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Nikola Tesla e le tecnologie nascoste

Posted by curiositybox su 7 ottobre 2009

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Ci hanno rubato la scienza, circa cento anni di Storia

Posted by curiositybox su 12 settembre 2009

La vecchia Tesla Car sarà la macchina del futuro

vecchia Tesla Car alimentata da le onde elettromagnetiche - senza batterie

vecchia Tesla Car alimentata da le onde elettromagnetiche - senza batterie


Tratto da Etleboro Italia – http://etleboro.blogspot.com/2006/06/la-vecchia-tesla-car-sar-la-macchina.html

 

Tesla Motors

Tesla Motors

La Tesla Motor ha annunciato che il prossimo 12 luglio, a Santa Monica, lancerà sul mercato la Tesla Roadster , un’automobile completamente elettrica, un’auto sportiva a zero emissioni, che può raggiungere i 100 chilometri all’ora in soli 4 secondi, e percorrere circa 400 chilometri con un “pieno” di energia. Non si tratta di un’auto “ibrida”, in quanto il motore è alimentato esclusivamente dall’energia elettrica. Il progetto di 40 milioni di dollari ha degli sponsor d’eccellenza, Larry Page e Sergey Brin, padri di Google.

Lei sarà l’automobile del futuro, una risposta a tutte le nostre domande: non usa benzina, nessun tipo di olio, appena alcuni montaggi di grasso, non ha radiatore da riempire o che si possa congelare, nessun problema al carburatore, e soprattutto non emana sostanze inquinanti.
L’automobile del mistero appartiene, ancora una volta, a Nikola Tesla, che nel 1931, sostenuto dalla Perfor-Freccia Co. e dalla General Electric, sostituì il motore a benzina di una Perfor-Freccia con un motore elettrico di corrente alternata di 80 cavalli, senza una fonte di energia esterna, senza batterie: installò sull’auto un piccolo circuito collegato a distanza ad un’antenna che trasmetteva nell’etere energia. 

Essa possiede vantaggi che gli arcani modelli con il motore a scoppio non potranno mai offrire: assoluta assenza di rumore, azionandosi semplicemente con la chiave dell’accensione, e di inquinamento. Sino al 1912 tali veicoli circolavano seguendo la tecnologia i Edison, con batterie limitate nella carica e nella potenzialità, che dovevano essere ricaricate ogni notte per potersi spostare. Intanto la Westinghouse Co., a cui Tesla aveva ceduto gran parte dei suoi brevetti, stava vendendo e installando il generatore a corrente alternata di Tesla in tutto il paese, mentre la Edison Power Co., sua diretta concorrente, perdeva quote di mercato, perché finchè si utilizzavano le batterie come alimentazione non si andava avanti.

Tesla dunque sostituì il motore a benzina con uno cilindrico, interamente incluso nel motore, con un ventilatore di raffreddamento ma senza alcun distributore, e con una scatola che fungeva da “ricevitore di energia”, o meglio da convertitore di energia gravitazionale.
I convertitori avevano inoltre 12 tubi di aspirazione ed erano collegati ad un’antenna che comunicava con un edificio che faceva da trasmittente. Tesla creò infatti una sorta di antenna, un accumulatore di energia che fungeva dunque da alimentazione per il veicolo, che viaggiava con un motore a corrente alternata e raggiungeva le 90 miglia orarie, con prestazioni che eguagliavano o superavano quelle di un normale motore a combustione interna, ma senza alcuna ricarica.

Vedi il Video

L’antenna era istallata al di fuori della vettura, collegata alla scatola posizionata nella parte anteriore della macchina, e ad un’officina accanto alle cascate del Niagara che trasmetteva energia. Con tale sistema ognuno avrebbe potuto creare la propria energia, cosa che non piacque molto a J.P. Morgan che decise di fermare il progetto della Torre di Wardencliffe di Tesla. 
Alla domanda di dove fosse mai la fonte d’energia, Tesla rispondeva che questa era “nell’etere interamente intorno noi”, lo cedettero pazzo e così decide di portare con sé la scatola d’alimentazione. In realtà Tesla riuscì a sfruttare in qualche modo il campo magnetico della terra che avvolge il nostro pianeta, a tracciarlo e convogliarlo verso il veicolo, o meglio riuscì ad amplificare l’energia che è presente nell’aria per spingerla verso una macchina. Nel convertitore vi era abbastanza potere per illuminare una casa intera, oltre al gestire il motore di macchina.

