito la risalita di aria calda, favorendo la dissipazione del corpo nuvoloso. L’osservazione del filmato però evidenzia una velocità dell’elica piuttosto bassa, non crediamo tale da giustificare una simile interazione e anche i corpi nuvolosi sembrano al massimo stratocumuliformi.
Siamo ben lieti di ricevere le vostre osservazioni in merito. Ighina era comunque persona degna di rispetto e rispettoso, quantunque dubbioso, come anche questo pezzo vuole essere. E’ possibile che la nostra sia solo ignoranza. Il diritto di cronaca però deve prevalere sempre.

Autore : Alessio Grosso

Annunci

Posted in cronaca, curiosità, disinformazione, energia, ighina, inventori, Invenzioni, magnetismo | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , | Leave a Comment »

il prof. Giuliano Preparata e Franco Battiato smentiscono il CICAP

Posted by curiositybox su 26 ottobre 2014

A PROPOSITO DELL’ELICA DI PIER LUIGI IGHINA

Salve, Cicap! Nel ’98 Report trasmise un’intervista a pier Luigi Ighina in cui grazie a un marchingegno sembrava riuscire a spostare le nubi mutando le condizioni climatiche. Cosa non quadra nelle strane teorie di Ighina e le sue insinuazioni vittimistiche?

risponde “Silvano Fuso” (E’ laureato in chimica (indirizzo chimico-fisico) (110/110 e lode) e ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Scienze Chimiche):

Non so dire se si è trattato di una trovata sensazionalistica televisiva o di un caso, come non è escluso dallo stesso autore del programma. Sta di fatto che non esiste alcuna prova che la macchina di Ighina abbia realmente funzionato e i principi su cui si basa non hanno il minimo senso scientifico. Esistono inoltre altri testimoni che non videro alcun effetto sulle condizioni atmosferiche anche dopo molte ore di funzionamento della macchina.
Ighina ottenne una certa popolarità, anche all’interno di alcune comunità scientifiche, semplicemente perché era un buon uomo. Un innocuo visionario che ispirava tenerezza e non certo irritazione in chi lo incontrava. Per questo motivo alcuni ricercatori lo conoscevano e tolleravano con simpatia le sue stranezze. Questo ovviamente non significa affatto che avvallassero le sue strambe teorie come qualcuno vuol fare tuttora credere.
Questa riportata sopra è la risposta fornita da un rappresentante del CICAP su l’elica di Ighina mostrata attraverso la trasmissione di Report di RAI3. Aggiungiamo solo un commento: Peccato che un fisico teorico come il Prof. Giuliano Preparata, che aveva lavorato al CERN di Ginevra ed aveva seguito attivamente gli studi sulla “fusione fredda”, a proposito della ricerca di Ighina sull’avvicinamento e allontanamento delle nuvole aveva espresso un parere di apertura scientifica, sottolineando che Ighina non era un ciarlatano.
Seconda considerazione: ci sarebbe tanto piaciuto che un rappresentante del CICAP avesse osservato come abbiamo fatto noi per oltre 100 volte (dal 1982 al 1993) l’influenza che l’elica di Ighina aveva sulle nubi e sul vento.
 http://www.youtube.com/watch?v=Ax0_PZJRmao
Per ultimo ci piace ricordare che negli anni 70′ un certo musicista italiano di nome Franco Battiato visitò il laboratorio di Ighina per diversi giorni e venne così favorevolmente impressionato da tutti quei macchinari con i colori dell’arcobaleno da dedicare al CISM (centro internazionale studi magnatici di Imola) un intero LP, “Pollution” (oggi lo potete trovare in formato CD ma con le foto di copertina del LP).
tratto dal LP "pollution" del 1972 - Franco Battiato

tratto dal LP “pollution” del 1972 – Franco Battiato

 

Posted in cronaca, cultura, curiosità, disinformazione, energia, fisica, ighina, magnetismo, MUSICA, ritmo sole terra, scienza | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

L’eredità di Pier Luigi Ighina

Posted by curiositybox su 12 ottobre 2014

L’elica di Ighina può salvarci dalle alluvioni (e dal grande freddo) ?

 

Intervista al Prof. Giuliano Preparata sugli esperimenti di Ighina – Report RAI

 

Il prof. Preparata è stato un fisico teorico che dal 1974 al 1980 ha fatto parte dello Staff Member nella Theory Division del CERN di Ginevra.

