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Posts Tagged ‘rifiuti’

L’invenzione di un ventenne che consentirà agli Oceani di ripulirsi da soli partirà dal Giappone

Posted by curiositybox su 18 giugno 2015

L’idea di Boyan Slat, ragazzo olandese di 20 anni, è semplice: sbarazzarsi di milioni di tonnellate di rifiuti di plastica che vagano con le correnti oceaniche. E a giudicare dal sostegno che ha ricevuto per la sua brillante iniziativa riguardo questo problema, ci sono buone probabilità che lui possa riuscire nell’impresa.

L’azione rotatoria delle correnti oceaniche rende difficoltosi il monitoraggio e la raccolta dei rifiuti, ma la Ocean Cleanup Foundation, fondata dallo stesso Slat, sta elaborando un piano per poter sfruttare le correnti a proprio vantaggio. L’idea di Slat consiste nel disporre lunghe linee di galleggianti che trattengono i rifiuti sulla superficie delle acque, permettendo alla fauna marina e alle correnti stesse di passarci sotto ed evitando così i carichi di immondizia.

La OCF stima che con un tratto di galleggiante lungo 100 km si potrà ridurre tutta la spazzatura del Pacifico del 42% nell’arco di 10 anni, per un totale di oltre 70 milioni di kg di plastica raccolta! Attualmente la fondazione sta sperimentando l’idea con un tratto di galleggiante di 2 km a partire dal Giappone, ed esso diverrà una delle strutture galleggianti più lunghe del mondo una volta completati i lavori.

Vi sono ancora alcuni problemi tecnici per quanto riguarda il progetto, riportati in un articolo su deepseanews.org. Tuttavia, ci auguriamo che l’iniziativa di Slat possa andare in porto!

Questa lunga linea galleggiante di 2km verrà ultimata nel 2016 e diventerà la struttura galleggiante più lunga del mondo.

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Essa costituisce la prima parte del progetto attuato dal ventenne Boyan Slat per eliminare i rifiuti di plastica presenti negli oceani.

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Il suo piano include lo sfruttamento delle correnti oceaniche per sì che i rifiuti si concentrino lungo il tratto galleggiante.

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L’obiettivo principale è quello di creare un sistema di galleggianti lungo 100 km per raccogliere un totale di oltre 70 milioni di kg di plastica in circa 10 anni.

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Slat ha dichiarato che il costo dell’iniziativa sarà di circa 4,53 euro per kg, che rappresenta di fatto solo il 3% del costo rispetto ad altri metodi di raccolta.

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Fonte

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Rifiuti scomodi, trattiamoli con la dissociazione molecolare

