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A Lamezia il riciclo fa risparmiare e intasa il supermercato

Posted by curiositybox su 14 settembre 2014

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Riciclo intelligente e incentivante al supermercato. A Lamezia Terme la novità ha attirato così tante persone da intasare il punto vendita. Grazie alle speciali macchinette si possono riciclare lattine, bottiglie e altri rifiuti di plastica. Le macchinette erogano denaro (non contante) da spendere all’interno del supermercato per fare la spesa.

In pochi giorni si è sparsa la voce e le macchinette per il riciclo sarebbero state letteralmente prese d’assalto, dopo un primo momento di diffidenza. Iniziative simili sono già presenti in altri punti della regione, ma la speranza è che si diffondano, per incentivare la buona abitudine alla raccolta differenziata.

Le bottiglie e le lattine da buttare grazie alla macchinetta per il riciclo si possono monetizzare. Di certo si tratta di una buona occasione di risparmio, soprattutto in tempi di crisi. Durante la settimana i cittadini raccolgono i rifiuti e poi si recano al supermercato per fare la spesa, fanno la fila alle macchinette e ricevono uno scontrino che possono spendere subito nel punto vendita.

A Lamezia Terme davanti alle macchinette per il riciclo spesso si forma la fila. Magari il riciclo permette di risparmiare 30 o 40 centesimi alla volta, ma anche qualcosa di più, a seconda del quantitativo di rifiuti introdotti nelle macchinette intelligenti, pensate, ad esempio, per separare i tappi dalle bottiglie.

I cittadini si stanno impegnando a raccogliere la plastica e le lattine e a conferirle presso le macchinette in maniera corretta. Può darsi che, dato il successo dell’iniziativa, per loro il compenso aumenti. Sistemi simili nei Paesi nordici, come la Svezia e la Norvegia, sono in vigore da decenni. Negli ultimi tempi la raccolta incentivante si sta diffondendo anche in Italia. Ben venga, se può aiutarci a risparmiare denaro e risorse e a rendere il mondo più pulito.

Marta Albè

Fonte foto: lamezialive.it

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Turismo, emergenza rifiuti e raccolta differenziata

Posted by curiositybox su 12 marzo 2008

Napoli è la città italiana in cui tra il 2000 e il 2006 si è verificato un aumento maggiore del numero di aree verdi pubbliche, con una crescita del 19,5 per cento. Lo comunica il IV rapporto dell’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente) sulla qualità dell’ambiente urbano presentato oggi a Roma.

Non tutti i settori ambientali in città fanno registrare però primati così positivi. In un incontro con gli operatori turistici alla Stazione marittima, invitato a fare il punto sulla situazione, il supercommissario Gianni De Gennaro a metà del suo mandato, ha sostenuto che “Il peggio è passato. Possiamo soltanto migliorare, c´è l´individuazione di nuovi siti di stoccaggio in una logica di sistema verso soluzioni più stabili” (La Repubblica).

Proprio il settore turistico però è sempre più boccheggiante.
Dopo l’eclatante chiusura (temporanea) del ristorante”Caruso” sulla terrazza panoramica dell’Hotel Vesuvio, tra i cinque stelle più prestigiosi di Napoli e d’Italia, si cerca di arginare il preannunciato crollo di visitatori previsto per le vacanze di Pasqua.
E così l’Ente provinciale del Turismo si è fatto promotore di “EasyNapoli”, pacchetti di sconti e ingressi gratis per i turisti che verranno. Trasporti, spettacoli, festival e musei a apoli saranno low-cost dal 15 marzo alla fine di luglio rivolto, grazie ad agevolzioni reperibili in agenzie di viaggio, tour operator, alberghi, fornitori di servizi e rivolte a turisti italiani e stranieri (esclusi soltanto i viaggi organizzati).
Si cerca anche di limitare le perdite al settore agroalimentare, bloccando l’attività delle aziende che si ritrovano a comercializare prodotti contaminati, come le 25 produttrici di latte fermate dalla Asl Caserta 2 tra Villa Literno, Casal di principe e Casapesenna, dopo che erano state trovate tracce di diossina nel latte.

L’unica carta certa che sembra avere in mano il Commissario straordinario rimane sempre la Germania, con la quale sono in via di defizione gli accordi per lo smaltmento dei rifiuti. Intanto in vista della scadenza dei termini sono arrivati i piani per la raccolta differenziata di numerosi comuni campani.

Quello del Comune di Napoli è stato finalmente approvato il 6 marzo. Il Consiglio ha anche approvato una serie di punti integrativi, che dovranno accompagnarsi all’attivazione della differenziata: verifica di fattibilità dei sistemi pneumatici di raccolta dei rifiuti (che utilizzano reti sotterranee per raggiungere i centri di trattamento e riciclaggio); campagne informative per la diffusione e vendita dei bidoncini per la differenziata domestica e adozione di bidoni condominiali per la raccolta di alcuni materiali, che sostituiranno quelli nelle strade; estensione sin dall’inizio al 10% della popolazione della raccolta integrata porta a porta, che riguarderà quindi 100.000 cittadini e non più 60.000; forme di incentivi economici per i cittadini.

Uno dei documenti a firma delle opposizioni, approvato all’unanimità, impegna il Sindaco ad assicurare l’approvazione e la firma del contratto di servizio con l’ASIA entro e non oltre i 30 giorni dall’approvazione del Piano.
Altre importanti modifiche sono state introdotte dalla maggioranza.
Il nuovo obiettivo infatti è raggiungere il 50% di raccolta differenziata entro il 2009, il 60% nel 2011 e il 65% nel 2012, numeri finalmente più ambiziosi e che corrispondono peraltro a quelli previsti dalla legge 152/06 . E’ stato anche stabilito che nel sito di compostaggio dell’area ovest, a Bagnoli, potrà avere una portata non superiore alle 25.000 tonnellate annue – precisazione con la quale si cerca evidentemente di arginare l’allarme dei residenti nell’area. Perché il piano possa essere attuato sarà ovviamente necessario anche l’adeguamento dei regolamenti condominiali alle nuove modalità di raccolta.
Molte di queste modifiche sembrano avere accolto le pressioni provenienti dalla associazioni impegnate nella difesa ambientale in città. Il Consiglio sottolinea infatti la necessità di “massima trasparenza e partecipazione delle Associazioni e le forze produttive della Città in tutte le fasi del Piano”- nonostante in realtà la maggior parte delle associazioni, dalla Rete campana salute e ambiente al Wwf abbiano protestato nei giorni scorsi per essere state messe a conoscenza del piano appena 48 ore prima dell seduta del consiglio che avrebbe dovuto approvarlo.

11 / 03 / 2008

Viola Sarnelli

fonte: ecodinapoli@gmail.com (copyright)

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