Come qualcuno ricorderà, nella trasmissione “report” di RAI3 del 1998 il prof. Preparata intervenne subito dopo il servizio mandato in onda sulle ricerche di Pier Luigi Ighina ed in particolare su quella parte del sevizio giornalistico che aveva mostrato “L’elica” di Ighina che allontanava le nuvole.

Come pure ricorderete che alcuni emuli delle ricerche di Ighina hanno già realizzato alcune delle macchine presenti nel laboratorio e al di fuori del laboratorio di Imola, tra le quali la famosa elica, che ha lo scopo di avvicinare o allontanare le nuvole. Tuttora costoro stanno proseguendo le esperienze di Ighina per ottenere l’allontanamento delle forti e pericolose perturbazioni atmosferiche e far venire il caldo.

Come mai le autorità scientifiche non prendono sul serio, come diceva il prof. Preparata, gli studi di Ighina per prevenire le alluvioni e contrastare le ondate di maltempo?

 

dissolvimento delle nuvole

Posted in cronaca, curiosità, disinformazione, energia, fisica, ighina, inventori, Invenzioni, magnetismo, radionica, ritmo sole terra, scienza | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

E’ la pioggia che và…. e poi viene il sereno

Posted by curiositybox su 25 settembre 2014

Diario 25/09/2014 rif. La macchina di Diego

Ieri doveva piovere dalla Liguria fino all’alto Lazio: e invece niente. Al “TG7” si sono meravigliati perchè per ieri mattina (dalle 11,00 alle 13,00) erano attese le piogge. Stamani il fronte della perturbazione era concentrato sulla Calabria. Da oggi iniziano le prove per far tornare il caldo.  

Posted in ambiente, cronaca, curiosità, disinformazione | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Stiamo seguendo alcuni test con “La macchina di Diego”

Posted by curiositybox su 23 settembre 2014

Molti blogger hanno parlato di un inverno freddo con neve addirittura in arrivo a Novembre. Intanto, dopo la grandinata eccezionale che ha colpito il capoluogo toscano con un evento – una estesa grandinata – che a memoria d’uomo nessuno ricordava, oggi abbiamo assistito ad un evento meteo molto simile che ha imbiancato Venezia. Certo sono fenomeni abbastanza inusuali e violenti che preannunciano un autunno “diverso”, all’insegna del tema sul Climate Summit nel Palazzo di vetro dell’Onu a New York. A ciò si aggiunge il fatto che quasi tutti i siti meteo concordano sul fatto che per la tarda mattinata di domani l’italia centrale sarà interessata da piogge, che potrebbero localmente assumere un carattere di forte intensità. Cosa c’entra la macchina di Diego con tutto questo? Stasera seguiremo un esperimento teso a indebolire l’ondata di maltempo, riducendo le perturbazioni a deboli piogge, se non addirittura assenti. Come sarà possibile prevedere questa condizione più positiva del meteo? Ma grazie al monopolo magnetico positivo.. Ighina docet.

Posted in ambiente, cronaca, cultura, curiosità, disinformazione, energia, radionica, ritmo sole terra, sassuolo | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

La Macchina di Diego

Posted by curiositybox su 21 settembre 2014

Prima il cielo era tutto coperto. Non è un caso assistere all’apertura del cielo, questo, ogni volta che mettiamo in movimento l’apparecchio, in questo caso per allontanare le nuvole. Stiamo seguendo alcune prove per contrastare l’ondata di gran freddo che verrà nell’inverno 2015

 

Posted in ambiente, ritmo sole terra, tecnologia | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

LA MACCHINA DELLA PIOGGIA (o del Sole)

Posted by curiositybox su 19 settembre 2014

18 Settembre 2014

LA MACCHINA DELLA PIOGGIA (o del Sole)

Lo scienziato presentò anche il suo "Centro internazionale di studi magnetici", fondato a Imola nel 1937 (anno di morte di Guglielmo Marconi, con cui il ricercatore ha lavorato). E proprio in Romagna, nel suo laboratorio-casa situato vicinissimo all’autodromo, Ighina continuò a lavorare e sviluppare i suoi strumenti e le sue teorie, secondo le quali, grazie al potere di rigenerare cellule morte, sarebbe stato in grado di allontanare terremoti e comandare le nuvole. Questo con l’ausilio delle sua invenzioni più famosa: la valvola dei terremoti e lo "stroboscopio ritmico magnetico solare", meglio noto come la "macchina della pioggia". Quest’ultima è composta da una grossa elica rivolta verso l’alto, e due gruppi di tubi, uno in superficie e uno sottoterra, carichi di polvere di alluminio. I tubi si caricano di energia solare (sprigionata dall’elica): se quella emessa è energia positiva, le nuvole si allontanano, se viceversa l’energia è negativa, le nuvole vengono attirate fino allo scatenarsi della pioggia. http://www.romagnanoi.it/news/Prima-Pagina/725002/Ighina-e-l-elica-che-comanda-le-nuvole.html

fonte: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2013/02/la-macchina-che-fa-piovere-professore-ighina.html