Posted by curiositybox su 17 settembre 2014

Un lettore interviene nel dibattito sul termovalorizzatore che sorgerà a Parma

di Valter Abelli

L’approccio non ideologico ai temi ambientali, specialmente se riferito ai rifiuti, è indispensabile se si vuole trattare l’argomento in termini razionali. Per diminuire la produzione di rifiuti, diretti od indiretti,va da sé che bisogna ridurre i contenitori ed imballaggi, programmare meno rottamazioni, migliorare ed aumentare il ripristino e le manutenzioni, produrre e far consumare meno cose spesso inutili; non ci sono dubbi che tutto ciò riduce il residuo e minori sono i problemi legati al loro trattamento sia che si tratti di residuo riciclabile da riportare a bene utilizzabile sia che si tratti di residuo inutilizzabile e quindi da smaltire in discarica o da destinare alla produzione di energia.
Sono fra coloro che non fanno della ecologia la nuova divinità pagana ne propongo il riciclo per il riciclo anche se dannoso ma desidererei semplicemente la massima compatibilità e l’ ambiente il più salubre possibile. Nessun preconcetto quindi all’ inceneritore con la valorizzazione del calore che comunque è un passo avanti importante rispetto alla dispersione dei rifiuti nell’ ambiente ed alle discariche che ritengo la soluzione peggiore.
L’ ideale è individuare quelle soluzioni possibili che producano i minori oneri ed i maggiori vantaggi, per questo mi pare essenziale, per trattare i rifiuti non riciclabili, la introduzione di quegl’ impianti che realizzano la dissociazione molecolare ad elevatissima temperatura che, operando in camera stagna e in assenza di combustione,garantiscono contro le emissioni di fumi in atmosfera ed il riuso delle scorie rese inerti dalla loro vetrificazione.
La tecnologia TWR e PYROMEX (brevettata anche in Italia) danno una puntuale risposta al problema. Una competizione reale fra inceneritore con valorizzazione del calore, anche di ultimissima generazione, e gassificatore ha un solo vincitore: il gassificatore sotto tutti gli aspetti, ovviamente con tecnologia o TWR o PYROMEX , per verificare quanto sostenuto si può visitare l’impianto di Monaco di Baviera.
In primo luogo il termovalorizzatore necessita di grandi dimensioni e sufficiente quantità di residuo, utilizza la combustione quindi genera fumi e ceneri con conseguenti emissioni tossiche in atmosfera, anche se ridotte, ed abbisogna di discarica per le ceneri non inerti mentre il gassificatore, di cui qui si fa cenno, elimina entrambi gli inconvenienti in quanto le "scorie" altro non sono che materiale inerte e riutilizzabile oltre naturalmente ad avere alcuna emissione in atmosfera, diverso è per gli impianti di pirolisi a basse temperature ( vedi EnerGo) che necessitano di una fase che prevede combustione. La purezza dei gas ottenuti dipende dall’ impianto ma se ottenuti attraverso il processo di gassificazione a temperature ultraelevate, oltre i 1.500° C anche la loro purezza è molto elevata tanto che per renderli utilizzabili al pari del gas metano sono sufficienti un semplice acido ed un pulitore basico. L’ impianto Pyromex poi monitora in tempo reale i componenti CO, CO2, H2, CH4 e registra i risultati su chip e quindi sempre controllabili.
Attraverso il sistema Pyromex si riesce a trasformare in gas il 99,96% dei materiali organici, va da sè, che pur potendo trattare qualsiasi tipo di rifiuto dal tal quale al monocomponente, maggiore è la quantità di materiale organico introdotto proporzionalmente maggiore è la quantità di gas ed energia ottenuti. La resa , in termini di energia, del sistema Pyromex per tonnellata di rifiuti con potere calorifico di circa 4.000 Kcal/Kg permette di ottenere 1.500 Kw di energia elettrica.
Il costo dell’ impianto,che è modulare e può servire necessità da 5 a 5.000 ton/giorno, sia di istallazione che di funzionamento è fortemente più ridotto rispetto agli inceneritori con recupero di calore senza poi considerare gli spazi che sono di circa un decimo a parità di materiale trattato, ed ancora l’ energia disponibile al netto dell’ autoconsumo è di circa 2/3 rispetto ad 1/3.
L’ altro grande vantaggio dell’ impianto Pyromex o TWR, che va dovutamente considerato, è la caratteristica modulare ( 25 Ton/Giorno rendono l’impianto redditizio) per cui non è necessaria la grande struttura , la quale poi necessità di infrastruttere adeguate con conseguenti costi e congestioni viarie con relative emissioni,ma può essere collocato laddove si producono i rifiuti in strutture piccole e magari già esistenti ed inutilizzate, con impatto ambientale viario quasi inesistente e senza dover provvedere alla realizzazione od adattamento della rete di trasporto della energia elettrica se prodotta sul posto, inoltre, disponendo di più moduli funzionanti in parallelo, un eventuali guasto non pregiudica il funzionamento complessivo.