Tuttavia il progetto non fu divulgato e la macchina fu tenuta in stretto riserbo dagli industriali che si appropriarono della stessa. Attualmente le società che conseguono più alti profitti sono proprio le industrie petrolifere, le sette sorelle, che occultarono subito quella tecnologia che avrebbe reso vani i loro investimenti e i futuri profitti. Così facendo si sono resi responsabili di tutti i crimini commessi nel corso di questo secolo, di guerre, di inquinamento, dell’olocausto e dei danni psichici e fisici della società attuale.
Ora vogliono venderci a caro prezzo una tecnologia che ha già cento anni di storia, che è già stata ammortizzata nei costi e nelle sperimentazioni, pubblicizzando l’avvento del futuro con essa.
Un’intera industria automobilistica continua a produrre automobili obsolete, dalle tecnologie di base banali, altamente inquinanti, ma che nelle loro politiche di marketing rappresentano l’avanguardia per progresso e meccanica. Ci hanno rubato la scienza, circa cento anni di Storia, ha alterato l’equilibrio climatico e biologico della Terra, che sarà travolta da sconvolgimenti e catastrofi naturali che rappresentano dei veri e propri fenomeni di riadattamento alle nuove condizioni.
Non smetteremo di combattere questa guerra, perché ognuno dovrà avere l’energia che gli spetta in quanto essere vivente del cosmo.

 “Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, 
poi le persone oneste devono fare lo stesso
– Tolstoy –

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NIKOLA TESLA “….Mia madre mi aveva insegnato a cercare ogni verità nella Bibbia”

Posted by curiositybox su 10 settembre 2009

Nikola Tesla

Nikola Tesla

 

