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NASA: I portali dimensionali esistono

Posted by curiositybox su 27 aprile 2013

Aperture spazio temporali nascoste nel campo magnetico terrestre
Il tema preferito della fantascienza è "il portale dimensionale", una straordinaria apertura nello spazio o nel tempo che connette i viaggiatori a regni lontani. Un buon portale è una scorciatoia, una guida, una porta verso l’ignoto. Se solo esistesse realmente…
Si scopre che ne esistono, e un ricercatore dell’University of Iowa, finanziata dalla NASA, ha capito come trovarli.

Portali dimensionali,Aperture spazio temporali

Immagine catturata dal video della NASA

"Noi li chiamiamo X-punti o regioni di diffusione degli elettroni", spiega Jack Scudder, fisico del plasma della University of Iowa. "Sono luoghi in cui il campo magnetico della Terra si connette al campo magnetico del Sole, creando un percorso ininterrotto che conduce dal nostro pianeta verso l’atmosfera del Sole a 150 000 000 chilometri di distanza."

Un video di ScienceCast spiega la nuova forma dei portali nascosti e come trovarli.

Sono state utilizzate le osservazioni del satellite THEMIS della NASA e le sonde Cluster dell’ASE, le quali suggeriscono che questi portali magnetici vengono aperti e chiusi decine di volte al giorno. Sono in genere situati a poche decine di migliaia di chilometri dalla Terra dove il campo geomagnetico incontra il vento solare. La maggior parte dei portali sono piccoli e di breve durata, altri sono “sbadigli” vasti e sostenuti. Tonnellate di particelle energetiche possono fluire attraverso le aperture, riscaldando l’atmosfera superiore della Terra, scatenando tempeste geomagnetiche, e anche accendere luminose aurore polari.
La NASA sta progettando una missione chiamata "MMS", abbreviazione di Magnetospheric Mission Multiscala, da lanciare nel 2014 per studiare il fenomeno.

http://mms.gsfc.nasa.gov/

Portali dimensionali,Aperture spazio temporali

Munito di rivelatori di particelle energetiche e sensori magnetici, il veicolo spaziale MMS si dirigerà nella magnetosfera terrestre per circondare i portali e osservare come funzionano.
C’è un solo problema: trovarli.

I portali magnetici sono invisibili, instabili e sfuggenti. Si aprono e si chiudono senza preavviso "e non ci sono indicazioni per guidarci", osserva Scudder.
In realtà, ci sono degli indizi, e Scudder li ha trovati.
I portali si formano attraverso il processo di riconnessione magnetica. Mescolando le linee di forza magnetica del Sole e della Terra formano incroci e si uniscono per creare le aperture. Gli X-points sono là dove si realizza l’incrocio. L’improvvisa unione dei campi magnetici può spingere dei getti di particelle cariche dal punto X, creando una "regione di diffusione di elettroni."
Il lavoro di Scudder e colleghi è descritto in dettaglio nel numero del 1 giugno di Physical Review Letters.

Leggi l’articolo completo della NASA in inglese: http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2012…


A parte la fantascienza e gli UFO, viene subito in mente il "Philadelphia Experiment", lo strano esperimento militare effettuato nel 1943. Chissà se questa scoperta servirà anche a svelare quel mistero…

Fonte: http://astronews.myblog.it

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QUELLA STRANA FREQUENZA

Posted by curiositybox su 9 febbraio 2008

tratto dalla sintesi dell’articolo di Mauro Cecot (copyright)