Gli impianti di decomposizione molecolare ( tecnologie TWR e PYROMEX), proprio per le caratteristiche positive( emissioni tossiche: zero, eliminazione della discarica,produzione energetica), hanno grande applicazione nel mondo, Europa compresa, mentre in Italia incontrano difficoltà e di ciò non si comprendono le ragioni specialmente se le motivazioni sono date da mancanza o carente sperimentazione.
Le sperimentazioni non si eseguono soltanto post-istallazione ma si eseguono pre-istallazione e specialmente quando godono di brevetto dispongono di dati elaborati,comunque disponibili e verificabili, nei laboratori e nelle varie fasi di esecuzione del progetto sperimentale.
La eventuale ragione che non si dispone di sufficiente conoscenza tecnica non vale per gli impianti Pyromex, già da tempo in funzione, un dato per dare la dimensione delle sue applicazioni: nel 2008 hanno ricevuto commesse pari a 1,84 miliardi di € a dimostrazione dell’ affidabilità dell’ impianto. Relativamente poi alle esigenze del territorio parmense va da sé che un impianto che elimini rifiuti, diversamente destinati alla discarica, va realizzato e stante l’ urgenza non esistono alternative pronte all’ impianto proposto avendo tra l’ altro superato i dovuti controlli di compatibilità ambientale oltre naturalmente aver espletato tutte le formalità burocratico-amministrative sempre lunghissime e laboriose.
Fin da ora però, penso, le autorità di competenza ,a cui anche la Conferenza dei Servizi deve dare il proprio contributo, devono mettere in cantiere subito un impianto di gassificazione dei rifiuti, naturalmente ad emissione zero, anche se di ridotte dimensioni ( il sistema essendo modulare può lavorare anche 5 Ton/giorno), per trattare residui eccedenti , rifiuti speciali o monocomponenti o servire alla bisogna di comuni scoperti di servizio. Una simile iniziativa potrebbe essere una risposta molto significativa alla costante ricerca della miglior soluzione per eliminare in positivo elementi di scarto di cui, nolenti, ci dobbiamo liberare.

 

fonte

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Turismo, emergenza rifiuti e raccolta differenziata

Posted by curiositybox su 12 marzo 2008

Napoli è la città italiana in cui tra il 2000 e il 2006 si è verificato un aumento maggiore del numero di aree verdi pubbliche, con una crescita del 19,5 per cento. Lo comunica il IV rapporto dell’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente) sulla qualità dell’ambiente urbano presentato oggi a Roma.

Non tutti i settori ambientali in città fanno registrare però primati così positivi. In un incontro con gli operatori turistici alla Stazione marittima, invitato a fare il punto sulla situazione, il supercommissario Gianni De Gennaro a metà del suo mandato, ha sostenuto che “Il peggio è passato. Possiamo soltanto migliorare, c´è l´individuazione di nuovi siti di stoccaggio in una logica di sistema verso soluzioni più stabili” (La Repubblica).

Proprio il settore turistico però è sempre più boccheggiante.
Dopo l’eclatante chiusura (temporanea) del ristorante”Caruso” sulla terrazza panoramica dell’Hotel Vesuvio, tra i cinque stelle più prestigiosi di Napoli e d’Italia, si cerca di arginare il preannunciato crollo di visitatori previsto per le vacanze di Pasqua.
E così l’Ente provinciale del Turismo si è fatto promotore di “EasyNapoli”, pacchetti di sconti e ingressi gratis per i turisti che verranno. Trasporti, spettacoli, festival e musei a apoli saranno low-cost dal 15 marzo alla fine di luglio rivolto, grazie ad agevolzioni reperibili in agenzie di viaggio, tour operator, alberghi, fornitori di servizi e rivolte a turisti italiani e stranieri (esclusi soltanto i viaggi organizzati).
Si cerca anche di limitare le perdite al settore agroalimentare, bloccando l’attività delle aziende che si ritrovano a comercializare prodotti contaminati, come le 25 produttrici di latte fermate dalla Asl Caserta 2 tra Villa Literno, Casal di principe e Casapesenna, dopo che erano state trovate tracce di diossina nel latte.

L’unica carta certa che sembra avere in mano il Commissario straordinario rimane sempre la Germania, con la quale sono in via di defizione gli accordi per lo smaltmento dei rifiuti. Intanto in vista della scadenza dei termini sono arrivati i piani per la raccolta differenziata di numerosi comuni campani.