 

   curiosita-su-marconi-il-lavoro-con-ighina-par-L-xQvfEG.jpeg          strobPLI

 

Oggi a Firenze molti cittadini del capoluogo toscano insieme a tanti turisti hanno assistito ad un evento molto insolito per il mese di Settembre, insolito almeno per la nostra latitudine geografica. Certo che di trombe d’aria i turisti di Viareggio e Forte dei Marmi ne hanno viste, ma mai sinora si era visto nella città gigliata scatenarsi in pieno giorno un tornado a cui a fatto seguito una grandinata così intensa, simile ad una nevicata, tanto da far pensare di essere sulle Dolomiti.

Sarà il frutto dei cambiamenti climatici, che ormai tutti i climatologi stanno riconoscendo, oppure sarà l’effetto di un esperimento scientifico molto particolare? Vi ricorderete senz’altro dello stroboscopio magnetico realizzato dal ricercatore Imolese Pierluigi Ighina, che, come mostrato su RAI3 “Report”, RAI2 “Voyager” e MEDIASET Canale 5, era in grado di allontanare o attirare le nuvole sull’autodromo di Imola, ma non solo.

Noi ci ricordiamo che nel Dicembre del 1984, esattamente dopo le festività di Natale, siamo andati a Imola ad incontrare Pierluigi Ighina. Il tempo non era tale da far pensare che da lì a 10 giorni si sarebbe scatenata una violenta ondata di freddo accompagnata da abbondanti nevicate. Che ci crediate o no, prima di congedarsi da questa singolare figura di ricercatore Italiano, abbiamo fatto una scommessa: che da lì a 10 giorni si sarebbe abbattuta sull’Italia una forte perturbazione nevosa, provocata dallo stroboscopio.

Davanti ai nostri occhi scorre sempre l’immagine di quel 6 Gennaio 1985 quando iniziò l’ondata di freddo e neve. Sempre ammesso che ci concediate la Vostra fiducia vi sveliamo il fatto che esattamente a fine Gennaio (prima no perchè le strade erano bloccate dalla neve e il traffico era paralizzato) siamo tornati ad Imola per salutare Ighina e riconoscere che quanto aveva detto si era avverato. Ma non finisce qui.

Di questo esperimento avevamo avvisato dei nostri amici, i quali si sono mostrati scettici riguardo la versione dei fatti da noi raccontata. E così a fine Gennaio 1985 abbiamo chiesto al ricercatore Imolese di effettuare una nuova prova con lo stroboscopio magnetico, in grado di riportare sull’Italia un’ondata di freddo e neve, allo scopo di convincere i nostri amici scettici che l’esperimento era perfettamente ripetibile, come diceva Galileo a proposito degli esperimenti scientifici. Se non lo ricordate ve lo ricordiamo noi che quel febbraio del 1985 fu un mese particolarmente freddo e nevoso che bloccò le strade cittadine, ghiacciò i tubi della distribuzione dell’acqua e rovinò molti radiatori delle automobili: in due parole un anno memorabile.

E non solo per il freddo, ma per il fatto di aver dimostrato le capacità dello stroboscopio magnetico, uno strumento che può allontanare le nuvole e far venire il sole, oppure far piovere, o addirittura richiamare neve e vento forte.

Posted in ambiente, curiosità, disinformazione, energia, ighina, magnetismo, ritmo sole terra | Contrassegnato da tag: , , , , , | 4 Comments »

Nuovo Sito dedicato a Pierluigi Ighina (adesso online)

Posted by curiositybox su 3 settembre 2014

 

ricordate ighina.66ghz.it  ….. ecco la nuova versione 2014 completamente nuovo e prossimamente con

grosse novità in arrivo..