Da diversi anni mi imbatto, durante le mie modeste ricerche in rete, in articoli che trattano l’argomento del presunto incremento della frequenza di risonanza di Schumann e la correlazione di questo fenomeno con i cambiamenti climatici in atto negli ultimi anni.
Quasi sempre viene riportato che tale innalzamento sarebbe iniziato improvvisamente a partire dalla metà degli anni ottanta del secolo scorso, con grande sbigottimento, di scienzati e ricercatori di tutto il mondo, che da sempre consideravano la frequenza di Schumann come costante.
Ma andiamo per ordine, e spieghiamo innanzitutto per chi non ne fosse a conoscenza cos’è la Frequenza di Schumann.
Per prima cosa và chiarito che in realtà la FdS (chiamata a volte anche Frequenza di Cavità o Frequenza di Risonanza) non è composta da una singola frequenza, bensì da un insieme di onde elettromagnetiche che ‘viaggiano’ nella cavità compresa tra la superficie terrestre e il limite interno della ionosfera. La presenza di queste onde è connessa all’attività elettrica dell’atmosfera e hanno luogo a diverse frequenze comprese tra i 6 e i 50 cicli al secondo; in particolare 7,8, 14, 20, 26, 33, 39 e 45 Hertz, con una variazione giornaliera di circa +/- 0,5 Hertz.
A volte viene descritta, forse per semplicità di esposizione, come la frequenza di risonanza media del campo magnetico terrestre, una specie di ritmo di pulsazione della Terra insomma. Storicamente la FdS fù identificata già nel 1899 ma prese il nome da W.O. Schumann che per primo ne fece oggetto di studi approfonditi negli anni ’50 del secolo scorso.
Tornando all’argomento di questo articolo, dal momento della sua scoperta questa frequenza nel suo valore base è rimasta sempre inalterata a circa 7,8 hertz o 7 cicli al secondo, tantè che come dicevamo era considerata dal mondo scientifico come una costante, alla stessa stregua del valore di accelarazione gravitazionale, che mediamente vale sulla superficie terrestre 9,8 m/s2. L’inizio del suo innalzamento sarebbe avvenuto negli anni 1986-87 e all’inizio del 1996 aveva raggiunto gli 8,6 hertz. Attualmente, secondo recenti misurazioni, il valore avrebbe già superato i 10 hertz e continuerebbe ad aumentare ulteriormente.
Facendo delle ricerche qua e là inoltre, sembra che l’innalzamento di questa frequenza si accompagnerebbe, oltre alla palese alterazione del clima, anche dei seguenti significativi fenomeni:
Surriscaldamento globale – Smentendo quindi l’opinione comunemente accettata che vede l’aumento del riscaldamento planetario legato all’inquinamento industriale.
Accelerazione del tempo – Aumento percepito della velocità del tempo, in altre parole sta provocando la sensazione che il tempo scorra sempre più in fretta.
Confusione mentale – La frequenza intorno agli 7-8 hertz è la stessa guardacaso del nostro cervello in fase di riposo. Durante il sonno quindi il cervello si lascia cullare agganciato alla frequenza di mamma terra, aumentando la FdS si provocherebbero stati mentali sovraeccitati anche in fase di riposo.

Banda di Frequenza (Hz) Stato onde celebrali
0 – 4 Delta (Δ)
4 – 8 Theta (Θ)
8 – 14 Alpha(α)
14 – e oltre Beta (β)


Altro fenomeno più o meno correlato sembrerebbe essere, e questa è notizia vera, la diminuizione dell’intesità del campo magnetico terrestre, in atto da molto tempo, tanto che vedrebbe la sua intensità totale dimezzata rispetto a 1.500 anni fa, che avrebbe come conseguenza il rallentamento della velocità di rotazione della Terra (probabilmente falso, o comunque sarebbe di entità impercettibile visto che sarebbe un fenomeno palese a tutti).
Proseguendo, il punto di azzeramento del campo magnetico terrestre, coincidente con l’arresto della rotazione della Terra sarebbe terribilmente vicino alla data, udite, udite che gli antichi Maya hanno indicato come la fine della nostra Era, cioè l’anno: 2012 (dicembre). Per quell’anno la FdS è previsto dovrebbe raggiungere quota 12-13 cicli al secondo. Dopodichè la terra dovrebbe riprendere la rotazione, ma in senso inverso, rendendo veritiero il racconto tramandato dall’antichità dagli indiani Hopy dove si narra di un giorno in cui il sole sorse due volte ma da due parti opposte.
Tralasciando gli scenari apocalittici che si spalancherebbero a seguito di un ipotetico azzeramento tra pochi anni del campo magnetico terrestre e dell’arresto della rotazione della terra, questo fenomeno, che è riconosciuto dalla scienza ufficiale, sembra ci risparmierà almeno per i prossimi 500 anni (nell’ultimo secolo si è ridotto del 10%), e tra conferme e smentite, durante la mia ricerca mi sono reso conto di una strana ripetitività delle argomentazioni e delle conseguenze portate a conferma delle tesi a favore dell’aumento della FdS, quasi ad indicare una convergenza di base delle fonti informative.
Ed infatti, laddove ho potuto verificare le fonti, queste puntavano tutte verso un nome: Gregg Braden, e in particolare ad un suo seminario del 1995 – “camminare tra i mondi”.
Da qui deriva l’uso ricorrente che ho fatto in questo articolo dei verbi al condizionale, poiché, al di fuori di Braden e di tutti i siti New Age che fanno riferimento al suo seminario sopracitato, non sono riuscito a trovare altre prove che rendessero giustizia alle sue affermazioni.
Personalmente conoscevo i contenuti del seminario “camminare tra i mondi”, visto che da anni ne circola in rete una trascrizione completa, e mi ritengo essere un estimatore di Braden avendo letto i suoi libri che anzi consiglio vivamente, ma in questo caso, trattandosi non di sue semplici speculazioni filosofiche ma di elementi scientifici ben identificati e misurabili, avrei preferito avere l’evidenza della base su cui erano costruite gran parte delle sue dissertazioni, in pratica, i dati, le misurazioni ufficiali o ufficiose della FdS che in rete ci sono. È constatabile, nonostante l’ostacolo della lingua, che la frequenza base, è sempre lì inchiodata intorno ai 7 cicli.
Che dire a conclusione di tutto questo? Niente di più di quello che tutti i ricercatori già sanno, fidarsi è bene, non fidarsi della informazioni in rete forse è meglio, verificare di persona lo è ancora di più.

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