Quello del Comune di Napoli è stato finalmente approvato il 6 marzo. Il Consiglio ha anche approvato una serie di punti integrativi, che dovranno accompagnarsi all’attivazione della differenziata: verifica di fattibilità dei sistemi pneumatici di raccolta dei rifiuti (che utilizzano reti sotterranee per raggiungere i centri di trattamento e riciclaggio); campagne informative per la diffusione e vendita dei bidoncini per la differenziata domestica e adozione di bidoni condominiali per la raccolta di alcuni materiali, che sostituiranno quelli nelle strade; estensione sin dall’inizio al 10% della popolazione della raccolta integrata porta a porta, che riguarderà quindi 100.000 cittadini e non più 60.000; forme di incentivi economici per i cittadini.

Uno dei documenti a firma delle opposizioni, approvato all’unanimità, impegna il Sindaco ad assicurare l’approvazione e la firma del contratto di servizio con l’ASIA entro e non oltre i 30 giorni dall’approvazione del Piano.
Altre importanti modifiche sono state introdotte dalla maggioranza.
Il nuovo obiettivo infatti è raggiungere il 50% di raccolta differenziata entro il 2009, il 60% nel 2011 e il 65% nel 2012, numeri finalmente più ambiziosi e che corrispondono peraltro a quelli previsti dalla legge 152/06 . E’ stato anche stabilito che nel sito di compostaggio dell’area ovest, a Bagnoli, potrà avere una portata non superiore alle 25.000 tonnellate annue – precisazione con la quale si cerca evidentemente di arginare l’allarme dei residenti nell’area. Perché il piano possa essere attuato sarà ovviamente necessario anche l’adeguamento dei regolamenti condominiali alle nuove modalità di raccolta.
Molte di queste modifiche sembrano avere accolto le pressioni provenienti dalla associazioni impegnate nella difesa ambientale in città. Il Consiglio sottolinea infatti la necessità di “massima trasparenza e partecipazione delle Associazioni e le forze produttive della Città in tutte le fasi del Piano”- nonostante in realtà la maggior parte delle associazioni, dalla Rete campana salute e ambiente al Wwf abbiano protestato nei giorni scorsi per essere state messe a conoscenza del piano appena 48 ore prima dell seduta del consiglio che avrebbe dovuto approvarlo.

11 / 03 / 2008

Viola Sarnelli

fonte: ecodinapoli@gmail.com (copyright)

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Acqua, gas e rifiuti: tariffe d’oro (LA STAMPA)

Posted by curiositybox su 25 febbraio 2008

In 10 anni sono aumentate
fino al triplo dell’inflazione.
Su anche i trasporti urbani
di LUIGI GRASSIA – TORINO (copyright “LA STAMPA”)

Le tariffe dei servizi locali sono enormemente rincarate negli ultimi dieci anni: tutti gli aumenti di prezzo sono abbondantemente a due cifre, globalmente si sfiora il +50%. E se in cambio di questa mazzata sui bilanci familiari le forniture della luce e del gas, dell’acqua, della raccolta dei rifiuti e dei trasporti urbani sono migliorate in qualche cosa che possa giustificare un tale maggiore esborso, lo giudichino i consumatori. A tratteggiare questa situazione sconfortanti, del resto già percepibile – se non quantificabile con precisione – da parte dei cittadini, è una ricerca di Unioncamere, l’associazione delle Camere di commercio. Il numero da mettere come sfondo a tutti gli altri è la crescita dell’inflazione in questo decennio: cumulativamente, secondo l’Istat, è ammontata al 25% fra il 1997 e il 2006; invece il complesso dei servizi erogati dalle società controllate dagli enti locali è rincarato del 48,9% cioè quasi il doppio. In cifre assolute, nel 2006 la spesa totale dei consumatori per i principali servizi di pubblica utilità ha raggiunto i 39,017 miliardi di euro.

Scendendo nel dettaglio, si nota che l’acqua è il bene che è rincarato di più, il 61,4% che corrisponde a poco meno del triplo dell’inflazione. Il secondo balzo è stato quello delle tariffe del gas +45%, seguito dal rincaro delle spese per i rifiuti +43% e da quello per i trasporti urbani +35%. Invece sembra quasi moderata la crescita delle tariffe elettriche, un +20,8% che risulta inferiori all’inflazione. È possibile questo dato quasi positivo in confronto agli altri (comunque non lieve perché si tratta comunque di un forte rincaro) abbia beneficiato di quella minima misura di concorrenza che ha interessato il settore elettrico, e senz’altro c’è stato il ruolo positivo e calmieratore svolto dall’Authority dell’energia.

Il salasso per le tasche dei consumatori preoccupa Unioncamere, perché sono soldi che vengono a mancare per i consumi. «In una fase contraddistinta dal un tendenziale ristagno del reddito disponibile – lamenta l’associazione – gli aumenti tariffari hanno avuto un impatto particolarmente pesante sui bilanci delle famiglie». I ricercatori di Unioncamere non si limitano a segnalare il fenomeno ma abbozzano una spiegazione. «Le tariffe hanno mostrato una significativa accelerazione a partire dai primi anni 2000, cioè a cavallo del changeover dalla lira all’euro»: con questi rincari sincronizzati l’Italia sembra aver cercato di «mettersi in pari» con il resto d’Europa.

Va peraltro notato che a dispetto dei super-rincari in Italia le tariffe dell’acqua, dei rifiuti e dei trasporti urbani risultano ancora inferiori a quelle degli altri paesi dell’Ue. Il costo del biglietto dei mezzi di trasporto pubblico, ad esempio, nelle nostre città è in genere di 1 euro a fronte di valori europei che oscillano tra 1 e 2,20 euro. «Proprio perché alcuni Paesi europei sono partiti da livelli più elevati rispetto all’Italia – nota Unioncamere – l’insieme dell’area euro presenta in media tassi di crescita più contenuti per la tariffe praticate alle famiglie, ad eccezione di quella del gas che è rincarata notevolmente soprattutto per effetto del sensibile rialzo dei listini in Germania». Secondo i dati Eurostat, nell’ultimo decennio il prezzo del gas naturale ha segnato nell’Unione monetaria un aumento del 70,2%, quello dei rifiuti urbani del 42,8%, quello dell’acqua del 28% e quello dell’energia elettrica del 15%. Ai dati di Unioncamere il Codacons aggiunge un altro allarme, sui prezzi in genere: secondo il presidente Carlo Rienzi negli stessi dieci anni sono cresciuti dell’80%, e questo porta migliaia di famiglie a un passo dalla bancarotta. «Al tasso folle di crescita delle tariffe – dice Rienzi – si aggiungono i rincari selvaggi dei prezzi. Un boom che ha avuto il suo picco con l’introduzione dell’euro, quando si è assistito ad arrotondamenti selvaggi dei listini in tutti i settori. Nei prossimi 2 anni un gran numero di famiglie italiane sprofonderà nella fascia di povertà».

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Via Ferrante Aporti a Milano: degrado, siringhe e rifiuti

Posted by curiositybox su 13 febbraio 2008

 

Un video shock girato in Via Ferrante Aporti a Milano nei pressi della Stazione Centrale. La discesa verso un box delle Poste ormai in disuso viene utilizzato dai tossicodipendenti. Degrado, siringhe e rifiuti di ogni genere.

Video by milano.blogosfere.it

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La Campania “impressiona” l’Europa

Posted by curiositybox su 31 gennaio 2008

di Francesca Fulgione

La crisi dei rifiuti viene definita “impressionante” dal responsabile per l’Ambiente della Commissione Europea, il greco Stavros Dimas. Oggi 30 gennaio, a meno di miracoli dell’ultima ora, gli organismi competenti compiono un ulteriore passo in avanti nella procedura di infrazione già aperta a carico dell’Italia il 27 giugno scorso. Per scongiurare il definitivo deferimento alla Corte di Giustizia europea e una maximulta bisognerà controdedurre in tempi brevissimi al dossier sull’immobilismo italiano preparato da Bruxelles. Sebbene per lunedì prossimo sia in programma un incontro tecnico tra Commissione e Italia, è tutto pronto per procedere contro la mancata attuazione del piano regionale per la gestione dei rifiuti in Campania. Si invocano strategie a lungo termine, con la costruzione di una rete adeguata di impianti di trattamento dei rifiuti che rispettino gli standard europei e la diffusione della raccolta differenziata e del riciclaggio. Richieste sacrosante, peccato non ci sia più tempo!