l’invenzione di Nikola Tesla, conosciuta come la trasmissione d’energia elettrica senza fili, verrà in seguito applicata ma non per scopi benefici. Tesla in proposito lasciò scritto: “Il successo pratico di un’idea, indipendentemente dalle sue qualità inerenti, dipende dalla scelta dei contemporanei. Se è al passo coi tempi, essa viene rapidamente adottata; in caso contrario, è destinata a vivere come un germoglio che sboccia, attirato dalle lusinghe e dal calore del primo sole, per essere poi danneggiato e crescere con difficoltà a causa del gelo che s’impone.” Questo gelo è stato recentemente sciolto, purtroppo. Nell’evoluzione tecnologica militare degli Stati Uniti da qualche anno è comparso il progetto HAARP (High Frequency Active Auroral Research Project). Il Pentagono ci sta facendo credere che si tratti di un innocuo esperimento, mentre ci troviamo di fronte ad un’arma che agisce sulla ionosfera con probabili sviluppi indescrivibili per gli esseri viventi. Nel 1987 il consulente dell’Atlantic Richfield Corporation (ARCO), il fisico Bernard J. Eastlund, applicò tutte le sue risorse intellettive per riprendere il brevetto di Nikola Tesla della Wardenclyffe. Il nuovo sistema è stato denominato: “Metodo ed apparecchiatura per l’alterazione di una regione dell’atmosfera, ionosfera e/o magnetosfera terrestre”. In verità il metodo doveva servire ad Eastlund per scoprire vasti giacimenti di gas naturali che la compagnia petrolifera ARCO stava cercando in Alaska. Quando gli studi avevano raggiunto un certo successo, intervenne il fisico nucleare Edward Teller (uno dei più accaniti scienziati USA, che si è dedicato alla costruzione della bomba atomica e soprattutto di quella all’idrogeno), che fece nascere nuove iniziative segrete, atte a portare avanti il sistema militare di “Guerra Stellare”. In breve tempo l’Alaska si è trasformata nell’ultima frontiera di ricerca militare. Le mastodontiche e numerose antenne dislocate a Gakona (Alaska), facenti parte del Progetto HAARP. L’installazione principale del Progetto HAARP si trova in Alaska, a Gakona, 150 miglia circa a nord-est di Anchorage. La scelta di questo sito è stata fatta per tre motivi fondamentali: La sua vicinanza al Polo e quindi alla zona di concentrazione delle linee magnetiche del nostro pianeta. La presenza di notevolissime fonti energetiche naturali nel sottosuolo. La sua distanza dai centri urbani. Il programma HAARP ha portato alla costruzione di un sistema di 360 antenne, alte 23 metri, capaci di trasmettere, con l’obiettivo di migliorare le comunicazioni militari, un “raggio” d’energia ad alta frequenza nella ionosfera. La ionosfera è quella parte di regione atmosferica che inizia sui 50 Km d’altitudine e termina intorno agli 800 Km. Secondo le indiscrezioni più recenti, quest’arma sarebbe capace di interferire con estese zone dell’atmosfera e quindi, secondo la logica militare, abbattere missili ed aerei e qualche cosa d’altro. Esistono oltre 400 brevetti collegati al progetto HAARP e la maggioranza di questi sono progetti offensivi o per meglio dire sono armi offensive. Rimane sempre la logica che sfrutta il sistema d’irraggiamento a fascio d’energia, diretto dalla terra verso lo spazio. Si può veicolare l’alta frequenza energetica in una zona dove è stata istallata un’antenna ricevente, ma si può irradiare, oltre che nelle zone militari, anche in centri urbani. Naturalmente non è sfuggito agli alti comandi militari l’utilizzo di una simile tecnologia per abbattere oggetti volanti d’origine extraterrestre, se ciò fosse naturalmente possibile. Pure gli scienziati sovietici si sono dedicati ad una simile ricerca per oltre 25 anni, sino a quando il cambio politico e lo smembramento dell’URSS hanno determinato un fortissimo indebolimento economico, con conseguente privazione dei necessari sostegni finanziari agli istituti d’investigazione. Oltre alla sede di Gakona, ci sono altre installazioni simili, dislocate in varie parti del pianeta. La prima si può localizzare in Arecibo (Porto Rico), la seconda a Fairbanks in Alaska, la terza a Tromso (Norvegia), poi a Pine Bush in Australia ed infine a Steeplebush in Inghilterra. Sicuramente si stanno costruendo altre installazioni del genere nell’emisfero meridionale del pianeta. Si è saputo che nell’impianto pilota di Gakona si è in grado di irradiare 1.700.000.000 di Watt in atmosfera. Questo è effettivamente lo sviluppo negativo dell’invenzione di Tesla. Egli odiava la guerra e, a tal proposito, dichiarò: “Non si può abolire la guerra mettendola fuori legge. Non vi si può porre fine disarmando i forti. Ma si può fermarla rendendo tutti i paesi in grado di difendersi. Ho appena scoperto una nuova arma di difesa che, se verrà adottata, trasformerà completamente i rapporti tra le nazioni. Le renderà tutte, grandi e piccole che siano, invulnerabili a qualsiasi attacco proveniente dalla terra, dal mare o dall’aria. Bisognerà, in primo luogo, costruire una grande officina per fabbricare quest’arma, ma quando sarà completata, sarà possibile distruggere uomini e macchine in un raggio di 320 Km.” Nel 1934 Tesla descrisse in un articolo un’apparecchiatura simile al laser, affermando: “Questo strumento proietta particelle che possono essere relativamente grandi o microscopiche, che permettono di trasmettere a gran distanza un’energia milioni di volte più forte di quella ottenibile con qualsiasi altro raggio. Così una corrente più sottile di un filo può trasmettere migliaia di cavalli vapore. E nulla le può resistere.” A causa delle sue dichiarazioni, corse voce che Tesla avesse inventato un “raggio della morte”. Egli immediatamente replicò: “L’invenzione di cui ho parlato, a diverse riprese, non ha niente a che vedere con ciò che comunemente viene definito ‘raggio della morte’.” Vorrei concludere su Nikola Tesla, uno dei più geniali uomini apparsi in questo pianeta, con una sua frase emblematica che descrive la sua natura di scienziato in maniera superlativa: “Il dono della forza della ragione ci viene da Dio, dall’Essere Divino, e se concentriamo le nostre menti su questa verità, stabiliamo un’armonia con questa grande forza.