Immagine

http://ighina.xoom.it/

Posted in ighina | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Svelato il mistero del triangolo delle Bermuda

Posted by curiositybox su 3 agosto 2013

triangolo_bermuda

 

Riportiamo, di seguito, una delle ultime interviste fatte da noi della redazione di curiositybox a Pier Luigi Ighina, che chiama in causa Guglielmo Marconi su un particolare fenomeno magnetico.
Per dirla in tre parole parleremo del “triangolo delle Bermude”.
Il triangolo delle Bermude o delle Bermuda è una zona dell’Oceano Atlantico settentrionale di forma per l’appunto triangolare, i cui vertici sono:

vertice Nord – il punto più meridionale della costa dell’arcipelago delle Bermude;
vertice Sud – il punto più occidentale dell’isola di Porto Rico;
vertice Ovest – il punto più a Sud della penisola della Florida.

In relazione a questa vasta zona di mare, di circa 1.100.000 km2, a partire dagli anni cinquanta la cultura popolare ha fatto sì che nascesse la convinzione che si fossero verificati dal 1800 in poi numerosi episodi di sparizioni di navi e aeromobili, motivo per cui alcuni autori hanno soprannominato la zona “Triangolo maledetto” o “Triangolo del diavolo”.

INTERVISTA A PIER LUIGI IGHINA SUL TRIANGOLO DELLE BERMUDE

Cosa c’é in comune tra Cristoforo Colombo e gli astronauti dell’Apollo XII ?
La risposta, anche se può sembrare paradossale, é: – Quella regione dell’Oceano Atlantico occidentale, meglio nota come triangolo delle Bermude.
Cristoforo Colombo, a bordo della S. Maria, fu il primo osservatore (di cui possediamo la registrazione scritta) che notò il misterioso brillio notturno del mare, la luminosa “acqua bianca” delle Bahama, presso i margini occidentali del Mar dei Sargassi. Egli vide il fenomeno nel suo primo viaggio, l’11 ottobre 1492, due ore dopo il tramonto. Anche gli astronauti dell’Apollo XII notarono quelle bizzarre strisce luminose di “acqua bianca” nella Corrente del golfo: l’ultima luce visibile proveniente dalla Terra che gli astronauti poterono vedere nel loro viaggio spaziale. Il triangolo del diavolo, triangolo della morte, Mar della jella: questi non sono altro che alcuni degli appellativi date alle Bermude, note fin dal 1860 come luogo di sparizioni di navi. Più di 100 tra aeroplani e navi (tra cui anche una da rifornimento di 19.000 tonnellate, lunga 152 metri, con 309 persone a bordo) sono letteralmente svaniti nel nulla, senza che solo un corpo, né tracce di petrolio, o almeno un pezzo di rottame fosse ritrovato: questo l’inquietante bilancio sino ai giorni nostri.
Il triangolo maledetto si estende dalle Bermude, a nord, fino in Florida meridionale a ovest,  poi, passando tra le Bahama, va oltre Puerto Rico, a circa 40 gradi di longitudine e risale di nuovo alle Bermude.
Sparizioni di barche, aerei, sommergibili, turbini di vento improvvisi, bagliori intensi nel cielo, luminescenze scintillanti nell’acqua, interruzioni delle trasmissioni radio e deviazioni magnetiche: questi i fatti misteriosi più ricorrenti tra le testimonianze giunte fino a noi.
“Ma c’è una spiegazione a tutto questo – esordisce Pier luigi Ighina, direttore del centro internazionale Studi Magnetici di Imola – la stessa a suo tempo indicata da Guglielmo Marconi, di cui sono stato amico e collaboratore”.
Cosa c’entra Marconi, chiederete ?
“C’entra – risponde Ighina – perché proprio Marconi é andato nel 1920 con la sua nave, l’Elettra (uno yacht a cui dà il nome Elettra e lo trasforma in un laboratorio mobile radio-sperimentale) nel triangolo delle Bermude. A quell’epoca l’area era nota come “la regione magnetica”, perché dicevano che c’era un magnetismo tale da rendere difficile qualsiasi passaggio. Si diceva anche che c’erano tempeste magnetiche così forti da interrompere le comunicazioni radio. Sono fenomeni – commenta Ighina – che accadono anche qui nei nostri laboratori, che possiamo riprodurre, in piccolo s’intende”.
Così, senza mezzi termini, Ighina comincia a spiegare cosa c’entri Marconi in questa storia e come possiamo chiarire i misteri del “triangolo maledetto”.
“A Bermuda -prosegue il nostro interlocutore – Guglielmo conobbe un vecchio, che gli mostrò un libro dove c’erano tanti disegni scarabocchiati a carbone. Marconi fotografò quei disegni ed io dovrei avere ancora una di quelle foto”. Ighina a questo punto inizia una ricerca assai ardua tra un mucchio di vecchie foto. “Il libro – riprende il collaboratore del grande scienziato – era appartenuto agli antenati del vecchio, che da molte generazioni abitavano l’isola: illustrava come, anticamente, su tre isole oggi scomparse venisse sfruttata l’energia magnetica terrestre. Queste tre isole – sottolinea ighina – erano fatte a cono, con migliaia di alberi, dal più piccolo al più grande, sistemati a forma di spirale su ciascuna isola. Ogni albero era un accumulatore di energia magnetica e possedeva sulla cima un cristallo di quarzo, simile ad una piramide, concavo da una parte ed a punta dall’altra. Il cristallo aveva il compito di ricevere e proiettare l’energia da un albero all’altro, così da avere una moltiplicazione dell’energia magnetica alla sommità dell’isola, con potenze enormi. Tramite tale energia gli isolani ottenevano luce, calore, freddo e tutti i tipi di cellule possibili; potevano anche stimolare o bloccare la crescita di cellule vive, risolvendo le malattie”. Dopo questa illustrazione ci viene spontanea la seguente domanda: – Ma se vi era una civiltà così progredita, come mai oggi non ne vediamo alcuna traccia ?
“Ad un certo momento – risponde Ighina – é successo che l’energia magnetica del Sole é stata assorbita maggiormente, rispetto al passato, su tutto il pianeta. Questo perché poco a poco è cresciuta sia la vegetazione che la fauna terrestre. Si è creato quindi uno squilibrio nel sistema di captazione dell’energia, affidato agli alberi disposti a spirale. Di conseguenza, sulle tre isole é avvenuta una reazione a catena di esplosioni magnetiche, molto simile ai fenomeni delle aurore boreali, che hanno disintegrato qualsiasi materia. E la stessa cosa, così almeno mi ha detto Marconi – puntualizza Ighina – avviene ogni volta che un oggetto misteriosamente scompare nell’area del triangolo delle Bermude. Infatti, sebbene le isole siano state sommerse per la grande esplosione avvenuta in quella zona c’é tuttora una fase di carica di energia magnetica, poiché le parti magnetiche degli alberi che venivano adoperati come accumulatori continuano a funzionare. Quando le isole sommerse hanno ricevuto molta energia terrestre e solare avviene di nuovo un esplosione magnetica, che causa forti turbini di vento, grandi bagliori pulsanti, nonché la disintegrazione della materia entro un certo raggio di azione. Questo Marconi – conclude Ighina – l’aveva capito bene, tanto é vero che da quelle intuizioni ha cominciato a sviluppare lo studio del fatidico “Monopolo Magnetico”. E’ proprio per mettere a punto questo studio che il grande scienziato ha avuto grossi problemi. Malgrado ciò, oggi, in questo Centro di Imola abbiamo portato a termine e messo in pratica lo studio iniziato da Marconi. Detto questo Ighina ci conduce in una sala del suo laboratorio, mettendo in azione i monopoli magnetici, dimostrando come fa a deviare l’ago delle bussole. Come sempre, il ricercatore amico di Marconi conclude con una domanda:  “Non ne siete convinti ? Provate per credere”.
Ai lettori l’ardua sentenza.