Ora la priorità è agire programmando, e ne sa qualcosa Gianni De Gennaro, supercommissario per l’emergenza rifiuti, che dopo il recente incontro con il Cardinale Sepe ha chiesto fiducia ai cittadini: «Mi rendo conto dei problemi, sono pronto a discuterne, il mio obiettivo è quello di portare la regione fuori dall’emergenza». Mentre la situazione del capoluogo migliora, in provincia si soffre ancora. Nonostante l’impegno, l’intervento dell’esercito e le raccolte serali non riescono a dare respiro alle città: migliaia di tonnellate di rifiuti in strada bloccano ancora scuole e viabilità. Nel napoletano si susseguono gli incendi, con i pompieri impegnati in decine di interventi notturni, e nel resto della Campania, dall’avellinese al beneventano, monta la protesta per la riapertura dei siti individuati dal piano appena messo a punto. Nel tentativo di placare le sollevazioni popolari che ogni giorno rallentano il ritorno a condizioni di vita accettabili e fornire le certezze che una classe politica delegittimata non può trasmettere, Donato Greco, direttore del centro nazionale per la prevenzione ed il controllo delle malattie nonché capo del dipartimento prevenzione del Ministero della Salute, ricorda che «la discarica, ben gestita, che ospita il rifiuto urbano, non quello speciale, è una scelta certamente più decorosa e salubre, più rispettosa della dignità umana direi, dei sacchetti fuori dalle scuole. Vorrei sottrarre questa regione afflitta al casino dei mille pareri. Alle fobie delle mille voci e ai danni devastanti della paura sparsa con leggerezza sospetta: la verità verrà sempre detta e i rischi vanno ben conosciuti per dominarli».

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Ancora sul processo di Ossidodistruzione, i vantaggi.

Posted by curiositybox su 31 gennaio 2008

27 Gennaio 2008 by campibisenzio

Dietro il prezioso consiglio dell’Ing.Norberto F. ed alla sua gentile segnalazione, riporto un ulteriore approfondimento……..

leggi l’articolo completo su campibisenzio.wordpress.com 

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RIFIUTI/ DOMANI ITALIA AVRA’ UN MESE PER EVITARE RICORSO CORTE UE

Posted by curiositybox su 30 gennaio 2008

Bene piano De Gennaro per urgenza, ma resta problema strutturale

Bruxelles, 29 gen. (Apcom) – La Commissione europea deciderà, nella sua riunione di domani a Bruxelles, l’invio di un ‘parere motivato’ contro l’Italia, secondo stadio della procedura d’infrazione aperta nel giugno scorso per la crisi dei rifiuti in Campania. Lo hanno confermato stasera fonti qualificate dell’Esecutivo comunitario. “Non ci saranno sorprese: anche se il nuovo commissario straordinario, Gianni De Gennaro, è sta cercando di far fronte all’urgenza, e ha presentato un piano che va nella buona direzione, questo non è sufficiente per risolvere il problema strutturale, di medio-lungo periodo, e le inadeguatezze sistematica del trattamento dei rifiuti in Campania”, hanno osservato le fonti. E’ confermato anche che all’Italia, vista l’urgenza e la gravità della crisi, sarà concesso un solo mese (in genere se ne danno due) per rispondere agli addebiti della Commissione. Entro la fine febbraio – inizio marzo, insomma, partirà quasi certamente il ricorso in Corte europea di giustizia per il mancato rispetto della direttiva Ue sui rifiuti.

La Commissione esige dalle autorità italiane un approccio più di lungo termine, più ‘strategico’ al problema, con più attenzione alla riduzione della produzione dei rifiuti e degli imballaggi, al riciclaggio e alla raccolta differenziata.

La situazione di inadempienza che denuncia la Commissione riguarda gli articoli 4 e 5 della direttiva 2006/12/Ce sui rifiuti.

L’articolo 4, in particolare, prescrive che gli Stati membri “adottino le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente e in particolare: a) senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna e la flora; b) senza causare inconvenienti da rumori od odori; c) senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse”. Gli Stati membri, inoltre, devono adottare “le misure necessarie per vietare l’abbandono, lo scarico e lo smaltimento incontrollato dei rifiuti”.

L’articolo 5, invece, prevede che in ogni paese si adottino “le misure appropriate per la creazione di una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento, che tenga conto delle tecnologie più perfezionate a disposizione che non comportino costi eccessivi”. Questa rete “deve consentire alla Comunità nel suo insieme di raggiungere l’autosufficienza in materia di smaltimento dei rifiuti e ai singoli Stati membri di mirare al conseguimento di tale obiettivo, tenendo conto del contesto geografico o della necessità di impianti specializzati per determinati tipi di rifiuti”. Il sistema così messo a punto, si legge ancora in quest’articolo della direttiva “deve permettere lo smaltimento dei rifiuti in uno degli impianti appropriati più vicini, grazie all’utilizzazione dei metodi e delle tecnologie più idonei a garantire un alto grado di protezione dell’ambiente e della salute pubblica”.

Secondo la Commissione, non c’è una pianificazione strategica di lungo termine, che, oltre a discariche e inceneritori dovrebbe prevedere anche una riduzione dei volumi dei rifiuti prodotti, attraverso il riciclaggio, la raccolta differenziata, la diminuzione degli imballaggi. Il riciclaggio, in particolare è uno dei nodi su cui Bruxelles vorrebbe vedere più attenzione” da parte delle autorità italiane.

Dopo la procedura d’infrazione aperta con la lettera di messa in mora del 27 giugno 2007, e vari contatti a livello tecnico fra gli emissari della Commissione e del governo italiano, l’Esecutivo Ue aveva inviato una seconda lettera a Roma con una nuova richiesta di informazioni e chiarimenti il 23 ottobre, dando un mese di tempo per la risposta, che è arrivata alla vigiladi Natale. Le argomentazioni italiane sono però insoddisfacenti per i servizi della Commissione,perché non in grado di dare attuazione agli articoli 4 e 5 della direttiva 2006/12. Neanche l’incontro a livello tecnico svoltosi a Roma ieri, 28 gennaio, anche se ha fornito ulteriori informazioni ai servizi della Commissione sull’azione delle autorità italiane e del nuovo commissario De Gennaro, è servito a scongiurare la nuova fase della procedura d’infrazione.

postato document.write( strelapsed(‘2008-01-29T20:42:00Z’) );21 ore fa da APCOM

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Consumi e rifiuti separati in casa. Anche per l´Europa

Posted by curiositybox su 30 gennaio 2008


LIVORNO. La Commissione europea sta per dare il via a una maxi analisi comparativa sul funzionamento del mercato in ciascuno stato membro. Il progetto denominato MarketWatch, è una indagine a tutto tondo che passerà al setaccio il mercato dei ventisette paesi membri sulla base di indicatori specifici per ogni settore: sicurezza dei prodotti in commercio, convergenza o divergenza dei prezzi, rispetto della legge, reclami registrati e grado di soddisfazione dei consumatori.

Sarà inoltre elaborato un monitoraggio più sistematico delle politiche nazionali a favore dei consumatori, facendo ricorso alle analisi comparative tra i diversi stati membri. L’obiettivo, secondo quanto illustrato dalla commissaria europea alla tutela dei consumatori, Meglena Kuneva, che lancerà il progetto il prossimo 31 gennaio, è quello di dare al consumatore europeo maggiori garanzie, sulla base di una sorta di pagella dei mercati.

Fin qui niente da osservare. Ma se si legge la notizia assieme a quanto previsto dallo schema della nuova direttiva quadro sui rifiuti (pubblicata sulla gazzetta europea del 29 novembre scorso) licenziata con favore il 9 gennaio 2008 dall´esecutivo europeo e che è quindi adesso in seconda lettura, in merito alle iniziative sulla prevenzione dei rifiuti, viene da riflettere su quanto le politiche europee siano nei fatti coerenti e solidali tra di loro. E soprattutto efficaci.

Tra le principali novità della direttiva quadro in itinere, oltre alla ridefinizione del concetto di rifiuto e delle nozioni di raccolta e recupero e all´introduzione di una nuova definizione di riciclaggio, vi è infatti un capitolo dedicato alle iniziative di prevenzione.

Per migliorare le modalità di attuazione delle azioni di prevenzione dei rifiuti negli stati membri e per favorire la diffusione delle buone pratiche in questo settore, si dice infatti necessario adottare obiettivi e misure a livello comunitario riguardanti la prevenzione dei rifiuti. Non solo, si dichiara anche la necessità di introdurre l´obbligo, per gli stati membri, di elaborare programmi di prevenzione incentrati sui principali impatti ambientali e basati sulla considerazione dell´intero ciclo di vita di un prodotto.

«Gli obiettivi e le misure dovrebbero essere finalizzati a dissociare la crescita economica dall´aumento dei rifiuti e dagli impatti ambientali e sulla salute connessi alla produzione di rifiuti conseguendo una netta riduzione delle quantità di rifiuti prodotti, della loro nocività e dei loro impatti negativi» si legge all’articolo 7, capitolo II della direttiva.

In linea con quanto già indicato dalla Commissione nella sua proposta relativa a una strategia dell’Unione europea per lo sviluppo sostenibile, ribadito nel VI programma comunitario di azione per l´ambiente, declinato in molti degli strumenti legislativi comunitari che riguardano il tema della riduzione della produzione dei rifiuti e soprattutto della loro pericolosità. Oltre alle più note direttive imballaggi, anche la direttiva Ippc o quelle relative alla fine del ciclo di vita dei prodotti: dai veicoli fuori uso, alle pile e batterie sino ai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

L’elaborazione di questi programmi, che dovranno essere messi a punto dagli stati membri, è quello di stabilizzare la produzione dei rifiuti entro il 2012 alla quota prodotta al 2008. Per questo la Commissione, si impegna (con uno specifico cronoprogramma) anche a dare un supporto alla attività di prevenzione che saranno individuate negli specifici programmi elaborati dagli stati membri. Fra queste una serie di indicatori per consentire il monitoraggio e la valutazione dei risultati raggiunti; la definizione di una politica di progettazione ecologica dei prodotti per ridurre allo stesso tempo la produzione di rifiuti e la loro pericolosità; le migliori pratiche per ottenere obiettivi di riduzione e un piano d´azione per misure volte, in particolare, a modificare gli attuali modelli di consumo.

Purtroppo c’è da rilevare il rischio che ancora una volta le politiche di riduzione della produzione dei rifiuti, richiamate come essenziali dall’Unione europea, rimangano nel capitolo delle mere enunciazioni.

Quale migliore occasione infatti si sarebbe potuta sfruttare, per ottemperare ad esempio all’obiettivo annunciato di modificare gli attuali modelli di consumo, se non quella di inserire azioni mirate nel progetto annunciato dalla commissaria Meglena Kuneva? Come ad esempio l’inserimento di indicatori utili a considerare l´intero ciclo di vita di un prodotto, così da poter premiare quelli che rispettano maggiormente i criteri volti al minor utilizzo di materie prime, di minor produzione di scarti e di minor produzione di rifiuti giunti a fine percorso. O di indicatori che privilegino la progettazione ecologica volta al maggior utilizzo di materiali provenienti dal circuito del riciclaggio, così da dare maggior punteggio a questi prodotti nella pagella finale.

Insomma, dal momento che il progetto MarketWatch, risulta contemporaneo nei fatti alla strategia prevista con l’obiettivo di raggiungere una stabilizzazione della produzione dei rifiuti nel 2012, sembrerebbe quantomeno logico agire di pari passo. Per evitare, come purtroppo già avvenuto nel recente passato, che le politiche europee di prevenzione dei rifiuti rimangano ancora una volta delle belle frasi ad effetto, mentre i rifiuti negli stati membri continuano ad aumentare.

di Lucia Venturi

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