…………Mia madre mi aveva insegnato a cercare ogni verità nella Bibbia.

                                                              “Nikola Tesla”

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Università di PISA: Costruita la macchina che funziona con energia eterna… La Scoperta forse dell’Energia Scalare?

Posted by curiositybox su 9 settembre 2009

PISA – E’ una macchina minuscola, visibile soltanto al microscopio elettronico, ed è la prima al mondo a funzionare con un’ energia «misteriosa» fino a oggi ipotizzata solo teoricamente da tre scienziati americani, Horst Stormer, Dan Tsui e Robert Laughlin, Nobel per la Fisica nel 1998. La nano-macchina, dalle dimensioni di pochi milionesimi di centimetro, è stata costruita dai ricercatori della Scuola Normale Superiore di Pisa e potrebbe essere il primo passo verso un nuovo modo di manipolare l’ energia, con la possibilità di realizzare dispositivi (dalla radiolina all’ auto elettrica) capaci di funzionare senza consumare praticamente niente. La scoperta, pubblicata ieri da Physical Review Letters, una delle più prestigiose riviste scientifiche americane, è avvenuta nei laboratori
del Nest, il centro di eccellenza della Normale e dell’ Istituto nazionale di fisica della materia, a due passi dalle stanze dove studiarono Enrico Fermi e Carlo Rubbia. Vi hanno lavorato tre giovani scienziati: Vittorio Pellegrini, 33 anni (primo ricercatore), Fabio Beltram, 43 (direttore del centro) e Stefano Roddaro, un perfezionando di appena 26 anni. «La ricerca è partita due anni fa – racconta Pellegrini – sulle orme degli studi teorici dei tre Nobel che ipotizzarono, senza però dimostrarla praticamente, l’ esistenza di particelle elettriche diverse dagli elettroni e con un comportamento anomalo. Queste particelle, chiamate a carica frazionaria, si muovono in un nuovo stato della materia e sembrano appartenere al mondo della meccanica quantistica. Possono essere contemporaneamente più grandi e più piccole degli elettroni e hanno proprietà eccezionali. Gli scienziati americani ne avevano ipotizzato l’ esistenza, spiegandola teoricamente, noi siamo riusciti non solo a dimostrarla fisicamente, ma a realizzare una macchina che funziona con questa nuova energia». La macchina pisana è un minuscolo dispositivo elettrico composto da elettrodi positivi e negativi inseriti su un semiconduttore di cristallo di arseniuro di gallio e raffreddato a una temperatura (-273 gradi) vicina allo zero assoluto. «In queste condizioni i due elettrodi, positivo e negativo, hanno iniziato a scambiare particelle anomale – spiega Pellegrini -. Non erano elettroni,
come nel normale flusso elettrico, ma qualcosa di diverso e il loro comportamento combaciava esattamente con quello teorizzato dagli scienziati americani. Insomma, in quel flusso di corrente passavano particelle a carica frazionaria e la nano-macchina funzionava con la nuova fonte di energia».

 

 Gli studi della Normale sono ancora agli inizi e dunque è difficile ipotizzare i vantaggi che le nuove particelle potranno portare nella vita di tutti i giorni. E’ però già possibile immaginare dispositivi elettrici ed elettronici assolutamente diversi da quelli conosciuti oggi. Una radiolina, per esempio, potrebbe funzionare eternamente e un’ auto elettrica avere un’ autonomia di anni: le particelle, inserite in particolari semiconduttori, non si dissipano e dunque l’ energia potrebbe in teoria durare in eterno.

 

fonte: Di Marco Gasperetti – “Il Corriere della Sera”

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L’UFO terrestre di Nikola Tesla

Posted by curiositybox su 9 settembre 2009

NIKOLA TESLA,

                                 nell’autobiografia “MY INVENTIONS” pubblicata a puntate su Electric Experimenter del 1919, fa più volte cenno ad alcune “macchine volanti” già progettate da realizzare in pratica, radicalmente diversi dagli aerei e dagli elicotteri, già brevettati dallo stesso TESLA.
Alcuni storici tra cui la lodevole MARGARET CHENEY autrice di una buona biografia “MAN OUT OF TIME”, in corso di traduzione in Italiano, ha ritenuto che si trattasse di un elicottero, perché TESLA aveva parlato espressamente di decollo verticale, ma ciò non è corretto.
TESLA scrisse:
‘Come affermato in una precedente occasione, quando fui studente all’Università, io concepii una macchina volante, abbastanza diversa da quelle presenti. Il principio sottostante era solido, ma non poté essere messo in pratica perché volli un movente primario di sufficientemente grande attività. Negli anni recenti, ho risolto questo problema e sto ora pianificando una macchina aerea “priva di piani di sostentamento, alettoni, propellenti ed altri attacchi esterni, che saranno capaci di immense velocità e saranno molto probabilmente in grado di fornire potenti argomenti per la pace nel prossimo futuro. Una simile macchina sostenuta e propulsa “interamente per reazione”, è mostrata in una delle pagine delle mie letture, ed è supposta di essere controllata sia meccanicamente che per mezzo di energia trasmessa senza fili. Installando gli impianti appropriati, sarà praticabile “proiettare un missile di questo tipo nell’aria e farlo cadere” quasi nell’esatto punto designato, che può essere migliaia di miglia lontano.‘
Ovviamente non si tratta neppure di una mongolfiera o di un dirigibile.
TESLA non fu neppure mai interessato alla missilistica o alla propulsione a getto, quindi non si tratta di un razzo a combustione.
Si tratta di un veicolo a levitazione identificato di forma discoidale o sferoidale, a seconda delle idee del progettista, il cui principio di funzionamento ricalcherebbe gli UFOs genuini e gli IACs.
WILLIAM R. LYNE, che ha un patrimonio genetico assortito avendo sia antenati anglosassoni dalla pelle bianca che antenati nativi americani dalla pelle rossa, ha scritto due libri sull’argomento.
Essi sono SPACE ALIENS FROM THE PENTAGON e OCCULT ETHER PHYSICS: TESLA’S HIDDEN SPACE PROPULSION SYSTEM AND THE CONSPIRACY TO CONCEAL IT, edizioni CREATOPIA.
LYNE sostiene una tesi paradossale: che tutti i dischi volanti sono di fabbricazione terrestre e nessun alieno è mai giunto sulla terra. Tutti gli ufologi, secondo LYNE sarebbero strumenti inconsapevoli della propaganda dei Pseudo-ILLUMINATI di BAVIERA, avente lo scopo di nascondere con il mito degli extraterrestri la vera scienza soppressa.
Non condividiamo le sue idee in esobiologia, ma che comunque avrebbero forse qualche effetto su certe sette di ufolatri, ma abbiamo considerato attentamente le affermazioni di LYNE concernenti la fisica ed i sistemi avanzati di propulsione.
Già nel primo libro SPACE ALIENS FROM THE PENTAGON, LYNE espose la teoria dinamica della gravità di TESLA, afferma a pag. VII che tutte le sue invenzioni erano finalizzate alla macchina volante elettrica.
NIKOLA TESLA aveva anche costruito un sistema di guida giroscopico nel 1917 che fu testato in un volo di prova di 200 miglia con la SPERRY GYROSCOPE COMPANY.
LYNE concorda che la gravitazione ed il sistema di propulsione elettrogravitazionale sono causati DAL FLUSSO OMNIDIREZIONE DI ETERE o RADIAZIONE del PUNTO ZERO o FLUSSO DEI FOTONI VIRTUALI o PRANA con l’interazione di cariche positive e negative che compongono questo flusso invisibile. Attraverso l’uso degli apparati elettrici è possibile creare dei vortici opportuni nel flusso eterico che spingono gli oggetti nella direzione voluta. Come vedremo in fondo l’uso degli apparati elettrici non è l’unico sistema, ma è quello che attualmente, per l’attuale grado di evoluzione spirituale dei terrestri è più adatto, aggiungo io.
NIKOLA TESLA naturalmente era in grado di ottenere con i suoi TESLA COILS di grande efficienza, correnti elettriche ad altissima tensione ed ad elevata frequenza senza bruciarli, ma soprattutto era in grado di trasmetterla attraverso l’atmosfera, senza fili ed anche di produrla dalla ZPE (Concetto questo poi sviluppato da HENRY THOMAS MORAY).
NIKOLA TESLA già prima del 1894 aveva fatto un esperimento con 2 lamine metalliche parallele e, tramite una corrente alternata ad elevata frequenza ed alta tensione, le cui oscillazioni erano provocate da un trasformatore di TESLA, aveva creato uno “stato solido” tra le due placche. Non era un vero è proprio “muro”, ma più verosimilmente aveva dato al flusso di etere un ordine, una consistenza, una inerzia, ed un momento, per cui produceva gli effetti della materia solida. L’effetto a cui TESLA mirava era quello di sospingere oppure di arrestare o sorreggere le placche o un altro oggetto solido. In tal caso la placca sarebbe diventata una sorta di tappeto volante.
Normalmente il flusso di fotoni virtuali è disordinato, non è polarizzato ed essendo un fluido estremamente tenue non può avere impieghi pratici. Esso scorre continuamente attraverso i nostri atomi e le nostre cellule, senza che noi neppure lo avvertiamo, come è giusto che sia. L’elettricità ad alta tensione ed alta frequenza sprigionata da un trasformatore di TESLA è un mezzo che può POLARIZZARE ovvero “disciplinare” ed ordinare il flusso eterico. Una applicazione particolarmente rilevante è quella della creazione di vortici nel flusso delle ZPR.
LYNE definisce l’etere anche come “OMNI MATTER” cioè materia componente base che costituisce tutte le cose.
Questo esperimento fu riportato nel libro di THOMAS COMMFORD MARTIN “THE INVENTIONS, REARCHES AND WRITINGS OF NIKOLA TESLA” del 1894, eppure viene attribuita tale scoperta all’esperimento, sempre con 2 placche metalliche parallele, di HENDRIK BRUGT GERHARD CASIMIR (1909-2000) del 1948.
Tale effetto viene ricordato come effetto CASIMIR, mentre la prima formulazione teorica del Campo Elettromagnetico di Punto Zero viene attribuita a MAX PLANCK (1858-1947) nel 1912, nonostante che TESLA li avesse preceduti entrambi.
TESLA dichiarò di averlo sperimentato su una distanza di 6 miglia e che esso consentiva, tramite onde telluriche di intensità molto più piccola di quelle dei terremoti, di inviare messaggi, che sarebbero stati captati con un piccolo ricevitore tascabile. Tale trasmissione perdeva molto poco della sua intensità con la distanza e, ovviamente, viaggiando attraverso il terreno, non risentiva in alcun modo delle condizioni meteorologiche.
Tale dispositivo non era progettato per trasmettere energia elettrica, ma solo messaggi, probabilmente di tipo telegrafico, anche se TESLA non lo specificò.
TESLA non mostrò mai questo apparato in azione, ma pressato dai giornalisti, aggiunse che esso consisteva in un cilindro di acciaio molto fine sospeso in aria da un tipo di energia che era molto vecchia nel principio, ma che era amplificato con un nuovo segreto, combinata con una parte fissa che si trovava al suolo.
Questa dichiarazione potrebbe essere considerata una vanteria non provata e TESLA non può sottrarsi all’onere della prova sperimentale, come il metodo galileiano prescrive, altrimenti usciamo dalla scienza ed entriamo nei dogmi di fede che accomunano i finti religiosi e gli scettici negazionisti.
LYNE cita il pezzo dell’ELECTRIC EXPERIMENTER, considerandolo una dichiarazione non pubblicata del 1915, prendendolo dal libro di JOHN JACK O’NEILL PRODIGAL GENIUS. Invece è stato pubblicato eccome con tanto di una illustrazione della nuova macchina volante.
NIKOLA TESLA disse ad O’NEILL che l’idea della macchina volante gli venne per la prima volta mentre frequentava l’Istituto tecnico di GRAZ.
In un articolo del dell’8/12/1915 sul NEW YORK TIMES, TESLA aveva proposto il suo sistema di propulsione elettrico, proponendo però di alimentarlo via radio da un generatore a terra. TESLA affermò che esso avrebbe potuto un milione di miglia all’ora [pari a 277 miglia (444 km) al secondo e 16.666 miglia (26.625 km) al minuto primo]. LYNE precisa che tale velocità poteva essere raggiunto nello spazio interplanetario, ma per viaggi intercontinentali era esagerato. Ovviamente questo dimostra chiaramente che non si tratta né di un elicottero né di un razzo, perché non potranno mai raggiungere tali velocità, per le loro caratteristiche strutturali, neanche fra 1000 anni.
L’immagine fa pensare ad una pagnotta o ad un sigaro volante, oggetto anch’esso che è stato abbondantemente avvistato nei 55 anni dell’ufologia civile, anche se non sappiamo se questa era la proporzione originale di TESLA o se il disegnatore lo ha allungato. Noi riteniamo che l’idea originale di TESLA fosse più simile ad una cupola o ad una semisfera arrotondata, che non ad un sigaro, per ottenere una distribuzione della carica elettrica per unità di superficie più uniforme rispetto alla forma cilindroide.
In ogni caso quest’immagine è sufficiente a fugare definitivamente l’ipotesi del dirigibile, perché non ci sono eliche e del razzo, perché non ci sono gli alettoni di coda, come ha scritto espressamente lo stesso TESLA anche se la parola reazione potrebbe trarre in inganno qualcuno.
In una intervista rilasciata a WILLIAM L. LAURENCE comparsa sul NEW YORK TIMES del 22/09/1940, il Dr. NIKOLA TESLA annunciò al mondo la TELEFORZA consistente di 4 invenzioni già testate che consistevano in:
1) Un mezzo per produrre raggi nell’aria libera senza alcun vuoto;
2) un metodo di produrre una forza elettrica molto forte (per forza si intende tensione),
3) un metodo per amplificare questa forza elettrica,
4) e un metodo per produrre una tremenda forza elettrica propellente.
Alcuni scrittori pseudotesliani e legati alla CIA e/o alla massoneria hanno sostituito la parola propellente con repellente, per confondere le idee.
Come al solito, alcuni scienziati senza coscienza posteriori, si sono appropriati delle scoperte ed invenzioni di TESLA per applicare a fini opposti a quelli dell’ingegnere slavo ovvero l’HAARP, le armi a raggi di particelle per il progetto HAARP le emissioni ELF per il controllo della mente ed altri crimini contro l’umanità.

La forma circolare e convessa dell’UFO e della cima della torre di WARDENCLIFFE, non sono casuali, ma rispondono al criterio di distribuire uniformemente la carica elettrica sulla massima superficie possibile, in modo da ridurre le perdite, in quanto sappiamo bene, da FRANKLIN ed il parafulmine che le punte e gli spigoli fanno addensare eccessivamente le cariche. Per il medesimo motivo NIKOLA TESLA aveva creato le bobine piatte.
Le bobine piatte a spirale, avendo il massimo rapporto superfici/spessore ed essendo prive di spigoli ed a largo raggio di curvatura, permettevano di avere un buon rapporto superficie/carica elettrica e non davano luogo all’effetto corona o a scariche spurie che disperdevano inutilmente parte della potenza teorica del dispositivo.

 

Macchina volante (UFO) di Nikola Tesla

Macchina volante (UFO) di Nikola Tesla

 

Per approfondimenti contattare

MATTEO TENAN – VIA VENEZIA 64 – 44038 PONTELAGOSCURO FE – TEL. 0532461978
labor@global.it

Note:Copyright Centro Accademico Studi Ufologici Per approfondimenti contattare Matteo Tenan (Tel. 0532461978) o scrivere a: labor@global.it

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