 

Curiositybox copyright 2013

Posted in cronaca, energia, Fenomeni Spazio/Temporali, magnetismo, ritmo sole terra, scienza | Contrassegnato da tag: , , , | 3 Comments »

Gli studi magnetici di Guglielmo Marconi

Posted by curiositybox su 28 luglio 2013

Nel 1984 abbiamo incontrato di persona Gioia Marconi, la figlia di Guglielmo Marconi, nonché chairwoman della Marconi Foundation, che manifestò interesse a le ricerche che Pier Luigi Ighina svolse con suo padre, in particolare sugli studi magnetici e sulle profezie che Marconi avrebbe fatto in questo campo.

Questa richiesta non era altro che la replica di quanto la figlia di Marconi aveva già scritto in una lettera indirizzata al direttore del Centro Internazionale Studi Magnetici datata 23 Giugno 1979 e che qui riportiamo integralmente. Riguardo gli studi magnetici, pubblicheremo in futuro una delle ultime interviste fatte da noi della redazione di curiositybox a Pier Luigi Ighina che chiama in causa proprio Guglielmo Marconi su un particolare fenomeno magnetico.

 

 

lettera 230679001

IL MATERIALE PUBBLICATO E’ DI PROPRIETA’ DI CURIOSITYBOX, SI VIETA L?USO SE NON ESPRESSAMENTE AUTORIZZATO

 

    la redazione di CURIOSITYBOX

Posted in biografie, disinformazione, magnetismo | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: